Vivere con le protesi espone a lividi, piaghe e vesciche sui monconi che vengono sollecitati bruscamente, poi ci sono i soliti dolori da arto fantasma, se penso a quelle notti in cui sono caduta dal letto alzandomi automaticamente perché il mio cervello teneva ancora memorizzato il consueto schema motorio. Seguo alla lettera le indicazioni del mio fisiatra, che consistono in due punti chiave: igiene e idratazione. Naturalmente continuo tuttora a seguire i suoi consigli,per proteggere e preservare la pelle soprattutto di quella zona, ormai estremamente delicata. Ogni sera detergo profondamente con acqua e sapone neutro sia il moncone, sia la cuffia di silicone che lo avvolge. Poi stendo un generoso strato di crema idratante, massaggiando a lungo e delicatamente la parte. Al mattino ripeto tutto. E prima di applicare le protesi faccio molti esercizi di stretching, per mantenere il tono muscolare elastico e resistente: essendo un’amputata bilaterale non ho un contatto naturale con il terreno come invece chi conserva ancora un arto dei suoi, quindi ho bisogno di avere muscoli saldi per mantenere una buona gestione delle protesi. Ciò nonostante, basta poco per causare alla pelle lesioni più o meno consistenti: in quel caso uso pomate farmaceutiche cicatrizzanti e lenitive. E quando ho dolori muscolari utilizzo un gel antinfiammatorio. Ora vedo le protesi non più come un fastidio ma come un mezzo che mi ha permesso di tornare in un certo senso alla normalità.