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Ior, conto coperto su Unicredit:
indagine della procura per riciclaggio



ROMA (25 novembre) - Un conto da milioni di euro i cui veri titolari sono per ora sconosciuti e ?protetti? dallo ?schermo opaco? - come lo hanno definito gli investigatori - costituito dallo Ior, l'Istituto di opere religiose. Ora la procura di Roma vuol conoscere chi si cela sotto l'acronimo della Banca del Vaticano che dal 2003, questa la scoperta, ha aperto un conto corrente presso una filiale Unicredit della Capitale.

La banca in questione è una succursale di Via della Conciliazione al confine con le Mura Leonine e il conto è stato aperto quando quella filiale era ancora sotto il brand della Banca di Roma, prima che l'istituto confluisse in Unicredit. Dietro quel conto potrebbe esserci chiunque, osservano in procura. Su quella provvista, una sorta di bacino finanziario che assicurerebbe flussi di denaro da e per i correntisti protetti dalla discrezione che caratterizza la finanza Oltretevere, transitano dal 2003 circa 60 milioni di euro all'anno. Per ora la procura ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di reato che riguarda la violazione della legge 231 del 2007 che disciplina, per gli istituti di credito, una serie di norme antiriciclaggio, tra cui la trasparenza della titolarit?, sul deposito di conti correnti.

L'indagine è appena agli inizi e coinvolge i rapporti tra l'Istituto Opere di religione e Unicredit. Si tratta di una inchiesta, coperta dal massimo riserbo, che riguarderebbe uno o più conti correnti, nella titolarit? dello Ior, aperti in una filiale Unicredit di Roma. Depositi su cui sarebbero transitati almeno negli ultimi tre anni somme di circa 60 milioni di euro l'anno. La segnalazione della ?non trasparenza? della titolarit? dei conti correnti è stata fatta dall'Unit? di informazione finanziaria, la struttura di "Financial intelligence" italiana della Banca d'Italia al Nucleo speciale di Polizia valutaria della Guardia di finanza che indaga su delega del procuratore aggiunto della Capitale Nello Rossi e del pm Stefano Rocco Fava.

L'indagine della procura di Roma, per il momento senza indagati, mira a svelare l'effettiva titolarit? del conto aperto sulla filiale Unicredit di Roma e intestato all'Istituto opere di religione. Il sospetto di chi indaga è che dietro la sigla Ior, che costituisce secondo gli investigatori ?uno schermo opaco?, si possano celare persone fisiche o società che, tramite il conto presso la ex Banca di Roma - il periodo preso in esame risale appunto a quando la filiale di via della Conciliazione era ancora della Banca di Roma - abbiano costituito un canale per il flusso di risorse tra la banca del Vaticano e l'Italia. Per l'indagine non sar? necessario attivare richiesta di rogatoria con lo Stato Vaticano per indagare sulla titolarit? dei conti correnti. Lo Ior, secondo le indagini, ha emesso assegni e bonifici intestati sempre all'Istituto di opere di religione. Anche su questo aspetto sono in corso indagini del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza per risalire ai beneficiari dei titoli bancari e anche a chi ha emesso sia bonifici, sia assegni.