Cookie Policy Privacy Policy DisabilitÓ e Vita Indipendente.......



Risultati da 1 a 20 di 20
  1. #1
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    Vita Indipendente ?, fondamentalmente, poter vivere proprio come chiunque altro: avere la possibilit? di prendere decisioni riguardanti la propria vita e la capacit? di svolgere attivit? di propria scelta, con le sole limitazioni che hanno le persone senza disabilit?.

    Vita Indipendente vuol dire affrontare tutte le questioni che riguardano specificatamente le persone con disabilit? secondo una particolare filosofia che potremmo chiamare della libert? nonostante la disabilit?.

    Vita Indipendente non dovrebbe essere definita in termini di "vita per conto proprio", magari con un lavoro adatto alle proprie capacit? ed ai propri interessi, o con una intensa vita sociale. Vita Indipendente non coincide neppure con il "fare da s˛" le cose, con l'essere autonomi. Questi sono, o meglio possono essere solo alcuni aspetti del vivere in maniera indipendente.

    Vita Indipendente ha a che fare con l'autodeterminazione.
    ? il diritto e l'opportunit? di perseguire una linea di azione ed Ŕ la libert? di sbagliare e di imparare dai propri errori, esattamente come le persone che non hanno disabilit?.

    Vita Indipendente riguarda soprattutto le persone con disabilit?, tuttavia chi la persegue sa che attorno a ogni persona con disabilit? che sia libera, si aprono spazi di libert? per madri, padri, fratelli, sorelle, figli, figlie, mogli, mariti, compagne, compagni, amiche, amici con esse in relazione.

    Vita Indipendente non Ŕ facile, e pu? essere rischiosa, ma milioni di persone con disabilit? considerano questo obiettivo ben pi¨ elevato rispetto ad una vita di dipendenza, di delega, con limitate possibilit? ed aspettative mancate.

    di Gianni Pellis..






    Il Movimento per la Vita Indipendente

    Nasce negli Stati Uniti nei primi anni '70 grazie alla volont? e all'impegno di un gruppo di studenti con disabilit? dell'Universit? della California, a Berkeley. Da allora, con forte determinazione, il movimento ha esteso la sua attivit? a livello internazionale, battendosi per rivendicare e conquistare i diritti inalienabili della persona con disabilit?: diritto all'assistenza personale autogestita, a formare una famiglia, a servizi adeguati, agli ausili tecnici, all'istruzione e alla formazione, al lavoro e all'integrazione sociale. In sostanza, il diritto alla vita.


    Vita Indipendente: tentativo di una definizione.
    Adolf D. Ratzka, dr. in medicina
    Istituto della Vita Indipendente, Stoccolma, Svezia

    La Vita Indipendente Ŕ una filosofia e un movimento di persone con disabilit? che lavorano per pari opportunit?, rispetto per se stesse ed autodeterminazione. "Vita Indipendente" non significa che noi non abbiamo bisogno di nessuno, che vogliamo vivere isolati. "Vita Indipendente" significa che noi vogliamo esercitare il medesimo controllo e fare le medesime scelte nella vita di tutti i giorni che i nostri fratelli e sorelle non disabili, vicini ed amici danno per scontati. Noi vogliamo crescere nelle nostre famiglie, andare nelle scuole della nostra zona, usare lo stesso bus, fare lavori che siano in linea con la nostra educazione e le nostre capacit?. Di pi¨, proprio come tutti, noi abbiamo bisogno di farci carico della nostra vita, pensare e parlare per noi.

    Le statistiche mostrano che le persone disabili possiedono un minore grado d'istruzione rispetto al resto della popolazione, hanno situazioni abitative peggiori, sono pi¨ spesso disoccupate; in numero minore arrivano a sposarsi ed hanno figli. Ŕ stato detto di noi che siamo diversi e che le nostre vite sono inutili, come sottintendono i termini di "ipovalidi" e di "invalidi".

    In molti paesi ai bambini con disabilit? non si d? neppure la possibilit? di vivere, vengono uccisi prima di nascere.

    Una delle cause pi¨ importanti del nostro essere cittadini di serie B Ŕ il modo in cui la societÓ guarda alle persone con disabilit?. C'? una tendenza ad etichettare la gente che sia diversa come "malata". I malati non debbono lavorare e sono esentati dai normali obblighi della vita. Finch? noi siamo considerati malati dal grande pubblico, ci sar? poca comprensione, per esempio, sul perchŔ noi abbiamo bisogno di usare i normali mezzi pubblici, perchŔ esigiamo lavori veri e non solo terapia.

    Se noi permettiamo alle altre persone di trattarci come fossimo dei malati, non dovremmo essere sorpresi se loro cercano di proteggerci e cosý facendo controllano e limitano la nostra vita. Se noi ci consideriamo malati e in costante necessit? di una "cura", sar? difficile per noi accettare la nostra disabilit? come una componente normale della vita e dirigere la nostra vita.

    Il modello medico di disabilit? vede il problema nel singolo. Io non posso usare i trasporti pubblici nella maggior parte dei paesi. Questo accade perchŔ ho avuto la polio una trentina d'anni fa oppure perchŔ gli autobus sono costruiti senza considerare i bisogni di TUTTI gli utenti? Fino a quando la societÓ continua a credere che il problema risiede in me, non ci saranno bus accessibili.

    Il modello medico usa etichette diagnostiche che tendono a dividere le persone disabili in molti diversi gruppi. Le diagnosi ci fanno sentire diversi quando, di fatto, noi condividiamo molti degli stessi problemi. Nella filosofia della Vita indipendente non ha importanza per quali ragioni abbiamo una disabilit?. Quello che importa Ŕ il riconoscere che tutti indipendentemente dal tipo e dal grado della loro disabilit? possono imparare ad assumersi maggiore responsabilit?, a prendere pi¨ decisioni riguardo alla loro vita e ad apportare un contributo maggiore alle loro famiglie e alla comunit?.

    La riabilitazione Ŕ un intervento che Ŕ limitato nel tempo e nell'azione. Noi abbiamo bisogno di avere accesso ai migliori servizi medici e riabilitativi inclusi gli ausili come carrozzine, arti artificiali, ecc. Ma la vita vera comincia dopo la riabilitazione, solo quando noi scopriamo se la societÓ Ŕ pronta ad accettarci. Sfortunatamente il pi¨ delle volte scopriamo che la societÓ ha pi¨ bisogno di essere riabilitata di noi.

    In molti paesi occidentali molti di noi vengono rinchiusi negli istituti. L?, si sostiene, possiamo essere meglio "curati". Con questa argomentazione siamo messi in asili nido speciali, scuole speciali, laboratori speciali, abitazioni speciali e trasporti speciali. Scuole speciali o laboratori speciali ci fanno sentire diversi e male ci preparano alla competitivit? nel mondo reale. Nell'occidente combattiamo per chiudere gli istituti e per convogliare la nostra strada nella corrente principale della societÓ. In altre parti del mondo non si pu? ancora avere altro che molti istituti. In questi luoghi c'Ŕ la possibilit? storica di evitare gli errori che abbiamo fatto in occidente.

    In molti paesi ci sono organizzazioni di carit?, capeggiate da persone non disabili che raccolgono denaro dipingendoci come esseri privi d'aiuto, miseri e da compatirsi. Spesso queste organizzazioni intervengono a nome delle persone disabili ed informano i governi sulla politica per la disabilit?. Alle persone disabili per se stesse raramente viene chiesto di che cosa hanno bisogno.

    Come possiamo migliorare la nostra situazione? Come possiamo avere la procura noi stessi?

    Dobbiamo spezzare il monopolio dei professionisti non disabili che parlano a nome nostro, definire i nostri problemi e suggerire le soluzioni per le nostre necessit?. Dobbiamo metter su delle organizzazioni efficienti che rappresentino il punto di vista delle stesse persone disabili. I governi debbono riconoscere le nostre organizzazioni come collaboratrici nell'elaborare la politica sulla disabilit?. Noi persone disabili dobbiamo aiutarci l'un l'altra a cambiare il nostro atteggiamento nei confronti di noi stessi. Guardarti come una persona normale Ŕ una dura battaglia quando ti Ŕ sempre stato detto che sei diverso, che non puoi fare questo e non puoi fare quello. In questa lotta abbiamo bisogno di qualcuno in cui identificarci, qualcuno che si trova in una situazione simile. Noi lo chiamiamo sostegno alla pari. Sostegno alla pari significa partecipare dei frutti dell'esperienza di uno.

    In parecchi paesi le persone con disabilit? si aiutano vicendevolmente in Centri per la Vita Indipendente scambiandosi informazione, consigli, aiuto legale e supporto alla pari. Le persone che vi lavorano sono esse stesse disabili e sanno di che parlano per esperienza di prima mano. I centri lavorano per cambiamenti nella societÓ, come aumentare l'accesso nelle abitazioni e nei trasporti. In diversi paesi i centri per la Vita Indipendente ricevono regolari sovvenzioni dal governo, perchŔ Ŕ riconosciuto che le persone disabili sono i migliori esperti nelle materie concernenti la disabilit?.

    Ogni societÓ che pretende di essere una democrazia e che rispetta i diritti umani deve estendere questi diritti a TUTTI i suoi cittadini. Per garantire i nostri diritti ci dev'essere una legislazione che includa monitoraggio, revisioni periodiche e sanzioni che colpiscano. Le organizzazioni di persone disabili debbono essere coinvolte in maniera determinante in tutti questi passaggi. La legislazione deve proteggerci dalla discriminazione in tutti i campi della vita pubblica e privata. Gli Stati Uniti hanno creato un esempio con il loro gli Americani e l'Atto sulle Disabilit? che Ŕ stato fortemente influenzato dalla filosofia della Vita Indipendente. Ma noi persone disabili dobbiamo renderci conto che nessun passo di legislatura di per se stesso ci garantir? automaticamente i nostri eguali diritti, a meno che ciascuno di noi nella sua vita di tutti i giorni rivendichi attivamente ed usi questi diritti.

    Per tutta la durata della storia c'Ŕ stato l'atteggiamento mentale che la disabilit? sia una catastrofe per il singolo individuo e la famiglia, che noi dipendiamo dagli altri membri della societÓ, che noi non possiamo contribuire, che noi siamo un peso. Questo lavaggio del cervello ci ha sviati dal prender consapevolezza che la disabilit? Ŕ un problema politico, una questione d'ineguale distribuzione del potere, non un problema medico o tecnico. Poich? ci Ŕ stato detto che noi non possiamo fare molto da soli, abbiamo affidato ad altri di combattere per la nostra causa. Siccome abbiamo provato vergogna per la nostra disabilit?, siamo rimasti dietro le quinte.

    Siamo l'estrema minoranza a combattere per i nostri diritti e non ce ne andremo. Anche con la prevenzione pi¨ sofisticata, servizi di arresto sul nascere e riabilitazione ci saranno sempre persone con disabilit? e spetta a noi costruire le nostre societÓ in maniera tale che ciascuno possa viverci con dignit? e rispetto per se stesso. E dobbiamo partire da adesso.


    E'un progetto davvero interessante...

    http://www.consequor.it/

    Angela
    Quello che sorprende gli altri non Ŕ tanto quello che facciamo, ma il vedere che ci sentiamo felici di farlo e sorridiamo facendolo.\"di Madre Teresa di Calcutta\"


  2.      


  3. #2
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di miooim
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    per uscire dal disagio sono andato via da casa per affrontare la vita
    che avevo perso in 17 anni. ci sono riuscito ho raggiunto la mia vita,
    autonoma, e indipendente...e mi son messo in carreggiata riuscendo a
    raggiungere la libert?, che prima non avevo. la mia storia ?
    particolare come Ŕ particolare la storia di ogniuno...c'Ŕ molto da
    raccontare!
    sn un baleniere, dico sempre ci˛ che mi balena in testa



  4. #3
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    Bravissimo mio...sei stato davvero in gamba continua sempre cosi'eh?Stimo tantissimo le persone che si danno da fare pur ottenendo i propri diritti,dignit?,bisogna avere tanto di polso e tu ne hai da vendere mio...e soprattutto una soddisfazione personale quello di essere indipendenti e autonomi no?Certo ognuno poi ha la propria croce nella vita tu la tua,io la mia,gli altri la loro ma la vita va cosi'l'importante e credere nelle proprie forze...in bocca al lupo(crepi lupo)



    ciao

    angela
    Edited by: soleado
    Quello che sorprende gli altri non Ŕ tanto quello che facciamo, ma il vedere che ci sentiamo felici di farlo e sorridiamo facendolo.\"di Madre Teresa di Calcutta\"



  5. #4
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    Ciao a tutti , ho bisogno di un consiglio vorrei auutare un amico che ha deciso di trasferirsiabita al sud e vuoletrasferirsi a milano primo perchŔ e' in cura in un'ospedale ed ogni anno deve fare controlli ma soprattutto per essere piu' indipendente e riuscire a trovare lavoro.ma non so dove andare e a chi devo chiedere . Vi ringrazio in anticipo


    Ciao Ele



  6. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Dumby


    Ciao a tutti , ho bisogno di un consiglio vorrei auutare un amico che ha deciso di trasferirsiabita al sud e vuoletrasferirsi a milano primo perchŔ e' in cura in un'ospedale ed ogni anno deve fare controlli ma soprattutto per essere piu' indipendente e riuscire a trovare lavoro.ma non so dove andare e a chi devo chiedere . Vi ringrazio in anticipo


    Ciao Ele





    Guardo cosi d'acchito...posso dirti di prendere contatti con gli utenti del sito che vivono a milano, oppure di fare delle ricerche su tutte le ass. o comunit? del posto. Prendi pi¨ contatti possibilo cosi potrai far sistemare il tuo amico e realizzare il suo sogno...
    sn un baleniere, dico sempre ci˛ che mi balena in testa



  7. #6
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    Miooim, e come fai tutto da solo? Ti cucini, lavi i piatti, i panni, stiri??? E ce la fai da solo??? Anche io vorrei "isolarmi" un p?, ma datosi che tutto questo non lo pooso fare da solo ....



  8. #7
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    Paole' t'ho detto mille volte che si puo' fare tutto da soli (o quasi).



    Per cucinare e' la cosa piu' facile di questo mondo, lavare i piatti
    pure (se necessario anche io cucino e lavo i piatti) , per lavare i
    panni hanno inventato la lavatrice..., e per stirare con un po' di buona volonta' si puo' fare.

    Te mi sa che sei viziatooooooooooo



    Comunque tu dovresti andare in un centro occupazionale dove
    innanzitutto ti aiutano a scegliere la carrozzina che piu' si adatta
    alle tue esigenze, ti insegnano a caricarla autonomamente in auto, ti
    insegnano ad usarla (attento a non ribaltarti se no fai come me che ho
    dato una capocciata che l'ha registrata il sismografo..), e poi li dove sono andato io insegnano anche a cucinare, a usare la lavatrice etc...

    Insomma ti addestrano a fare tutto da solo...



    Come dice qualcuno qui : volere e' potere...



    Ciao e datte' da fa'....






    Claudio



  9. #8
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    Pero' non fare colpi di testa Paoletto, io non so gli affari tuoi, ma
    hai una moglie, dei figli. Se si tratta di fare una vacanza da soli e'
    un conto e ti dico fallo, ma mollare tutto per andare all'avventura
    della vita e' un altro e ti dico pensaci non una ma dieci volte...










    Claudio



  10. #9
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    A volte si tratta solo di prendere coraggio...dico a volte perchŔ ci sono disabilit? e disabilit?. Ho un'amica che viveva male in famiglia, l'ho aiutata a fare le domande per la casa popolare, Ŕ riuscita ad averla tutto al piano terra perfetta per lei, poi l'ho messa davanti al fatto che non era peggio di me. Ormai sono 11 anni che vive sola, sola si fa per dire, casa sua Ŕ un porto di mare...avendo un carattere dolcissimo ha amici e amiche che la vanno a trovare , il comune la porta a fare visite di controllo, il negoziante le porta la spesa a casa, la parucchiera la va a prendere e la riporta a casa. Una volta ogni 15 giorni una persona amica le fa una pulizia generale. Morale Ŕ ringiovanita ed Ŕ felicissima. Ripeto non tutti possono farlo, ma molti si auguroni a chi ci prova, non Ŕ difficile...ciao
    Sempre devi avere in mente Itaca ...di Constantinos Kavafis



  11. #10
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    Ciao a tutti un sentito grazie per i consigli .grazie a miooim iniziero a prendere contatti e a pellegrina per avermi raccontato la sua esperienza ci provero anche io ad aiutare il mio amico poi vi faro sapere .


    Un abbraccio a tutti GRAZIE mille a presto Ele








  12. #11
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di paoletto51
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    Claudiooooooo!! Grazie per i consigli, me li ero persi!!! Non temere non voglio andare all'avventura!! Per quello che dici tu, guarda che io sono autonomo in tutto e per tutto!! Ma vuoi mettere lo sforzo che si fa a fare una cosa dalla carrozzina e da "in piedi"?? Io faccio cose che non ti immagini nemmeno, riattacco perfino le mattonelle cadute da sopra allo scaletto.. Ma cucinare, stirare La carrozzina superleggera la tengo.. Ma c'Ŕ poco da imparare, se non ce la fai non ce la fai!!!



  13. #12
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    Ciao a tt ho seguito vostri consigli ed ho preso contatti ma forse nn bastano.... qualche giorno fa ho sentito il mio amico per aggiornarlo sulle novita' ( la possibilita' di trascorrere del tempo in una casa famglia nel frattempoche ci sia la possiblita di un lavoro edun eventuale concorso x case popolari ) naturalmente deve avere la residenza xdare inizio a tt le pratiche dice di avere molti amici al nord ma nn se la sente di chiedergli qto favore... e poi al tel mi sembrava nn molto convinto anche se e' una cosa che desidera...lo sentivo strano come se ci fossero un sacco di problemi.... forse ci sono ed io nn li vedo? Forse il problema e la casa famiglia e' cosi terribile? Aiutatemi voiGrazie mille Ele



  14. #13
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di paoletto51
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    E come te possiamo aiut??



  15. #14
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    penso bisogni superare le proprie paure, non sottovalutarsi e quindi
    non pensare che una cosa sia per forza impossibile da fare se almeno
    prima non si prova e non si insiste un po'..

    alla base c vogliono buone motivazioni e voglia d essere liberi il +
    possibile..quindi quando si riesce a raggiungere l'obbiettivo
    indipendenza diventa persin bello lavare il pavimento, una cosa non
    dobbiamo dimenticare: apprezzare le tante piccole cose che magari prima
    d un incidente non notavamo neanche..perci˛ nonostante la sfortuna
    bisogna saper guardarsi indietro e magari dire: ecco, questa cosa non
    mi immaginavo di poterla fare eppure oggi ci riesco!

    parola di tetraplegico che oggi cucina, lava a terra, va in bagno,a
    letto da solo, lava i suoi vestiti, piega le sue maglie pulite
    (anche quelle zozze),porta a spasso il suo cagnolonzo bavoso ecc..ecc..



    per? devo dire che stirare proprio non mi va





  16. #15
    Junior Member L'avatar di Colpo_Doppio
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  17. #16
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    Ciao mioo, bravissimo io ho paura di restare sola vivo con mia mammadi 80 anni .


    ma come fai se ti viene la febbre chi ti aiuta quando stai male, chi ti fa da mangiare ecc..........


    Chi ti lava o chi ti stira ..............................TI PREGO RISPONDIMI IO DI RIMANERE DA SOLA HO UNA GRAN FIFA .


    ABITO IN CAPGNA IN PROV. DI CHIETI UN ABBRACCIO GRANDE SALLIEdited by: salli



  18. #17
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    Salli,



    con un po' di organizzazione si puo' fare tutto. Dipende pero' dalle
    tue condizioni fisiche.Un paraplegico o comunque qualcuno che ha l'uso
    delle mani puo' fare tutte le cose che dici tu : far da mangiare,
    lavare , stirare...



    Personalmente credo che la cosa piu' complicata per chi sta in
    carrozzina sia quella di lavare il pavimento, ma penso che con un
    briciolo di organizzazione e di "inventiva" si potrebbe fare anche
    quello. Io una volta mi ricordo di averlo fatto perche' mia moglie non
    c'era e si era allagato il bagno, ho asciugato il pavimento con il
    "mocio" e poi ho rilavato.



    Dovresti frequentare un "centro per l'autonomia" dove fanno terapia
    occupazionale. A Roma ce n'e' uno , dove insegnano ai disabili anche a
    cucinare, a fare la lavatrice, a stirare, insomma a rendersi il piu'
    possibile autonomi.



    Il sito e' www.centroperlautonomia.it , se ti interessa puoi chiamarli
    e sentire come fare tu da Chieti. Dovresti stare a Roma per un po'
    (certo il problema sono gli alberghi che costano), pero' mi hanno detto
    che per persone che vengono da fuori fanno dei "corsi" concentrati,
    invece che due volte a settimana come fanno per chi abita a Roma, fanno
    un corso tutti i giorni.

    Potrebbe valere la pena fare un "investimento" per il tuo futuro
    spendendo soldi per l'hotel, tieni conto che a Roma anche i mezzi
    pubblici sono accessibili. Quindi se trovi un hotel dalle parti della
    Garbatella c'e' un autobus che ci arriva diretto.



    Tu che patologia hai?


    Claudio



  19. #18
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    Salve,


    scusate se mi intrometto, ma mi Ŕ venuto spontaneo.


    Volevo puntualizzare delle cose che ice buasaard: venire a Roma, da Chieti x alloggiare in un albergo e intanto fare il corso x diventare autonomi....mi sembra una grande stupidata....


    Esistono, scusa, corsi anche per fare la mamma o il pap??


    Penso seriamente che un individuo, se ha voglia, si addestra strada facendo, da solo, x modo di dire, giorno dopo giorno, nel senso che ovvier?, magari sbagliando, alle incombenze che la vita ti offre.


    Ida



  20. #19
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    Nessuna intrusione, Ida, il forum Ŕ fatto apposta per esprimere le proprie opinioni.


    Credo che sia un peccato rinunciare a tutta l'esperienzae la tecnologiamesse a disposizione dai centri per l'autonomiae riscoprire tutto da capo da soli.


    Franco





  21. #20
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    Concordo Franco!


    L'esperienza che hanno loro,serve anche a farci scoprire cose che mai penseremmo esistano o possano essere fatte da una persona con difficolt?!


    Ciao


    Aggingo cmq un p? di link riguardanti la vita indipendente:


    http://www.enil.it/


    http://www.dpitalia.org/


    http://it.groups.yahoo.com/group/VitaIndipendente/
    State calmi se potete...
    Salvo

    Redazione rendiamo accessibile il sito.Grazie!



  22.      

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