domenica 15 novembre 2009,07:00
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<H1 style="MARGIN-BOTTOM: 5px" =titolo_articolo>Cos˛ a Viale Mazzini l?imperativo resta impallinare Silvio</H1>
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<DIV =testo_articolo_dimensi&#111;ne>RomaSecondo l?illuminato parere di Marco Travaglio, vergato l?altroieri sul [/B]Fatto[/B] quotidiano, l?obbligo di contraddittorio, previsto dal nuovo contratto di servizio Rai, vincolerebbe ogni programma ad adottare la formula: ?Se uno dice che oggi piove, un altro deve subito sbraitare che oggi c?? il sole?.
Il problema Ŕ un altro. In Rai, nonostante la maggioranza di centrodestra, Ŕ praticamente una sequela di ?piove, governo ladro!?. E Travaglio lo sa bene giacch? ogni settimana ha a disposizione durante [/B]Annozero[/B] una decina di minuti per impallinare Berlusconi con i suoi interventi. Senza contraddittorio (o quasi). L?obbligo del bilanciamento Ŕ stato poi interpretato da Santoro &amp; C. con la formula adottata da [/B]Ballar?[/B] nelle sue prime versioni. Il centrodestra ?, s˛, rappresentato ma certo non da [/B]pasdaran[/B] berlusconiani. Il finiano Granata dei nostri giorni rappresenta ci˛ che cinque anni fa era l?ex Udc Tabacci: una spina nel fianco.
La trasmissione di Floris, adesso, ha cambiato metodo: l?equilibrio nella rappresentanza Ŕ innegabile ma i servizi mandati in onda non sono certo benevoli nei confronti di Palazzo Chigi. Se vi si aggiunge pure [/B]In mezz?ora[/B] di Lucia Annunziata, che oggi ospita nientepopodimenoch? il presidente Fini e le sue ubbie, si comprende bene come l??obbligo di contraddittorio? sia pi¨ virtuale che reale.
Si potrebbe obiettare che l?equilibrato [/B]Porta a porta[/B] Ŕ una garanzia di rispetto del pluralismo. Ma a pochi sfugge quanto clamore e indignazione a orologeria abbiano suscitato il rinnovo del contratto dell?anchorman o quante critiche gli siano piovute addosso per aver avuto l?ardire di invitare in prima serata il presidente del Consiglio a parlare della ricostruzione dell?Aquila. E i tre editoriali tre del direttore del Tg1 Augusto Minzolini? La solita sinistra ha accusato la maggioranza di voler instaurare un regime mediatico, il cdr del telegiornale s˛? dissociato mentre i benpensanti dei media potranno sorbirsi un convegnone organizzato dal sindacato dei giornalisti dove il giudice Ingroia, criticato da Minzolini, potr? avere il suo momento di riequilibrio.
Il catalogo non Ŕ finito. Dal famoso contratto di servizio Rai Ŕ stata espunta, sempre su pressione del centrosinistra, l?istituzione di un comitato che potesse valutare eventuali ?dissonanze?. E del programma che dovrebbe essere affidato al direttore di [/B]Libero[/B] Maurizio Belpietro per ?riequilibrare?? Ancora tutto in alto mare anche perchŔ, con i palinsesti ormai definiti e risorse economiche limitate, nessuno a Viale Mazzini vuole immolarsi dinanzi alle bordate del Pd e del partito di [/B]Repubblica[/B] in caso di audience poco generosa. Intanto una cosa Ŕ certa: Gianluigi Paragone avr? [/B]L?ultima parola[/B] il venerd? in seconda serata su Raidue. Ma Ŕ troppo poco per dire che c?? il sole quando tutti si son convinti a comprare l?ombrello. </DIV>