Cookie Policy Privacy Policy l’Italia e le armi.



Risultati da 1 a 20 di 20

Discussione: l’Italia e le armi.

  1. #1
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    Ho sentito ieri che l'Italia è il 7 paese nel mondo per produzione e il secondo per la vendita di armi (dietro solo agli Usa). Che bel primato: non c'è dire....
    Fabrizio
    Quando si sta vivendo, si muore!


  2.      


  3. #2
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    Dai Fabrizio siamo un paese cattolico o no?



  4. #3
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    Gia'....l'embrione va tutelato, senno' chi facciamo ammazzare da adulti?



    Ciao


    Claudio



  5. #4
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    Bhe,possiamo sempre ammazzare gli altri da embrioni ed importarli per le ricerche.In tal modo non ci sar? bisogno di ammazzarli con le armi...


    Poi,invece che sulle carrette arriveranno anche dentro belle provette sterili!Tutta un'altra cosa!


    Ciao
    State calmi se potete...
    Salvo

    Redazione rendiamo accessibile il sito.Grazie!



  6. #5
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    <TD =smText vAlign=top background="" bgColor=#f8f8fc><A name=378></A>Mr. Bean
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    <TD =smText width="80%">Postato: 15June2005 alle 08:42 | IP Salvato </TD>
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    </TD></TR></T></TABLE>Ho sentito ieri che l'Italia è il 7 paese nel mondo per produzione e il secondo per la vendita di armi (dietro solo agli Usa). Che bel primato: non c'è dire....

    __________________
    Fabrizio
    "Se siamo felici, se siamo in pace, possiamo sbocciare come un fiore; e la nostra famiglia, tutta la società,
    trarranno beneficio dalla nostra pace."
    (Thich Nhat Hanh)

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    <TD =smText vAlign=top background="" bgColor=#f4f4fb><A name=823></A>francesco
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    <TD =smText width="80%">Postato: 15June2005 alle 19:41 | IP Salvato </TD>
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    <TD =smText vAlign=top background="" bgColor=#f8f8fc><A name=1094></A>buasaard
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    <TD =smText width="80%">Postato: 16June2005 alle 11:07 | IP Salvato </TD>
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    Ciao


    __________________
    Claudio </TD></TR>
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    Bhe,possiamo sempre ammazzare gli altri da embrioni ed importarli per le ricerche.In tal modo non ci sar? bisogno di ammazzarli con le armi...


    Poi,invece che sulle carrette arriveranno anche dentro belle provette sterili!Tutta un'altra cosa!


    Ciao</TD></TR></T></TABLE></TD></TR></T></TABLE></TD></TR></T></TABLE>


    una bella partita a scacchi???!!! E' SEMPRE DURA CAPIRE DOVE STA IL GIUSTO


    * * * * * * * * robilun

    Mai dire “NO” prima



  7. #6
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    Claudio, non ho capito il tuo discorso sull'embrione...tempo fa quando ancora il referendum non era neanche in programma hai detto che per te l'embrione è già vita umana...alla luce di questo referendum in cui c'era proprio un quesito ad esso dedicato, come la pensi?


    Ila*
    <center><font color=MAGENTA><font size=\"2\">Non aetate verum ingenio apiscitur sapientia. (Plauto)</font></font></center>



  8. #7
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    Allora,



    io penso che l'embrione sia vita ma non ho molta certezza. Pero' se
    dovessi scegliere fra un embrione di 50 cellule senza cellule nervose che non ha alcuna speranza di giungere alla nascita , e
    la vita e la sofferenza di un essere umano con un sistema nervoso ben
    funzionante, mi dispiace ma una scelta la faccio.



    Pero' chi sta al governo e dice di voler tutelare una vita umana di 50
    cellule, non ha esistazione a fregarsene di una vita umana di oltre 5
    kg e vendono armi atte a uccidere esseri umani. Con un briciolo di
    coerenza chi vuole tutelare un embrione dovrebbe allo stesso tempo
    bandire la vendita di armi.

    Questo ovviamente non e' una cosa che ha fatto solo questo governo, la
    vendita di armi era gia' ben avviata nella legislatura precedente, e di
    questo tempo fa anche il Presidente Ciampi aveva fatto una
    dichiarazione che non apprezzavo per la ripresa di vendita di armi alla
    Cina, pero' visto il tema attuale riprendevo una incoerenza a mio
    modo di vedere palese.






    Edited by: buasaard
    Claudio



  9. #8
    Senior Member L'avatar di Mr. Bean
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    Citazione Originariamente Scritto da buasaard
    Allora,

    io penso che l'embrione sia vita ma non ho molta certezza. Pero' se dovessi scegliere fra un embrione di 50 cellule senza cellule nervose che non ha alcuna speranza di giungere alla nascita , e la vita e la sofferenza di un essere umano con un sistema nervoso ben funzionante, mi dispiace ma una scelta la faccio.

    Pero' chi sta al governo e dice di voler tutelare una vita umana di 50 cellule, non ha esistazione a fregarsene di una vita umana di oltre 5 kg e vendono armi atte a uccidere esseri umani. Con un briciolo di coerenza chi vuole tutelare un embrione dovrebbe allo stesso tempo bandire la vendita di armi.
    Questo ovviamente non e' una cosa che ha fatto solo questo governo, la vendita di armi era gia' ben avviata nella legislatura precedente, e di questo tempo fa anche il Presidente Ciampi aveva fatto una dichiarazione che non apprezzavo per la ripresa di vendita di armi alla Cina, pero' visto il tema attuale riprendevo una incoerenza a mio modo di vedere palese.





    Concordo Claudio. E' proprio per questo motivo che ho aperto il 3d. Mancanza di coerenza evidentissima anche secondo me.
    Fabrizio
    Quando si sta vivendo, si muore!



  10. #9
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    Ma non siamo un paese che esporta la democrazia con forze di pace e armonia?





  11. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da francesco


    Ma non siamo un paese che esporta la democrazia con forze di pace e armonia?





    Insieme alle Beretta calibro 9, naturalmente!
    Fabrizio
    Quando si sta vivendo, si muore!



  12. #11
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    E poi non siamo un paese cattolico?



  13. #12
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    TROPPO EGOISOMO E POCO SENSO CIVICO.


    TROPPA POLITICA E POCO PENSIRO ALTRUISTA.


    TROPPO TOGLIERE E POCO DARE (e non parlo di soldi)


    TROPPI SOSTEGNO A CHI CI USA PER FARE I LORO SPORCHI GIOCHI.


    TANTO POI NON CI INVITANO A FARE UNA CROCERA SUI LORO PANFILI. ALLORA MI CHIEDO XCH? SOSTENERLI.


    E' SOLO UN PENSIERO ROBILUN


    * * * * * * * * robilun

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  14. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da buasaard
    Allora,

    io penso che l'embrione sia vita ma non ho molta certezza. Pero' se dovessi scegliere fra un embrione di 50 cellule senza cellule nervose che non ha alcuna speranza di giungere alla nascita , e la vita e la sofferenza di un essere umano con un sistema nervoso ben funzionante, mi dispiace ma una scelta la faccio.



    Naturalmente non era polemica, eh Claudio! Volevo finire il discorso sull'embrione, vista la polemica che c'è stata sul quorum non raggiunto...tu sei andato a votare?


    Ila*
    <center><font color=MAGENTA><font size=\"2\">Non aetate verum ingenio apiscitur sapientia. (Plauto)</font></font></center>



  15. #14
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    Si Ilaria, uno dei pochi...






    Claudio



  16. #15
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    Infatti...mi aspettavo più affluenza alle urne e invece...si vede che la gente non si sente toccata da questi argomenti, non so...? strano comunque, con tutta la pubblicit? che si è fatto per questo referendum! Non so se la questione è l'etica di fondo (embrione = vita umana?) oppure il menefreghismo generale...resta il fatto che comunque in primo luogo non si aiuta la ricerca italiana a progredire nella cura di determinate malattie e per di più sempre più ricercatori saranno destinati ad espatriare...


    Ila*
    <center><font color=MAGENTA><font size=\"2\">Non aetate verum ingenio apiscitur sapientia. (Plauto)</font></font></center>



  17. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Butterfly*


    Infatti...mi aspettavo più affluenza alle urne e invece...si vede che la gente non si sente toccata da questi argomenti, non so...? strano comunque, con tutta la pubblicit? che si è fatto per questo referendum! Non so se la questione è l'etica di fondo (embrione = vita umana?) oppure il menefreghismo generale...resta il fatto che comunque in primo luogo non si aiuta la ricerca italiana a progredire nella cura di determinate malattie e per di più sempre più ricercatori saranno destinati ad espatriare...


    Ila*


    CONCORDO. SONO UN VOTANTE. PER ME E PER GLI ALTRI


    ERA UN "LAVARSI LE MANI" IN MASSAEdited by: robilun
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  18. #17
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    Che possiamo fare per bandire le armi? tutte le armi del mondo?
    Fabrizio
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  19. #18
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    <DIV =ing>Presentato il Rapporto alla vigilia della riunione in Gran Bretagna
    <DIV =line>Le esportazioni di armi dei paesi del G8 alimentano la povert? e gli abusi dei diritti umani</DIV>
    <DIV =ing_notes>
    <DIV>Fonte: IANSA - Amnesty International</DIV></DIV></DIV>
    <DIV style="TEXT-ALIGN: left">
    <DIV style="FONT-SIZE: 0.9em; FONT-FAMILY: Verdana, Arial">
    Gli Stati membri del G8 stanno pregiudicando il proprio impegno a ridurre la povert? e a favorire la stabilit? e i diritti umani a causa delle loro irresponsabili esportazioni di armi verso i paesi più poveri e maggiormente devastati dai conflitti. Lo denuncia una nuova ricerca della campagna Control Arms (portata avanti da Amnesty International, Oxfam e Iansa), resa pubblica alla vigilia della riunione dei ministri degli Esteri dei paesi dei G8, prevista a Londra il 23 e 24 giugno.



    Le tre organizzazioni denunciano come Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Russia e Usa stiano trasferendo equipaggiamento militare, armi e munizioni verso paesi - tra cui Sudan, Myanmar, Repubblica del Congo, Colombia e Filippine - in cui queste forniture contribuiscono a gravi violazioni dei diritti umani.



    "Ogni anno centinaia di migliaia di persone sono uccise, torturate, stuprate, allontanate dalle proprie terre grazie al cattivo uso delle armi. Come è possibile prendere sul serio gli impegni del G8 a eliminare la povert? e l'ingiustizia, se alcuni di quegli stessi governi stanno mettendo a rischio la pace e la stabilit? autorizzando consapevolmente trasferimenti di armi verso regimi repressivi, regioni di estremo conflitto e paesi che non possono permettersi di rifiutarle?" - afferma Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International.



    Il rapporto di Amnesty International, Oxfam International e International Action network on Small Arms (Iansa) dimostra quanto sia necessario appoggiare la richiesta del governo del Regno Unito e di altri dieci paesi per un trattato internazionale sul commercio di armi.



    "Questa ricerca mostra che i paesi del G8, già responsabili di oltre l'80% delle esportazioni mondiali, continuano a vendere armi che opprimono la gente più povera e vulnerabile del pianeta. La riunione dei ministri degli Esteri di questa settimana deve sostenere il trattato internazionale sul commercio di armi e avviare un percorso che porter? alla sua adozione" - ha commentato Barbara Stocking, direttrice di Oxfam.



    Il rapporto espone una serie di manchevolezze e di debolezze nel controllo delle esportazioni di armi, comuni a molti paesi del G8:
    - Canada: esportazioni in paesi coinvolti in conflitti armati o in abusi dei diritti umani, tra cui veicoli corazzati leggeri ed elicotteri in Arabia Saudita, nonch? motori per aerei e pistole nelle Filippine;
    - Francia: esportazioni che rientrano nella categoria Onu "bombe, granate, munizioni, mine e altro materiale" verso paesi soggetti a embargo dell'Unione europea come Myanmar e Sudan;
    - Germania: l'uso di componentistica tedesca nelle forniture militari destinate a paesi coinvolti in gravi violazioni dei diritti umani, come nel caso dei motori tedeschi incorporati in veicoli militari consegnati a Myanmar;
    - Italia: la "scappatoia" presente nella legislazione, che consente l'esportazione di grandi quantit? di cosiddette "armi a uso civile" verso paesi in cui sono in corso gravi violazioni dei diritti umani come Colombia, Repubblica del Congo e Cina;
    - Russia: esportazioni di armi pesanti, tra cui aerei da combattimento, verso Stati le cui forze commettono abusi dei diritti umani come Etiopia, Algeria e Uganda;
    - Usa: un consistente aiuto militare a paesi che si rendono responsabili di persistenti violazioni dei diritti umani tra cui Pakistan, Nepal e Israele;
    - Giappone: esportazioni di armi leggere e di piccole armi in paesi che fanno registrare una situazione negativa dei diritti umani come le Filippine;
    - Regno Unito: la mancanza di controllo sui materiali britannici che possono essere usati per compiere maltrattamenti e torture e il crescente uso delle "licenze aperte", che consente alle aziende di fare spedizioni multiple senza un adeguato controllo.



    Gli esempi compresi nel rapporto mostrano perchè è urgentemente necessario un rigido e coercitivo trattato sul commercio delle armi, internazionale, vincolante e basato sul diritto internazionale, soprattutto sul diritto umanitario e sulle norme relative ai diritti umani: questi standard, se fossero rispettati, potrebbero salvare la vita a molte persone, prevenire la sofferenza e proteggere i beni di sostentamento.



    "Alla luce della massiccia perdita di vite umane e della distruzione di proprietà e beni di sostentamento alimentati da questo irresponsabile trasferimento di armi, il G8 deve passare dalla retorica ai fatti e promuovere un negoziato per l'adozione di un trattato sul commercio delle armi entro il 2006. In caso contrario, ci troveremmo di fronte a un deprecabile tradimento nei confronti di milioni di uomini, donne e bambini esposti ogni giorno a violazioni dei diritti umani e alla violenza delle armi" - ha detto Rebecca Peters, direttrice di Iansa.



    Ulteriori informazioni



    La Campagna Control Arms è stata lanciata nell'ottobre 2003 da Amnesty International, Oxfam International e International Action Network on Small Arms. Il suo obiettivo è di ridurre la proliferazione e il cattivo uso delle armi e convincere i governi ai introdurre un trattato vincolante sul commercio di armi.



    In Italia la Campagna è rilanciata anche da tutte le organizzazioni della Rete Italiana per il Disarmo




    </DIV>

    </DIV>
    Fabrizio
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  20. #19
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    Armi: Italia settima in spese militari, nona per export
    di Giorgio Beretta
    Fonte: Unimondo - 9 giugno 2005


    Mentre crescono per il sesto anno consecutivo le spese militari nel mondo superando i mille miliardi di dollari - spese che per il 47% sono fatte dagli Stati Uniti (455 miliardi di dollari) - l'Italia, con una spesa 27,8 miliardi di dollari nel 2004 e di 27,6 miliardi di dollari nel 2003, si piazza al settimo posto della graduatoria mondiale per il secondo anno consecutivo, precedendo paesi tradizionalmente con alta spesa militare come la Russia (19,4 miliardi), Arabia Saudita (19,3 miliardi), Corea del Sud (15,5 miliardi) e India (15,1 miliardi). Ma non solo. Con un'esportazione di 261 milioni di dollari (in valori costanti) l'Italia è nel 2004 il nono esportatore mondiale di armi, che sono state vendute anche a nazioni sotto embargo Ue come Cina, in conflitto come India e Pakistan e fortemente indebitati come Sudafrica Brasile e Cile. Lo si evince dai dati del Sipri, l'Istituto internazionale di Stoccolma per la ricerca sulla pace, che ieri ha pubblicato il Rapporto 2005.


    Scorrendo le dettagliate tabelle del Rapporto 2005 si apprende, infatti, che l'Italia negli ultimi tre anni ricopre stabilmente un posto della tra i primi dieci della graduatoria dei maggiori esportatori mondiali di armi convenzionali: il settimo nel 2002 con un'export pari a 357 milioni di dollari, il nono nel 2003 con un'export di 303 milioni di dollari e sempre il nono nel 2004 con un export, in calo, di 261 milioni di dollari. Un calo dovuto principalmente ai tempi di consegna, mentre le nuove commesse sono in crescita come segnalava recentemente la Relazione ministriale sull'export 2004.
    Tra i destinatari di armi armi italiane e di licenze di produzione appaiono Paesi sotto embargo Ue come Cina o in conflitto come India e Pakistan: all'India nel periodo 2000-2004 l'Italia ha esportato 15 "Fire control radar" tipo Seaguard TMX da installare su fregate prodotte in India e 72 siluri A244/S ASW, mentre al Pakistan sono stati venduti 135 radar Grifo Combat della Fiar da installare su Mirage-3 e altri caccia, ed altri 57 radar sempre modello Grifo Combat della Fiar per aerei da combattimento F-7MG (F-7PG) di fabbricazione cinese.


    Nell'elenco delle destinazioni di armi italiane appaiono inoltre Paesi poveri e altamenti indebitati che destinano ingenti risorse alla spesa militare. Tra questi il Sudafrica al quale sono stati venduti 30 elicotteri da combattimento A-109K dell'Agusta per un valore complessivo di 240 milioni di dollari, che fanno parte di un "pacchetto" di ben 977 milioni di dollari che prevede tra l'altro 191 milioni di dollari destinati all'industria armiera locale per la produzione di elicotteri A-109 e A-119 destinati all'esportazione e per elicotteri A-109LUH di cui 25 assemblati in Sudafrica. Sempre della Agusta sono due elicotteri modello AB-139, di cui uno ad uso civile, destinati alla Namibia del valore di 8 milioni di dollari ciascuno mentre 8 elicotteri del modello A-109K e A-109E Power version sono stati venduti alla Nigeria.


    Tra gli export a nazioni altamente indebitate sono da segnalare i 46 radar Grifo Combat e Grifo-F version venduti al Brasile del valore di 285 milioni di dollari che fanno parte di un programma di modernizzazione dei caccia F-5BR e F-5E la cui consegna è prevista a partire da quest'anno; un contratto per siluri Black Shark AS torpedo col Cile e la modernizzazione di due fregate "Lupo" per il Per? del valore di 30 milioni di dollari.


    Tra i maggiori acquirenti delle armi "made in Italy" c'è la Malesia che nel 2003 ha firmato un contratto per 11 elicotteri A-109K della Agusta del valore complessivo di 70 milioni di dollari e A-109LUH nella versione da combattimento di cui alcuni assemblati nel paese asiatico; 6 Seaguard TMX Fire control radar; 30 siluri Black Shark AS da instalare su sottomarini Scorpene e 24 Otomat Mk-2 missili per corvette.


    Da segnalare, inoltre, i 4 radar NA-25XM "Fire control" venduti agli Emirati Arabi Uniti che fanno parte del "progetto Baynunah" del valore complessivo di 500 milioni di dollari che prevede, tra l'altro, la modernizzazione in Italia di 8 elicotteri CH-47C Chinook libici che verranno consegnati agli Emirati il prossimo anno.


    Sistemi d'arma che, come si vede, vanno d'accordo con tutte le tipologie di armi, dai Chengdu F-7MG cinesi ai caccia F-5BR brasiliani, dalle fregate Shivalik Class prodotte in India ai Mirage-3 francesi agli F-7P dell'aeronautica militare del Pakistan.
    Fabrizio
    Quando si sta vivendo, si muore!



  21. #20
    Guest

    Predefinito



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    <TD =text bgColor=#ffb359>Messaggio daBANDITOil 19Giugno2005alle10:41
    Localit?: Non Fornito Iscritto: 29Aprile2005 Posts: 1163 ProfiloCerca Citazione </TD></TR>
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    I primi par? del 183? si schierano in Sudan
    <!--
    <center></center>


    -->
    <DIV align=justify>Sono giunti all'aeroporto internazionale di Khartoum (Sudan), con un velivolo C130J dell'Aeronautica militare italiana, i primi paracadutisti del contingente militare italiano impegnati nella operazione Nilo. Sono una sessantina e fanno parte del nucleo avanzato. Nelle prossime settimane, oltre alle attivit? operative, condurranno attivit? finalizzate alla realizzazione delle strutture logistiche necessarie al dispiegamento del resto delle truppe.


    La task force Leone - questo il nome assegnato al contingente italiano - a pieno organico sar? composta da circa 220 militari tratti dal 183? reggimento paracadutisti Nembo di stanza a Pistoia e inquadrato nella brigata paracadutisti Folgore. La task force operer? nell'ambito della missione di peace-keeping sotto egida Onu denominata Unmis (United Nations Mission in Sudan) con il compito di: assicurare la difesa delle infrastrutture del quartier generale della forza Onu dislocato a Khartoum e di altre aree sensibili; costituire una Forza di reazione rapida (Rapid reaction force) per fronteggiare eventuali specifiche situazioni o minacce nell'area della capitale; assicurare la protezione ravvicinata a personale chiave delle Nazioni Unite.


    La task force Leone è comandata dal tenente colonnello Marco Tuzzolino e sar? composta da: un comando, costituito dal comandante e staff del 183?; una unit? di manovra su una compagnia del 183?; due unit? per la protezione ravvicinata alle autorit?, con personale del 183? e del 9? reggimento d'assalto Col Moschin; unit? per il supporto al combattimento costituite da polizia militare (Carabinieri) e trasmissioni del 7? reggimento di Sacile.


    La task force schierer? anche un team per il supporto logistico con nucleo sanitario, centro amministratvo d'intendenza e servizi. Sotto il comando italiano opereranno anche una unit? sanitaria norvegese di 9 militari e un plotone servizi danese di 30 militari. La composizione del contingente nazionale è stata definita in modo da garantire il più alto livello di sicurezza al personale.


    Dal momento del trasferimento di autorit? (Toa, Transfer of authority) alle Nazioni Unite, la catena di comando e controllo prevede che il capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, mantenga il comando operativo (Opcom) sulle forze, mentre il controllo operativo (Opcon) del contingente nazionale è delegato al comandante della Forza Onu in Teatro, generale di divisione Fazle Elahi Akbar (Bangladesh).


    La task force Leone sar? operativa nei primi giorni del mese di luglio, al termine del completo schieramento del contingente previsto entro fine mese di giugno.


    Fonte: Stato Maggiore Difesa </DIV></TD></TR></T></TABLE></TD></TR></T></TABLE>

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    <TR>
    <TD =text bgColor=#ffb359>Messaggio daBANDITOil 19Giugno2005alle10:57
    Localit?: Non Fornito Iscritto: 29Aprile2005 Posts: 1163 ProfiloCerca Citazione </TD></TR>
    <TR>
    <TD =text bgColor=#fffcf7>
    ANCORA
    NOSTRI
    MILITARI ALL'ESTERO!!!
    IN ENNESIMA MISIONE DI PACE.
    CHE SCHIFO
    FA
    L'IMPERO AMERICANO!
    POI QUANDOMUORE QUALCUNOLA COLPA RICADE SULLE FAMIGLIE CHE LI PERDONO CON RICONOSCIMENTI INGIUSTIDI MISSIONE DI PACE INVECE CHE GIUSTAMENTE DI GUERRA COME IN IRAQ.
    E
    DI
    CHI SE NO?
    NESSUNO NE' DI SINISTRA NE' DI DESTRA FA' OBIEZIONI REALI. SOLO PRO FORMA!
    PERCHE' NESSUNOSI FA PROMOTORE DI UN REFERENDUM
    PER FARE RIENTRARE LE NOSTRE TRUPPE?
    RISCHIANO LA VITA E NESSUNO RECLAMA.
    PER LA COSTITUZIOINE VOLUTA DAI VINCITORI L'ESERCITO ITALIANO HA ESCLUSIVAMENTE FUNZIONI DI DIFESA DEL TERRITORIO ITALIANO.
    E
    NON
    MI PARE
    CHE
    IL SUDAN
    SIA TERRITORIO ITALIANO.
    COME NON LO SONO L'IRAQ,L'AFGANISTAN,IL KOSSOVO,LA BOSNIA,IL MAR ROSSO DOVE VENGONO IMPIEGATE UNITA' NAVALI,ECC
    POI UN CONTO SAREBBE L'IMPIEGO DIQUALCHE BATTAGLIONE.
    MA QUI DA QUEL CHE RICORDO PIU' DI DIECIMILA UOMINI SONO IMPIEGATI ATTUALMENTE IN COSIDETTE MISSIONI DI PACE.
    ARMATI DI TUTTO PUNTO
    CON COSTI
    CHE SECONDO ME
    SON PARI GIA' SOLO COME STIPENDI AL COSTO DELL'INTERA ARMA DEI CARABINIERI.
    NON PARLIAMO POI DEI MEZZI,LE VETTOVAGLIE,LA LOGISTICA ECC.
    INCREDIBILE COME L'OPPOSIZIONE SIA CONNIVENTEDI FATTOCON QUESTI FATTI INCOSTITUZIONALI.
    C'E' SOLO UNA SPIEGAZIONE.
    ABBIAMO PERSO LA GUERRA.
    SIAMO STATI CONQUISTATI.
    E
    ABBIAMO I PADRONIYANKEES IN CASA CHE COMANDANO LA NOSTRA REPUBBLICHETTA DELLE BANANE.</TD></TR></T></TABLE></TD></TR></T></TABLE>



  22.      

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