Cookie Policy Privacy Policy LE STORIE DI VITA DEI DISABILI - Pagina 7



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  1. #121
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    http://www.facebook.com/l.php?u=http...39&h=VAQHzy4Xu

    Se ne avete

    voglia eccovi il link della recensione che ho "spigolato" oggi sul web.

    Se vi rimane ancora un po' di voglia, dopo averlo letto, potete anche lasciare un commento.

    In ogni caso grazie della visita.

    Cordialità a tutti.

    Germano turin - Torino
    marinotunger


  2.      


  3. #122
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    Dice il proverbio che

    "Il lupo perde il pelo ma non il vizio"

    e io, da quel vecchio lupo spelacchiato che sono, non ho ancora perso il "vizio" di scrivere.

    Ho infatti ultimato il mio secondo libro (sempre autobiografico) nel quale racconto (sempre in terza persona) il seguito della mia vita di persona con disabilità.

    Sto contattando alcuni Editori e vi assicuro che è già una fatica far leggere il manoscritto: figuriamoci a pubblicarlo.

    In questo caso procedo, come si dice, "per approssimazioni successive", dal momento che tutto cambia ad una velocità impressionante. Anche gli Editori cambiano e, a loro volta, cerano di sopravvivere. Stanno andando per la maggiore, ad esempio, gli e-book, anche se non so ancora quale tipo di diffusione possano avere nella nostra cultura mediterranea.

    Qualche visitatore che passa e legge mi sa (e mi può) suggerire un Editore che possa essere interessato a leggere il mio lavoro?

    Grazie della visita e degli eventuali suggerimenti.

    Cordialità a tutti.

    Germano Turin - Torino
    marinotunger



  4. #123
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    I fatti stanno così:

    - Quando pubblicai il primo libro, nel 2012, non sapevo nulla di Editori e di pubblicazioni: strada facendo ho imparato. Basta leggere e ascoltare e s'imparano molte cose;

    - Ho letto da qualche parte che oggi, in Italia, vengono pubblicati circa 40.000 (diconsi quarantamila) libri all'anno, il 90% dei quali in tiratura limitata. Generalmente, restano nelle librerie degli autori, vengono regalati o finiscono addirittura nel "cartesio";

    - Per pubblicare il primo libro seguii anch'io la trafila degli autori sconosciuti che vogliono pubblicare a tutti i costi: versai un "contributo" all'Editore ed in cambio ottenni un certo numero di copie del libro. Ho venduto tutte le mie copie, sono rientrato abbondantemente della cifra che ho versato e mi ritengo soddisfatto;

    - Non so quante copie del mio libro abbia venduto il mio Editore: in ogni caso, nel contratto di pubblicazione, non era previsto nessun utile per me sulla vendita del libro, anche se era scritto che la prima stampa sarebbe stata di un certo numero di copie;

    - La prima stampa del mio sopraccitato libro era stata fatta col sistema delle copie "ciano": cioè il manoscritto era stato fotografato, stampato e rilegato come si fa con le fotocopie, anche se con metodi all'avanguardia. Anche se sono state fatte delle successive ristampe nessuno me l'ha detto, né l'Editore né il tipografo;

    - Ho saputo poi che, gli Editori seri, dopo la stampa di un libro spendono soldi per la "promozione" del libro stesso attraverso pubblicità, presentazioni nelle quali vengono coinvolti anche gli autori, e via discorrendo. Nel caso mio la "promozione" l'ho fatta tutta io attraveso una catena di "amici", "amici di amici", "passaparola" su forum vari, e, soprattutto, "recensioni". Nel caso del mio libro ho ottenuto tante recensioni, nessuna delle quali promossa dal mio Editore. Evidentemente ha fatto un buon "business" col mio libro e non aveva voglia di rischiare.

    Ecco come sono andate "realmente" le cose: è stata un'avventura entusiasmante e coinvolgente dalla quale ho imparato molte cose, e questo lo reputo importante.

    Nel frattermpo ho compiuto degli anni, le forze sono quelle che sono e non ho più voglia di rischiare tempo e soldi per pubblicare il prossimo libro. Se trovo un Editore serio pubblico, diversamente mi resta il piacere di aver scritto e mi tengo il manoscritto nel cassetto.

    Questo non vuole essere un atto d'accusa contro nessuno: un Editore è un imprenditore che conosce il mondo dei libri e, se ritiene che un libro non possa vendere, non lo stampa. Per lo meno, non lo stampa a proprie spese.

    Per quanto riguarda le "agenzie" che esaminano manoscritti da "proporre" agli Editori, non le prendo nemmeno in considerazione. Può anche darsi che siano delle organizzazioni serie e professionali, ma non ho più soldi da rischiare.

    Ecco: vi ho "esternato" alcuni miei pensieri circa il "mondo dei libri".

    Grazie a chi ha letto pazientemente fino in fondo, e ancor più grazie a coloro che vorranno dire la loro opinione nel merito.

    Che può anche essere diversa dalla mia, ovviamente.

    In ogni caso cordialità a tutti.

    Germano Turin - Torino
    marinotunger



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