PDA

Visualizza Versione Completa : Aspetto psicologico INDIRETTO



Marco74
30-07-18, 10:44
Vorrei confrontami con voi (ma in quanti seguono qui?) riguardo un aspetto di cui non si parla mai.
Si parla sempre dell'impatto psicologico, ma sempre di quello più direttamente collegato al fatto di dover badare a un disabile e stravolgere la propria vita per assisterlo, ma mai di certi aspetti "indiretti", cioè che includo la questione parenti.


Appena successo l'incidente, sulle sedioline del pronto soccorso pensavo a tutte le mie/nostre abitudini, aspirazioni, sogni nel cassetto, ecc, che se ne sarebbero andati a remengo. Immaginavo una vita più semplice, dove anziché un weekend in moto e tenda avremmo fatto una passeggiata al parco con una birra.
Ma non avevo fatto i conti con tutte le altre persone che (purtroppo o per fortuna) ruotano attorno.
Purtroppo (o ,ripeto, per fortuna) cose del genere portano a ritrovarsi appiccicati addosso anche i parenti, suoi e miei, un sacco di gente che sputa sentenze e dice come dobbiamo fare, come dobbiamo vivere.
La POSSIBILITA' di dire "non rompetemi le balle o vi mando tutti a quel paese" diventa un lusso che non ci si può più permettere.
E in generale, anche ipotizzando parenti discreti e buoni, la privacy comunque va a farsi benedire. Almeno in questa fase.
Tra altro, strano a dirsi, i parenti meno impiccioni ma comunque più irritanti, sono i miei!!
Siamo tutti un po' nervosi……

Inoltre ci sono anche dinamiche che sono lecite e comprensibili ma che comunque mi mettono a disagio, per esempio il fatto che la mamma sia più importante del compagno: è ovvio che la mamma sarà sempre la mamma mentre dal compagno/marito si può divorziare, litigare, ecc. Ci sta. Lo capisco e lo accetto, tuttavia sta di fatto che mi sento un po' messo da parte.
"Messo da parte" significa all'inizio percepire meno sorrisi e complicità, ma poi si inizia anche a sentire che la coppia (che parla anche del futuro, quando si uscirà dall'ospedale) sono loro 2 mentre il compagno diventa un accessorio, un cagnolino.
Al momento sono una specie di avvocato, un amministratore dell'aspetto tecnico/economico, uno che viene chiamato solo quando c'è bisogno.

Ecco: si parla di dover avere un aiuto psicologico ma ,io che sono sempre lucido logico e freddo ponderatore, fin'ora non ne ho mai sentito il bisogno.
Se andassi da uno psicologo (e dovrei andarci, almeno per scopi di risarcimento economico) adesso come adesso inizierei a parlare di questo aspetto indiretto, che è quello che al momento mi sta facendo andare fuori di testa.
Il mio attuale problema non è tanto la mia compagna che resterà sulla sedia a rotelle, quanto tutte queste presenze che -purtroppo o per fortuna- ci ruotano attorno.

Marco