di sostegno , ma perchè bisogna rivolgersi alla legge per avere ciò che la legge prevede ?


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<DIV id=us_Col&#111;nnaCentrale__occhiello ="times font16 grigio404 interlinea16">Iglesias. Liceo Pedagogico </DIV>
<DIV id=us_Col&#111;nnaCentrale_titolo ="times blu font34 hht-space interlinea36">Ricorso al Tar: lo studente disabile avr? il sostegno</DIV></DIV>
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<DIV id=us_Col&#111;nnaCentrale__pubblicazi&#111;ne ="blu arial font12 bold hhb-space ">Domenica 22 novembre 2009</DIV>
<DIV =ht-space>N ove ore settimanali di sostegno sono troppo poche per uno studente disabile. I genitori di Mario (il nome è di fantasia), 14 anni, lo hanno sostenuto con forza dall'inizio dell'anno scolastico e ora la loro convinzione è sostenuta dai giudici del Tar che, con un provvedimento d'urgenza, hanno accolto la richiesta di sospensione dei provvedimenti frutto della riforma voluta dal ministro Maria Stella Gelmini. Ci? significa che lo studente del liceo Pedagogico (uno degli indirizzi dell'Istituto Magistrale) dai prossimi giorni potrebbe avere il supporto dell'insegnante di sostegno per 18 ore. I giudici della prima sezione del Tribunale amministrativo della Sardegna, con un'ordinanza depositata il 18 novembre, hanno accolto il ricorso presentato dai genitori del ragazzo, rappresentati dall'avvocato Giuseppe Andreozzi.
Si tratta di un primo, significativo, risultato che sospende l'efficacia dei provvedimenti con i quali sono state assegnate allo studente appena 9 ore settimanali con l'ausilio dell'insegnante di sostegno. I magistrati riuniti in Camera di Consiglio hanno ritenuto valide le rivendicazioni fatte dalla famiglia attraverso il legale, accogliendo così la proposta di sospensione in attesa della trattazione del merito della causa, prevista per il 14 aprile dell'anno prossimo. ?Siamo indubbiamente soddisfatti di questo primo risultato - commenta Lucia, mamma dello studente - anche se non si pu? fare a meno di sottolineare che si tratta di una vittoria dal sapore amaro. Dispiace che il diritto allo studio, pur essendo sancito dalla Costituzione, debba essere riconosciuto dai giudiciò.
La famiglia dello studente, perfettamente integrato fino alla terza media, è stata persino costretta a fargli perdere giorni di lezione. ?Una cosa tristissima - prosegue Lucia - quando ci chiedeva perchè non lo stavamo mandando a scuola dovevamo mentirgli, dicendogli che c'era sciopero. Anche se, in realt?, lui ha capito benissimo cosa stava succedendo?. Ma Mario ha la fortuna di avere genitori combattivi, che non si sono arresi di fronte alle difficolt?: ?Ci siamo informati, abbiamo partecipato alle riunioni promosse dall'associazione Amici della Vita di Iglesias e abbiamo chiesto il supporto dei volontari di Abc di Cagliari che ci hanno messo in contatto con l'avvocato. Anche la scuola ci è stata molto vicina. Pensiamo, per?, a quelle persone, e sono tante, che non hanno la forza o i mezzi per reagire. Non è giusto che si debba ricorrere alla magistratura per vedersi riconoscere un diritto fondamentale?.
CINZIA SIMBULA </DIV></DIV>