Cookie Policy Privacy Policy DUE MILIARDI SOFFRONO LA FAME



Risultati da 1 a 12 di 12
  1. #1
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    SONO DUE MILIARDI GLI UOMINI CHE SOFFRONO LA FAME.
    Il numero potrebbe decrescere ma, come al solito,
    l'interesse dei pochi (potenti) prevale sul destino dei molti (fragili)
    Il grano c'è.
    E potrebbe bastare alle popolazioni denutrite.
    Ma il 36 per cento della produzione mondiale
    serve solo all'allevamento del bestiame
    Il fatto è che centinaia di milioni di persone nel mondo lottano ogni giorno contro la fame perchè gran parte del terreno arabile viene oggi utilizzato per la coltivazione di cereali ad uso zootecnico piuttosto che per cereali destinati all'alimentazione umana. I ricchi del pianeta consumano carne bovina e suina, pollame e altri di tipi di bestiame, tutti nutriti con foraggio, mentre i poveri muoiono di fame.
    Edited by: BANDITO


  2.      


  3. #2
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    Edited by: BANDITO



  4. #3
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  5. #4
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    concordo in pieno con te ed esprimo tutta la mia solidarieta x coloro che sono piu sfortunati,ma oltre che fare delle donazioni ogni tanto non so che fare.vedo che nessuno interessa questo argomento.
    quando il gioco si fa duro,i duri iniziano a giocare...



  6. #5
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    E' UN GRANDISSIMO PROBLEMA


    quello della fame nel mondo, che deriva sicuramente dalla cattiva distribuzione delle risorse prodottenel pianeta.


    Premesso quindi che esiste un problema urgentissimo, quotidiano, improrogabile, che è quello di dar da mangiare a coloro che stanno morendo di fame, e che continuano a morire quotidianamente perchè gli aiuti non sono sufficienti, oppure non arrivano nei posti dove dovrebbero arrivare, oppure non arrivano in tempo, oppure deperiscono strada facendo.... secondo me la soluzione del problema passa da un'altra strada.


    Se da una parte è vero che l'80% dei beni prodotti sulla terra viene consumato dal 20% degli abitanti della terra, mentre l'80% del resto degli umani si deve accontentare di contendersi il consumo del rimanente 20% dei prodotti,dall'altra parte,andiamo a scoprireche chi produce il 100% dei beni sono i soliti noti, cioè le multinazionali.


    PERCHE' NESSUNO PRENDE MAI IN CONSIDERAZIONE QUESTO ASPETTO, PER ME FONDAMENTALE, DEL PROBLEMA?


    OGGI E' IN ATTO LA GLOBALIZZAZIONE, LA QUALE, SE DA UN LATO PORTERA' DEI BENEFICI IN TERMINI DI ABBATTIMENTI DI COSTI, E QUINDI, IN TEORIA, CI SARANNO PIU' BENI DISPONIBILI A PREZZI SEMPRE PIU' BASSI, DALL'ALTRA PARTE RESTRINGE SEMPRE DI PIU' LA CERCHIA DEI PRODUTTORI.


    QUINDI UN NUMERO SEMPRE MAGGIORE DI INDIVIDUI SARA' ESPULSO DAL SETTORE PRODUTTIVO, ANDANDO AD AUMENTARE IL NUMERO DI COLORO CHE SI CONTENDERANNO IL 20% DEI PRODOTTI CHE SARANNO DISPONIBILI PER LE PERSONE CHE NON FANNO PARTE DEL SISTEMA PRODUTTIVO.


    Mi si dir? che il problema, detto in questi termini, è semplicistico e semplificato, per?, secondo me, un margine di verità lo contiene,


    ED E' UNA VERITA' DELLA QUALE NON PIACE PARLARE, PERCHE' E' SCOMODA. NON E' DEMAGOGICA, NON CONTIENE PROCLAMI POPULISTICI, MA, PONENDOSI IL PROBLEMA SERIAMENTE, MAGARI CI POTREBBERO SCAPPARE DELLE BUONE SOLUZIONI.


    Ma allora quale pu? essere una soluzione?


    Per esempio si potrebbe cominciare col mettere in condizione la gente che muore di fame ad essere autosufficiente almeno sul piano alimentare,


    NON REGALANDO LORO IL PESCE, MA LA CANNA DA PESCA,


    e poi, magari, andare sul posto per insegnare a pescare.


    Ripeto, magari sto scoprendo l'acqua calda, per?, secondo me, la soluzione del problema passa anche da questa strada.


    Scusate la sbrodolata, cordialit? a tutti.
    marinotunger



  7. #6
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    E sono d'accordo Marino.



    Ma credo che i programmi seri facciano proprio questo, non regalano acqua ma pozzi nei posti assetati.



    Dal punto di vista alimentare pero' c'e' qualche problema in piu' da
    tener conto, come la desertificazione, puoi dare tutte le canne da
    pesca che vuoi ma se il fiume e' asciutto non ci sono pesci da pescare.




    E allora bisogna che questi popoli facciano un passo in piu' : arrivare
    oltre che alla autosufficienza alimentare anche ad uno stadio di
    progresso e benessere economico che possa far fronte a eventi
    eccezionali. Ricordo ai tempi del "Live Aids" migliaia e migliaia di
    persone morirono nel corno d'Africa a causa di una carestia
    eccezionale, in quel caso c'era poco da insegnare , si e' dovuto
    intervenire con un "tampone", ma se l'Etiopia avesse avuto uno sviluppo
    sufficiente in campo economico avrebbe potuto far fronte alla carestia
    importando cibo.



    Ecco perche' secondo me a fronte di interventi in campo alimentare che
    necessariamente sono a breve termine, ci debbono essere anche
    interventi di natura piu' a lungo termine. Da questo punto di vista e'
    l'Africa che e' rimasta indietro, in Asia le emergenze alimentari non
    sono cosi' frequenti, il pugno di riso bene o male lo hanno tutti anche
    grazie a un clima tutto sommato benevolo. In Asia c'e' bisogno di
    qualcosa di diverso, di uno sviluppo economico onde consentire alle
    popolazioni di vivere e non sopravvivere.






    Claudio



  8. #7
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    CONTINUO AD ESSERE D'ACCORDO CON TE BUASAARD,


    oltre agli aiuti "tampone" ci voglio anche gli aiuti "strutturali", tendenti ad assicurare l'avvio del benessere "per tutti".


    Sempre per? promuovendo la polverizzazione e l'elasticit? nell'ambito della produzione, ad evitare che s'introducano quelle brutte bestie chiamate "monopoli", che ricomincierebberonuovamente il cammino della povert? in quanto accentrerebbero i processi produttivi.


    Perch? l'accentramento del processo produttivonon sarebbe neanche un male così tanto grave:


    IL MALE E', LO SAPPIAMO TUTTI, QUANDO IL MONOPOLIO PRODUTTIVO DIVENTA UN'ARMA POLITICA, CHE SFRUTTA COLORO CHE PRODUCONO RISERVANDO I FRUTTI DEL LAVORO AI POCHI MONOPOLISTI.


    Non è un problema facile, lo sappiamo, ma se c'è la buona volont? di fare qualcosa di buono, come dici tu, i risultati arrivano.


    Il guaio è che, assieme alle formichine che lavorano per terra, ci sono rapaci avvoltoi appollaiati sui picchi delle montagne, o nascosti fra i rami degli alberi, pronti a ricominicare il gioco non appena il controllo si allenta.


    Occorre quindi mettere le formichine in grado di lavorare e stare attentiche falchi edavvoltoi non piombino dall'alto a predare, in un baleno, quello che ha richiesto anni di sacrifici ed impegno.


    E comunque bisogna dire che i falchi e gli avvoltoi, anche se non si vedono perchè sono nascosti,


    ESISTONO E COLPISCONO VELOCEMENTE, QUANDO MENO TE L'ASPETTI,


    quindi occorre tenere sempre alta la vigilanza.


    Cordialit? a tutti.
    marinotunger



  9. #8
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    su un articolo di giornale (se lo ritrovo lo allego) ho letto che quando il Sudan si è rifiutato di acquistare il grano geneticamente modificato dagli USA (per non essere costretti ogni hanno a ricomprare le sementi coperte da brevetto) questi hanno ritirato tutti gli aiuti umanitari.


    Spero si tratti solo di una diceria (cmq cercher? l'articolo) altrimenti veramente la vita unama è all'ultimo posto.
    Polvere siamo e polvere torneremo. Nel frattempo, superstar.



  10. #9
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    PICCOLO FIORE,


    quanto dici conferma in parte quello che ho detto sopra. Non conoscevo il fatto specifico, ma so che le cose, da anni ormai, vanno così.


    Anche qui in Italia, del resto, checch? se ne dica, nessun agricoltore usa, per la semina, una parte del prodotto degli anni precedenti: tutti usano le "sementi selezionate" acquistate nei vari Consorzi Agrari.


    A questo punto mi sorgono alcunidubbi:
    <UL>
    <LI>e se le sementi usate negli anni precedenti fossero state "selezionate" per dare prodotti da destinare soloal consumo, e non anche alla riproduzione?</LI>
    <LI>ma allora siamo proprio sicuri che queste sementi "selezionate" non siano, in realt?, degli OGM i cui frutti noi, allegramente, consumiamo da decenni, scambiandoli magari per "prodotti da agricoltura biologica"?</LI>[/list]


    Sai, come dice il senatore Andreotti:
    <UL>
    <LI>A pensar male si commette peccato ma, il più delle volte, ci si indovina!</LI>[/list]


    Sono proprio curioso di vedere cosa succeder? fra cent'anni!


    Cordialit? a tutti
    marinotunger



  11. #10
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    Marino, mi spiace dirlo ma ci si indovina sò.


    Lo scorso anno (o 2 anni fa?) è sucesso in veneto, vicino a casa mia, a degli agricoltori che i miei conoscono. Di solito usano sementi degli anni precedenti che magari integrano con acquistate. Ci sono stati interi campi in cui non è cresciuto niente e poi da analisi si è scoperto che è successo perchè dei consorzi avevano venduto, l'anno precedente, x "sbaglio" delle sementi OGM. E non sto skerzando.


    Per quegli agricoltori ignari un anno di raccolto mancato e per tutti quelli che hanno mangiato... chissò?!
    Polvere siamo e polvere torneremo. Nel frattempo, superstar.



  12. #11
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    QUELLA
    DEGLI
    OGM
    E'
    UNA DELE TANTE VERGOGNE DELE MULTINAZIONALI CHE PRETENDONO DI AVERE BREVETTI SUL GRANO,SULL'ACQUA E PERCHE' NO PURE SULL'ARIA TRA UN PO'.



  13. #12
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    <div style="text-align: center; font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">FAME</font>
    </div>



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