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Discussione: iran

  1. #1
    Junior Member
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    il presidente operaio bush, intende importare la democrazia in iran? attendiamo, mentre la benzina aumenta


  2.      


  3. #2
    Guest

    Predefinito

    ABBASSO LE MISSIONI DI GUERRA CAMMUFFATE DA MISSIONI DI PACE.
    ASSASSINI.
    CI VORREBBE UN BEL REFERENDUM SULLAVALIDITA' DELLE COSIDETTE MISSIONI DI PACE CHE VEDONO IMPEGNATI UOMINI E MEZZI INGENTI.
    QUANTO COSTANO?
    NESSUNO NE PARLA.
    IN IRAQ GLI YANKEES SONO IN MISSSIONE DI GUERRA
    GLI ITALIANI IN MISSIONE DI PACE.
    RIDICOLO.
    SAREBBE UN VERO REFERENDUM SULLA VITA
    NON DIMENTICHIAMO L'AFGANISTAN
    LA TERRA DEI TALEBANI E DEL BURKA
    IN QUELLE TERRE L'ESERCITO ITALIANO E' TRUPPA DI OCCUPAZIONE COME QUELLE DI ALTRI PAESI EUROPEI.
    ABBIAMO ANCHE MEZZI NAVALI CHE PATTUGLIANO IL MAR ROSSO
    IN MANIERA CONTINUA.
    QUANTO COSTA TUTTO CIO' IN TERMINI UMANI E ECONOMICI?
    NESSUNO NE PARLA.
    NESSUNO SI OPPONE CON
    INIZIATIVE SE NON QUELLE DI FACCIATA.
    ANCORA
    NOSTRI
    MILITARI ALL'ESTERO!!!
    IN ENNESIMA MISIONE DI PACE.
    CHE SCHIFO
    FA
    L'IMPERO AMERICANO!
    POI QUANDOMUORE QUALCUNOLA COLPA RICADE SULLE FAMIGLIE CHE LI PERDONO CON RICONOSCIMENTI INGIUSTIDI MISSIONE DI PACE INVECE CHE GIUSTAMENTE DI GUERRA COME IN IRAQ.
    E
    DI
    CHI SE NO?
    NESSUNO NE' DI SINISTRA NE' DI DESTRA FA' OBIEZIONI REALI. SOLO PRO FORMA!
    PERCHE' NESSUNOSI FA PROMOTORE DI UN REFERENDUM
    PER FARE RIENTRARE LE NOSTRE TRUPPE?
    RISCHIANO LA VITA E NESSUNO RECLAMA.
    PER LA COSTITUZIOINE VOLUTA DAI VINCITORI L'ESERCITO ITALIANO HA ESCLUSIVAMENTE FUNZIONI DI DIFESA DEL TERRITORIO ITALIANO.
    E
    NON
    MI PARE
    CHE
    IL SUDAN
    SIA TERRITORIO ITALIANO.
    COME NON LO SONO L'IRAQ,L'AFGANISTAN,IL KOSSOVO,LA BOSNIA,IL MAR ROSSO DOVE VENGONO IMPIEGATE UNITA' NAVALI,ECC
    POI UN CONTO SAREBBE L'IMPIEGO DIQUALCHE BATTAGLIONE.
    MA QUI DA QUEL CHE RICORDO PIU' DI DIECIMILA UOMINI SONO IMPIEGATI ATTUALMENTE IN COSIDETTE MISSIONI DI PACE.
    ARMATI DI TUTTO PUNTO
    CON COSTI
    CHE SECONDO ME
    SON PARI GIA' SOLO COME STIPENDI AL COSTO DELL'INTERA ARMA DEI CARABINIERI.
    NON PARLIAMO POI DEI MEZZI,LE VETTOVAGLIE,LA LOGISTICA ECC.
    INCREDIBILE COME L'OPPOSIZIONE SIA CONNIVENTEDI FATTOCON QUESTI FATTI INCOSTITUZIONALI.
    C'E' SOLO UNA SPIEGAZIONE.
    ABBIAMO PERSO LA GUERRA.
    SIAMO STATI CONQUISTATI.
    E
    ABBIAMO I PADRONIYANKEES IN CASA CHE COMANDANO LA NOSTRA REPUBBLICHETTA DELLE BANANE.
    I primi par? del 183? si schierano in Sudan
    <!--
    <center></center>


    -->
    <DIV align=justify>Sono giunti all'aeroporto internazionale di Khartoum (Sudan), con un velivolo C130J dell'Aeronautica militare italiana, i primi paracadutisti del contingente militare italiano impegnati nella operazione Nilo. Sono una sessantina e fanno parte del nucleo avanzato. Nelle prossime settimane, oltre alle attivit? operative, condurranno attivit? finalizzate alla realizzazione delle strutture logistiche necessarie al dispiegamento del resto delle truppe.


    La task force Leone - questo il nome assegnato al contingente italiano - a pieno organico sar? composta da circa 220 militari tratti dal 183? reggimento paracadutisti Nembo di stanza a Pistoia e inquadrato nella brigata paracadutisti Folgore. La task force operer? nell'ambito della missione di peace-keeping sotto egida Onu denominata Unmis (United Nations Mission in Sudan) con il compito di: assicurare la difesa delle infrastrutture del quartier generale della forza Onu dislocato a Khartoum e di altre aree sensibili; costituire una Forza di reazione rapida (Rapid reaction force) per fronteggiare eventuali specifiche situazioni o minacce nell'area della capitale; assicurare la protezione ravvicinata a personale chiave delle Nazioni Unite.


    La task force Leone è comandata dal tenente colonnello Marco Tuzzolino e sar? composta da: un comando, costituito dal comandante e staff del 183?; una unit? di manovra su una compagnia del 183?; due unit? per la protezione ravvicinata alle autorit?, con personale del 183? e del 9? reggimento d'assalto Col Moschin; unit? per il supporto al combattimento costituite da polizia militare (Carabinieri) e trasmissioni del 7? reggimento di Sacile.


    La task force schierer? anche un team per il supporto logistico con nucleo sanitario, centro amministratvo d'intendenza e servizi. Sotto il comando italiano opereranno anche una unit? sanitaria norvegese di 9 militari e un plotone servizi danese di 30 militari. La composizione del contingente nazionale è stata definita in modo da garantire il più alto livello di sicurezza al personale.


    Dal momento del trasferimento di autorit? (Toa, Transfer of authority) alle Nazioni Unite, la catena di comando e controllo prevede che il capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, mantenga il comando operativo (Opcom) sulle forze, mentre il controllo operativo (Opcon) del contingente nazionale è delegato al comandante della Forza Onu in Teatro, generale di divisione Fazle Elahi Akbar (Bangladesh).


    La task force Leone sar? operativa nei primi giorni del mese di luglio, al termine del completo schieramento del contingente previsto entro fine mese di giugno.


    Fonte: Stato Maggiore Difesa


    </DIV>Edited by: BANDITO



  4.      

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