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  1. #1
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    Cina, due esecuzioni per lo scandalo
    del latte in polvere contaminato



    PECHINO (24 novembre) - Sono state eseguite in Cina le condanne a morte di due persone accusate della produzione e della
    distribuzione - avvenuta l'anno scorso - di latte in polvere contaminato destinato ai neonati. Lo ha reso noto il tribunale della citt? settentrionale di Shijiazhuang.

    Le persone condannate sono Zhang Yujun, accusato di ?aver messo in pericolo la salute pubblica? producendo e vendendo 600 tonnellate di latte in polvere contaminato, e Geng Jinping, accusato di averne venduto 900 tonnellate. Geng aveva venduto il latte avvelenato al gruppo alimentare Sanlu, principale società del settore prima dello scandalo.

    I due erano stati condannati a morte in gennaio e la sentenza è stata confermata dalla Corte Suprema.

    Lo scandalo del latte contaminato ha travolto la Cina l'anno scorso causando la morte di almeno sei bambini e il ricovero di altri 300mila. Il latte in polvere era miscelato con la melanina, sostanza tossica utilizzata per la fabbricazione di resine plastiche, che era stata aggiunta per far sembrare il prodotto più proteico. La molecola della melanina è simile a quella delle proteine e, dopo che il latte è stato allungato con acqua, pu? farlo sembrare ricco di sostanze nutritive, così da superare controlli non approfonditi sulla qualit?. I sintomi più comuni nei bambini che avevano bevuto il latte in commercio in Cina erano vomito, difficolt? a urinare e insufficienza renale acuta.

    La ditta più coinvolta nello scandalo è stata la Sanlu, mentre, in misura minore, la Yili della Mongolia Interna, una degli sponsor delle Olimpiadi; la Mengniu, quotata sulla borsa di Hong Kong; la Guangdong Yashili Group e la Qingdao Suncare Co. Ltd che esportano il loro latte in Yemen, Bangladesh, Myanmar, Gabon e Burundi.

    Le indagini hanno portato a 21 condanne e all'introduzione di leggi più severe in Cina per il controllo dei prodotti alimentari. La direttrice della ditta Sanlu è stata condannata all'ergastolo.

    Nonostante le condanne a morte i cinesi non sono tuttavia pienamente soddisfatti perchè il governo di Pechino si mostra molto rigido nel reprimere le proteste dei cittadini: ai primi di novembre la polizia ha arrestato un padre che stava organizzando online un gruppo di genitori intenzionati a ottenere un risarcimento per i danni causati dal latte alla salute dei loro figli.

    IlMessaggero.it

    Giusta l'esecuzione... .....Beh giusta o no..........non mi dispiace per nulla!
    La supposizione è la madre di tutte le cazzate

    Cri


  2.      


  3. #2
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    Io son contro la pena di morte, ma in un sistema giudiziario che la prevede, se c'è qualcuno che la meritava erano questi.

    Faccio anche notare che il regime cinese è un pessimo regime, ma non guarda in faccia nessuno, dubito che in America sti due , visto che erano ricchi e potevano permettersi avvocati di grido sarebbero stati condannati a morte, c'è ancora libero il responsabile della strage di Bophal, 10.000 morti perchè non aveva voluto cambiare una valvola difettosa per risparmiare. L'India ne chiede l'estradizione, ma lui neanche in America è stato condannato. N? mi risulta sia mai stato condannato a morte un capo mafia, ma sempre e solo gente senza soldi, anche il caso OJ Simpson è emblematico, lui ha i soldi è l'ha scampata.

    Sulla giustezza, stavo leggendo "dei delitti e delle pene", dove si ritiene giusta la pena di morte SOLO nei casi in cui il carcere non sia sufficientemente sicuro che il colpevole ripeta il suo crimine. Ad esempio dei capi di stato resisi colpevoli di gravi crimini, la cui sopravvivenza pu? comportare un guerra nel tentativo di liberarlo, oppure si potrebbero riorganizzare mandando messaggi dal carcere, oppure nel caso di capi mafia che dal carcere possono continuare a ordinare omicidi.

    Era ad esempio il caso di Raffaele Cutolo, che dal carcere continuava a comandare la Camorra...E per quanto riguarda i capi di stato, direi recentemente Saddam Hussein o nel passato i nazisti condannati a Norimberga.

    Forse in questi limitati casi....

    Claudio



  4. #3
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    Questi invece siamo noi!('')


    Cosentino, respinta richiesta d'arresto
    Il no dalla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera
    25 novembre, 11:31 (ANSA)

    ROMA - La giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto la richiesta di arresto nei riguardi del sottosegretario Nicola Cosentino. Contro l'arresto hanno votato 11 deputati, in 6 si sono espressi a favore del provvedimento giudiziario mentre il radicale Maurizio Turco si è astenuto. Ad esprimersi definitivamente sulla richiesta della magistratura sar?l'aula di Montecitorio tra un paio di settimane.

    Il relatore Nino Lo Presti (Pdl) ha proposto di respingere la richiesta della magistratura di arresto di Cosentino, e la sua relazione è stata votata dal Pdl e da Domenico Zinzi, dell'Udc. L'altro esponente dei Centristi, Pierluigi Mantini, ha invece votato per l'arresto del sottosegretario,e come lui il Pd, compreso il presidente della Giunta Pierluigi Castagnetti, e Idv. Il radicale Turco si è astenuto per "motivi tecnici". "Io sono contrario all'arresto di Cosentino - ha spiegato - ma per ragioni diverse da quelle della maggioranza. L'astensione mi permetter? di poter svolgere in aula una relazione di minoranza e di spiegare la mia posizione". "Abbiamo voluto aderire alla richiesta del Gip - ha spiegato Marilena Samperi del Pd - perchè abbiamo trovato elementi documentali, intercettivi e investigativi nel provvedimento che dimostrano riscontri oggettivi dei gravi indizi di colpevolezza di Cosentino", il che "comporta la custodia cautelare in carcere obbligatoria, trattandosi di 416bis" e cioè di un reato associativo. Anche Mantini ha sottolineato "la sussistenza di forti indizi di colpevolezza, che comportano la custodia cautelare obbligatoria". "Da parte del nostro gruppo - ha aggiunto - c'è la massima attenzione verso i fenomeni mafiosi". "La falange della destra - ha commentato Federico Palomba - ha fatto ancora una volta quadrato attorno al loro uomo, dimostrando una cultura di casta che trasforma l'immunit? in impunit?". Palomba ha respinto l'accusa di "fumus persecutionis" sollevata dal centrodestra: "la magistratura ha indagato e perseguito uomini di sinistra e di destra". Il presidente della Giunta Castagnetti ha detto che dalla richiesta del Gip "emergono elementi di gravit? e di solidit? degli indizi di colpevolezza a carico di Cosentino" e in questo caso "c'è l'obbligo del provvedimento restrittivo, trattandosi di 416 bis".
    \"Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo\" (Ernesto Guevara)Che
    Accessibilità?



  5. #4
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    sono favorevole all'esecuzione capitale!


    ma solo nei casi gravissimi come questo in questione


    ok...sono pronta LAPIDATEMI
    Sono i rimpianti i veri acciacchi dell\'età!



  6. #5
    Junior Member L'avatar di max585
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    mg lo sanno tutti ormai che sia tu che io siamo favorevoli e che siamo i subbugliatori del forum.



  7. #6
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    per favore ho una richiesta riguardo la mia lapidazione


    tiratemi pietre grosse che quelle piccole vanno negli occhi....
    Sono i rimpianti i veri acciacchi dell\'età!



  8. #7
    Senior Member L'avatar di bai
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    personalmente considero un solo caso di validit? della pena di morte


    appunto il regicidio d'altronde teorizzato daigrandi pensatori delle dottrine politiche ( almeno del passato)


    sulle esecuzioni in cina, non sono d'accordo, come non sono d'accordo su altre in tutto il mondo


    certo che dire, l? non scherzano, mentre da noi scherzano eccome, per esempio in italia abbiano un parlamento che rifuta l'arresto di un imputato di reato di mafia, adirittura un esponente del governo


    di l? troppa rigidit?, di qua troppo lassismo, la giusta misura sarebe il carcere per tutti e due


    i contaminatori del latte materno in cina, l'imputato di mafia in italia


    come dire ci vorrebbe un p? di cina anche in italia


    e un p? d'italia in cina


    robertoEdited by: bai
    volete far fruttare i vostri risparmi?
    piantate alberi di noce, farete ricchi voi e altri



  9. #8
    Junior Member L'avatar di Ellecu
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    Citazione Originariamente Scritto da Madeche
    Questi invece siamo noi!('')


    Cosentino, respinta richiesta d'arresto
    Il no dalla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera
    25 novembre, 11:31 (ANSA)

    ROMA - La giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto la richiesta di arresto nei riguardi del sottosegretario Nicola Cosentino. Contro l'arresto hanno votato 11 deputati, in 6 si sono espressi a favore del provvedimento giudiziario mentre il radicale Maurizio Turco si è astenuto. Ad esprimersi definitivamente sulla richiesta della magistratura sar?l'aula di Montecitorio tra un paio di settimane.

    Il relatore Nino Lo Presti (Pdl) ha proposto di respingere la richiesta della magistratura di arresto di Cosentino, e la sua relazione è stata votata dal Pdl e da Domenico Zinzi, dell'Udc. L'altro esponente dei Centristi, Pierluigi Mantini, ha invece votato per l'arresto del sottosegretario,e come lui il Pd, compreso il presidente della Giunta Pierluigi Castagnetti, e Idv. Il radicale Turco si è astenuto per "motivi tecnici". "Io sono contrario all'arresto di Cosentino - ha spiegato - ma per ragioni diverse da quelle della maggioranza. L'astensione mi permetter? di poter svolgere in aula una relazione di minoranza e di spiegare la mia posizione". "Abbiamo voluto aderire alla richiesta del Gip - ha spiegato Marilena Samperi del Pd - perchè abbiamo trovato elementi documentali, intercettivi e investigativi nel provvedimento che dimostrano riscontri oggettivi dei gravi indizi di colpevolezza di Cosentino", il che "comporta la custodia cautelare in carcere obbligatoria, trattandosi di 416bis" e cioè di un reato associativo. Anche Mantini ha sottolineato "la sussistenza di forti indizi di colpevolezza, che comportano la custodia cautelare obbligatoria". "Da parte del nostro gruppo - ha aggiunto - c'è la massima attenzione verso i fenomeni mafiosi". "La falange della destra - ha commentato Federico Palomba - ha fatto ancora una volta quadrato attorno al loro uomo, dimostrando una cultura di casta che trasforma l'immunit? in impunit?". Palomba ha respinto l'accusa di "fumus persecutionis" sollevata dal centrodestra: "la magistratura ha indagato e perseguito uomini di sinistra e di destra". Il presidente della Giunta Castagnetti ha detto che dalla richiesta del Gip "emergono elementi di gravit? e di solidit? degli indizi di colpevolezza a carico di Cosentino" e in questo caso "c'è l'obbligo del provvedimento restrittivo, trattandosi di 416 bis".

    Abbastanza OT...



  10. #9
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    ('')('')Vedo che sei iperattivo, addirittura intervieni solo per segnalare gli OT?

    Io invece ti segnalo che sto ancora aspettando una tua risposta sul 3D "crocifisso"('')
    \"Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo\" (Ernesto Guevara)Che
    Accessibilità?



  11. #10
    Junior Member L'avatar di Ellecu
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    In realt? avevo guardato il thread perchè l'argomento mi sembrava interessante ma è già stato detto molto. Sicuramente posso dire di non stupirmi sein casi come questi la Cina(specialista e primatista mondialedel ramo) arriva a comminare l'ennesima condanna a morte. Sono d'accordo nel dire che - contestualizzando la cosa -il rapporto reato/pena (se, cioè, ragioniamo nell'ottica di quella che deve essere la pena per un simile reato nel sistema giudiziario della RPC) ?corretto, ma allora dobbiamo giustificare anche le condanne al rogo del medioevo e qualsiasi condanna a morte. Ricordiamoci della continua possibilit? di errore giudiziarioda cui non è esente laRPC stessa (salvo non fare trapelare nulla all'esterno. Il tutto in manieraMOLTO DEMOCRATICA) e che la stessa pena è comminata anche per reati molto più banali.


    Comunque... ARRIVOOO!!! Non è facile trovare il link con la definizione messa già in maniera tecnicamente corretta. Spesso si trova solo in seno a discussioni anche viziate da visioni di parte.



  12. #11
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    Certo, sicuramente c'è sempre in agguato l'errore giudiziario, anche se in questo caso è poco probabile, mi sembra un po' forzato il paragone con le condanne al rogo per stregoneria, quelle erano condanne basate sul nulla, su fatti non accaduti, qui dei bambini son morti per davvero.

    Fermo restando che sono assolutamente contro la pena di morte, se non come in caso di persona che nonostante sia privato della libert? possa continuare a esercitare un tale potere da permettergli di far morire altre persone

    Beccaria diceva questo sulla pena di morte

    <a name="Capitolo 28">Capitolo 28</a> - DELLA
    PENA DI MORTE</font>



    Questa inutile prodigalit? di supplicii, che non ha mai resi migliori gli uomini, mi
    ha spinto ad esaminare se la morte sia veramente utile e giusta in un governo bene
    organizzato. Qual pu? essere il diritto che si attribuiscono gli uomini di trucidare i
    loro simili? Non certamente quello da cui risulta la sovranit? e le leggi. Esse non sono
    che una somma di minime porzioni della privata libert? di ciascuno; esse rappresentano la
    volont? generale, che è l'aggregato delle particolari. Chi è mai colui che abbia voluto
    lasciare ad altri uomini l'arbitrio di ucciderlo? Come mai nel minimo sacrificio della
    libert? di ciascuno vi pu? essere quello del massimo tra tutti i beni, la vita? E se
    ciò fu fatto, come si accorda un tal principio coll'altro, che l'uomo non è padrone di
    uccidersi, e doveva esserlo se ha potuto dare altrui questo diritto o alla società
    intera?


    Non è dunque la pena di morte un diritto, mentre ho dimostrato che tale essere
    non pu?, ma è una guerra della nazione con un cittadino, perchè giudica necessaria o
    utile la distruzione del suo essere. Ma se dimostrer? non essere la morte n? utile n?
    necessaria, avr? vinto la causa dell'umanit?.


    La morte di un cittadino non pu? credersi necessaria che per due motivi. Il primo,
    quando anche privo di libert? egli abbia ancora tali relazioni e tal potenza che
    interessi la sicurezza della nazione; quando la sua esistenza possa produrre una
    rivoluzione pericolosa nella forma di governo stabilita. La morte di qualche cittadino
    divien dunque necessaria quando la nazione ricupera o perde la sua libert?, o nel tempo
    dell'anarchia, quando i disordini stessi tengon luogo di leggi; ma durante il tranquillo
    regno delle leggi, in una forma di governo per la quale i voti della nazione siano
    riuniti, ben munita al di fuori e al di dentro dalla forza e dalla opinione, forse più
    efficace della forza medesima, dove il comando non è che presso il vero sovrano, dove le
    ricchezze comprano piaceri e non autorit?, io non veggo necessit? alcuna di distruggere
    un cittadino, se non quando la di lui morte fosse il vero ed unico freno per distogliere
    gli altri dal commettere delitti, secondo motivo per cui pu? credersi giusta e necessaria
    la pena di morte.


    Quando la sperienza di tutt'i secoli, nei quali l'ultimo supplicio non ha mai distolti
    gli uomini determinati dall'offendere la società, quando l'esempio dei cittadini romani,
    e vent'anni di regno dell'imperatrice Elisabetta di Moscovia, nei quali diede ai padri dei
    popoli quest'illustre esempio, che equivale almeno a molte conquiste comprate col sangue
    dei figli della patria, non persuadessero gli uomini, a cui il linguaggio della ragione ?
    sempre sospetto ed efficace quello dell'autorit?, basta consultare la natura dell'uomo
    per sentire la verità della mia assersione.


    Non è l'intensione della pena che fa il maggior effetto sull'animo umano, ma
    l'estensione di essa; perchè la nostra sensibilit? è più facilmente e stabilmente
    mossa da minime ma replicate impressioni che da un forte ma passeggiero movimento.
    L'impero dell'abitudine è universale sopra ogni essere che sente, e come l'uomo parla e
    cammina e procacciasi i suoi bisogni col di lei aiuto, così l'idee morali non si stampano
    nella mente che per durevoli ed iterate percosse. Non è il terribile ma passeggiero
    spettacolo della morte di uno scellerato, ma il lungo e stentato esempio di un uomo privo
    di libert?, che, divenuto bestia di servigio, ricompensa colle sue fatiche quella
    società che ha offesa, che è il freno più forte contro i delitti. Quell'efficace,
    perchè spessissimo ripetuto ritorno sopra di noi medesimi, io stesso sar? ridotto a
    così lunga e misera condizione se commetter? simili misfatti
    , è assai più possente
    che non l'idea della morte, che gli uomini veggon sempre in una oscura lontananza.


    La pena di morte fa un'impressione che colla sua forza non supplisce alla pronta
    dimenticanza, naturale all'uomo anche nelle cose più essenziali, ed accelerata dalle
    passioni. Regola generale: le passioni violenti sorprendono gli uomini, ma non per lungo
    tempo, e per? sono atte a fare quelle rivoluzioni che di uomini comuni ne fanno o dei
    Persiani o dei Lacedemoni; ma in un libero e tranquillo governo le impressioni debbono
    essere più frequenti che forti.


    La pena di morte diviene uno spettacolo per la maggior parte e un oggetto di
    compassione mista di sdegno per alcuni; ambidue questi sentimenti occupano più l'animo
    degli spettatori che non il salutare terrore che la legge pretende inspirare. Ma nelle
    pene moderate e continue il sentimento dominante è l'ultimo perchè è il solo. Il limite
    che fissar dovrebbe il legislatore al rigore delle pene sembra consistere nel sentimento
    di compassione, quando comincia a prevalere su di ogni altro nell'animo degli spettatori
    d'un supplicio più fatto per essi che per il reo.


    Perch? una pena sia giusta non deve avere che quei soli gradi d'intensione che bastano
    a rimuovere gli uomini dai delitti; ora non vi è alcuno che, riflettendovi, scieglier
    possa la totale e perpetua perdita della propria libert? per quanto avvantaggioso possa
    essere un delitto: dunque l'intensione della pena di schiavit? perpetua sostituita alla
    pena di morte ha ciò che basta per rimuovere qualunque animo determinato; aggiungo che ha
    di più: moltissimi risguardano la morte con viso tranquillo e fermo, chi per fanatismo,
    chi per vanit?, che quasi sempre accompagna l'uomo al di l? dalla tomba, chi per un
    ultimo e disperato tentativo o di non vivere o di sortir di miseria; ma n? il fanatismo
    n? la vanit? stanno fra i ceppi o le catene, sotto il bastone, sotto il giogo, in una
    gabbia di ferro, e il disperato non finisce i suoi mali, ma gli comincia. L'animo nostro
    resiste più alla violenza ed agli estremi ma passeggieri dolori che al tempo ed
    all'incessante noia; perchè egli pu? per dir così condensar tutto se stesso per un
    momento per respinger i primi, ma la vigorosa di lui elasticit? non basta a resistere
    alla lunga e ripetuta azione dei secondi. Colla pena di morte ogni esempio che si d? alla
    nazione suppone un delitto; nella pena di schiavit? perpetua un sol delitto d?
    moltissimi e durevoli esempi, e se egli è importante che gli uomini veggano spesso il
    poter delle leggi, le pene di morte non debbono essere molto distanti fra di loro: dunque
    suppongono la frequenza dei delitti, dunque perchè questo supplicio sia utile bisogna che
    non faccia su gli uomini tutta l'impressione che far dovrebbe, cioè che sia utile e non
    utile nel medesimo tempo. Chi dicesse che la schiavit? perpetua è dolorosa quanto la
    morte, e perciò egualmente crudele, io risponder? che sommando tutti i momenti infelici
    della schiavit? lo sar? forse anche di più, ma questi sono stesi sopra tutta la vita, e
    quella esercita tutta la sua forza in un momento; ed è questo il vantaggio della pena di
    schiavit?, che spaventa più chi la vede che chi la soffre; perchè il primo considera
    tutta la somma dei momenti infelici, ed il secondo è dall'infelicit? del momento
    presente distratto dalla futura. Tutti i mali s'ingrandiscono nell'immaginazione, e chi
    soffre trova delle risorse e delle consolazioni non conosciute e non credute dagli
    spettatori, che sostituiscono la propria sensibilit? all'animo incallito dell'infelice.


    Ecco presso a poco il ragionamento che fa un ladro o un assassino, i quali non hanno
    altro contrappeso per non violare le leggi che la forca o la ruota. So che lo sviluppare i
    sentimenti del proprio animo è un'arte che s'apprende colla educazione; ma perchè un
    ladro non renderebbe bene i suoi principii, non per ciò essi agiscon meno. Quali sono
    queste leggi ch'io debbo rispettare, che lasciano un così grande intervallo tra me e il
    ricco? Egli mi nega un soldo che li cerco, e si scusa col comandarmi un travaglio che non
    conosce. Chi ha fatte queste leggià Uomini ricchi e potenti, che non si sono mai degnati
    visitare le squallide capanne del povero, che non hanno mai diviso un ammuffito pane
    fralle innocenti grida degli affamati figliuoli e le lagrime della moglie. Rompiamo questi
    legami fatali alla maggior parte ed utili ad alcuni pochi ed indolenti tiranni,
    attacchiamo l'ingiustizia nella sua sorgente. Ritorner? nel mio stato d'indipendenza
    naturale, vivr? libero e felice per qualche tempo coi frutti del mio coraggio e della mia
    industria, verr? forse il giorno del dolore e del pentimento, ma sar? breve questo
    tempo, ed avr? un giorno di stento per molti anni di libert? e di piaceri. Re di un
    piccol numero, corregger? gli errori della fortuna, e vedr? questi tiranni impallidire e
    palpitare alla presenza di colui che con un insultante fasto posponevano ai loro cavalli,
    ai loro cani.
    Allora la religione si affaccia alla mente dello scellerato, che abusa
    di tutto, e presentandogli un facile pentimento ed una quasi certezza di eterna felicit?,
    diminuisce di molto l'orrore di quell'ultima tragedia.


    Ma colui che si vede avanti agli occhi un gran numero d'anni, o anche tutto il corso
    della vita che passerebbe nella schiavit? e nel dolore in faccia a' suoi concittadini,
    co' quali vive libero e sociabile, schiavo di quelle leggi dalle quali era protetto, fa un
    utile paragone di tutto ciò coll'incertezza dell'esito de' suoi delitti, colla brevit?
    del tempo di cui ne goderebbe i frutti. L'esempio continuo di quelli che attualmente vede
    vittime della propria inavvedutezza, gli fa una impressione assai più forte che non lo
    spettacolo di un supplicio che lo indurisce più che non lo corregge.


    Non è utile la pena di morte per l'esempio di atrocit? che d? agli uomini. Se le
    passioni o la necessit? della guerra hanno insegnato a spargere il sangue umano, le leggi
    moderatrici della condotta degli uomini non dovrebbono aumentare il fiero esempio, tanto
    più funesto quanto la morte legale è data con istudio e con formalit?. Parmi un assurdo
    che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volont?, che detestano e puniscono
    l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini
    dall'assassinio, ordinino un pubblico assassinio. Quali sono le vere e le più utili
    leggià Quei patti e quelle condizioni che tutti vorrebbero osservare e proporre, mentre
    tace la voce sempre ascoltata dell'interesse privato o si combina con quello del pubblico.
    Quali sono i sentimenti di ciascuno sulla pena di morte? Leggiamoli negli atti
    d'indegnazione e di disprezzo con cui ciascuno guarda il carnefice, che è pure un
    innocente esecutore della pubblica volont?, un buon cittadino che contribuisce al ben
    pubblico, lo stromento necessario alla pubblica sicurezza al di dentro, come i valorosi
    soldati al di fuori. Qual è dunque l'origine di questa contradizione? E perchè ?
    indelebile negli uomini questo sentimento ad onta della ragione? Perch? gli uomini nel
    più secreto dei loro animi, parte che più d'ogn'altra conserva ancor la forma originale
    della vecchia natura, hanno sempre creduto non essere la vita propria in potest? di
    alcuno fuori che della necessit?, che col suo scettro di ferro regge l'universo.


    Che debbon pensare gli uomini nel vedere i savi magistrati e i gravi sacerdoti della
    giustizia, che con indifferente tranquillit? fanno strascinare con lento apparato un reo
    alla morte, e mentre un misero spasima nelle ultime angosce, aspettando il colpo fatale,
    passa il giudice con insensibile freddezza, e fors'anche con segreta compiacenza della
    propria autorit?, a gustare i comodi e i piaceri della vita? Ah!, diranno essi, queste
    leggi non sono che i pretesti della forza e le meditate e crudeli formalit? della
    giustizia; non sono che un linguaggio di convenzione per immolarci con maggiore sicurezza,
    come vittime destinate in sacrificio, all'idolo insaziabile del dispotismo. L'assassinio,
    che ci vien predicato come un terribile misfatto, lo veggiamo pure senza ripugnanza e
    senza furore adoperato. Prevalghiamoci dell'esempio. Ci pareva la morte violenta una scena
    terribile nelle descrizioni che ci venivan fatte, ma lo veggiamo un affare di momento.
    Quanto lo sar? meno in chi, non aspettandola, ne risparmia quasi tutto ciò che ha di
    doloroso!
    Tali sono i funesti paralogismi che, se non con chiarezza, confusamente
    almeno, fanno gli uomini disposti a' delitti, ne' quali, come abbiam veduto, l'abuso della
    religione pu? più che la religione medesima.


    Se mi si opponesse l'esempio di quasi tutt'i secoli e di quasi tutte le nazioni, che
    hanno data pena di morte ad alcuni delitti, io risponder? che egli si annienta in faccia
    alla verità, contro della quale non vi ha prescrizione; che la storia degli uomini ci d?
    l'idea di un immenso pelago di errori, fra i quali poche e confuse, e a grandi intervalli
    distanti, verità soprannuotano. Gli umani sacrifici furon comuni a quasi tutte le
    nazioni, e chi oser? scusargli? Che alcune poche società, e per poco tempo solamente, si
    sieno astenute dal dare la morte, ciò mi è piuttosto favorevole che contrario, perchè
    ciò è conforme alla fortuna delle grandi verità, la durata delle quali non è che un
    lampo, in paragone della lunga e tenebrosa notte che involge gli uomini. Non è ancor
    giunta l'epoca fortunata, in cui la verità, come finora l'errore, appartenga al più gran
    numero, e da questa legge universale non ne sono andate esenti fin ora che le sole verità
    che la Sapienza infinita ha voluto divider dalle altre col rivelarle.


    La voce di un filosofo è troppo debole contro i tumulti e le grida di tanti che son
    guidati dalla cieca consuetudine, ma i pochi saggi che sono sparsi sulla faccia della
    terra mi faranno eco nell'intimo de' loro cuori; e se la verità potesse, fra gl'infiniti
    ostacoli che l'allontanano da un monarca, mal grado suo, giungere fino al suo trono,
    sappia che ella vi arriva co' voti segreti di tutti gli uomini, sappia che tacer? in
    faccia a lui la sanguinosa fama dei conquistatori e che la giusta posterit? gli assegna
    il primo luogo fra i pacifici trofei dei Titi, degli Antonini e dei Traiani.


    Felice l'umanit?, se per la prima volta le si dettassero leggi, ora che veggiamo
    riposti su i troni di Europa monarchi benefici, animatori delle pacifiche virt?, delle
    scienze, delle arti, padri de' loro popoli, cittadini coronati, l'aumento dell'autorit?
    de' quali forma la felicit? de' sudditi perchè toglie quell'intermediario dispotismo
    più crudele, perchè men sicuro, da cui venivano soffogati i voti sempre sinceri del
    popolo e sempre fausti quando posson giungere al trono! Se essi, dico, lascian sussistere
    le antiche leggi, ciò nasce dalla difficolt? infinita di togliere dagli errori la
    venerata ruggine di molti secoli, ciò è un motivo per i cittadini illuminati di
    desiderare con maggiore ardore il continuo accrescimento della loro autorit?.
    Claudio



  13. #12
    Junior Member L'avatar di Ellecu
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    Claudio, al rogo ci finivano anche eretici contro i quali c'erano fior di prove. Il problema è che all'epoca lapena in questione - cosi come altre - veniva considerata normalee nessuno, ove tale pratica veniva usata, lagiudicava inumana ma giuridicamente ineccepibile così come la tortura usata anche per estorcere false confessioni. Si pu? appunto ragionare contestualizzando la cosa, ma questo non giustifica la pratica, a mio avviso nemmeno in casi come quello citato.


    Intendevo questo.


    Per una lista dei reati per cui l'ordinamento giuridico dellaRepubblica Popolare Cinese prevede la pena capitale si veda Pena di morte nella Repubblica Popolare Cinese





  14. #13
    Senior Member L'avatar di luni
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    Citazione Originariamente Scritto da Ellecu


    Claudio, al rogo ci finivano anche eretici contro i quali c'erano fior di prove. Il problema è che all'epoca lapena in questione - cosi come altre - veniva considerata normalee nessuno, ove tale pratica veniva usata, lagiudicava inumana ma giuridicamente ineccepibile così come la tortura usata anche per estorcere false confessioni. Si pu? appunto ragionare contestualizzando la cosa, ma questo non giustifica la pratica, a mio avviso nemmeno in casi come quello citato.


    Intendevo questo.


    Per una lista dei reati per cui l'ordinamento giuridico dellaRepubblica Popolare Cinese prevede la pena capitale si veda Pena di morte nella Repubblica Popolare Cinese





    Ma tu ci sei o ci fai?Quindi secondo teil fatto di non aderire a una religione che ti veniva imposta o constestare il fatto che il sole gira intorno alla terra era giusto per brucire una persona?Sia lodata la rivoluzone francese e l'illumimismo che a levato il potere a gente come voi.
    "Comunque è vero, sono comunista. Non dimentico mai la Bibbia e il Vangelo. E non dimentico mai quello che ha scritto Marx." (Don Gallo)



  15. #14
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di Patrik1
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    Citazione Originariamente Scritto da Luna30


    sono favorevole all'esecuzione capitale!


    ma solo nei casi gravissimi come questo in questione


    ok...sono pronta LAPIDATEMI
    anche io penso come luna favorevole



  16. #15
    Junior Member L'avatar di Ellecu
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    No, Luni. Come ho (forse non abbastanza?)esplicitamente scrittonon condivido tali comportamenti. Quello che intendevo dire è che non venivano solo condannate presunte streghesenzache si avesseroprove o persone contro le quali erano state presentate denunce anonime o meno che venivano credute sulla parola o ancora costruite testimonianze fasulle ma anche chi,IN BASE AL PENSIERO GIURIDICO DEL TEMPO, commetteva effettivamentereati passibili di tale pena. Ovviamente dire che ciò accadeva e ritenere giusto il tutto è diverso. L'avevo detto proprio peraffermare che contestualizzare una pena al contesto storico-sociale e giuridico in seno alla quale essa è stata comminata non basta per ritenerla oggettivamente giusta, al di l? del fatto che sia applicata la punizione corretta prescritta dal codiceper un determinato reato.


    Ti ricordo le esecuzioni sommarie dei "nemici del popolo". Per me sono sullo stesso piano ed ugualmente barbare a partire da Ekaterinburg. Allo stesso livello metto anche le esecuzioni perpetrate dal nazismo e dal fascismo. Condanno anchegli stati che - pur avendo ungoverno democratico - praticano ancora esecuzioni capitali neimodi più svariati, Stati Uniti d'America compresi. Sempre e comunque
    NO ALLA PENA DI MORTE!
    NO AGLI OMICIDI LEGALIZZATI!


    Per informazione: http://library.thinkquest.org/23685/...ta.html#vigore<A href="http://library.thinkquest.org/23685/data/lista.html#vigore" name=vigore target="_blank">


    </A>


    Lodi la Rivoluzione Francese? Allora non succedeva?


    http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_francese#La_dittatu ra_del_Terrore


    Consiglio il seguente testo degli storiciFran?ois Furet eDenis Richet:


    La Rivoluzione francese , 2 voll.,Bari, Laterza 2002Edited by: Ellecu



  17. #16
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    Io dico solo : la pena di morte va abolita, ma nel suo complesso, è inutile ogni caso specifico, che guarda caso riguarda sempre dei "potenti" andare a chiedere l'abolizione per quel caso specifico.

    Prendiamo Saddam : a parte che secondo Beccaria , la cui teoria mi sento di sposare, Saddam dal punto di vista del "vincitore" perchè tanto è sempre il vincitore che fa legge e non ci possiamo far niente, era giustifica la condanna a morte.
    Ma non mi piacevano tutti gli appelli a salvare la vita di Saddam prendendo a motivo la iniquit? della pena di morte.

    Laddove in un sistema giuridico (e questo vale anche per gli eretici nel passato a cui non avevo pensato), è prevista la pena di morte la si deve applicare, altrimenti si commette ingiustizia contro chi è stato condannato a morte e non aveva santi in Paradiso, ma non dovrebbe esistere un sistema giuridico che preveda la pena di morte. L'iniquit? è nella esistenza della pena stessa, non della singola esecuzione.

    Quindi diciamo : da domani sia abolita la pena di morte in Cina , ma fino a che la pena di morte esiste non pu? non essere applicata, sia essa per un capitano d'azienda che per l'ultimo dei delinquenti. Domani non si applicher? più a nessuno, anche con una grazia per coloro che non siano ancora stati "giustiziati", ma prima si abolisce la pena di morte e poi non la si applica più a nessuno.

    Non so se sono stato chiaro.

    Claudio



  18. #17
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    Chiaro e corretto.


    Speriamo per? nell'abolizione.



  19. #18
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    Sostanzialmente sono contro pure io......ma.......Vallo a dire a chi si è visto portare via una persona cara da un pazzo maniaco cannibale.......e vediamo un p? come la pensa........Non è vendetta è avere ( anke se in modo sbagliato) un p? di giustizia!
    La supposizione è la madre di tutte le cazzate

    Cri



  20. #19
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    Brava. "In modo sbagliato". Vendetta mascherata da giustizia. La vittima del criminale non torna in vita. E se poi si sbagliasse persona anche se sembrava di essere certi al 100%di avere individuato il colpevole? Non è raro...



  21. #20
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    La giustizia è compito dello stato, e lo Stato deve prendere in considerazione sia i diritti della vittima che quelli del colpevole, deve pesare fino a dove bisogna spingersi nel tutelare la vittima, punto oltre il quale non è più giustizia.

    Tanto per dirla, lo Stato pu? e deve arrivare fino all'ergastolo in caso di delitti efferati laddove ci sia un pericolo concreto di ripetizione del fatto da parte del colpevole, e già in quel caso sarebbe fatta giustizia, oltre l'ergastolo il beneficio per i familiari della vittima è nullo (come dice Lorenzo, non torna in vita) e diventa vendetta, quindi scatta la tutela del colpevole.





    Claudio



  22.      

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