? significativa e preoccupante la sentenza emessa dal TAR Della Basilicata , se i genitori non saranno più partecipi e presenti in tutti i campi ciò che è stato conquistato con anni di lotte impegno e sofferenza andr? perso, non è possibile permettere che per FAR TORNARE I CONTI alle persone disabili venga impedita la frequenza scolastica con insegnanti formati e informati , FORZA GENITORI





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Ore di sostegno: due pesi e due misure
<DIV =c&#111;ntentpaneopen>(di Elena Santa Carlomagno*) </DIV>
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<DIV =si_sup_occhiello>Non è accettabile che un diritto costituzionale possa essere sottoposto a limitazioni o ristrettezze economiche e che a fare sacrifici, in tempi di crisi, siano solo alcuni, scelti a caso, seguendo logiche pensate a tavolino, di numeri e di convenienze, attuate non considerando il diritto alla salute e all?istruzione e quindi alla dignit? delle persone su cui la decisione si abbatte. Eppure due provvedimenti sul sostegno agli alunni con disabilit?, espressi nei giorni scorsi dal TAR della Basilicata e da quello del Lazio marciano in direzione del tutto contrario, pur riguardando situazioni analoghe</DIV>
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? datato 29 gennaio il provvedimento del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Basilicata che nega a due bambine con disabilit? frequentanti la scuola primaria del Comune di Lauria (Potenza) la sospensiva dell'atto che assegna loro l?insegnante di sostegno per sole 13 ore settimanali, a fronte della richiesta di 22 ore fatta dall'AUSL competente in base alle patologie riscontrate nei due rispettivi casi [la citata Ordinanza n. 34/2010 del TAR della Basilicata si pu? leggere cliccando qui, N.d.R.].
Tale diniego è simile ad altri provvedimenti emessi dal TAR lucano avverso i ricorsi presentati dalle famiglie di bambinicon disabilit?di tutte le aree della Regione, contro il taglio del sostegno scolastico (alcune di tali famiglie, in vero, a seguito di ricorso al Consiglio di Stato, avrebbero visto ribaltata la Sentenza del TAR regionale).
Il Tribunale giustifica il rifiuto in virt? dell?assunto che la Legge Finanziaria per il 2008 [Legge 244/07, articolo 2, comma 413, N.d.R.] avrebbe sancito ?il divieto di superamento del rapporto medio nazionale di un insegnante ogni due alunni diversamenti abili? e contestualmente avrebbe ?escluso? che, ?in presenza di handicap particolarmente gravi possano essere assunti con contratto a tempo determinato docenti di sostegno, in deroga al rapporto docenti-alunni, facendo comunque salvo "il rispetto dei principi sull?integrazione degli alunni diversamente abili fissati dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104"?.
E ancora, sempre il TAR della Basilicata, nei riguardi del ricorso delle famiglie che lamentavano la non considerazione della gravit? clinica dei casi nell?attribuzione del sostegno da parte della scuola, risponde che in base alla Circolare Ministerialen. 38/09?? stato richiamato l?impegno di raggiungere gradualmente come previsto dalla legge finanziaria 2008, il rapporto nazionale di un docente ogni due alunni disabili? e che dalla Legge 104 del 1992, che garantisce ?il diritto all?istruzione e all?integrazione, mediante l?assegnazione di docenti specializzati di sostegno?, ?non è enucleabile anche la garanzia di un numero complessivo di ore di sostegno, le quali, pertanto, vanno determinate entro i limiti delle dotazioni organiche connesse alle disponibilit? finanziarie all?uopo preordinate?.

Ebbene, su un caso analogo, il TAR del Lazio, il 22 gennaio scorso, si era pronunciato - in maniera contraria - a favore di un minore residente a Firenze,affermando ?sufficienti profili di fondatezza nella parte in cui si lamenta che l?amministrazione nell?assegnare al minore di cui trattasi l?insegnante di sostegno per n. 14 ore, anzich? 22, non abbia considerato la particolare gravit? [il testo integrale di tale Ordinanza, la n. 298/2010, è disponibile cliccando qui, N.d.R.].
Non è dunque possibile che - al di l? del rispetto verso le Sentenze dei Tribunali Amministrativi,del diritto sacrosanto del magistrato di agire in maniera autonoma e della possibilit? sancita alla parte lesa di ricorrere nelle forme e nei modi di legge ai provvedimenti ritenuti ingiusti - due provvedimenti scaturiti da vicende e situazioni umane analoghe producano tali sperequazioni territoriali e sociali e tali diversit? di giudizio.

Da una parte, infatti, i bambini vedranno negato il pieno diritto alla salute, all?istruzione e all?integrazione scolastica, in nome delle ristrettezze economiche e quindi di organico, dall?altra, invece, si proceder? a ristabilire il diritto negato, facendo in modo che lo Stato, cioè tutti i cittadini (compresi quelli della Basilicata), si facciano carico di garantire al minore il pieno diritto all?istruzione e all?integrazione.

Nel primo caso, quello lucano, il diritto non è riconosciuto perchè è condizionato "a cascata" dalla ristrettezza delle risorse trasferite all?Ufficio Scolastico Regionale, dal numero dei disabili presenti nelle singole scuole e dalla solerzia più o meno spinta con cui vengono inviate le richieste di deroga, sino all?interpretazione normativa del TAR competente. Come se un diritto costituzionale potesse essere sottoposto a limitazioni o ristrettezze economiche che potrebbero renderlo attuato per alcuni e inattuato per altri; come cioè se un diritto diventasse una concessione, quasi un?elemosina.
L?aspetto più pericoloso della vicenda che vede attribuite ad alcuni bambini con disabilit? solo 13 ore di sostegno, mentre altri - contemporaneamente, nella medesima situazione - ne hanno 22, non è l?affermazione del principio che durante una crisi economica stringente come quella in corso sia normale fare sacrifici da parte di tutti - che pare essere la logica del TAR di Basilicata, dell?Ufficio Scolastico Regionale e della scuola - ma che a fare sacrifici siano solo alcuni, scelti a caso, seguendo logiche pensate a tavolino, di numeri e di convenienze, attuate non considerando il diritto alla salute e all?istruzione e quindi alla dignit? delle persone su cui la decisione si abbatte.
Tale modo di fare crea disparit? all'interno della stessa scuola, dello stesso Paese, della stessa nazione.
Sta di fatto che, ad ora, nessun cittadino d?Italia pagher? soldi per garantire il pieno sostegno ad alcuni bambini della Basilicata, nessuno interverr? con patti di solidarietà sociale. Questi minori, insieme alle loro famiglie, sono tra quelli che per primi - insieme agli operai e ai precari che aumentano le file della disoccupazione - -contribuiranno, grazie a una "compressione forzata" dei loro bisogni, a risanare il bilancio dello Stato.

La gravit? di quanto avviene, per?, non deve restare nell?ambito della vicenda personale dei bambini e delle famiglie della Basilicata coinvolte; infatti, è necessario per tutti che chi pu? -politica, presidente della Repubblica e Corte Costituzionale - ponga la questione della costituzionalit? o meno di una norma che induce a interpretazioni restrittive che generano disparit?.
Tale norma è la fissazione di quel famoso rapporto medio nazionale di un insegnante ogni due alunni disabili, che interpretata in maniera letterale nella singola scuola, senza tener conto del numero degli alunni disabili presenti, della possibilit? di effettuare compensazioni tra singole scuole e Province limitrofe, semplificando la "tendenzialit? e la gradualit?" e trascurando l'effettiva esigenza del minore disabile, diventa un numero medio svuotato da tutti quei contenuti di tutela e diritto che ormai dovrebbero essere riconosciuti ovunque ai portatori di handicap (se almeno le leggi non sono un puro esercizio teorico!).
Altrimenti si spieghi cosa significa ?facendo comunque salvo "il rispetto dei principi sull?integrazione degli alunni diversamente abili fissati dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104", come recita la citata Ordinanza del TAR della Basilicata.

Nella presente campagna elettorale sentiamo parlare di "quoziente famiglia", di "sostegno alle fasce deboli" e di altre misure che avvertiamo invero un po? "appiccicaticce", almeno in alcune aree del Paese, dove hanno preso piede costumi e atteggiamenti "legittimi e legittimati" di modifica dello Stato sociale, se non di vera e propria "macelleria sociale".
Non sappiamo verso quali lidi ci condurr? questo vento di tempesta, sappiamo solo che se una parte del nostro Stato o del nostro Mondo non avr? diritti simili all?altra, le tensioni saranno tali e tante che le onde perderanno molti di noi, per quel che, a chi regge il timone, puo' importare.

*Presidente dell'Associazione Gruppo Auto Mutuo Aiuto di Lauria (Potenza) - Tutti sulla stessa barca.

<DIV =si_sup_>Ricordiamo che le due citate Ordinanze di cui si parla nel presente testo, rispettivamente </DIV></DIV></DIV></DIV>Edited by: mammamarina