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Visualizza Versione Completa : ITALIANI POPOLO DI FARMACO-DIPENDENTI?



Franci
03-10-05, 08:41
Mai senza la pillola in tasca o in borsetta. Quattro italiani su dieci non rinunciano ad avere sempre con s un medicinale.
Analgesici, antidolorifici, sonniferi, persino psicofarmaci: basta il sentore o il timore che il mal di testa o il mal di denti possano arrivare ed ecco che si ricorre al rimedio farmacologico.
Meglio prevenire che curare? Si, ma qui il rischio di esagerare. Di considerare il medicinale pret-a-porter, di assumerlo con troppa leggerezza. Per il 32% degli interbistai dal mensile Riza Psicosomatica, autore della ricerca condotta su un campione di mille persone, nella maggior parte dei casi (32%) basta solo l'avvisaglia di un malessere per convincere ad assumere un farmaco.


Secondo la ricerca, un proprio personale pronto soccorso risulta indispensabile anche per una gita fuori porta nel week end (per il 26%), in vacanza (17%), ma anche al ristorante (per il 12%)
Guai, insomma, a uscire di casa senza qualche medicina in tasca, o a partire, anche solo per il week-end, senza il proprio pronto soccorso.


Anche voi non uscite di casa senza un medicinale?


Credete che la proposta di venedere i farmaci al supermercato accentuer? questa tendenza?

jasmin
03-10-05, 10:17
Credo che non costi nulla mettere in borsa aspirina onimesulide per ivari dolori che una persona puo' avere durante la giornata tenendo conto che spesso si fuori tutto il giorno, meglio premunirsi, senza per? farne una mania.


Se si hanno bambini piccoli, e si va fuori, bene avere con se un antipiretico, e qualcosa per la disinfezione delle ferite piu' qualche cerotto. A me capita spesso di prestarne a chi non "si ricorda" di portarli con se. soprattutto al mare.


Per il discorso della vendita nelsupermercato, non credo che aumenti di molto il consumo, mica sono caramelle. oltrettuto quelli da banco costano, si comprano solo se necessari.Edited by: jasmin

buasaard
03-10-05, 10:26
Gia'...io che soffro di emicranie con "aura" (praticamente prima
dell'attacco di mal di testa, vedo delle "scintille" intorno al campo
visivo che mi impediscono di guidare e perfino di vedere bene) che
faccio Mica posso aspettare venti minuti per trovare una farmacia
(ammesso che riesca a trovarla in quelle condizioni), prima la prendo
la pasticca e piu' probabile che il mal di testa sia leggero.

E poi il solo averla nel portafogli probabilmente mi evita qualche
attacco, visto che gli stati ansiosi sono favorenti l'emicrania.



Stessa cosa per le coliche renali di cui soffro, si e' vero che me ne
prende una ogni due o tre anni, ma un voltaren nel portafogli mi fa
sentire piu' sicuro, mica devo prenderlo per forza....



Parla bene Riza Psicosomatica, poi a me Morelli mi sta pure antipatico..http://www.disabiliforum.com/smileys/smiley4.gif

Akela
04-10-05, 07:12
Cari,


intanto si parla di un'indagine svolta da "Riza psicosomatica", rivista specialistica di un settore alternativo di parte.


Un campione di mille persone non attendibile per esprimere giudizi totalitari sulla popolazione.


Il problema dell'automedicazione e dell'eventuale suo abuso nasce dal fatto che sono prescrivibili prodotti da banco, senza ricetta medica.


Un paradosso che per certi prodotti farmaceutici, il vincolo alla prescrizione medica, determinato dal dosaggio e non dal principio attivo. Esempio: un normale prodotto antidolorifico da banco, dal dosaggio di 100 mg tranquillamente comprabile al banco, mentrelo stesso prodotto da 200 mg, necessita di prescrizione.


L'avere in tasca dei medicinali da usare all'occorrenza non lo vedo come un problema, l'importante l'uso che se ne fa. Al di la delle patologie croniche che necessitano di terapie continue, buona parte delle persone soffrono di problematiche risolvibili con l'assunzione di un farmaco specifico una tantum (statim, dal punto di vista medico). L'utilizzo corretto del farmaco permette di sedare una sintomatologia che, se ingravescente, necessiterebbe di terapia pi aggressiva con importante malessere aggiunto, al povero malcapitato.


E' probabile che esista un abuso di farmaci e il termine "farmacodipendenza" dovrebbe essere preso con le pinze in quanto non rientrano nella categoria tutte quelle persone che necessitano di terapie croniche la cui dipendenza legata alla risoluzione della patologia o al suo contenimento. E il semplice assumere un farmaco per la "paura" di stare male rientra nella sfera delle patologie psichiatriche ( ipocondria) e non dalla richiesta di soddisfare una dipendenza psicologica legata all'assuefazione.


Bruno