Salve, mi chiamo Andrea. Sto avendo problemi con un concessionario Toyota per quanto riguarda l'acquistato per conto di mia nonna (disabile titolare di certificato di invalidità secondo la legge 104 art 3 comma 3) di un'auto nuova. Spiego meglio: a gennaio scorso ho richiesto un preventivo per una yaris, con relativa riduzione dell'iva più esenzione di ipt. Nel preventivo il consulente toyota ritiene di dover inserire comunque il valore dell'ipt e che, in caso di effettiva esenzione, avrebbero restituito la somma (caso che non sussiste in quando non esiste un caso "effettivo", secondo la prassi, solo esibendo il certificato dell'asl al concessionario dovremmo avere diritto all'esenzione. Solo i non vedenti e i sordomuti devono pagare anche l'ipt, ma non è il caso di mia nonna); io sicuro che non mi spettava ho firmato il contratto. Do un anticipo, firmo il contratto e a metà marzo l'auto arriva in concessionaria. Vengo chiamato per visionare l'auto e per pagare la somma restante per poter poi immatricolare la macchina. A questo punto il consulente che mi segue mi informa di dover venire direttamente a casa per prendere una firma di mia nonna e per ricevere l'assegno con importo compreso di ipt, continuando a sostenere che in seguito a verifica, mi verrebbe restituita. Io a quel punto rispondo riferendogli che avrei pagato l'importo senza esenzione e che il consulente mi avrebbe dovuto firmare un documento redatto dal mio avvocato, in cui si attesta che il consulente stesso ritira l'assegno con tanto di cifra rimanente e con tanto di esenzione ipt.

Il consulente si rifiuta di venire a casa e di firmare tale documento e che non vuole assumersi tale responsabilità; non solo, propone di far venire un suo collega con cui io non ho mai trattato nulla. Al mio ennesimo rifiuto, richiede che io debba portare mia nonna (ripeto, disabile) direttamente in concessionaria per farle firmare il documento e per farmi parlare con una certa titolare.

Cosa devo fare per risolvere questa situazione?

Grazie