Buongiorno, scrivo come sfogo a chi ha voglia di ascoltare, a chi avrebbe voglia di parlare di questioni (e quella che vi sottopongo è solo una delle tante di cui SI DOVREBBE PARLARE!!!) che andrebbero risolte, semplificandone la burocrazia che se pur necessaria in uno stato di diritto a volte è assolutamente fuori proporzione anche per un paese come il nostro!

E’ stato un anno difficile per tutti, per molti un po’ di più, per chi ha sofferto, per chi ha perso la vita in primis, ma anche per chi ha vissuto e vive questi giorni con l'ansia di ammalarsi sapendo che sarebbe molto più dura che per chi è in salute, e per chi ha l'ansia di proteggere il caro che non può assolutamente ammalarsi...
Nel frattempo le cose hanno comunque il loro corso, per quanto possibile, burocrazia compresa.

La speranza è che tutto questo sia riuscito ad insegnarci qualcosa, a vari livelli, ma speriamo abbia insegnato a chi ha il potere di decidere, nello specifico a chi le leggi le fa. Proteggere la scuola, la sanità e i più fragili... TUTELARE i fragili...

Mi piacerebbe che ci soffermasse sul senso della “proporzione”, mi piace pensare alla proporzione come concetto democratico: se le regole, le leggi, seguissero il concetto della proporzione, saremmo tutti più propensi a rispettarle, rafforzando il senso di appartenenza ad una comunità.

Ecco la mia esperienza “fori proporzione”…
Sono la sorella di D., una donna di 51 anni con una grave disabilità dalla nascita (autismo e sindrome di Down, principalmente) siamo cresciute con nostra madre che si è occupata di noi da sola, lavorando sempre, visto che nostro padre è mancato quando io avevo 6 anni e mia sorella 9.
Famiglia modesta, senza ricchezze o patrimoni di nessun genere, solo una casa per fortuna ereditata dal nonno paterno, dove attualmente vivono D. e mia madre, unico reddito le pensioni.
Ad aprile 2019 è mancata la nonna paterna, la parte di eredità spettante a mia sorella ammonta a 242,77 euro (non un errore, poco più di duecento euro!) distribuiti in 3 conti correnti, una appartamento di edilizia popolare del 1950 che potrebbe secondo le stime (nel caso riuscissimo a venderlo, nel frattempo paghiamo l’IMU…) portare altri 7.500 euro (quota che spetta a D.). Scusate i numeri, ma per parlare di “proporzione” sono necessari.
Iniziamo subito le procedure per avere dal Giudice Tutelare il via libera all’accettazione dell’eredità, D. è interdetta (così ci è stato consigliato di fare nel 1987...) e qui si entra nel tunnel della burocrazia…
Mi rendo conto che la legge che tutela i minori e le persone incapaci di provvedere ai propri interessi viene definita una legge buona e necessaria ma mi sembra davvero fuori proporzione la mole di documenti da produrre (che non elenco per questioni di spazio), arriviamo poi al costo di una simile procedura che tra marche da bollo, imposte di registro, compenso del cancelliere per la redazione dell’inventario dei beni contenuti nell’appartamento (con mobili di nessun valore economico che andranno al macero) arrivano a 896,81euro!
Qui mi chiedo: ma chi eredita invece un paio di milioni? La procedure è la stessa, con l’ulteriore vantaggio che chi ha condizioni economiche simili ha probabilmente un avvocato che sbriga agevolmente tutte le pratiche, noi comuni mortali, indipendentemente dal titolo di studio e dalle competenze, invece, prendiamo permessi al lavoro, ci facciamo 30 chilometri per raggiungere il tribunale innumerevoli volte, cerchiamo di non prenderci un esaurimento nervoso per capire e produrre quanto richiesto da questo sistema…
Fermo restando la necessità di garantire alle parsone che non sono in grado di provvedere ai propri interessi un Giudice Tutelare che verifichi che non vengano ereditati debiti e che non ci siano soprusi mi chiedo: non sarebbe più proporzionato prevedere misure diverse sulla base dell’entità delle sostanze ereditate?
Nel frattempo siamo a gennaio 20121… certo, la pandemia ci ha messo lo zampino… ma non abbiamo ancora concluso l’iter, conti correnti bloccati (in particolare quello in posta che richiede documentazioni ulteriori e diverse) appartamento non vendibile fino a quando non avremo l’autorizzazione alla vendita da parte dal Giudice… ma intanto paghiamo l’IMU e le spese condominiali…
18 mesi, valanghe di documenti, e non possiamo ancora avere niente, se non le tasse...
E tutto questo in nome della tutela! Non vi pare assurdo?