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Discussione: Cronache padane

  1. #21
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    per coloro che senza vergogna si definiscono berlusconiani l'Economist è un giornale comunista come lo </span>sono anche il Sole 24 Ore e Famiglia Cristiana.
    Considerano comunisti Fini, Casini, Montezemolo, Montanelli, Biagi.
    Poveracci!
    </span>
    La tradizione è l\'illusione della perpetuità...


  2.      


  3. #22
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    Strisce pedonali verdi nel Nord Italia
    Da Dosolo parte un?istanza al ministero
    Alcune amministrazioni leghiste applicano i colori del partito ad attraversamenti e dossi. In provincia di Padova la polstrada li dichiara fuorilegge
    <DIV id=testoarticolo ="fleft w620 f14 lh20 nero">
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    L'attraversamento pedonale "leghista"(dal sito de L'Arena)</DIV>
    <DIV style="WIDTH: 305px" id=attachment_78227 ="wp-capti&#111;n alignleft"></DIV>Un?istanza al ministero dei trasporti per rimuovere le ?zebre? bianco-verdi. La far? Luigi Bastoni, capogruppo dell?opposizione nel piccolo comune di Dosolo, in provincia di Mantova, dopo che l?amministrazione leghista ha cambiato il colore degli attraversamenti pedonali e dei dossi: non più rosse e bianche, ma bianche e verdi, in stile ?Lega Nord?. ?Hanno voluto marcare il territorio?, sostiene Bastoni. La stessa azione è avvenuta anche in altre zone controllate dal Carroccio, come nel quartiere Casetta a Veronella (Vr), a Spirano (Bg) e a San Martino di Lupari (Pd). Qui la Polstrada ha dichiarato fuorilegge le zebre.

    ?Appena hanno cambiato i colori abbiamo fatto delle verifiche e abbiamo visto che il codice della strada non prevede il verde?, racconta Marco Arrighi, segretario della sezione di Dosolo del Pd. Con Bastoni hanno anche chiesto un parere preventivo al ministero dei Trasporti: ?Ha risposto che secondo gli articoli 40 e 42 i colori sono il bianco, l?azzurro e il giallo?, afferma il capogruppo della lista ?Unit? democratica per il futuro di Dosolo?, sostenuto dai democratici.

    Insomma, tutti contro le strisce bianco-verdi. Cosò si passa all?attacco: ?Nel consiglio comunale di gioved? abbiamo chiesto chiarimenti e, visto che i dossi sono difformi da quanto prescrive il codice, abbiamo richiesto di rimuoverli?, dice Arrighi. Ma il vicesindaco leghista Dennis Asinari ha risposto picche e anzi: ?Segnaletica e attraversamenti erano stati lasciati in pessime condizioni dalla passata amministrazione, ha contrattaccato?. Da qui la decisione di allestire due dossi rallentatori presso le scuole di Dosolo, dotandoli di fondo antiscivolo verde?. Il vicesindaco ha anche affermato che ?ciò non contrasta con le norme del Codice della Strada? e che quindi ?rimarranno così: ?Se le colorazioni non sono a norma, perchè Bastoni non era intervenuto quando era vicesindaco, e per il fondo era stato utilizzato il rosso??.

    Tuttavia Bastoni non si ferma e far? un?istanza al ministero dei Trasporti raccogliendo il verbale con le dichiarazioni di Asinari e le foto: ?Quella di colorare le strisce di verde è stata una scelta politica: hanno voluto marcare il territorio?. è proprio ?la natura politica della faccenda? a dar fastidio. Inizialmente Asinari diceva che era una scelta in linea col paesaggio: ?Trovo che il verde sia un bel colore, che si intona meglio di altri al contesto urbano è diceva il 20 settembre alla Gazzetta di Mantova -. La cosa conferisce all?abitato un?impronta ecologista, in linea con tanti altri provvedimenti in tal senso presi da questa amministrazione?. Poi, una decina di giorni dopo, il cambio di rotta e l?espressione palese degli intenti: ?Siamo un paese padano è dichiarava alla Gazzetta il 30 settembre scorso è orgoglioso di esserlo; abbiamo una vocazione agricola; vogliamo impegnarci per promuovere il rispetto dell?ambiente: insomma, il verde ci rappresenta. D?altronde i cittadini ci hanno affidato un mandato anche per soddisfarli dal punto di vista delle scelte cromatiche?.

    ?Se avessero continuato a dire che è una questione ambientalistica avremmo anche potuto accettarlo?, conclude Bastoni in attesa della risposta del ministero all?istanza.


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  4. #23
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    <H1>Civiltà padana</H1>
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    <H1>Clandestino "occupa" una torre e si sente male. Denunciato il medico che lo ha soccorso</H1>
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    Si profila una denuncia per favoreggiamento all'immigrazione clandestina per il medico curante e altre persone che avrebbero aiutato l'immigrato colto ieri da malore e ricoverato in ospedale dopo aver 'occupato' una torre di una fabbrica abbandonata a Milano.

    "In relazione al ricovero presso l'Ospedale San Paolo dell'immigrato che nel pomeriggio di ieri e' sceso dalla torre della ex "Carlo Erba" di via Imbonati a causa delle sue gravi condizioni di salute - si legge infatti in una nota della Questura di Milano - lo stesso e' stato dimesso nella prima mattinata odierna da parte di personale medico di quell'ospedale. In merito ai fatti sono in corso indagini da parte della Questura di Milano per accertare la correttezza delle procedure adottate, essendo emersi da parte del medico curante e di altre persone estranee alla struttura sanitaria comportamenti che configurano l'ipotesi di reato di favoreggiamento all'immigrazione clandestina. I fatti costituenti reato saranno oggetto di denuncia all'Autorita' Giudiziaria".
    <DIV ="date t-space">28 novembre 2010</DIV></DIV></DIV></DIV>
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  5. #24
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    Il pentito e la Lega, Castelli: ?Basta fango?
    In un libro sulla 'ndrangheta il ruolo di "Gamma", figura con importanti incarichi di governo
    <DIV id=testoarticolo ="fleft w620 f14 lh20 nero">La Lega non sostiene la ?ndrangheta. è la ?ndrangheta che sostiene la Lega. O almeno alcuni dei suoi uomini di spicco. Stando ad alcune anticipazioni pubblicate ieri dal Corriere della Sera e Libero, nel libro Metastasi (edizioni Chiarelettere) il pentito Giuseppe Di Bella ricostruisce come, dal 1990, il clan di Franco Coco Trovato (ergastolano al 41 bis) a Lecco scelse di sostenere un dirigente del Carroccio portandolo, a colpi di voti, fino a importanti incarichi di governo. Un politico che nel libro viene chiamato ?gamma?, per coprirne l?identit? in vista di possibili indagini.

    E il 1990 è l?anno in cui la Lega registra il suo primo boom in Lombardia: 1 milione 183 mila voti, il 18,9% delle preferenze alle regionali. Un anno chiave, dunque. Immediata la reazione di Roberto Castelli: ?Di Bella è uno dei tanti mistificatori che purtroppo abbondano nel mondo dei pentiti?.

    Il senatore del Carroccio ha deciso di intervenire in difesa del suo partito. ?Leggo su alcuni quotidiani è ha scritto ieri a metà pomeriggio sul suo profilo facebook e immediatamente ripreso dalle agenzie di stampa è che sarebbe saltato fuori il solito pentito che parla di un esponente leghista che avrebbe fatto accordi con il clan Coco Trovato a Lecco nel 1990. In quegli anni soltanto la Lega combatteva la mafia?, sostiene Castelli. ?? troppo comodo lanciare accuse e insinuazioni a cui non si pu? ribattere, con l?evidente tentativo di fermare l?avanzata della Lega in Lombardia?, aggiunge. ?Invito questo ?signor pentito? a fare nomi e cognomi. I riscontri diranno se ha detto la verità o se è uno dei tanti mistificatori che purtroppo abbondano nel mondo dei pentiti. Da un lato ci sono le affermazioni di un mafioso, dall?altro la storia della Lega che è sotto gli occhi di tutti?.

    Castelli la realt? di Lecco la conosce fin troppo bene. Qui è nato nel 1946, qui è cresciuto politicamente nel Carroccio. Qui è stato eletto per la prima volta alla Camera nel 1992. E da allora non è mai uscito dai Palazzi, riconfermandosi a ogni elezione tra i più votati. E? stato ministro della Giustizia nel secondo e terzo governo Berlusconi, oggi è viceministro ai trasporti e alle infrastrutture. Importanti incarichi di governo svolti sempre con la benedizione del ?capo? Umberto Bossi. Tanto che il senat?r lo vuole insediare alla presidenza della Regione Lombardia, patria del Carroccio. Ma è anche il territorio in cui la ?ndrangheta ha allungato le mani sui grandi affari, dove si è insidiata e insediata nella gestione delle estorsioni, dell?usura, del traffico di droga.

    Una realt? che Di Bella fotografa nel libro con dovizia di particolari. Racconta dell?ascesa al potere di Coco Trovato. Ricostruisce almeno quattro omicidi irrisolti e racconta episodi ormai finiti nel dimenticatoio dei ?casi stravaganti?. Come il tentativo di trafugare le ceneri di Gianni Versace la notte di San Silvestro. ?La ?ndrangheta è riporta il Corriere della Sera è ci aveva dato un anticipo di 150 milioni di lire e ci aveva ordinato di rubare l?urna con le ceneri dello stilista?. La parte più rilevante del libro, stando alle anticipazioni, rimane quella dedicata ai rapporti con la politica. Con la Lega, di nuovo tirata in ballo. Con ancora gli echi della polemica scaturita dalle dichiarazioni di Roberto Saviano. Quella frase, ?l?organizzazione mafiosa al nord interloquisce con la Lega?, che ha scaturito la reazione scomposta del ministro dell?Interno, Roberto Maroni. Frase che il libro ripete, entrando nello specifico: citt? di Lecco, anno 1990, ?gamma? grazie ai voti della ?ndrangheta arriva a importanti incarichi di governo.

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  6. #25
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    The future of Italian's people :





  7. #26
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    L' Italiano del 2010 :





  8. #27
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    Azz tutto qui quello che ai da dire?Poi vi lamentate se vi danno del terrone ingnorante
    "Comunque è vero, sono comunista. Non dimentico mai la Bibbia e il Vangelo. E non dimentico mai quello che ha scritto Marx." (Don Gallo)



  9. #28
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    Ovviamente, anche in questo caso, mi rendo disponibile per il contraddittorio('')


    Leghisti contro leghisti

    Qui al Nord è scoppiato lo strano e imbarazzante caso dei leghisti che denunciano leghisti. ?Noi siamo il partito degli onesti?, aveva risposto il ministro dell?Interno Roberto Maroni a Roberto Saviano, che si era permesso di ricordare in diretta tv che un leghista pavese era in contatto con uomini della ?ndrangheta. Ora per? un altro esponente del Carroccio, il capogruppo nel Consiglio regionale della Lombardia Stefano Galli, ha scoperchiato una brutta storia in cui, se lui è il ?leghista buono?, altri rivestono gli scomodi panni del ?leghista cattivo?.

    La vicenda, già raccontata su queste pagine, è quella di Teleospedale: un sistema tv da installare negli atrii, nei corridoi, nelle sale d?aspetto degli ospedali lombardi. Notizie, programmi, informazione e spot pubblicitari, che pagano tutto. Nei giorni scorsi sono scattate le perquisizioni che hanno svelato che su Teleospedale è in corso un?inchiesta per corruzione e turbativa d?asta. S?, perchè qualcuno era disposto a pagare, pur di vincere la gara (di cui abbiamo raccontato le stranezze proprio in questa rubrica, già nel novembre 2009). Lo ha dichiarato a polizia e magistrati lo stesso Galli, fiero di essere un leghista onesto, che vive del suo stipendio, ?pagato con i soldi delle tasse dei cittadini?. Gli avevano offerto 15 mila euro, tanto per cominciare. E lui, invece di metterseli in tasca, era corso a sporgere denuncia.

    Ma chi sono i ?cattivi?, in questa storia di corruzione tentata (nel suo caso) e forse riuscita (in altri casi)? Il conte Alberto Uva, l?imprenditore che ha offerto a Galli i 15 mila verdoni, forse non ha la tessera del Carroccio, ma di certo è interno al mondo leghista, visto che la sua Global Brain aveva ricevuto da Roberto Castelli, allora ministro della Giustizia, un incarico per stabilire l?efficienza e la produttivit? degli uffici giudiziari, per stilare cioè le cosiddette ?pagelle ai magistrati?. Un incarico affidato senza gara e così fuori dalle procedure, che alla fine la Corte dei conti aveva condannato Castelli a risarcire all?erario 50 mila euro. Se Uva da questa storia esce con una bella indagine per tentata corruzione e turbativa d?asta, anche l?ex ministro Castelli non ci fa una gran figura: ?Io certe persone le denuncio, altri danno a loro le consulenze?, ha buttato l? Galli, intervistato da Luigi Ferrarella sul Corriere. Non occorre essere dei premi Nobel per capire che ?altri? vuol dire nientemeno che Roberto Castelli.

    Altro leghista dentro questa storia è Simone Rasetti, capo dell?ufficio stampa dell?assessore regionale lombardo alla Sanit?, Luciano Bresciani (anch?egli del Carroccio). Uva, respinto da Galli, ci ha riprovato con Rasetti. Questi ha intascato i verdoni promessi? O ha resistito alla tentazione? Non lo sappiamo. Ma di certo non ha denunciato il diavolo tentatore, a differenza di Galli. Ora sar? il pubblico ministero Fabio De Pasquale a dipanare la matassa del caso giudiziario. Dal punto di vista politico, per?, è già fin d?ora chiaro che nel ?partito degli onesti? di Maroni ci sono anche quelli che parlano con la ?ndrangheta, quelli che cedono alle tentazioni e quelli che, invece di denunciare i tentatori, li nominano consulenti ministeriali.

    Il Fatto Quotidiano, 2 dicembre 2010
    \"Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo\" (Ernesto Guevara)Che
    Accessibilità?



  10. #29
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    Pooooooovero!!!!!! arrenditi marrano sei circondato('')


    Parentopoli leghista all?Asl di Milano
    la denuncia in una lettera a Maroni

    Il tutto nasce da una lettera fatta da un gruppo di operatori all'interno della struttura. Indice puntato contro il direttore generale Walter Locatelli, già dg dell'Asl di Lecco
    Parentopoli alla Lega Nord. Una denuncia pesante che un gruppo di operatori dell?Asl di Milano hanno indirizzato direttamente al ministro dell?Interno. ?Caro Maroni è si legge in una lettera spedita questa mattina è in tempi recenti ti sei espresso (noi ci facciamo gli affari degli altri) intendendo così garantire le priorit? e gli interessi dei cittadini. In realt? anche la Lega si sta adeguando al clima di clientelismo che oramai impera nel nostro paese?. La lettera prosegue documentando la denuncia e mettendo sotto accusa il direttore generale dell?Asl Walter Locatelli ?già ex sindaco di una maggioranza leghista a Brembate -anche lui bergamasco- di nomina leghista e lui stesso fiero di questa appartenenza?. I fatti della denuncia: ?Dopo pochi mesi dal suo insediamento come direttore generale ha ritenuto di dover nominare direttore della Struttura Complessa Sistema Informativo Aziendale (incarico che sino al suo arrivo non esisteva) la Monaci Veronica proveniente dalla ASL di Lecco dove (guarda caso) era stato DG lo stesso Locatelli?.

    Subito dopo sente l?obbligo di nominare Direttore del Dipartimento Sanit? Pubblica Veterinari il Monaci Claudio (non avendone i titoli). ?Lo stupore è stato non solo quello di scoprire che i due Monaci sono tra di loro parenti (fratello e sorella), ma soprattutto parenti strettissimi del direttore generale, e che gli incarichi affidati siano avvenuti per chiamata diretta escludendo tutte le risorse di personale già presenti all?interno della ASL Milano?. I fratelli Monaci sarebbero nipoti del Locatelli, due figli della sorella della moglie. Una vicenda che rappresenta la classica goccia che fa traboccare il vaso, tanto da fare imbestialire anche operatori di stretta fede leghista. ?Lavoriamo all?Asl da decenni è protesta uno degli autori della lettera denuncia è ma mai come ora ci sentiamo frustrati: le nostre competenze non contano nulla, per fare carriera bisogna essere parenti di chi comanda?. E la carriera significa ovviamente anche stipendi migliori. Ma quanto guadagnano i fratelli Monaciò Hanno incarichi da ?primari?, quindi dai quattro ai cinquemila euro al mese. La lettera indirizzata a Maroni così continua: ?Troviamo immorale questa modalit? di valorizzare le competenze di parenti strettissimi sia inventando incarichi apicali sia trascurando la mancanza di titoli (se non quello della stretta parentela) per occupare la posizione. Si vocifera che il direttore generale della ASL Milano non voglia espletare, per alto senso morale, concorsi truccati per favorire i propri parenti ma preferisca la chiamata diretta?.
    \"Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo\" (Ernesto Guevara)Che
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  11. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da luni
    Azz tutto qui quello che ai da dire?Poi vi lamentate se vi danno del terrone ingnorante

    E che avrei dovuto rispondere sulle boiate delle striscie pedonali .... che quelle vere le hanno inventate i ROMANI ?





  12. #31
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    Quindi del fatto che quelle striscie illegali di chiara connotazione politicasaranno rifatte usando i tuoi soldi non te ne frega niente,poivi lamentate delle pensioni basse
    "Comunque è vero, sono comunista. Non dimentico mai la Bibbia e il Vangelo. E non dimentico mai quello che ha scritto Marx." (Don Gallo)



  13. #32
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    Minkia adesso nelle vostre querelle politique trascinate dentro pure il labrador, robe da non credere.
    Veramente state cadendo in basso baso brodo primordiale
    </font>



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