Cookie Policy Privacy Policy FIABA:Pelle d’asino diventa regina.



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    Junior Member L'avatar di mavialia
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    Pelle d'asino diventa regina (dalla fiaba di Charles Perrault) <?:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-comfficeffice" /><O:P></O:P>
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    Dopo aver vagato a lungo nelle campagne, Pelle d'Asino trovo' infine una vecchia signora che accetto' di offrirle ospitalita' e di darle rifugio e cibo, in cambio dei lavori piu' umili: lavare gli strofinacci e pulire il trogolo dei maiali. Un giorno, mentre passeggiava, Pelle d'Asino si fermo' per bere a una sorgente e si specchio' nell'acqua. "Come ho potuto diventare cosi' brutta, cosi' ripugnante e cosi' sporca?" si disse la principessa. E decise di lavarsi nell'acqua cristallina. L'indomani era domenica. La povera Pelle d'Asino, sola nella sua piccola stanza, picchio' la bacchetta magica al suolo, come la fata le aveva consigliato, e subito apparve il baule dei suoi vestiti. Scelse di indossare l'abito color del tempo e tutta la stanza, improvvisamente, sembro' illuminata dalla sua bellezza. Meravigliata di quella magia, la giovane principessa decise che ogni domenica si sarebbe consolata indo ssando di nuovo uno fra i suoi piu' begli abiti.
    Una domenica, mentre Pelle d'Asino stava indossando il vestito colore di luna, un giovane principe si fermo' alla fattoria. Era cosi' intelligente e cosi' bello che era amato da tutti. Dopo aver mangiato, e poiche' era molto curioso, volle visitare la dimora. Attirato da una porta chiusa, guardo' dal buco della serratura e rimase affascinato dalla straordinaria bellezza della principessa che vide riccamente abbigliata. Si allontano' sognante, ma dalla vecchia seppe che in realta' in quella stanza viveva una miserabile serva detta Pelle d'Asino. Il principe, una volta ritornato al suo castello, non riusciva a scacciare dalla sua mente la visione di quella bella fanciulla. Pensava a lei talmente tanto che, alla fine, si ammalo'. Sua madre, la regina, preoccupata, gli chiese che cosa avrebbe potuto fare per aiutarlo a guarire. Il principe le rispose sospirando: "Il mio piu' grosso desiderio sarebbe che Pelle d'Asino mi preparasse un dolce". Avvisarono dunque Pelle d'Asino, che fu molto contenta di esaudire il desiderio di un principe. Si cambio' in fretta e preparo' il dolce con tutto il suo amore. Si impegno' a tal punto che l'anello che portava al dito scivolo' nell'impasto.
    Il giovane principe trovo' che era il dolce piu' delizioso che avesse mai gustato. Mentre mangiava, improvvisamente si mise a tossire e corse il pericolo di soffocare. Sputo' l'anello che aveva in bocca e che aveva causato quella tosse, e comprese che non poteva certo appartenere a una serva. Nascose il gioiello sotto il suo cuscino e si mise a pensare cosi' intensamente a Pelle d'Asino che fu assalito da una febbre terribile. Tutti i medici del reame accorsero al suo capezzale e furono concordi nel dire che non poteva trattarsi che di una malattia: l'amore. Il re e la regina, preoccupati, promisero al figlio che avrebbero acconsentito alle nozze con la ragazza che lui avesse scelto, pur di mettere fine a questa sua malattia. Il principe rispose che avrebbe sposato solo la giovane che avesse infilato l'anello trovato nel dolce. Si convocarono immediatamente tutte le giovani nubili del regno, ma nessuna riusci' a infilare l'anello. "Avete pensato a chiamare anche Pelle d'Asino che mi preparo' il dolce? - chiese il principe - Anche se e' una serva non c'e' alcuna ragione per escluderla". Pelle d'Asino aveva saputo cio' che stava succedendo a palazzo e attendeva con impazienza: il suo cuore si mise a battere quando seppe che il principe sarebbe venuto a cercarla. Fece un bagno profumato, indosso' il suo abito color del sole, i suoi piu' bei gioielli, si pettino' accuratamente e nascose tutto sotto la Pelle d'Asino. Il giovane principe arrivo' infine alla fattoria e chiese di poter vedere subito Pelle d'Asino. "Siete voi che abitate in questo angolo oscuro dietro il cortile?" le chiese. "Si', nobile signore". "Allora mostratemi la vostra mano" Quando la mano piu' fine e piu' pura usci' dalla brutta pelle d'asino, tutti trattennero il fiato: l'anello entro' senza alcuna difficolta' nel dito affusolato. Quando il principe sfioro' con le labbra la sua mano, la principessa lascio' scivolare la pelle della bestia e si mostro' in tutta la sua bellezza. Il vestito colore d el sole che indossava illuminava tutti i presenti e il principe, pazzo di gioia, strinse a se' la giovane e le chiese di sposarlo. Il giorno successivo iniziarono i preparativi delle nozze. I re di tutti i paesi confinanti vennero invitati e anche il padre della principessa che, nel frattempo, si era risposato. Prese sua figlia tra le braccia chiedendole perdono e l'abbraccio' teneramente.
    I giovani sposi vissero felici per lunghi anni. Spesso venne chiesto alla principessa di preparare un dolce come lei sola sapeva fare. Mai piu', pero', l'anello che il principe le aveva messo al dito scivolo' nell'impasto.<O:P></O:P></TD></TR>
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    <O:P>FINE.</O:P>
    <O:P></O:P>
    <O:P>mavialia</O:P>Edited by: mavialia
    mavialia




    \" Se fai del bene dimenticalo, se fai del male ricordalo \"


  2.      


  3. #2
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    <CENTER>
    <H1>Pelle d'asino</H1>


    di Jakob e Wilhelm Grimm
    </CENTER>
    C'era una volta un re che aveva una moglie dai capelli d'oro e così bella che sulla terra non ce n'era un'altra come lei. Accadde un giorno che la regina si ammal? e, accorgendosi di morire, chiam? il re e gli disse:
    - Mi devi promettere che, se riprenderai moglie, sposerai solo una donna che sia bella come me e che abbia i capelli d'oro come i miei.
    Appena il re ebbe promesso, la bella regina chiuse gli occhi e spir?
    Il re per molto tempo non riusc? a darsi pace e non pensò affatto a riprendere moglie, ma i suoi consiglieri alla fine gli dissero:
    - Non potete fare a meno, maest?, di riprendere moglie, poich? il popolo ha bisogno di una regina.
    Dopo di che furono mandati messaggeri per ogni dove, a cercare una sposa che fosse bella e bionda come la regina morta; ma la ricerca fu vana e i messaggeri ritornarono indietro mortificati senza essere riusciti a concludere nulla. Il re aveva una figlia che era bella come la madre e come lei aveva lunghi capelli d'oro. Quando ella crebbe, il re disse ai suoi consiglieri che avrebbe dato sua figlia in moglie al più anziano di loro e che dopo la sua morte ella sarebbe divenuta regina. Quando il più anziano lo seppe, ne fu felice: la figlia del re, invece, rimase spaventata dalla decisione del padre, e, sperando di riuscire a fargli cambiare idea, così disse:
    - Prima che io ubbidisca al tuo desiderio, mi devi far fare tre vestiti: uno d'oro come il sole, l'altro argento come la luna e il terzo lucente come le stelle. Inoltre desidero un mantello composto da tante pelli quanti sono gli animali del regno, in modo che ognuno di essi vi sia rappresentato.
    La principessa pensava che fossero cose impossibili e che nel frattempo forse le sarebbe riuscito di smuovere il re dal suo proposito. Il re per? non vi rinunciò e le donne più abili del suo regno dovettero tessere tre vestiti: uno d'oro come il sole, l'altro d'argento come la luna e il terzo lucente come le stelle; i suoi cacciatori dovettero cacciare tutte le bestie del regno e prendere a ognuna un pezzo di pelle o di pelliccia. Alla fine, quando tutto fu pronto, il re mand? a prendere i tre abiti meravigliosi e il mantello, li stese davanti a sò e disse:
    - Domani si far? il matrimonio.
    Quando la principessa vide che non c'era speranza di smuovere il padre dalla sua decisione, stabil? di fuggire. Di notte, mentre tutti dormivano, si alzo, e dal suo tesoro scelse tre oggetti che le erano particolarmente cari: un anello d'oro, un piccolo fuso d'oro e un piccolo arcolaio pure d'oro; poi mise in un guscio di noce i tre vestiti color del sole, della luna e delle stelle, e, gettandosi addosso il mantello fatto coi mille pezzi di pelli, si anner? il viso e le mani con la fuliggine. Quindi, raccomandandosi a Dio, part? e viaggio tutta la notte. Non conosceva la strada e vag? a lungo senza meta. Cammina cammina, a un certo punto si trov? in una foresta piena di alberi e cespugli. C'era un tale intrico di rovi e di spine che la bimba non pot? più proseguire: Inoltre era molto buio ed elle ormai si sentiva molto stanca; allora si ferm? e scelse il cavo di un albero per passarvi la notte. Civette e strani uccelli notturni mandavano rauche strida. La fanciulla aveva paura, ma a un certo punto vinta dalla stanchezza, cadde in un sonno profondo. Al mattino il sole si lev? e, mentre ella continuava a dormire, il re di un paese vicino attraversò la foresta, con tutto il suo seguito, per andare a caccia; inseguendo la selvaggina venne a trovarsi proprio dove la fanciulla s'era addormentata. Quando i suoi cani s'imbatterono in quell'albero, si misero ad abbaiare e a ringhiare così furiosamente da richiamare l'attenzione del re, il quale si rivolse ai suoi cacciatori dicendo:
    - Fate presto. Andate a vedere quale animale selvatico si nasconde l? dentro e portatemelo qui subito.
    I cacciatori ubbidirono e quando ritornarono dissero:
    - Nel cavo di quell'albero abbiamo trovato un essere sorprendente di cui non abbiamo mai veduto l'uguale: la sua pelle è di mille colori, ed è li fermo, immerso in un sonno profondo.
    Il re disse:
    - Cercate di prenderlo vivo e legatelo alla carrozza.
    Appena i cacciatori afferrarono la fanciulla, essa si svegli? atterrita e supplic? con voce tremante:
    - Sono una poveretta, abbandonata dal padre e senza madre, abbiate pietà di me e portatemi con voi!
    - Vieni - le dissero allora e la condussero dal re.
    Questi guard? meravigliato quell'esserino sparito e tremante e l'affid? ai cacciatori, perchè la ristorassero. Essi le diedero il soprannome di " Pelle d'asino", per via del suo strano e ispido mantello. Mossi a pietà dal suo pianto la portarono alla reggia, le diedero un sottoscala per dormire, dove non c'era nemmeno un finestrino da cui penetrasse un raggio di sole. Le dissero che doveva fare la sguattera in cucina. Suo compito era portare l'acqua e la legna per fare il fuoco, spennare i polli, pelare le patate, levare la cenere dalle stufe; insomma, doveva fare tutti i lavori più umili e faticosi. Per un certo tempo Pelle d'asino visse miseramente in questo modo, ma un giorno seppe che nella grande sala del castello davano una festa e chiese alla cuoca:
    - Posso andare un momento a vedere? Mi metter? in un cantuccio fuori dalla porta e sbircer? per il buco della serratura...
    La cuoca rispose:
    - Vai pure, ma ritorna fra mezz'ora perchè devi levare la cenere dalla stufa e lavare le stoviglie.
    Pelle d'asino prese una lucerna, corse nel sottoscala, si lev? il mantello di pelli e si lavo ben bene per togliere la fuliggine dal viso e dalle mani e pettin? i lunghi capelli biondi in modo che tutta la sua bellezza fosse visibile. Quindi apri il guscio di noce e ne tolse il vestito d'oro come il sole. Appena pronta, con il cuore che le batteva d'ansia e di gioia, entr? nella sala da ballo: tutti le fecero largo, pensando che fosse una principessa sconosciuta. Il re stesso venne da lei e, prendendole la mano, la fece ballare; pensava che mai aveva veduto una fanciulla così bionda, così bella e così gentile. Appena il ballo fin?, la fanciulla fece un inchino e, prima che il re se ne rendesse conto, spar?. Essa era ritornata di corsa nel suo sottoscala e, levatosi presto presto lo splendido vestito, si era di nuovo tinta con la fuliggine il viso e le mani e aveva indossato il mantellaccio di mille pezzi, diventando di nuovo Pelle d'asino. Era appena giunta in cucina e si era messa a tagliere la cenere dalla stufa, quando la cuoca le disse:
    - Lasciala stare fino a domani: piuttosto prepara la cena al re in vece mia, mentre io vado di sopra a dare un'occhiata; ma bada bene di non lasciar cascare un capello nella minestra, perchè il re andrebbe su tutte la furie.
    Pelle d'asino cucin? la cena del re, preparando la minestra più buona che sapeva fare. Appena fu cotta, la fanciulla and? a prendere il suo anellino d'oro e ve lo butt? dentro. Quando la festa fu finita il re ordin? che gli servissero la cena, e, assaggiata la minestra, pensò che non aveva mai mangiato nulla di più buono in vita sua. L'aveva quasi finita quando vide un anello d'oro brillare nel piatto e, non riuscendo a capire come mai fosse l?, fece chiamare la cuoca. Quando la cuoca sent? che volevano ebbe paura e disse a Pelle d'asino:
    - Sei sicura di non aver lasciato cadere un capello nella minestra?
    Tremando, si present? al re, che le chiese chi aveva cucinato la cena. La cuoca rispose con un filo di voce:
    - Sono stata io.
    - Non è vero, perchè la minestra è migliore del solito.
    Allora la cuoca mormor?, facendosi rossa:
    - Devo confessare che non sono stata io, ma Pelle d'asino:
    Il re fece chiamare Pelle d'asino e, quando la fanciulla fu alla sua presenza, le chiese:
    - Chi sei?
    - Io sono una povera fanciulla senza padre n? madre, che tu hai accolta per pietà - rispose.
    Il re domand? di nuovo:
    - Dove hai preso questo anello che ho trovato nella minestra e come mai possiedi un gioiello così prezioso?
    Pelle d'asino rispose:
    - Non ne so niente.
    Il re minacciò di cacciarla via se non diceva la verità, ma Pelle d'asino ostinata ripeteva sempre le medesime parole:
    - Non ne so niente.
    - Torna in cucina - disse infine il re rassegnato.
    Pelle d'asino corse a rifugiarsi nel suo sgabuzzino. Passato un po' di tempo vi fu un altro ballo. Bellissime dame con abiti meravigliosi e splendide collane entrarono nei saloni del castello; ma il re non le guardava neppure e continuava a pensare alla fanciulla misteriosa che aveva incontrato durante il primo ballo. Intanto nella cucina c'era un momento di calma perchè tutto quello che era necessario per la festa era già pronto. Allora Pelle d'asino chiese alla cuoca:
    - Posso andare a vedere la festa?
    - Va pure, Pelle d'asino, ma ritorna presto. Devi cucinare quella minestra che è piaciuta al re, perchè io non so farla come te! - rispose la cuoca.
    Pelle d'asino, tutta contenta, fece le scale di corsa ed entr? nel suo sgabuzzino. Si sfil? il mantellaccio rattoppato, si lav? e indosso il vestito argenteo come la luna. Si pettin? i bei capelli biondi che nella luce della sera erano ancora più splendenti del solito. Poi, in punta di piedi, sali in fretta le scale e si present? nella sala da ballo. Quando entr? tutti tacquero all'istante e i paggi si inchinarono al suo passaggio. Le fanciulle la guardavano con invidia, mentre i giovani non si stancavano di rimirare la sua splendida bellezza. Il re stesso si alz? dal trono e le venne incontro. Felice di rivederla, la prese per mano e la invit? a danzare. Appena il ballo fu finito la fanciulla, ricordandosi della promessa fatta alla cuoca, s'allontan? in fretta. Il re e i cortigiani non fecero in tempo a seguirla, che ella era già in fondo alle scale. Entrata nello sgabuzzino si tolse l'abito d'argento e dopo esseri cambiata torn? in fretta in cucina a fare la minestra. Anche questa volta volle prepararla con gran cura. La cuoca intanto era andata di sopra e dal buco della serratura guardava quando accadeva nella sala da ballo. Pelle d'asino approfitt? della sua assenza per andare a prendere il suo piccolo fuso d'oro e quindi lo mise nel piatto destinato al re. Quando il re mangià la minestrina, la trov? ancora migliore della prima volta e di nuovo mand? a chiamare la cuoca. La donna entr? tremando nella sala del banchetto.
    - Chi ha fatto questa minestra è - le chiese il re.
    La cuoca non seppe più cosa rispondere e indietreggià rossa e confusa in un angolo della stanza.
    - Vieni qui! - tuon? il re. - E parla !
    La povera cuoca dovette confessare ancora una volta che la minestra l'aveva preparata Pelle d'asino.
    - Fatela venire subito alla mia presenza ! - intim? allora ai servi e questi corsero a chiamarla.
    Giunta al cospetto del re, la fanciulla, disse di non sapere nulla del fuso d'oro e il re dovette rinunciare a capire da dove provenisse la fanciulla misteriosa. " Voglio dare ancora una festa da ballo e se questa volta la bella fanciulla fuggir? ancora, la far? ricercare in tutto il regno e la ritrover? a ogni costo " Si disse il re e, infatti, dopo pochi giorni ordin? che venissero fatti i preparativi per il più grande e importante ballo dell'anno. Pelle d'asino questa volta mise l'abito che luceva come le stelle e con quello entr? nella sala da ballo. Il re, che l'attendeva impaziente ball? di nuovo con lei e guardandola, pensava che non aveva mai visto una fanciulla così bionda, cosi bella, così gentile. Mentre ballavano, senza che la fanciulla se ne accorgesse, le infil? al dito un piccolo anello d'oro. Quando la danza fin? il re cerc? di trattenerla, ma ella si liber? dalla stretta e corse via così veloce, che scomparve in un baleno agli occhi di tutti n? alcuno riusc? a trattenerla. Pelle d'asino nel frattempo s'era rifugiata nel sottoscala. Poich? era rimasta al ballo molto più a lungo della solita mezz'ora, non ebbe il tempo di levarsi il bel vestito e quindi cerc? di nasconderlo infilandovi sopra il mantello di pelli; non riusc? neanche ad annerirsi bene il viso e le mani e nella fretta un dito rimase bianco. Corse quindi in cucina, prepar? la minestra per il re e, mentre la cuoca era di sopra, vi mese dentro l'aspo d'oro. Pi? tardi, quando il re trov? il girello in fondo alla minestra, fece venire Pelle d'asino e vide che aveva un dito bianco... e al dito c'era l'anello che egli le aveva infilato mentre ballavano. La prese per mano e la tenne stretta, e quando ella cerc? di liberarsi e di scappare, il mantello di pelli le scivol? e il vestito lucente come le stelle apparve nel suo splendore, mentre sulle spalle scendevano i bei capelli d'oro: Pelle d'asino, confusa e tremante, era davanti al re, in tutta la sua bellezza, ne poteva più nascondersi. Il re allora disse:
    - Non temere, Pelle d'asino, tu sarai la mia cara sposa e noi non ci lasceremo mai più.
    Si celebrarono le nozze e gli sposi vissero felici e contenti fino alla fine dei loro giorni.
    .................................................. .......... ................................
    Questa e' la versione dei Fratelli Grimm della stessa FIABA, la troverete piu' completa della precedente.
    Buona lettura!
    mavialia
    mavialia




    \" Se fai del bene dimenticalo, se fai del male ricordalo \"



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