<h3 style="font-weight: normal;" ="interstitial"><a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/11/28/news/lettera_aperta_dei_finiani_al_premier_chiusa_l_esp erienza_del_suo_governo_gtt-gmb_28-nov-10_15_14_nnnn-9603259" target="_self" title="" target="_blank">Beffa finiana al premier: lettera di sfiducia
Ma era il discorso di Bossi di 16 anni fa</A></font></h3>
<h4 style="font-weight: normal;" ="interstitial">
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<h2>LA CRISI</h2>


<h1>I finiani sfiduciano il premier
con le parole di Bossi del '94</h1>


<h3>Nella durissima missiva l'accusa
di non aver rispettato i patti e di aver disatteso le promesse. "Lo
Stato non è lei, e dopo di lei non c'è il diluvio". La dura reazione del
Pdl, poi i finiani rivelano: "Abbiamo usato il discorso di sfiducia del
Senat?r"</h3>






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</div>































ROMA -
"Consideriamo conclusa negativamente l'esperienza di questo governo che,
come fosse un suo feudo personale, ha presieduto". L'incipit è
durissimo, il titolo altrettanto: "Lettera di sfiducia a Berlusconi". E
così, dal sito di Generazione Italia, i finiani danno il benservito
all'esecutivo.

Parole che secondo il portavoce del Pdl, Daniele
Capezzone, sono sintomo di una "deriva estremista dettata dai pasdaran
finiani". In realt?, a dettare la lettera di Generazione Italia è stato,
involontariamente, Umberto Bossi, come spiega più tardi in una nota
l'ufficio stampa di Futuro e Libert?: "Era il 21 dicembre 1994. Con le
stesse parole che abbiamo riportato qualche ora fa in un articolo a
firma Generazione Italia, Umberto Bossi annunciava la sua sfiducia a
Silvio Berlusconi dopo pochissimi mesi dalla vittoria alle elezioni.
Abbiamo utilizzato il discorso dell'allora onorevole Bossi", dichiarano
gli esponenti finiani, "anche per replicare alle accuse di tradimento
che ci piovono addosso dal Pdl e dalla Lega Nord. Chi ha replicato al
nostro 'scherzo' con parole al vetriolo, farebbe bene a pensare prima di
ragliare".

Nel testo, pubblicato sul sito dell'associazione,
si dice che "i patti non sono stati rispettati". Patti che prevedevano
intanto "l'immediata approvazione di una legge antitrust che eliminasse
il monopolio di Mediaset e che favorisse il rinnovo strutturale della
Rai restituendo ai media la loro libert? e democratica <div ="adv adv-middle-inline">







<no></no>

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<A HREF="http://oas.repubblica.it/5c/repubblica.it/nz/politica/interna/L-33/444390966/Middle/OasDefault/Renau_Koleos_NwInf_SqIn_291110/Renau_Koleos_300x250.html/6c7a49526b3076685853384143514834?http://ad-emea.doubleclick.net/jump/N5648.107060.REPUBBLICA.IT/B4939476.3;sz=300x250;ord444390966?" target="_blank">
</A>
</no>
</div> funzione per informare imparzialmente ed obiettivamente
l?opinione pubblica"; quindi "la netta separazione tra gli interessi
personali dal Capo del Governo e la sua funzione di altissimo Pubblico
Ufficiale".

Poi arriva l'elenco delle promesse non rispettate.
"Lei - si legge nella lettera - in campagna elettorale ha promesso di
risolvere il secolare problema meridionale, di garantire la pace
sociale, di sostenere la piccola e media impresa, di eliminare la
partitocrazia e lo Stato padrone; di fare dell?Italia un grande paese
ad ispirazione liberal-democratica". Ma "il suo Governo ha inteso la
governabilit? come fine a se stessa, il potere per il potere, la
governabilit? per la governabilit?, un Governo non intenzionato ai
cambiamenti, un Governo dei conflitti con la magistratura e con il
sindacato, un governo del controllo dell?informazione!"

Accuse
durissime, cui segue un preciso messaggio che sembra pensato proprio per
il dopo 14 dicembre, e invece era stato ritagliato per una crisi di 16
anni fa: "Nella nostra alleanza c?? chi ci accusa addirittura di
sovvertire lo Stato di diritto perchè chiediamo una verifica,
falsificando la verità e dichiarando che questo Governo non sarebbe il
frutto, come nel passato, di una contrattazione post elettorale, bensò,
sarebbe la conseguenza di un patto preventivo stipulato davanti agli
elettori! E quindi solo a Berlusconi, se è vera la premessa,
competerebbe concedere la verifica e implicitamente mantenere o
sciogliere le Camere". Per Bossi ieri e i finiani oggi, questa tesi lede
i poteri costituzionali del Presidente della Repubblica e lascia
trasparire il ritorno nella politica di dogmi antiliberali! Onorevole
Presidente, lo Stato non è lei! E dopo di lei non c?? il diluvio! Le
chiedo con quali diritti Lei batta i pugni sul tavolo dichiarando la
sua insostituibilit?? Con quali diritti Lei pretenda di interpretare
personalmente la Costituzione tuttora in atto? Onorevole Presidente,
Lei non è l?uomo della provvidenza, tutt?altro!".

Dunque,
respinto al mittente il diktat 'elezioni o voto': "L?Italia è una
Repubblica democratica, in cui il Parlamento elegge e fa cadere i
Governi, valutando i meriti e i demeriti di chi presiede o fa parte del
Governo: il tradimento è solo quello di chi, ad un Paese
disperatamente alla ricerca di un patto costituente, contrappone voglia
di potere e minacce di tumulti di piazza!".

Firmato Futuro e Libert?, pardon, Umberto Bossi.