Cookie Policy Privacy Policy I disabili scrivono male?



Risultati da 1 a 16 di 16
  1. #1
    New Entry del Forum
    Data Registrazione
    Aug 2012
    Messaggi
    28
    Thanked: 2

    Predefinito I disabili scrivono male?

    ...Il titolo è un po' provocatorio per attirare la vostra attenzione ma la questione che voglio sollevare è leggermente diversa: avete presente i numerosi libri pubblicati da persone con disabilità? Spesso sono poesie o racconti autobiografici, centrati sulla storia di vita dell'autore.

    Mi è capitato di leggerne qualcuno, almeno in qualche brano, e mi sono subito accorta che in molti casi... sono scritti male. A volte sono "solo" sbrodolamenti un po' noiosi, altre volte è proprio l'italiano a zoppicare. Sono testi che qualsiasi editore avrebbe cestinato immediatamente, se gli fosse stato inviato da un "normale" giovane scrittore.

    Non vi viene mai da pensare che per i disabili pubblicare un libro sia "più facile" che per i normodotati?
    Magari perché "poverino, è una storia così penosa", o perché "beh, considerando la sua condizione, si è impegnato tanto......"
    Anche parenti e amici spesso non aiutano, ricoprendo di pelosi complimenti il disabile di turno.

    Che ne pensate?


  2.      


  3. #2
    Junior Member
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Località
    Jersey
    Messaggi
    2,749
    Thanked: 56

    Predefinito

    CIAO AIRALI87,

    volevo dirti che c'è del vero in quello che scrivi, anche se, a mio modesto avviso, non è "tutto" vero.

    Ad esempio dici (ma la tua è sicuramente un provocazione per stimolare la discussione) che "i disabili scrivono male": secondo me, fra le persone che fanno parte dell'umanità ce sono molte persone che scrivono male (a cominciare dal sottoscritto, naturalmente) e, siccome i disabili fanno parte dell'umanità, anche fra i disabili ci sono persone che scrivono male.

    Per quanto riguarda le autobiografie scritte dai disabili, o che raccontano di disabili hai ragione: in commercio c'è una sovraproduzione. E' poi il mercato, cioè i lettori che stabiliscono quali sono le pagine che vale la pena di comperare e leggere e quali no.
    Per quanto riguarda gli Editori, infine, nessuno di loro (almeno nessuno che io conosca) pubblica libri per pura filantropia (leggi compassione per la storia della vita di un disabile): sono tutti dei biechi imprenditori che, prima di pubblicare un libro, valutano se e quante copie possono essere vendute di quel che stampano. Se pensano di non poter coprire almeno i costi, col cavolo che pubblicano...

    Ma le mie sono valutazioni personali, naturalmente, che lasciano il tempo che trovano... Ciao.

    Cordialità a tutti.
    marinotunger



  4. #3
    Apprendista del Forum
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Località
    Italy
    Messaggi
    992
    Thanked: 5

    Predefinito

    dipende se uno sa scrivere... disabile o meno. Mio figlio, disabile, ha scritto un libro bellissimo
    Racconti e sogni di Walter Tumino - Casa Editrice BookSprint Edizioni
    e non ci troverete niente di "sbrodoloso"... solo gioia di vivere.
    Quanto alle case editrici, sono più che d'accordo con marinotunger!
    http://walter-urticante.blogspot.com
    resistere quando tutto sembra perduto... puntare i piedi e stringere i denti quando anche la montagna sembra crollare sotto i piedi, questo è quel che conta.



  5. #4
    New Entry del Forum
    Data Registrazione
    Aug 2012
    Messaggi
    28
    Thanked: 2

    Predefinito

    Ciao ross.mar,
    ho dato un'occhiata al link che hai messo sul libro di tuo figlio, e al suo blog. Mi spiace non poter trovare su internet qualche brano del libro per dargli un'occhiata.
    Comunque, a proposito di editori, volevo chiederti: ti hanno fatto pubblicare il libro a tue spese?



  6. #5
    Apprendista del Forum
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Località
    Italy
    Messaggi
    992
    Thanked: 5

    Predefinito

    sì, il libro è stato pubblicato a nostre spese nel senso che ci hanno dato 100 copie a prezzo scontato per l'autore, poi c'è anche una percentuale (minimissima) su quelle che vendono loro. Il blog non è aggiornato (non sono più riuscita a metterci le poesie) però se sei su fb trovi Walter col suo nome e cognome e lì ci sono.
    Se vai qui
    http://www.booksprintedizioni.it/pub...lla_monaco.pdf
    trovi un'anteprima del libro, c'è la mia presentazione (puoi anche saltarla) e il primo raccconto del libro. Buona lettura!
    http://walter-urticante.blogspot.com
    resistere quando tutto sembra perduto... puntare i piedi e stringere i denti quando anche la montagna sembra crollare sotto i piedi, questo è quel che conta.



  7. #6
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di paoletto51
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Località
    Italy
    Messaggi
    24,908
    Thanked: 24

    Predefinito

    [QUOTE=airali87;834564]...Mi è capitato di leggerne qualcuno, almeno in qualche brano, e mi sono subito accorta che in molti casi... sono scritti male. A volte sono "solo" sbrodolamenti un po' noiosi, altre volte è proprio l'italiano a zoppicare. QUOTE]
    E si CAPISCE. Essendo disabili, come MINIMO dobbiamo "zoppicare"

    Sai cosa penso io invece?? Che se c'è qualcosa di PIETOSO è quello che hai scritto TU.
    Quindi secondo TE.. uno di noi che scrive un libro dice all'editore (in anteprima) "guarda che sono disabile" e quindi ha una corsia preferenziale??
    Ma questa str-upidata l'hai scritta da normo oppure da disabile??



  8. #7
    Apprendista del Forum
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Località
    Italy
    Messaggi
    992
    Thanked: 5

    Predefinito

    Beh, io personalmente ho letto libri di ragazzi disabili e li ho trovati tutti ben scritti e interessanti, ma immagino che, come nel mondo della "normalità" (mah) ci sia magari qualcuno che scrive meno bene. Certo che aver letto qualche brano di qualche libro non è un metro di giudizio molto attendibile, questo sì... Magari airali87 può dirci qualcosa di più dei libri ai quali si riferisce?
    http://walter-urticante.blogspot.com
    resistere quando tutto sembra perduto... puntare i piedi e stringere i denti quando anche la montagna sembra crollare sotto i piedi, questo è quel che conta.



  9. #8
    New Entry del Forum
    Data Registrazione
    Aug 2012
    Messaggi
    28
    Thanked: 2

    Predefinito

    Ciao,
    ho letto il racconto di Walter e sicuramente ha uno stile originale, non rientra nei casi pietosi a cui mi riferivo.
    Rientra comunque tra i - moltissimi - casi in cui, per farsi pubblicare, gli editori chiedono di essere pagati. E' una cosa che succede a disabili e a normodotati: i giovani scrittori molto raramente riescono a ottenere una pubblicazione per il solo fatto che "piacciono" agli editori. Ci sono centinaia di persone che inviano testi agli editori e a concorsi di ogni genere, anche persone molto istruite e di talento, ma un numero esiguo di loro ottiene di essere pubblicato, di solito dopo anni di tentativi.

    E' molto più facile riuscirci, naturalmente, se si paga il libro di tasca propria. In questo caso anche i più novellini possono dire "io ho pubblicato un libro!", ma in questo caso "c'è poco da vantarsi", nel senso che se paghi ti pubblicano quasi qualsiasi cosa, non necessariamente è una prova del fatto che hai talento. Potresti averlo, come potresti non averlo.

    Questo è il punto su cui volevo soffermarmi. Ho visto giovani disabili assolutamente "pompati" dalle famiglie e dai conoscenti che, qualsiasi cosa scrivano, gli pagano le pubblicazioni e li incensano come grandi scrittori; il che è assolutamente deleterio, perché così loro si fanno anche un'idea sbagliata di se stessi.

    Tanto per fare un esempio, tempo fa ho letto i testi di un concorso di scrittura promosso da non so che associazione di disabili motori, e ad essi riservato. Più della metà di quei testi, se inviato a un "normale" concorso, sarebbe finito nel cestino dopo le prime due righe. Ricordo il testo che si classificò secondo: mancava perfino la punteggiatura, se fosse stato un tema non avrebbe passato un esame di terza media, altro che un "concorso letterario". E si trattava di un libro che era stato pure pubblicato (non so se a spese dell'autore).

    Mi fa un po' tristezza perché penso che ho amici, normodotati, creativi e plurilaureati, che hanno nel cassetto decine di racconti inviati negli anni a tantissime case editrici e concorsi... ottenendo al massimo qualche menzione speciale.
    E loro, naturalmente, non si sono voluti "piegare" a pagarsi una pubblicazione, aspettando il momento in cui il loro talento sarebbe stato riconosciuto in quanto tale.

    In effetti ha ragione marinotunger, può anche darsi che le case editrici - almeno, non tutte - non facciano beneficienza. Forse a farla sono più che altro i parenti "pagatori", che comprano un po' di gloria per i figli, indipendentemente dal loro reale merito.
    Non è una prerogativa dei genitori di disabili, eh: il mondo è pieno di genitori che corromperebbero gli arbitri pur di far vincere al caro bambino un campionato di calcetto! Pagare una pubblicazione è senz'altro più onesto, almeno.

    Per rispondere a paoletto51, io sono disabile. E per verificare l'esistenza di quelle "corsie preferenziali", il metodo sarebbe semplice: provare a partecipare a concorsi e a contattare editori senza specificare la propria disabilità, e poi vendere il libro senza quarte di copertina che la rivelino.
    Sarebbe un esperimento interessante, secondo me!



  10. #9
    Apprendista del Forum
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Località
    Italy
    Messaggi
    992
    Thanked: 5

    Predefinito

    La storia forse è più semplice: si scrive per comunicare qualcosa. Si scrive per farsi leggere. Se mi pago i miei 100 libri e li rivendo, in fondo non ho speso niente. Faccio per dire, eh. E' anche bello ragalare un libro e dire questo l'ho scritto io.
    Poi i concorsi, certo... ma anche facebook in fondo... magari si scrive per essere letti, tutto qui. Ovviamente nessun libro piace a tutti.
    In ogni caso... beneficenza si scrive senza la i
    http://walter-urticante.blogspot.com
    resistere quando tutto sembra perduto... puntare i piedi e stringere i denti quando anche la montagna sembra crollare sotto i piedi, questo è quel che conta.



  11. #10
    Junior Member L'avatar di Lorena
    Data Registrazione
    Oct 2011
    Località
    Reggio Emilia Italy
    Messaggi
    2,966
    Thanked: 19

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da airali87 Visualizza Messaggio

    Questo è il punto su cui volevo soffermarmi. Ho visto giovani disabili assolutamente "pompati" dalle famiglie e dai conoscenti che, qualsiasi cosa scrivano, gli pagano le pubblicazioni e li incensano come grandi scrittori; il che è assolutamente deleterio, perché così loro si fanno anche un'idea sbagliata di se stessi.

    !

    Ma di quale idea sbagliata parli? Tu credi veramente che "il disabile" che scrive, tanto per scrivere, abbia di se una considerazione smisurata? Che creda veramente di essere un Tolstoj? Ma per favore!!! Io trovo molto positivo che lo faccia e questo è già un gran risultato di per se; ancor più positivo se lo fa bene, ma non credo che nessuno pensi di poter raggiungere il successo come scrittore a tutti gli effetti.

    I genitori che secondo te "pompano" questi disabili, forse lo fanno solo per amore, e mai nessuno è morto per troppo amore, forse qualcuno sì è morto senza sogni.



  12. #11
    Senior Member L'avatar di Mr. Bean
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Località
    Italy, Italy
    Messaggi
    7,685
    Thanked: 3

    Predefinito

    io scrivo e scrivo molto... poi non so se scrivo bene o male... giudicate voi!
    Fabrizio
    Quando si sta vivendo, si muore!



  13. #12
    Junior Member
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Località
    Jersey
    Messaggi
    2,749
    Thanked: 56

    Predefinito

    Ci sarebbero da dire

    almeno altre due cose nel merito dello "scrivere" e dello "scrivere male".

    Lo "scrivere" per qualcuno è un piacere. Faccio alcuni esempi:

    - a mio fratello piace il "bricolage": alla sera va nella sua "bottega" e si diverte a limare, piallare, saldare, forare, filettare;

    - ad un mio amico piace la musica: quando può si mette le cuffie, inserisce un CD, si siede in poltrona, chiude gli occhi e ascolta beato la sua musica;

    - a mia moglie piace guardare la TV;

    - a me piace scrivere e alla sera, mentre lei guarda i suoi programmi, io prendo il PC portatile e scrivo. Magari la sera dopo cancello tutto quello che ho scritto la sera prima e ricomincio, però mi piace così: lo scrivere mi dà gioia, mi gratifica e il tempo passa in fretta.

    Quanto poi a scrivere "bene" o "male" credo dipenda, oltre che da chi scrive, anche da chi legge.

    Credo infatti che lo scrivere "bene" o "male" dipenda (anche) dal messaggio che io lancio (consciamente o inconsciamente) attraverso la scrittura e da come viene recepito da chi legge.

    Se chi mi legge percepisce delle "emozioni" leggendomi avrò scritto "bene", se non gli trasmetto nulla avrò scritto "male".

    Sempre tenendo presente che, dato che mi piace, io scrivo in ogni caso.

    Se qualcuno mi legge e gli piace quello che scrivo ne sono doppiamente felice, se non piace a nessuno va bene lo stesso: piace a me.

    Vuol dire che, se quello che scrivo non piace a chi potrebbe leggere, non diventerò uno scrittore famoso, però sarò un uomo felice per aver potuto fare quello che mi piace. Che, credetemi, è una gran bella soddisfazione.

    Scusate lo sbrodolamento.

    Cordialità a tutti.

    PS dimenticavo di dire che sono portatore di disabilità ma, dopo tutto quello che è stato detto e scritto, credo sia un chiarimento ininfluente...
    marinotunger



  14. #13
    New Entry del Forum
    Data Registrazione
    Aug 2012
    Messaggi
    28
    Thanked: 2

    Predefinito

    Non si parlava dello scrivere per i fatti propri, ma di chi pubblica libri.

    E no, scrivere "bene" non significa solo comunicare emozioni.
    Il tema di un bambino di quarta elementare può benissimo commuovere, ma difficilmente sarà scritto "bene".
    Scrivere è un'arte, come dipingere o suonare, e ogni arte presuppone - anche se non si esaurisce in - una tecnica.

    Per scrivere "bene" - oltre ad avere talento, creatività, e soprattutto qualcosa da dire - serve anche padroneggiare la tecnica. Quantomeno a un livello minimo che consente di avere una scrittura chiara, scorrevole, comprensibile e chissà, magari anche uno stile piacevole da leggere.



  15. #14
    Junior Member
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Località
    Jersey
    Messaggi
    2,749
    Thanked: 56

    Predefinito

    Non si parlava dello scrivere per i fatti propri, ma di chi pubblica libri.

    E no, scrivere "bene" non significa solo comunicare emozioni.
    Il tema di un bambino di quarta elementare può benissimo commuovere, ma difficilmente sarà scritto "bene".
    Scrivere è un'arte, come dipingere o suonare, e ogni arte presuppone - anche se non si esaurisce in - una tecnica.

    Per scrivere "bene" - oltre ad avere talento, creatività, e soprattutto qualcosa da dire - serve anche padroneggiare la tecnica. Quantomeno a un livello minimo che consente di avere una scrittura chiara, scorrevole, comprensibile e chissà, magari anche uno stile piacevole da leggere.[/QUOTE]

    Certo, la tecnica è importante in uno scritto, però credo sia anche importante il sentimento.

    Almeno per me: mi spiego.

    Quando comincio a leggere qualcosa che pretende di spiegarmi la lista della spesa o l'elenco telefonico con linguaggi filosofici o matematici, dopo le prime righe smetto perché lo trovo noioso. Come dire che, in quello che leggo, voglio trovarci anche un po' di sentimento: se poi quello che leggo è descritto con lingaggio appropriato, meglio, però voglio trovare del sentimento e dei pensieri in quello che leggo. Non mi basta l'esposizione di belle parole o la padronanza di una buona tecnica.

    Ma, in ogni caso, il concetto di "bello - gradito - desiderabile" è strettamente legato alla personalità di ognuno di noi, ed è giusto che sia così. Così come è giusto che il mondo sia vario e diverso, perché credo fermamente che la bellezza stia, anche, nella diversità.

    Cordialità a tutti.

    Germano Turin - Torino
    marinotunger



  16. #15
    New Entry del Forum
    Data Registrazione
    Sep 2015
    Località
    Pisa
    Messaggi
    30
    Thanked: 5

    Predefinito

    Ciao a tutti, provo a rispondere. Io personalmente spesso mi capita di scrivere male quando sto scrivendo di getto ma non per lavoro o per cosa del genere, ad esempio le scrivo un messaggio scrivo qualcosa dall'amico, però per lavoro scrivo relazioni quasi tutti giorni, E quindi diciamo che sono costretta a dover utilizzare un linguaggio appropriato. Per quanto la riguarda la mia storia preferisco parlarne piuttosto che scrivere, preferisco parlarne e ne parlo tranquillamente, Con la crisi che c'è non vorrei scrivere un libro e poi dover pagare tanto per farla pubblicare, come dicevate magari avevi pubblicato soltanto per la pietà e compassione che la mia storia fa. Io preferisco parlare con chi è disposto ad ascoltarmi, nella vita di tutti giorni, io sono fatta così. Se poi troverò una persona che mi chiederà di scrivere qualcosa su Di me lo farò volentieri, ma non tanto per il fatto che la mia storia venga pubblicato almeno, per me basta che venga letta anche soltanto dei miei amici o da chi vuole. Oramai viviamo in un mondo globalizzato, Prima i disabili non esistevano, o meglio esistevano soltanto nelle loro famiglie, nelle loro scuole, nei loro centri e molti anche con disabilità non gravissime spesso non avevano una vita sociale, Oggi le cose invece, sono cambiate, e con questo non intendo dire che tutti disabili vivono alla grande, anzi, le sofferenze abbiamo passati tutti, dico solo che adesso leggere di storia di disabili è molto più facile rispetto a prima. Con questo non voglio dire quello che dicevate voi che allora qualche editore se la deve approfittare raccontando una storia del povero disabile, dico che basta leggere anche dei semplici blog su Internet, ecco io non ho mai avuto un blocco, ma preferisco avere un piccolo blog gratuito per parlare non sono della mia disabilità anche di me in generale, e dove scrivere un libro



  17. #16
    raian
    Guest

    Predefinito

    ma a qualcuno in questa discussione cretacea è venuto su il dubbio che il disabile che scrive lo fa perchè ha un bisogno emotivo di esprimersi e, che allo stesso tempo potrebbe avere delle lievi disabilità cognitive o neurologiche che gli impediscono di buttar giù I Promessi Sposi ogni volta?



  18.      

Informazioni Discussione

Utenti che Stanno Visualizzando Questa Discussione

Ci sono attualmente 1 utenti che stanno visualizzando questa discussione. (0 utenti e 1 ospiti)

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •