Pubblicato sulla rivista "Baby Magazine", numero 9 del 2008:


LA SINDROME DA DEFICIT ATTENTIVO CON IPERATTIVITA' (ADHD)
A cura del Dott. Massimo Borghese



La sindrome da deficit dell?attenzione con iperattivit?, altres˛ nota come ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) rappresenta una patologia rilevabile soprattutto o inizialmente in etÓ evolutiva, e caratterizzata essenzialmente dalla presenza di sintomi quali iperattivit?, scarse capacit? di concentrazione, impulsivit?, difficolt? di coordinazione.Nel corso degli ultimi anni si sta assistendo ad un notevole incremento numerico di casi di ADHD, e non perchŔ si sono affinate le capacit? di osservazione e di formulazione diagnostica, ma per un effettivo aumento di bambini che sin dalla scuola materna manifestano diversi sintomi riferibili a tale sindrome, con un?intensit? ed una durata sufficienti per poter parlare di vero e proprio disturbo. Attualmente si calcola che pi¨ del 5% della popolazione scolastica rientri nell?ambito dell?ADHD, con netta prevalenza del sesso maschile (da 3 a 9 maschi ogni femmina), persistenza della sintomatologia fino all?adolescenza in circa i due terzi dei casi, e fino all?etÓ adulta in un terzo. Il bambino affetto da deficit attentivo con iperattivit?, spesso non riesce a: mantenere l?attenzione per un periodo prolungato, evitare di distrarsi, ascoltare e seguire istruzioni, prestare cura ai dettagli, affrontare compiti lunghi terminandoli nei tempi previsti, avere cura delle proprie cose. A causa della sua patologia: Ŕ Si muove eccessivamente anche in contesti poco adeguati. Ŕ Sembra continuamente ?mosso da un motorino?. Ŕ Passa continuamente da un?attivit? all?altra. Ŕ Parla eccessivamente. Ŕ Interrompe ed Ŕ invadente verso gli altri. Ŕ ?Spara? risposte a caso. Ŕ Nel gioco non sa aspettare il proprio turno ed Ŕ impaziente. Ŕ Agisce senza riflettere, non valutando le conseguenze di ci˛ che fa. Ŕ Ha una scarsa capacit? di sopportare frustrazioni e di differire bisogni e desideri, scarsa autoregolazione di emozioni ed impulsi, scarsa autostima, scarsa motivazione e scarsa tenuta nelle attivit? che richiedono sforzo cognitivo.
Nel corso dell?attivit? di foniatra, ossia di specialista in fisiopatologia della comunicazione, che entra in contatto in un rapporto inizialmente diagnostico con soggetti comunicopatici, il riscontro di sindromi caratterizzate da deficit dell?attenzione con iperattivit?, a volte identifica una formulazione diagnostica diretta ed immediata, soprattutto nei casi in cui un bambino giunge in visita perchŔ considerato disattento ed iperattivo (e quindi il dato anamnestico giÓ di per s˛ costituisce un riconoscimento preliminare, da parte dei familiari, delle disabilit? del bambino), altre volte invece identifica un rilievo aggiuntivo in un contesto clinico il cui quadro Ŕ dominato da altre sintomatologie, quali i ritardi di linguaggio, disturbi della fluenza verbale, alterazioni della voce, disabilit? di apprendimento (lettura, scrittura, calcolo), psicosi, autismo. Quest?ultima patologia, negli ultimi anni Ŕ stata sempre pi¨ avvicinata all?ADHD, sia per effettivi riscontri di manifestazioni cliniche comuni in un?elevata percentuale di casi, sia in seguito a studi genetici che ne hanno evidenziato comuni origini.
Nell?ambito di una casistica personale, identifico in queste forme cliniche i diversi quadri di sindrome da deficit attentivo con iperattivit? rilavati in un campione di 200 bambini di etÓ compresa tra tre e dieci anni:
? Forme pure, cioŔ senza sintomi associati evidenti in occasione della prima visita: 33%
? Forme con evidenti sintomi associati (disfemia, dislalie, disfonia, dislessia?): 36%
? In ambito di sindromi autistiche: 31%.
In circa un terzo dei bambini appartenenti a questa casistica, ho concluso la prima visita-osservazione foniatrica con la diagnosi diretta di ?sindrome da deficit attentivo con iperattivit?? quando la sintomatologia preponderante era rappresentata dall?evidente instabilit? motoria, e le capacit? di prestare attenzione alle consegne anche pi¨ semplici risultavano insufficienti.
A seconda poi dell?etÓ anagrafica, si riscontrava anche una relativa inadeguatezza delle abilit? percettive, motorie globali e fini, grafiche, curriculari, cognitive, comportamentali.
In un altro terzo (circa) dei casi, alla sintomatologia su descritta, si univa in misura altrettanto evidente, direi preponderante, la presenza di uno o pi¨ sintomi tipicamente ?foniatrici˛ (almeno secondo l?accezione tradizionale) quali numerose dislalie, disfonia, o disfluenza verbale. Va sottolineato che in pi¨ della metÓ di questo 36%, mi Ŕ capitato di riscontrare due o pi¨ sintomi associati, come ad esempio, dislalie e disfemia, dislalie e disfonia?