<H2 =titolo2>Discoteche senza barriere? "Basterebbe così poco..." </H2>
<H3 =titolo3>Serata danzante per 40 ragazzi disabili, arrivati a Roma per tre giorni con l?associazione ?La strada per l?arcobaleno?. </H3>
<H3 =titolo3>La discoteca ?Life 85? si è rifatta il look, eliminando barriere e adeguando servizi. ?I giovani ballano: perchè noi non dovremmo farlo" </H3>
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Mercoled? 30.12.2009 15:00
Una serata in discoteca, senza il pensiero delle scale che ci sono e del bagno che, invece, di solito non c??. E? quella che si sono potuti concedere, nei giorni scorsi, quaranta ragazzi disabili provenienti da tutta Italia, riuniti a Roma per una vacanza auto-organizzata, con il supporto dell?associazione italiana Spina bifida e idrocefalo ?La strada per l?arcobaleno?.


Tre giorni di turismo nella capitale, all?insegna dell?autonomia, com?? da sempre nello spirito dell?associazione.


Questa volta, per?, con un incarico importante: testare tutti insieme l?accessibilit? di una discoteca appena riadattata: la Life 85, a due passi da piazzale Clodio, proprio dietro al Tribunale, baluardo dei diritti. Come il diritto al tempo libero, che per una persone con disabilit? non è poi tanto libero. Fino a pochi mesi fa anche la Life 85, come la stragrande maggioranza delle discoteche e dei locali notturni, era un fortino inespugnabile per chiunque avesse problemi motori: una ripida rampa di scale scoraggiava l?accesso, come pure i gradini all?interno, la pedana sopraelevata e, naturalmente, la mancanza di servizi igienici adeguati.


Poi Rocco De Feo, il gestore, ha provato a rifare il look al suo locale, rendendolo accessibile: ?L?anno scorso, un giorno di novembre, sono stato interpellato dalla commissione della X ripartizione, che controlla i locali, e mi è stato detto che dovevo munirmi di strutture per disabili: l?ho fatto con piacere. Abbiamo adeguato l?ingresso, c?erano degli scalini e abbiamo fatto una rampa. Dentro, il locale è tutto a un piano, senza dislivelli. E abbiamo fatto un bagno adeguatissimo per i disabili?.


E così, via le scale esterne e interne. Quasi tutte, in verità, perchè ?i quattro gradini finali sono ancora l?, troppo difficili da eliminare è ci fa notare Carla Marinelli, vicepresidente dell?associazione, riferendoci le sue prime impressioni sul ?test? accessibilit?. è Per? hanno completamente abbattuto le barriere architettoniche esterne e c?? il bagno accessibile all?interno. I quattro gradini sono oggettivamente difficili da abbattere: con un aiuto del personale tutti comunque possono entrare?.


Ma cosa significa per una persona disabile andare in discoteca? Fin dove arriva il desiderio di ballare al ritmo della musica e dove inizia, invece, l?imbarazzo di lasciarsi andare? ?Per una persona disabile è racconta Carla - ballare in un contesto come la discoteca pu? essere imbarazzante, certo. Io l?ho sempre fatto, fin da ragazza: andavo con i miei amici, mi mettevano al centro della discoteca e, per far sò che gli altri non mi travolgessero, facevano una sorta di cerchio intorno a me. Ballare è l?espressione del nostro corpo, ognuno lo pu? muovere come meglio crede?.


?Di solito non vado in discoteca perchè non sono locali attrezzati è ci racconta Erica, una delle ragazze del gruppo, arrivata dalla provincia di Torino - Lascio perdere, non ci provo neanche.


Non sono solo i gradini, ma gli spazi ristretti, i tavolini uno attaccato all?altro. In questo caso il locale è abbastanza spazioso, riusciamo a girarci anche se siamo tanti. Ballare è una cosa che i giovani fanno: non vedo perchè un disabile non debba avere la possibilit? di farlo. Certo, è più facile farlo in un gruppo come questo, in una serata speciale come questa, con tutti disabili: perchè molti di noi hanno il complesso del giudizio del normdotato: ?oddio mi stanno guardando!?.


Ma bisogna fare la propria vita e i normodotati si devono abituare: ci siamo anche noi!?. ?Ogni tanto vado in discoteca con amici, essendo appassionato di musica è ci racconta Cristiano, di Roma - In una realt? grande come Roma, sono tropo poche le realt? accessibili, soprattutto tra discoteche e locali. Ma altri generi di locali, come i disco pub, molto più spesso sono accessibili. La difficolt? maggiore credo per? che sia il fattore psicologico di dipendere da qualcuno che è obbligato a darti una mano: quando, con semplici accorgimenti, una persone disabile potrebbe essere autonoma in tutto e per tutto, anche in discoteca?.


Fonte: Affaritaliani.it - redattore c.p.</DIV>