Cari tutti,


evitiamo di fare della retorica. Siamo tutti indignati per la fame nel mondo, per lo sfruttamento minorile, i bambini soldati, le epidemie etc.


Il signor Daniele è dovuto arrivare all'età di 52 anni per scoprire che la gente, dall'altra parte del mondo, muore di fame? Non mi risulta che noi cittadini occidentali rinunciamo al benessere per solidarietà nei confronti dei nostri fratelli più bisognosi. Allora chi è senza peccato scagli la prima pietra. Inoltre la chiesa, con le proprie missioni, cerca di sfamare, curare, istruire, più che ogni altra associazione governativa e non.


Quanti di noi elargiscono un obolo per carit? ad una mano tesa al semaforo o un angolo di strada?


E' incominciando dalla propria piccola realt?, aiutando chi ci sta vicino, che è possibile cercare di modificare le mentalit? al fine di trovare un accordo comune a livello planetario.


Certamente dispiacciono, inorridiscono, sconcertano certe realt?, ma non è delegando gli altri al nostro posto che possiamo sentirci a posto con la coscienza. Servono proposte, idee e soprattutto sbattimentononch? la voglia di mettersi in gioco seriamente.


Una goccia nell'oceano è solo una goccia, ma è anche una goccia che pu? far traboccare un barile.


Un abbraccio, Bruno