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    <a href="http://www.associazi&#111;nedeicostituzi&#111;nalisti.it/cr&#111;nache/
    <br / target="_blank">giurisprudenza_costituzionale/disabilita_congedo/">Anche ai fratelli
    spetta il congedo retribuito</a>

    Ai fratelli di persone con disabilit? spetta il congedostraordinario
    retribuito non solo dopo la ?scomparsa? deigenitori ma anche
    quando questi siano totalmente inabili



    di Federico Girelli - federicogirelli@yahoo.it
    (Dottorando di ricercain Diritto costituzionale e diritto pubblico
    generale presso la Facolt? di Giurisprudenza dell?Universit? ?La
    Sapienza? di Roma)



    La Corte costituzionale con la sentenza n. 233 del2005 PDF
    (Contri, Presidentee Redattore) torna a pronunciarsi in tema di
    disabilit? con particolareriferimento, questa volta, alla posizione
    delle sorelle e dei fratelli dellepersone disabili.



    La Corte d'Appello di Torino sez. Lavoro ha rimesso alla Consulta la
    questione di legittimit? costituzionale dell'art. 42, comma 5, del
    decreto legislativo n. 151/2001 (Testo unico delle disposizioni
    legislative in materia di tutela e sostegno della maternit? e della
    paternit?, a norma dell'articolo 15 della L. 8 marzo 2000, n. 53)
    ?nella parte in cui prevede che le sorelle o i fratelli del soggetto
    handicappato possono fruire del congedo solo in caso di scomparsa
    dei genitori e non anche nell'ipotesi in cui questi ultimi non siano
    scomparsi ma siano, perchè totalmente inabili ed in possesso dei
    requisiti ex art. 1 legge n. 18/1980, impossibilitati a provvedere
    all'assistenza del figlio handicappato? (App. Torino, sez. lav., ord. 8
    luglio 2004, in Gazzetta Ufficiale, 1a Serie speciale, 17 novembre
    2004, n. 45).



    C. M., ricorrente avanti alla Corte d'Appello di Torino sez. Lavoro,
    orfana di padre e con madre totalmente inabile, si è vista rigettare in
    primo grado l?istanza diretta a ottenere il riconoscimento del diritto
    ad usufruire del congedo straordinario retribuito, previsto dall?art.
    80, comma 2, della legge n. 388/2000 (Disposizioni per la
    formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato è legge
    finanziaria 2001), dall?art. 4-bis della legge n. 53/2000
    (Disposizioni per il sostegno della maternit? e della paternit?, per il
    diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi
    delle citt?) e dall?art. 42, commi 5 e 6, del d.lgs. n. 151 del 2001, a
    lei utile (rectius indispensabile) per poter prestare assistenza al
    fratello disabile. Il giudice di prime cure aveva ritenuto di non poter
    interpretare estensivamente la disposizione sino a considerare
    soddisfatto il requisito legale della ?scomparsa? anche nel caso di
    genitore superstite, ma impossibilitato a prestare assistenza al figlio
    disabile. Del resto lo stesso giudice a quo reputa che per
    ?scomparsa dei genitori? non possa che intendersi ?la morte o
    quantomeno l?assenza dei genitori, cui non è equiparabile l?ipotesi
    del genitore totalmente inabile ed incapace di provvedere
    all?assistenza del figlio handicappato?. Di qui il dubbio
    d?incostituzionalit? in relazione all?art. 3 Cost., in quanto l'art. 42,
    comma 5, del d.lgs. n. 151 del 2001 disciplinerebbe in modo
    difforme due situazioni (scomparsa dei genitori e impossibilit? da
    parte del genitore superstite di assistere il figlio disabile)
    ragionevolmente simili e meritevoli pertanto dello stesso
    trattamento.



    La Consulta chiarisce la ratio legis della disposizione rimessa al suo
    giudizio, affermando che essa ?consiste nel favorire l?assistenza al
    soggetto con handicap grave? tramite un congedo straordinario, che
    spetta non solo ai genitori lavoratori, ma anche, dopo la scomparsa
    di questi ultimi, ad uno dei fratelli conviventi, ?all?evidente fine di
    assicurare continuit? nelle cure e nell?assistenza ed evitare vuoti
    pregiudizievoli alla salute psico-fisica del soggetto diversamente
    abile?. Puntualizza, inoltre, come il legislatore abbia utilizzato ?in
    modo evidentemente improprio e atecnico il termine ?scomparsa??,
    determinando così l?omissione, la cui ?idonea e ragionevole
    giustificazione? deve essere appunto verificata, dell?ipotesi del
    genitore ancora in vita oggettivamente non in grado di prestare
    assistenza al figlio disabile.



    Viene quindi richiamata la giurisprudenza che ha rimarcato
    ?l?esigenza costituzionale di tutela dei soggetti deboli? e ha statuito
    che, per superare la condizione di emarginazione dei portatori di
    handicap ed in vista del loro recupero, in aggiunta alle pratiche di
    cura e di riabilitazione, va soddisfatta una ?esigenza di
    socializzazione?, nella famiglia, a scuola e nel mondo del lavoro, che
    trova reale attuazione ?solo rendendo doverose le misure di
    integrazione e di sostegno a loro favore? (sent. n. 215 del 1987). è
    stata censurata altresò l?omissione legislativa di diritti e di
    provvidenze economiche in quanto costituiva ?un inammissibile
    impedimento all?effettivit? dell?assistenza e dell?integrazione? delle
    persone con disabilit? (sentt. nn. 467 e 329 del 2002; n. 167 del
    1999). Statuendo, poi, l?irragionevolezza della mancata ammissione
    al beneficio della detenzione domiciliare dei genitori condannati
    conviventi con un figlio totalmente invalido, al fine, peraltro, di
    rimuovere gli ostacoli di ordine sociale che ?impediscono il pieno
    sviluppo della persona umana? ex art. 3, comma 2, Cost., si è anche
    sottolineato ?l?essenziale ruolo della famiglia nell?assistenza e nella
    socializzazione del soggetto disabile? (sent. n. 350 del 2003).



    La norma ora al vaglio di costituzionalit?, come già organicamente la
    legge n. 104/1992 (Legge-quadro per l?assistenza, l?integrazione
    sociale e i diritti delle persone handicappate), è volta alla tutela della
    salute psico-fisica del soggetto portatore di handicap, tutela che
    ?postula anche l?adozione di interventi economici integrativi di
    sostegno alle famiglie?, quale è il diritto al congedo straordinario.
    Tale forma di sostegno, per?, non opera proprio l? dove maxime se
    ne avverte la necessit?, come nell?ipotesi in cui il fratello o la sorella
    del disabile non possono godere del congedo per via della presenza
    nel nucleo familiare del genitore totalmente invalido, anch?egli
    bisognoso di assistenza. Questa situazione, afferma la Corte, ?esige
    la medesima protezione di quella esplicitata nella norma?, che
    irragionevolmente limita il congedo per i fratelli del ?soggetto
    diversamente abile? al solo caso di ?scomparsa? dei genitori. Atteso
    che la ?scomparsa del genitore deve essere considerata alla stregua
    dell?accertata impossibilit? dello stesso ad occuparsi del soggetto
    handicappato? va dunque dichiarata l?illegittimit? costituzionale
    dell?art. 42, comma 5, del d.lgs. n. 151 del 2001 ?nella parte in cui
    non prevede il diritto di uno dei fratelli o delle sorelle conviventi con
    soggetto con handicap in situazione di gravit? a fruire del congedo
    ivi indicato, nell?ipotesi in cui i genitori siano impossibilitati a
    provvedere all?assistenza del figlio handicappato perchè totalmente
    inabili?.



    Si noti come per la prima volta nella giurisprudenza costituzionale
    sia stata utilizzata la locuzione ?soggetto diversamente abile?.



    (24/06/2005)


  2.      


  3. #2
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    speriamo bene, perchè quì si invecchia e...............................,saluti,marina
    la felicità non è avere il meglio di tutto ma trarre il meglio da tutto quello che si ha!
    http://tiraccontoclaudia.blogspot.com/

    www.claudiabottigelli.it



  4. #3
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    Chiara, sei molto carina a ricordarti di me, è un grande aiuto quello che dai a tutti noi. Comunque, che cosa è il congedo straordinario? cosa prevede? inoltre per usufruirne devo essere convivente oppure no? io non sono convivente. ciao





  5.      

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