Cookie Policy Privacy Policy ancora sulle cellule staminali



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  1. #1
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    staminali .


    http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp /109402/



    <H2 ="catenaccio">Maxiperizia sui luoghi e i metodi utilizzati per i pazienti rivoltisi al professor Vannoni</H2>
    <DIV ="autore-girata">
    niccolo' zanzan</DIV>
    <DIV ="luogo-girata">torino</DIV>
    Storia delicatissima, di vita, morte e ricerca scientifica. Da due anni opera a Torino un?associazione per la medicina rigenerativa - ora si chiama ?Stamina Foundation è - con sede in via Giolitti 41. Ufficialmente promuove la ricerca, la conoscenza e le applicazioni delle cellule staminali.

    Di fatto attira anche, inevitabilmente, singoli casi clinici. Malati di Parkinson e di Sla, pazienti oncologici, bambini affetti da gravi patologie, parenti che vogliono tentare l?ultima carta. Presidente della fondazione è un professore universitario di psicologia, Davide Vannoni, 41 anni, torinese, nessuna competenza specifica. Oltre ad essere professore associato all?Universit? di Udine, è amministratore unico di ?Cognition?, una società che offre ai clienti ?metodologie di ricerca? e ?strumenti di formazione?.

    La sede è sempre a Torino, nello stesso palazzo elegante di via Giolitti. Lui dice: ?Uno è il lavoro, l?altra è la passione?. Ma sulla passione per le staminali del professor Vannoni ora c?? un?inchiesta coordinata dal pmRaffaele Guariniello. Tutto quello che è successo negli ultimi due anni nelle stanze di via Giolitti e in una clinica di riferimento a Carmagnola - Lisa Day Surgery - è al centro degli accertamenti dei carabinieri del Nas. Dove sono stati trattati e con quali risultati i pazienti che si sono rivolti alla ?Stamina Foundation?? è appena stata consegnata agli investigatori una maxi perizia su tutti i malati che hanno incontrato il professor Vannoni.

    I periti dovevano rispondere a diverse domande: dove gli è stato fatto il prelievo delle cellule staminali, dove sono stati eseguiti i trattamenti, come stanno adesso? Domande cruciali, visto che la legge italiana vieta il ricorso alle staminali al di fuori dei protocolli sperimentali riconosciuti. L?inchiesta prende spunto da due differenti canali. Primo: l?esposto dettagliato di un ex dipendente di ?Cogniton?. Avrebbe visto passare per mesi, negli uffici della società di ricerche di mercato, pazienti gravi pronti a pagare 27 mila euro per tentare un trattamento con le staminali. Sarebbero agli atti decine di fatture per le terapie, ufficialmente registrate come donazioni per la ricerca sulle staminali.

    Alcune applicazioni sarebbero state somministrate proprio nei locali sotterranei del palazzo. Il secondo filone si incrocia con il primo, ma parte dall?inchiesta di una giornalista del Corriere della Sera del maggio scorso. Ha cercato sul campo un trattamento con le cellule staminali. E i suoi tentativi l?hanno portata, attraverso il neurologo dell?ospedale Valdese Leonardo Scarzella, allo stesso indirizzo: sempre via Giolitti 41. Il professor Vannoni è categorico: ?Ci siamo sempre mossi nella massima legalit?. Facciamo ricerche. Informiamo, talvolta indirizziamo verso il centro trapianti di Trieste, l?unico autorizzato in Italia. Oltre non siamo mai andati?.

    Questo è esattamente il punto al vaglio degli investigatori. Pazienti sarebbero finiti a San Marino, altri hanno raccontato un viaggio della speranza molto più breve. ?Sono stato sottoposto a un prelievo di cellule staminali alla clinica Lisa di Carmagnola?, ha raccontato un malato agli investigatori. Anche a Santo Stefano il procuratore Guariniello è in ufficio. Risponde al primo squillo: ?? in corso un?indagine delicata, sui cui devo mantenere il massimo riserbo?. Forse alla fine emerger? uno screening significativo, il primo in Italia, sulla reale efficacia delle cure con le cellule staminali.

    Forse si riuscir? a fare chiarezza su quello che il professor Vannoni definisce senza mezzi termini: ?Falsit?. Non sono un medico e non l?ho mai fatto. I Nas sono venuti a perquisire questi uffici e non hanno trovato alcunch? di strano. Non abbiamo mai fatto trattamenti con le cellule staminali, solo un lavoro appassionato di informazione?. Storia delicatissima. Su cui si intreccia anche l?indagine sulla morte di un pensionato di Ciri?, forse vittima del morbo di Creutzfeldt-Jacob. Ma a marzo 2009 si era sottoposto a un trapianto di staminali. E aveva conosciuto il professor Vannoni.Edited by: mammamarina
    la felicità non è avere il meglio di tutto ma trarre il meglio da tutto quello che si ha!
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  3. #2
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    http://www3.lastampa.it/torino/sezio.../articolo/lstp /110122/
    <H2 =catenaccio>Parla la figlia di un paziente morto di Parkinson: ?Vannoni lo attir? con un video: guarirai così</H2>
    <DIV =autore-girata>
    NICCOL? ZANCAN</DIV>
    <DIV =luogo-girata>torino</DIV>
    ?Mio padre era un uomo sportivo. Giocava a tennis, a calcio, adorava camminare e andare a vela. Faceva l?imprenditore, ma anche da pensionato era rimasto un uomo molto attivo. Nel 2005 ha incominciato ad avere i primi sintomi del morbo di Parkinson. Si è dimostrato subito determinato nella volont? di reagire e curarsi. Un amico di Roma gli ha fatto il nome di un neurologo che poteva aiutarlo. Si chiama Leonardo Scarzella, torinese, studio in corso Moncalieri. Cosò è iniziato il nostro calvario, inseguendo il miraggio di una cura con le staminali?.

    Parla la figlia. è profondamente coinvolta, certo. Ma non accusa, racconta. Piccoli particolari significativi. Come un pennarello rosso per cerchiare sulla schiena del padre il punto in cui era stata praticata l?iniezione: ?Perch? ci dicevano che non dovevamo perdere il punto esatto?. Pacche sulle spalle, promesse di guarigione, un video promozionale molto simile a quello dei piazzisti di elettrodomestici: ?Un tetraplegico in sedia a rotelle si metteva a ballare?. Fino al viaggio della speranza fra Torino, San Marino e il centro trapianti dell?ospedale di Trieste - sempre nei giorni festivi - per tentare la cura. Bonifici a ripetizione per un totale di 41.230 euro. Vittima suo padre, Claudio Font, residente a Caselle, morto il 17 dicembre all?età di 73 anni: ?Dopo il secondo trattamento si è aggravato di colpo. Nel viaggio di ritorno delirava. La sua malattia è durata tre anni, mentre solitamente ha un decorso superiore ai venticinque?.

    La figlia racconta nello studio dell?avvocato Davide De Pasquale, che ha già nominato il professor Francesco Viglino come consulente tecnico di parte: ?La peculiarit? di questo caso - spiega il legale - è che sono state alimentate false speranze. Una tecnica in fase sperimentale spacciata come miracolosa. Il signor Font è stato usato come cavia di laboratorio. Purtroppo, a volte, persone senza competenze specifiche e prive di scrupoli approfittano della disperazione dei malati per ottenere lauti incassi. Non deve più succedere?.

    Non è un caso isolato. Tutto ruota intorno alla ?Stamina Foundation? di via Giolitti, presidente Davide Vannoni (che nella vita è professore associato di psicologia all?Universit? di Udine e direttore di Cognition, società che fa ricerche di mercato, con sede sempre in via Giolitti). Il suo nome ricorre come quello del neurologo dell?Ospedale Valdese, Leonardo Scarzella. Sarebbero almeno 38 i pazienti che hanno tentato la loro cura, fuori dai protocolli riconosciuti. Su tutto questo indaga il procuratore Raffaele Guariniello.

    Signora Font, quando è comparsa per la prima volta la parola staminali nel calvario di suo padre??Luglio 2008. Aveva lievi tremori. Il dottor Scarzella disse che avrebbe recuperato completamente. Ci indic? Vannoni come un luminare in materia. Segn? indirizzo e numero di cellulare. Mio padre e mia madre si presentarono insieme negli uffici della Cognition?.

    Cosa accadde nelle stanze di via Giolitti 41?
    ?Il professor Vannoni si present? come dottor Vannoni. Gli mostr? il video di un ragazzo con problemi di deambulazione. Prima era in pessimo stato, costretto su una carrozzella. Poi ballava e faceva esercizi ginnici. Vannoni diede una pacca sulle spalle a mio padre, gli disse: ?Vedr?, anche lei torner? a fare queste cose. Potr? rimettersi a correre?. Ha assicurato che un solo trattamento avrebbe bloccato la malattia per più di un anno?.

    Quanto costava il miracolo?
    ?27 mila euro per il prelievo delle staminali e la coltivazione. Poi 8 mila euro più 1200 - non so perchè in questa duplice forma - per ogni iniezione. A mio padre volevano fare cinque trattamenti?.

    Dove ha fatto il prelievo?
    ?Alla Ibm di San Marino. Sembrava un centro estetico più che una clinica. E anche nella carta intestata per il bonifico - guardi qui - c?era scritto ?Istituto di bellezza?. Dopo il prelievo, anche il primo trattamento venne fatto a San Marino.
    Materialmente lo esegu? il dottor Luciano Fungi. Fu lui a dirci di segnare con un pennarello il punto esatto dell?iniezione. Si immagini i problemi ad ogni doccia di mio padre?.

    Quando fu sottoposto al secondo trapianto di staminali?
    ?La Ibm di San Marino, nel frattempo, era stata posta sotto sequestro per esercizio abusivo della professione medica. Quindi gli venne fissato un appuntamento a gennaio 2009 al centro trapianti di Trieste, l?unico autorizzato in Italia. Ma sempre in un giorno festivo, strano. E la cosa che mi colp? maggiormente è che dopo l?iniezione non fu tenuto neppure in osservazione. Torn? subito a casa in condizioni drammatiche. Delirava. Diceva che lo avevano rapito?.

    A quel punto?
    ?Mio padre non si più ripreso. Mia madre ha chiamato diverse volte il dottor Scarzella. Rispondeva infastidito. Diceva che l?aspetto psicologico era fondamentale per guarire, di portarlo al mare. Una volta ha telefonato ridendo a Vannoni: ?Qui ci sono i signori Font che si lamentano, ma noi abbiamo un bambino che sta benissimo...??.

    Quando l?ha sentito per l?ultima volta?
    ?A fine ottobre. Scarzella ci ha chiuso il telefono in faccia. Ha detto di non disturbarlo più, ha staccato il cellulare. Mio padre è morto due mesi dopo all?ospedale Amedeo di Savoia. Purtroppo credo che si sia reso conto di tutto quello che è successo?.
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  4. #3
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    <DIV ="intestazi&#111;ne"> http://www3.lastampa.it/torino/sezio.../articolo/lstp /110512/</DIV>
    <DIV ="intestazi&#111;ne"></DIV>
    <DIV ="intestazi&#111;ne">30/12/2009 - IL NEUROLOGO SCARZELLA</DIV>
    <H3>"Consiglio trapianti
    non prometto nulla"</H3>
    <H3></H3>
    <DIV ="immagine_girata">
    <DIV class=news-single-img></DIV></DIV>
    <H2 ="catenaccio">?Inviavo i pazienti a Vannoni: si appoggia a specialisti seri?</H2>
    <DIV ="autore-girata">
    MARCO ACCOSSATO</DIV>
    <DIV ="luogo-girata">torino</DIV>
    ?Conosco il professor Vannoni e il team di Trieste col quale lavora. Ho conosciuto i tecnici ucraini venuti in Italia per mettere a punto la metodica con le staminali e ho letto la loro bibliografia, scritta in ucraino e in tedesco. Forse la medicina ufficiale non ha mai letto questa loro documentazione, perchè non è tradotta in inglese. Non ho mai costretto nessuno dei miei pazienti a sottoporsi a trapianti di staminali: ai malati dicevo semplicemente che questa tecnica pu? rallentare il progresso della malattia, associata ai farmaciò.
    Il dottor Leonardo Scarzella, neurologo al Valdese, è il medico tirato in ballo dalla figlia di Claudio Font, l?uomo che ha cercato nella cura proposta dal professor Vannoni la speranza di salvezza. Il dottor Scarzella ha indirizzato a Vannoni altri pazienti.
    Dottore, il suo nome fa parte da ieri di una vicenda nel mirino della procura. Perch? ha indirizzato a Vannoni alcuni malati, pur sapendo che i protocolli sulle staminali sono rigidissimi e registrati?
    ?Innanzitutto ci tengo a dire che i pazienti ai quali ho prospettato questa possibilit? sono i miei pazienti privati, quelli che seguo nello studio di corso Moncalieri. Il mio incarico al Valdese non c?entra con questa vicenda?.

    Si parla di sperimentazione sulla pelle dei malati, di ?cavie? umane. Che cosa risponde? Come si difende?
    ?Un?altra precisazione, prima: in 30 anni di carriera non ho mai sbattuto il telefono in faccia a nessuno, come sostiene invece la figlia del signor Font. Capisco il suo dolore per la morte del padre, comprendo la rabbia, ma della mia professionalit? parlano i miei studi e i miei lavori scientificiò.

    Torniamo alle ?cavie? umane, dottore...
    ?Oltre due anni fa, invitato al convegno dell?Associazione Italiana Parkinsoniani, dissi di fronte a 600 pazienti che secondo me le malattie come il parkinsonismo potevano beneficiare delle terapie con le cellule staminali mesenchimali autologhe. Cosa che, per altro, non ha mai scatenato, e non pu? scatenare, nessun tumore, come ha detto qualcuno?.

    Resta il fatto che il professor Vannoni - stando a quanto dicono tre dei dipendenti della società Cognition - aveva ricavato una sorta di ambulatorio in via Giolitti 41. Anomala, come clinica. Non crede?
    ?Non so che cosa facesse il professor Vannoni, n? dove. So che si appoggia a un team di specialisti seri. Per questo facevo il suo nome. Ai malati consigliavo vari centri, anche all?estero, dove si pu? tentare questa terapia con le staminali: in Germania, in Inghilterra, in Francia...?.

    Tentare, appunto. Pare che ai malati deste invece la certezza della guarigione. Quante persone col morbo di Parkinson ha indirizzato al professor Vannoni?

    ?Il parkinsonismo è una patologia molto rara, ha un?evoluzione più rapida del Parkinson. Quindi non sono stati molti. No so dirle il numero esatto, ma posso dirle con certezza che altri mi dicono che hanno avuto risultati soddisfacenti, col ricorso alle staminali?.
    Lei è così convinto che si possa, già oggi, guarire?
    ?Io non ho mai parlato n? promesso a nessuno la guarigione. Sia chiaro. Io ho sempre parlato di miglioramento, insieme alla terapia farmacologica. Il mio scrupolo è sempre stato aiutare chi non ha ottenuto risposta con la terapia tradizionale. Questa è una nuova branca della medicina: la medicina rigenerativa è il presente e il futuro di tutte le patologie neurodegenerative?.

    Il punto è questo: quant?? il ?presente?? Davvero non pensa di aver illuso e illudere dei malati?
    ?Sessant?anni fa, il primo medico che utilizz? la levodopa fu sospeso dall?Ordine dei Medici perchè era tossica. Oggi la levodopa è il farmaco di riferimento per la malattia di Parkinson. Nel mondo la ricerca sulle staminali è in progress: un recente congresso al quale ho partecipato a Miami ha dedicato un pomeriggio di studio alle nuove terapie. Terapie promettenti?.

    Nessuno dice che non lo siano. Ma è sufficiente per suggerirle già adesso ai malati?
    ?Che cosa devo dire ai pazienti di oggi, nei quali la malattia procede e le cure tradizionali non danno risposte? Posso dire di aspettare e sperare, oppure cercare di aiutarli nei centri dove è possibile farlo?.
    Edited by: mammamarina
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    <DIV ="sezi&#111;ne sezi&#111;ne-news">cronaca</DIV>
    <DIV ="intestazi&#111;ne">02/01/2010 - SPERIMENTAZIONE ABUSIVA, QUARANTA I CASI AL VAGLIO DEGLI INQUIRENTI</DIV>
    <H3>Trapianto staminali,
    gli indagati sono nove</H3>
    <H3></H3>
    <DIV ="immagine_girata">
    <DIV class=news-single-img>
    Un ingrandimento al microscopio</DIV>
    <DIV ="girata-links">
    <DIV ="special-links"></DIV></DIV></DIV>
    <DIV ="strumenti">
    <DIV style="DISPLAY: n&#111;ne" id=wipe oldblock="block"></DIV>Il volume d?affari sòaggira intorno ai 2 milioni di euro</DIV>
    <DIV ="autore-girata">
    GRAZIA LONGO</DIV>
    <DIV ="luogo-girata">TORINO</DIV>
    Prima lo scandalo sulle promesse del ?miracolo?, a malati di Parkinson, Sla e cancro, grazie al trapianto di cellule staminali, vietato in Italia al di fuori dei protocolli sperimentali riconosciuti. Ora l?iscrizione nel registro degli indagati. Sono 9 le persone su cui sta svolgendo accertamenti il procuratore Raffaele Guariniello. Pesante l?accusa: associazione a delinquere per violazione delle regole in materia di sperimentazione clinica su pazienti vivi. Quaranta i casi accertati al vaglio della procura e dei carabinieri del Nas. Quasi due milioni di euro il giro d?affari: per ogni operazione il paziente sborsava fino a 50 mila euro.

    Il principale indagato è Davide Vannoni, 41 anni, professore universitario di psicologia, nessuna competenza medica e biologica, presidente dell?associazione ?Stamina Foundation? e amministratore unico di ?Cognition?, una società che ufficialmente offre ai clienti ?metodologie di ricerca? e ?strumenti di formazione? ma che di fatto organizza interventi chirurgici per il trapianto delle staminali. Entrambe le sedi sono a Torino, nello stesso palazzo elegante di via Giolitti 41. Secondo gli inquirenti era Vannoni, difeso dall?avvocato Roberto Piacentino, a gestire il trattamento dei pazienti che speravano di guarire grazie al trapianto. Che veniva eseguito in 3 centri: l?ambulatorio Lisa Srl a Carmagnola, una clinica a San Marino e un?altra a Kiev, in Ucraina.

    Altro personaggio chiave nel mirino dei carabinieri del Nucleo antisofisticazione e della magistratura è il dottor Leonardo Scarzella, neurologo al Valdese, con studio privato in corso Moncalieri. A lui si era rivolta gran parte dei quaranta ammalati finiti nella rete di ?Cognition?. E lui poi li indirizzava dal professor Vannoni. ?Non so che cosa facesse Vannoni, n? dove - ha dichiarato il dottor Scarzella al nostro giornale -. So che si appoggia a un team di specialisti seri. Per questo facevo il suo nome. Ai malati consigliavo vari centri, anche all?estero, dove si pu? tentare questa terapia con le staminali: in Germania, in Inghilterra, in Francia...?. Gli investigatori credono invece che ci siano degli aspetti che non convincono. Tra gli indagati anche la coppia di medici di Kiev - che operava pure nella sede di Carmagnola -, 3 colleghi torinesi che lavorano alla Lisa più un ingegnere e un architetto. Cosa c?entrano questi ultimi con il trapianto delle staminali? Fanno parte di alcune società intorno alla ?Cognition?.

    Per effetto di un sistema a scatole cinesi, intorno a questa c?? una serie di altre Srl, sulla carta impegnata nella ?ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle biotecnologie?, ma in realt? legata ai trapianti. Qualche nome? La Re-gene, la Rewind Biotech e la Stem cells Fondation. Le quaranta persone che hanno chiesto aiuto a Vannoni hanno pagato tramite bonifico bancario. Una curiosità: nella causale non si doveva scrivere ?intervento chirurgico per prelievo staminali? ma ?contributo e donazione?. Edited by: mammamarina
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    che schifo!!! anche io ero stata indirizzata dalla moglie di un signore coplpito da ictus dal prof.vannoni. Parlatogli al telef., dopo diverse lungaggini, ho accantonato la minima idea di serietà della cosa (ammesso che l'avessi).


    ma come possiamo, noi genitori, continuare a fidarci dei medici e dei professionistialle quali affidiamo parte del difficile destino dei nostri figli?!


    Speriamo che il confronto tra noi, e una buona dose di buon senso ed intuito ci guidi


    \"La pioggia fà nascere spine nelle paludi e fiori nei giardini\"



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