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Discussione: crocifisso

  1. #321
    Senior Member L'avatar di bai
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    ogni tanto ritorno sul 3d


    qualcuno ha il testo del ricorso?


    fatti non parole


    roberto
    volete far fruttare i vostri risparmi?
    piantate alberi di noce, farete ricchi voi e altri


  2.      


  3. #322
    Junior Member L'avatar di Ellecu
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    Per Luni: bravo, coerente! Alcuni si sarebbero scagliati solo contro la croce...



  4. #323
    Senior Member L'avatar di connyok
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    Citazione Originariamente Scritto da Ellecu


    Ah, Luni... mezzaluna e Stella di David sono simboli religiosi...


    Eliminiamo anchequelli?


    Ellecu, all'amico (o meglio al compagno) Luni dovremmo TOGLIERE quella Croce Rossa sul petto e metterci una bella STELLA ROSSA, cosi, oltre che a stargli meglio, siamo pari.











  5. #324
    Senior Member L'avatar di luni
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    Citazione Originariamente Scritto da Ellecu
    Per Luni: bravo, coerente! Alcuni si sarebbero scagliati solo contro la croce...

    Ellecu,sia la mezzaluna voluta dagli ottomaniche la stella di david come il leonesono stati voluti propio perche anche quelli non hanno capito che non di simbolo religioso si tratava ma bensi della scarsa fantasia del fondatore della CRI,credo che sarebbe ora di togliere qualsiasi dubbio e addotare il rombo
    "Comunque è vero, sono comunista. Non dimentico mai la Bibbia e il Vangelo. E non dimentico mai quello che ha scritto Marx." (Don Gallo)



  6. #325
    Senior Member L'avatar di luni
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    Citazione Originariamente Scritto da connyok
    Citazione Originariamente Scritto da Ellecu


    Ah, Luni... mezzaluna e Stella di David sono simboli religiosi...


    Eliminiamo anchequelli?


    Ellecu, all'amico (o meglio al compagno) Luni dovremmo TOGLIERE quella Croce Rossa sul petto e metterci una bella STELLA ROSSA, cosi, oltre che a stargli meglio, siamo pari.











    Connyucio caro ti assicuro che per me non cambierebbe niente,croce, stella, possono metterci anche una pantegana è lo spirito che conta non il simbolo,ma come fai ha spiegarlo ad un integralista che si crede cristiano?
    "Comunque è vero, sono comunista. Non dimentico mai la Bibbia e il Vangelo. E non dimentico mai quello che ha scritto Marx." (Don Gallo)



  7. #326
    Senior Member L'avatar di connyok
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    Citazione Originariamente Scritto da luni
    Citazione Originariamente Scritto da connyok
    Citazione Originariamente Scritto da Ellecu


    Ah, Luni... mezzaluna e Stella di David sono simboli religiosi...


    Eliminiamo anchequelli?


    Ellecu, all'amico (o meglio al compagno) Luni dovremmo TOGLIERE quella Croce Rossa sul petto e metterci una bella STELLA ROSSA, cosi, oltre che a stargli meglio, siamo pari.


    Connyucio caro ti assicuro che per me non cambierebbe niente,croce, stella, possono metterci anche una pantegana è lo spirito che conta non il simbolo,ma come fai ha spiegarlo ad un integralista che si crede cristiano?


    Vicino casa mia c'era una piccola discarica abusva, sai di quelle dove la notte il solito furbetto ci buttava la lavatrice, le gomme ecc,... ecc...; qualcuno, stanco della storia, scrisse su un cartello :


    "se ti pesco, ti becco".


    Ti ho beccato eh !!


    ahahah





  8. #327
    Junior Member L'avatar di Ellecu
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    Mamma mia, cosa ho scritto...



  9. #328
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di Patrik1
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    CONNY NON DICE PUUTT,ANATE A DIFFERENZA TUA


    CONNY E INUTILE PARLARE A COSTUI PERDI SOLO TEMPO




  10. #329
    Senior Member L'avatar di luni
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    Patrik perche non vai di servizio mi hanno detto che da te ci sta nebbia
    "Comunque è vero, sono comunista. Non dimentico mai la Bibbia e il Vangelo. E non dimentico mai quello che ha scritto Marx." (Don Gallo)



  11. #330
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di Patrik1
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    Perch? non ti fai azz. mi hanno dettobche si campa 100 anni



  12. #331
    Junior Member L'avatar di Ellecu
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    Per Madeche: non dispongo di un vocabolario giuridico ma credo di aver trovato in rete qualcosa di utile a chiarire i dubbi.


    La voce "Laicismo" Wikipedia inizia con le seguenti parole:
    <BLOCKQUOTE dir=ltr style="MARGIN-RIGHT: 0px">


    Il laicismo è l'atteggiamento filosofico, politico e sociologico di chi propugna la totale separazione tra Stato e Chiesa, ovvero l'assenza di interferenze religiose o confessionali, dirette o indirette, nell'ambito legislativo, esecutivo e giudiziario di uno Stato e più in generale nella vita civile di una comunit? umana e nei suoi aspetti di obbligatorietà.


    Il corrispondente aggettivo è "laicista", mentre con l'aggettivo "laico" (corrispondente a "laicit?") ci si riferisce a una persona non necessariamente laicista, poiche questo auspica la non-interferenza della religione nella vita civile e quindi la netta separazione stato/chiesa, mentre chi si dichiara laico semplicemente non approva la teocrazia. L'aggettivo laico, che inizialmente indicava i fedeli cristiani non appartenenti al clero, si riferisve quindiaq una persona che pu? essere decisamente anti-laicista. Il successivo significato di carattere politico ("non religioso"), invece, nasce con l'Illuminismo e la Rivoluzione Francese anche in senso "laicista", finch? questo nel '900 ha assunto la connotazione di irreligioso o areligioso, il che non è assolutamente il laico.


    La qualifica di laico pertiene quindi all'assertore della "laicit?" di uno stato in cui pu? esserci tuttavia una religione ufficiale riconosciuta, ovvero un concordato. Il laicista invece è gemeralmete contrario ad ogni concordato, cioè ad ogni rapporto che in qualche maniera vincoli lo stato all'istituzione religiosa.


    Il termine Laicismo, inteso come indirizzo teorico di carattere politico ha tra i suoi presupposti la Secolarizzazione della vita civile, cioè l'eliminazione dei fattori religiosi da tutto ciò che non concerne la religione in senso stretto. La realizzazione del laicismo in una certa società implica solitamente il progressivo declino dell'importanza della fede religiosa nella vita di essa. Per? laicismo e secolarizzazione sono concetti differenti e non necessariamente legati da rapporti di causa-effetto o omologazione.</BLOCKQUOTE>
    Come si vede, di questi tempi si tende a fare un po di confusione.
    Riporto la seguente definizione dalla versione online del Dizionario di Diritto Canonico ed Ecclesiastico delle Edizioni Giuridiche Simone:
    <BLOCKQUOTE dir=ltr style="MARGIN-RIGHT: 0px">
    Concordato ecclesiastico

    Convenzione internazionale, stipulata tra la Santa Sede[/B] in veste di soggetto di diritto internazionale, e singoli Stati per provvedere alla regolamentazione generale della situazione giuridica della Chiesa in un determinato Paese.
    Il (?) obbliga solo le parti internazionali contraenti.
    Per i fedeli[/B] esso diviene obbligatorio a seguito della pubblicazione dello stesso negli Acta Apostolicae Sedis[/B]; per i cittadini dello Stato stipulante diventa obbligatorio solo quando il (?) viene trasferito nelle leggi dello Stato.
    L?Italia ha stipulato con la S. Sede il (?) dell?11-2-1929 (cd. Patti Lateranensi[/B]), modificato e sostanzialmente innovato con l?Accordo del 18-2-1984. In virt? di quest?ultimo si sancisce la posizione di reciproca indipendenza e sovranit? dei contraenti; l?assunzione di una posizione agnostica dello Stato nei confronti della religione cattolica, che cessa di essere considerata religione ufficiale dello Stato [vedi Laicit? dello Stato, principio di[/B]]; il riconoscimento degli effetti civili del matrimonio cattolico [vedi Matrimonio concordatario[/B]]; l?introduzione, in luogo del finanziamento diretto dello Stato alla Chiesa, di un sistema che prevede il sostentamento di questa attraverso contributi volontari, versati dai fedeli all?atto della dichiarazione dei redditi [vedi Entrate ecclesiastiche[/B]; Istituto per il sostentamento del clero[/B]].</BLOCKQUOTE>
    Questo, invece, da Wikisource, è il testo integrale dell Accordo di Villa Madama del 1984, sostitutivo dei Patti Lateranensi del 1929:
    <BLOCKQUOTE dir=ltr style="MARGIN-RIGHT: 0px">
    <DIV style="MARGIN-TOP: 25px; FONT-SIZE: 130%; MARGIN-BOTTOM: 25px"><STR&#079;NG ="selflink">Legge 25 marzo 1985, n. 121 - Ratifica ed esecuzione dell'accordo, con protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che apporta modificazioni al Concordato lateranense dell'11 febbraio 1929, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede.[/B]</DIV>
    <DIV style="MARGIN-TOP: -10px; FONT-SIZE: 90%; MARGIN-BOTTOM: 25px">Nuovo concordato fra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica</DIV>
    <DIV title=beginning></DIV>
    <DIV style="BORDER-RIGHT: #99a6cc 1px solid; PADDING-RIGHT: 2ex; BORDER-TOP: #99a6cc 1px solid; PADDING-LEFT: 2ex; PADDING-BOTTOM: 2ex; MARGIN: -45px auto 50px; BORDER-LEFT: #99a6cc 1px solid; WIDTH: 90%; PADDING-TOP: 2ex; BORDER-BOTTOM: #99a6cc 1px solid; TEXT-ALIGN: center; e6ecff: ">
    <TABLE style="BORDER-RIGHT: #aaa 0px solid; BORDER-TOP: #aaa 0px solid; BACKGROUND: n&#111;ne transparent scroll repeat 0% 0%; MARGIN: 0em 0em 0em 0px; BORDER-LEFT: #aaa 0px solid; BORDER-BOTTOM: #aaa 0px solid; BORDER-COLLAPSE: collapse" cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%"><T>
    <T>
    <TR>
    <TD style="PADDING-RIGHT: 1em; PADDING-LEFT: 0px; PADDING-BOTTOM: 0px; PADDING-TOP: 0px; TEXT-ALIGN: left" vAlign=top width="50%">
    <DIV style="MARGIN-TOP: 0px; FONT-SIZE: 90%; MARGIN-BOTTOM: 0px">G.U. di pubblicazione: 10 aprile 1985, n. 85</DIV>



    </TD>
    <TD style="PADDING-RIGHT: 0px; PADDING-LEFT: 1em; PADDING-BOTTOM: 0px; BORDER-LEFT: #aaa 1px solid; PADDING-TOP: 0px; BORDER-COLLAPSE: collapse; TEXT-ALIGN: left" vAlign=top width="50%">
    <DIV style="MARGIN-TOP: 0px; FONT-SIZE: 90%; MARGIN-BOTTOM: 0px">Documenti abrogati:
    Nessuno</DIV>
    <DIV style="MARGIN-TOP: 0px; FONT-SIZE: 90%; MARGIN-BOTTOM: 0px">Documenti collegati:
    L. 20 maggio 1985, n. 222 - Norme attuative del Concordato Stato Italiano - Chiesa cattolica del 18 febbraio 1984</DIV></TD></TR></T></T></TABLE></DIV>


    La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
    IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
    Promulga
    la seguente legge:
    <CENTER>Art.1</CENTER>


    Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'accordo, con protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che apporta modificazioni al Concordato lateranense dell'11 febbraio1929, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede.
    Art.2
    Piena e intera esecuzione è data all'accordo con protocollo addizionale di cui all'articolo precedente a decorrere dalla sua entrata in vigore in conformit? all'articolo 13, n. 1, dell'accordo stesso.
    La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sar? inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi dei decreti della repubblica italiana. E? fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
    Data a Roma, add? 25 marzo 1985
    PERTINI
    Craxi, Presidente del Consiglio dei Ministri


    Visto, il guardasigilli Martinazzoli
    <CENTER>ACCORDO</CENTER>
    <CENTER></CENTER>
    <CENTER>LA SANTA SEDE
    </CENTER>
    <CENTER>E LA REPUBBLICA ITALIANA</CENTER>


    Tenuto conto del processo di trasformazione politica e sociale verificatosi in Italia negli ultimi decenni e degli sviluppi promossi nella Chiesa dal Concilio Vaticano II;
    avendo presenti, da parte della Repubblica italiana, i principi sanciti dalla sua Costituzione, e, da parte della Santa Sede, le dichiarazioni del Concilio Ecumenico Vaticano II circa la libert? religiosa e i rapporti fra la Chiesa e la comunit? politica, nonch? la nuova codificazione del diritto canonico;
    considerato inoltre che, in forza del secondo comma dell'articolo 7 della Costituzione della Repubblica italiana, i rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica sono regolati dai Patti lateranensi, i quali per altro possono essere modificati di comune accordo dalle due Parti senza che ciò richieda procedimenti di revisione costituzionale;
    hanno riconosciuto l'opportunit? di addivenire alle seguenti modificazioni consensuali del Concordato lateranense.
    <CENTER>Art.1</CENTER>
    <DIV align=left>
    La Repubblica italiana e la Santa Sede riaffermano che lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani, impegnandosi al pieno rispetto di tale principio nei loro rapporti ed alla reciproca collaborazione per la promozione dell'uomo e il bene del Paese.
    </DIV>
    <CENTER>Art.2</CENTER>


    1. La Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libert? di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In particolare è assicurata alla Chiesa la libert? di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale nonch? della giurisdizione in materia ecclesiastica.


    2. è ugualmente assicurata la reciproca libert? di comunicazione e di corrispondenza fra la Santa Sede, la Conferenza Episcopale Italiana, le Conferenze episcopali regionali, i Vescovi, il clero e i fedeli, così come la libert? di pubblicazione e diffusione degli atti e documenti relativi alla missione della Chiesa.


    3. è garantita ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libert? di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.


    4. La Repubblica italiana riconosce il particolare significato che Roma, sede vescovile del Sommo Pontefice, ha per la cattolicit?.
    <CENTER>Art.3</CENTER>
    <DIV align=left>
    1. La circoscrizione delle diocesi e delle parrocchie è liberamente determinata dall'autorit? ecclesiastica. La Santa Sede si impegna a non includere alcuna parte del territorio italiano in una diocesi la cui sede vescovile si trovi nel territorio di altro Stato.</DIV>
    <DIV align=left></DIV>
    <DIV align=left>2. La nomina dei titolari di uffici ecclesiastici è liberamente effettuata dall'autorit? ecclesiastica. Quest'ultima d? comunicazione alle competenti autorit? civili della nomina degli Arcivescovi e Vescovi diocesani, dei Coadiutori, degli Abati e Prelati con giurisdizione territoriale, così come dei Parroci e dei titolari degli altri uffici ecclesiastici rilevanti per l'ordinamento dello Stato.</DIV>


    3. Salvo che per la diocesi di Roma e per quelle suburbicarie, non saranno nominati agli uffici di cui al presente articolo, ecclesiastici che non siano cittadini italiani.

    Art.4
    1. I sacerdoti, i diaconi ed i religiosi che hanno emesso i voti hanno facolt? di ottenere, a loro richiesta, di essere esonerati dal servizio militare oppure assegnati al servizio civile sostitutivo.


    2. In caso di mobilitazione generale gli ecclesiastici non assegnati alla cura d'anime sono chiamati ad esercitare il ministero religioso fra le truppe, oppure, subordinatamente, assegnati ai servizi sanitari.


    3. Gli studenti di teologia, quelli degli ultimi due anni di propedeutica alla teologia ed i novizi degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica possono usufruire degli stessi rinvii dal servizio militare accordati agli studenti delle universit? italiane.


    4. Gli ecclesiastici non sono tenuti a dare a magistrati o ad altra autorit? informazioni su persone o materie di cui siano venuti a conoscenza per ragione del loro ministero.
    Art.5
    1. Gli edifici aperti al culto non possono essere requisiti, occupati, espropriati o demoliti se non per gravi ragioni e previo accordo con la competente autorit? ecclesiastica.


    2. Salvo i casi di urgente necessit?, la forza pubblica non potr? entrare, per l'esercizio delle sue funzioni, negli edifici aperti al culto, senza averne dato previo avviso all'autorit? ecclesiastica.


    3. L'autorit? civile terr? conto delle esigenze religiose delle popolazioni, fatte presenti dalla competente autorit? ecclesiastica, per quanto concerne la costruzione di nuovi edifici di culto cattolico e delle pertinenti opere parrocchiali.
    <CENTER>Art.6</CENTER>


    La Repubblica italiana riconosce come giorni festivi tutte le domeniche e le altre festivit? religiose determinate d'intesa fra le Parti
    Art.7


    1. La Repubblica italiana, richiamandosi al principio enunciato dall'articolo 20 della Costituzione, riafferma che il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto di una associazione o istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, n? di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacit? giuridica e ogni forma di attivit?.


    2. Ferma restando la personalit? giuridica degli enti ecclesiastici che ne sono attualmente provvisti, la Repubblica italiana, su domanda dell'autorit? ecclesiastica o con il suo assenso, continuer? a riconoscere la personalit? giuridica degli enti ecclesiastici aventi sede in Italia, eretti o approvati secondo le norme del diritto canonico, i quali abbiano finalit? di religione o di culto. Analogamente si proceder? per il riconoscimento agli effetti civili di ogni mutamento sostanziale degli enti medesimi.


    3. Agli effetti tributari gli enti ecclesiastici aventi fine di religione o di culto, come pure le attivit? dirette a tali scopi, sono equiparati a quelli aventi fine di beneficenza o di istruzione. Le attivit? diverse da quelle di religione o di culto, svolte dagli enti ecclesiastici, sono soggette, nel rispetto della struttura e della finalit? di tali enti, alle leggi dello Stato concernenti tali attivit? e al regime tributario previsto per le medesime.


    4. Gli edifici aperti al culto, le pubblicazioni di atti, le affissioni all'interno o all'ingresso degli edifici di culto o ecclesiastici, e le collette effettuate nei predetti edifici, continueranno ad essere soggetti al regime vigente.


    5. L'amministrazione dei beni appartenenti agli enti ecclesiastici è soggetta ai controlli previsti dal diritto canonico. Gli acquisti di questi enti sono per? soggetti anche ai controlli previsti dalle leggi italiane per gli acquisti delle persone giuridiche.


    6. All'atto della firma del presente Accordo, le Parti istituiscono una Commissione paritetica per la formulazione delle norme da sottoporre alla loro approvazione per la disciplina di tutta la materia degli enti e beni ecclesiastici e per la revisione degli impegni finanziari dello Stato italiano e degli interventi del medesimo nella gestione patrimoniale degli enti ecclesiastici. In via transitoria e fino all'entrata in vigore della nuova disciplina restano applicabili gli articoli 17, comma terzo, 18, 27, 29 e 30 del precedente testo concordatario.
    Art.8


    1. Sono riconosciuti gli effetti civili ai matrimoni contratti secondo le norme del diritto canonico, a condizione che l'atto relativo sia trascritto nei registri dello stato civile, previe pubblicazioni nella casa comunale. Subito dopo la celebrazione, il parroco o il suo delegato spiegher? ai contraenti gli effetti civili del matrimonio, dando lettura degli articoli del codice civile riguardanti i diritti e i doveri dei coniugi, e rediger? quindi, in doppio originale, l'atto di matrimonio, nel quale potranno essere inserite le dichiarazioni dei coniugi consentite secondo la legge civile.
    La Santa Sede prende atto che la trascrizione non potr? avere luogo:


    a) quando gli sposi non rispondano ai requisiti della legge civile circa l'età richiesta per la celebrazione;


    b) quando sussiste fra gli sposi un impedimento che la legge civile considera inderogabile. La trascrizione è tuttavia ammessa quando, secondo la legge civile, l'azione di nullit? o di annullamento non potrebbe essere più proposta.
    La richiesta di trascrizione è fatta, per iscritto, dal parroco del luogo dove il matrimonio è stato celebrato, non oltre i cinque giorni dalla celebrazione. L'ufficiale dello stato civile, ove sussistano le condizioni per la trascrizione, la effettua entro ventiquattro ore dal ricevimento dell'atto e ne d? notizia al parroco.
    Il matrimonio ha effetti civili dal momento della celebrazione, anche se l'ufficiale dello stato civile, per qualsiasi ragione, abbia effettuato la trascrizione oltre il termine prescritto. La trascrizione pu? essere effettuata anche posteriormente su richiesta dei due contraenti, o anche di uno di essi, con la conoscenza e senza l'opposizione dell'altro, sempre che entrambi abbiano conservato ininterrottamente lo stato libero dal momento della celebrazione a quello della richiesta di trascrizione, e senza pregiudizio dei diritti legittimamente acquisiti dai terzi.


    2. Le sentenze di nullit? di matrimonio pronunciate dai tribunali ecclesiastici, che siano munite del decreto di esecutivit? del superiore organo ecclesiastico di controllo, sono, su domanda della parti o di una di esse, dichiarate efficaci nella Repubblica italiana con sentenza della corte d'appello competente, quando questa accerti:


    a) che il giudice ecclesiastico era il giudice competente a conoscere della causa in quanto matrimonio celebrato in conformit? del presente articolo;


    b) che nel procedimento davanti ai tribunali ecclesiastici è stato assicurato alle parti il diritto di agire e di resistere in giudizio in modo non difforme dai principi fondamentali dell'ordinamento italiano;


    c) che ricorrono le altre condizioni richieste dalla legislazione italiana per la dichiarazione di efficacia delle sentenze straniere.
    La corte d'appello potr?, nella sentenza intesa a rendere esecutiva una sentenza canonica, statuire provvedimenti economici provvisori a favore di uno dei coniugi il cui matrimonio sia stato dichiarato nullo, rimandando le parti al giudice competente per la decisione sulla materia.


    3. Nell'accedere al presente regolamento della materia matrimoniale la Santa Sede sente l'esigenza di riaffermare il valore immutato della dottrina cattolica sul matrimonio e la sollecitudine della Chiesa per la dignit? ed i valori della famiglia, fondamento della società.
    <CENTER>Art.9</CENTER>


    1. La Repubblica italiana, in conformit? al principio della libert? della scuola e dell'insegnamento e nei termini previsti dalla propria Costituzione, garantisce alla Chiesa cattolica il diritto di istituire liberamente scuole di ogni ordine e grado e istituti di educazione.
    A tali scuole che ottengano la parit? è assicurata piena libert?, ed ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni delle scuole dello Stato e degli altri enti territoriali, anche per quanto concerne l'esame di Stato.


    2. La Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i princ?pi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuer? ad assicurare, nel quadro delle finalit? della scuola, l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado.
    Nel rispetto della libert? di coscienza e della responsabilit? educativa dei genitori, è garantito a ciascuno il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento.
    All'atto dell'iscrizione gli studenti o i loro genitori eserciteranno tale diritto, su richiesta dell'autorit? scolastica, senza che la loro scelta possa dar luogo ad alcuna forma di discriminazione.
    Art.10


    1. Gli istituti universitari, i seminari, le accademie, i collegi e gli altri istituti per ecclesiastici e religiosi o per la formazione nelle discipline ecclesiastiche, istituiti secondo il diritto canonico, continueranno a dipendere unicamente dall'autorit? ecclesiastica.


    2. I titoli accademici in teologia e nelle altre discipline ecclesiastiche, determinate d'accordo tra le Parti, conferiti dalle Facolt? approvate dalla Santa Sede, sono riconosciuti dallo Stato. Sono parimenti riconosciuti i diplomi conseguiti nelle Scuole vaticane di paleografia, diplomatica e archivistica e di biblioteconomia.


    3. Le nomine dei docenti dell'Universit? Cattolica del Sacro Cuore e dei dipendenti istituti sono subordinate al gradimento, sotto il profilo religioso, della competente autorit? ecclesiastica.
    <CENTER>Art.11</CENTER>


    1. La Repubblica italiana assicura che l'appartenenza alle forze armate, alla polizia, o ad altri servizi assimilati, la degenza in ospedali, case di cura o di assistenza pubbliche, la permanenza negli istituti di prevenzione e pena non possono dar luogo ad alcun impedimento nell'esercizio della libert? religiosa e nell'adempimento delle pratiche di culto dei cattolici.


    2. L'assistenza spirituale ai medesimi è assicurata da ecclesiastici nominati dalle autorit? italiane competenti su designazione dell'autorit? ecclesiastica e secondo lo stato giuridico, l'organico e le modalit? stabiliti d'intesa fra tali autorit?.
    <CENTER>Art.12</CENTER>


    1. La Santa Sede e la Repubblica italiana, nel rispettivo ordine, collaborano per la tutela del patrimonio storico ed artistico.
    Al fine di armonizzare l'applicazione della legge italiana con le esigenze di carattere religioso, gli organi competenti delle due Parti concorderanno opportune disposizioni per la salvaguardia, la valorizzazione e il godimento dei beni culturali d'interesse religioso appartenenti ad enti e istituzioni ecclesiastiche.
    La conservazione e la consultazione degli archivi d'interesse storico e delle biblioteche dei medesimi enti e istituzioni saranno favorite e agevolate sulla base di intese tra i competenti organi delle due Parti.


    2. La Santa Sede conserva la disponibilit? delle catacombe cristiane esistenti nel suolo di Roma e nelle altre parti del territorio italiano con l'onere conseguente della custodia, della manutenzione e della conservazione, rinunciando alla disponibilit? delle altre catacombe.
    Con l'osservanza delle leggi dello Stato e fatti salvi gli eventuali diritti di terzi, la Santa Sede pu? procedere agli scavi occorrenti ed al trasferimento delle sacre reliquie.
    <CENTER>Art.13</CENTER>
    <CENTER></CENTER>
    <DIV align=left>1. Le disposizioni precedenti costituiscono modificazioni del Concordato lateranense accettate dalle due Parti, ed entreranno in vigore alla data dello scambio degli strumenti di ratifica. Salvo quanto previsto dall'articolo 7, n. 6, le disposizioni del Concordato stesso non riprodotte nel presente testo sono abrogate.</DIV>


    2. Ulteriori materie per le quali si manifesti l'esigenza di collaborazione tra la Chiesa cattolica e lo Stato potranno essere regolate sia con nuovi accordi tra le due Parti sia con intese tra le competenti autorit? dello Stato e la Conferenza Episcopale Italiana.
    <CENTER>Art.14</CENTER>


    Se in avvenire sorgessero difficolt? di interpretazione o di applicazione delle disposizioni precedenti, la Santa Sede e la Repubblica italiana affideranno la ricerca di un'amichevole soluzione ad una Commissione paritetica da loro nominata.


    Roma, diciotto febbraio millenovecentottantaquattro.


    <TABLE style="WIDTH: 461px; HEIGHT: 42px" width=461><T>
    <T>
    <TR>
    <TD align=left>Agostino Card. Casaroli
    </TD>
    <TD align=right>Bettino Craxi</TD></TR></T></T></TABLE>



    Visto, il Ministro degli affari esteri
    Andreotti




    <CENTER>PROTOCOLLO ADDIZIONALE</CENTER>


    Al momento della firma dell'Accordo che apporta modificazioni al Concordato lateranense la Santa Sede e la Repubblica italiana, desiderose di assicurare con opportune precisazioni la migliore applicazione dei Patti lateranensi e delle convenute modificazioni, e di evitare ogni difficolt? di interpretazione, dichiarano di comune intesa:


    1. In relazione all'articolo 1


    Si considera non più in vigore il principio, originariamente richiamato dai Patti lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano.


    2. In relazione all'articolo 4


    a) Con riferimento al n. 2, si considerano in cura d'anime gli ordinari, i parroci, i vicari parrocchiali, i rettori di chiese aperte al culto ed i sacerdoti stabilmente addetti ai servizi di assistenza spirituale di cui all'articolo 11.


    b) La Repubblica italiana assicura che l'autorit? giudiziaria dar? comunicazione all'autorit? ecclesiastica competente per territorio dei procedimenti penali promossi a carico di ecclesiastici.


    c) La Santa Sede prende occasione dalla modificazione del Concordato lateranense per dichiararsi d'accordo, senza pregiudizio dell'ordinamento canonico, con l'interpretazione che lo Stato italiano d? dell'articolo 23, secondo comma, del Trattato lateranense, secondo la quale gli effetti civili delle sentenze e dei provvedimenti emanati da autorit? ecclesiastiche, previsti da tale disposizione, vanno intesi in armonia con i diritti costituzionalmente garantiti ai cittadini italiani


    3. In relazione all'articolo 7


    a) La Repubblica italiana assicura che rester? escluso l'obbligo per gli enti ecclesiastici di procedere alla conversione di beni immobili, salvo accordi presi di volta in volta tra le competenti autorit? governative ed ecclesiastiche, qualora ricorrano particolari ragioni.


    b) la Commissione paritetica, di cui al n. 6, dovr? terminare i suoi lavori entro e non oltre sei mesi dalla firma del presente Accordo.


    4. In relazione all'articolo 8


    a) Ai fini dell'applicazione del n. 1, lettera b), si intendono come impedimenti inderogabili della legge civile:


    1) l'essere uno dei contraenti interdetto per infermit? di mente;


    2) la sussistenza tra gli sposi di altro matrimonio valido agli effetti civili;


    3) gli impedimenti derivanti da delitto o da affinit? in linea retta.


    b) Con riferimento al n. 2, ai fini dell'applicazione degli articoli 796 e 797 del codice italiano di procedura civile, si dovr? tener conto della specificit? dell'ordinamento canonico dal quale e regolato il vincolo matrimoniale, che in esso ha avuto origine. In particolare:


    1) si dovr? tener conto che i richiami fatti dalla legge italiana alla legge del luogo in cui si è svolto il giudizio si intendono fatti al diritto canonico;


    2) si considera sentenza passata in giudicato la sentenza che sia divenuta esecutiva secondo il diritto canonico;


    3) si intende che in ogni caso non si proceder? al riesame del merito.


    c) Le disposizioni del n. 2 si applicano anche ai matrimoni celebrati, prima dell'entrata in vigore del presente Accordo, in conformit? alle norme dell'articolo 34 del Concordato lateranense e della legge 27 maggio 1929, n. 847, per i quali non sia stato iniziato il procedimento dinanzi all'autorit? giudiziaria civile, previsto dalle norme stesse.


    5. In relazione all'articolo 9


    a) L'insegnamento della religione cattolica nelle scuole indicate al n. 2 è impartito - in conformit? alla dottrina della Chiesa e nel rispetto della libert? di coscienza degli alunni - da insegnanti che siano riconosciuti idonei dall'autorit? ecclesiastica, nominati, d'intesa con essa, dall'autorit? scolastica.
    Nelle scuole materne ed elementari detto insegnamento pu? essere impartito dall'insegnante di classe, riconosciuto idoneo dall'autorit? ecclesiastica, che sia disposto a svolgerlo.


    b) Con successiva intesa tra le competenti autorit? scolastiche e la Conferenza Episcopale Italiana verranno determinati:


    1) i programmi dell'insegnamento della religione cattolica per i diversi ordini e gradi delle scuole pubbliche;


    2) le modalit? di organizzazione di tale insegnamento, anche in relazione alla collocazione nel quadro degli orari delle lezioni;


    3) i criteri per la scelta dei libri di testo;


    4) i profili della qualificazione professionale degli insegnanti.


    c) Le disposizioni di tale articolo non pregiudicano il regime vigente nelle regioni di confine nelle quali la materia è disciplinata da norme particolari.


    6. In relazione all'articolo 10


    La Repubblica italiana, nell'interpretazione del n. 3 - che non innova l'articolo 38 del Concordato dell'11 febbraio 1929 - si atterr? alla sentenza 195/1972 della Corte costituzionale relativa al medesimo articolo.


    7. In relazione all'articolo 13, n. 1


    Le Parti procederanno ad opportune consultazioni per l'attuazione, nel rispettivo ordine, delle disposizioni del presente Accordo.
    Il presente Protocollo addizionale fa parte integrante dell'Accordo che apporta modificazioni al Concordato lateranense contestualmente firmato tra la Santa Sede e la Repubblica italiana.


    Roma, diciotto febbraio millenovecentottantaquattro.


    <TABLE style="WIDTH: 402px; HEIGHT: 42px" width=402><T>
    <T>
    <TR>
    <TD align=left>Agostino Card. Casaroli
    </TD>
    <TD align=right>


    Bettino Craxi</TD></TR></T></T></TABLE>


    Visto, il Ministro degli affari esteri
    Andreotti</BLOCKQUOTE>
    Impossibile perchè incostituzionalesottoporreunConcordato a referendum come vorrebbero alcuni.
    L'art. 75 della Costituzione della Repubblica Italiana così recita
    <BLOCKQUOTE dir=ltr style="MARGIN-RIGHT: 0px">


    ? indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
    Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
    Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
    La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
    La legge determina le modalit? di attuazione del referendum</BLOCKQUOTE>Edited by: Ellecu



  13. #332
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    Mizzeca!!

    Ellecu ho letto molto di fretta ma non vedo scritto da nessuna parte che la religione cattolica debba avere privilegi rispetto ad altre e leggo di sovranit? e indipendenza.

    Quindi in cosa avevo sbagliato?
    \"Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo\" (Ernesto Guevara)Che
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  14. #333
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    Dunque... Intanto a quanto pare uno Stato che ha stipulato un accordo con unaconfessione religiosa non è sicuramente definibile come"laico", quindi non ha senso parlare di difesa della laicit? dello stato. Ovviamente la religione cattolica, dal 1984, ha una dignit? uguale a tutte quelle riconosciute dallo Stato Italiano che ha rinunciato ad alcuni fattori di controllo del potere religioso presenti nei Patti Lateranensi, sicch? la Chiesa ha guadagnato in indipendenza politica. Tale indipendenzale consentedi dire autonomamente la sua quando si toccano temi che riguardano in qualche modotra le altre cose gli ambiti dell'etica, della morale e della religione. Tale comportamento, ovviamente, non pu? essere visto come ingerenza proprio perchè il Concordato viene recepito dalle leggi italiane esattamente come gli altri accordi internazionali. Non si tratta di privilegi ma di rispetto di tali accordi. Non mi risulta che per approvare una legge ci voglia il permesso del Papa, altrimenti molte leggi italiane non sarebbero state non solo approvate manemmeno formulate (aborto, divorzio...). Chiaramente altre, invececoncordano con le idee della Chiesa con buona pace degli anticlericali.


    Il solo fatto che talvolta vengano messi in discussione temi etici ed emergano posizioni estremamente vicine a quelle della Chiesa che poi magari prevalgono faparte della normale vita politica enon significa essere una colonia del Vaticano.



  15. #334
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    Le scuole non sono di proprietà della chiesa, indipendenza significa che ognuno delle parti fa le leggi che gli pare, indipendentemente da cosa pensa o vuole l'altro, e la sovranit? significa che nessuno pu? dirmi cosa posso o non posso fare.

    Di conseguenza nessuno pu? dirmi se in una mia (stato) struttura devo tenere un simbolo o no.

    "La qualifica di laico pertiene quindi all'assertore della "laicit?" di uno stato in cui pu? esserci tuttavia una religione ufficiale riconosciuta, ovvero un concordato. Il laicista invece è gemeralmete contrario ad ogni concordato, cioè ad ogni rapporto che in qualche maniera vincoli lo stato all'istituzione religiosa."
    \"Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo\" (Ernesto Guevara)Che
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  16. #335
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    Togliamo pure i crocifissi dalle scuole di tutti i paesi italiani.


    Immaginiamoci che qualcuno disponga di togliere tutte le Chiese di tutti i paesi.


    Come cambierebbe l'Italia.


    Le Chiese sono state edicifate PERcontenere l'immagine di Gesò e della Croce.





    Laico o testa vuota, non è la stessa cosa ?





  17. #336
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    Citazione Originariamente Scritto da connyok[img
    http://www.disabiliforum.com/smileys/smiley32.gif[/img]]


    Togliamo pure i crocifissi dalle scuole di tutti i paesi italiani.


    Immaginiamoci che qualcuno disponga di togliere tutte le Chiese di tutti i paesi.


    Come cambierebbe l'Italia.


    Le Chiese sono state edicifate PERcontenere l'immagine di Gesò e della Croce.





    Laico o testa vuota, non è la stessa cosa ?




  18. #337
    Junior Member L'avatar di Ellecu
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    <H2 sizcache="3" sizset="81"> http://it.wikipedia.org/wiki/Esposiz...rocifisso_nell e_aule_scolastiche#.C2.A0Italia </H2>
    Edited by: Ellecu



  19. #338
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    Citazione Originariamente Scritto da connyok

    Togliamo pure i crocifissi dalle scuole di tutti i paesi italiani.


    Immaginiamoci che qualcuno disponga di togliere tutte le Chiese di tutti i paesi.


    Come cambierebbe l'Italia.


    Le Chiese sono state edicifate PERcontenere l'immagine di Gesò e della Croce.





    Laico o testa vuota, non è la stessa cosa ?

    ma che vuol dire scusa? se tu in chiesa non ci vuoi entrare non ci entri, a scuola sei OBBLIGATO ad entrare... poi il discorso del laico o testa vuota me lo spieghi perche ti giuro che non l'ho capito.

    e' molto triste vedere che per credere avete (abbiamo essendo cattolico anche io) bisogno di imporre un nostro simbolo al muro... e poi ci portiamo dietro gente come connyok che di amore e carita cristiana non hanno idea manco di cosa siano... questo si che e' davvero triste. condividere quel simbolo sacro con gente cosi (mi baso sui suoi scritti in questo forum, non mi sto inventando nulla) mi fa piu senso che togliere le croci dai muri delle scuole
    Edited by: bimbo_2out



  20. #339
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    anche io mi baso sui post scritti per formulare opinioni


    da ateo, trovo stranamente piena sinergia con i veri credenti, perchè ambedue riconosciamo il valore del mistero, solo che io non possiede la fortuna di avere la fede e allora cerco dentro di me risposte alla relgiosit?


    infine nessuno è stato in grado di presentarmi il testo del ricorso, un testo da dibbattere giuridicamente


    sarebbe opportuno confrontarci non solo sul valore della religiosit?, ma anche sul valore della dottrina giuridica


    ma possibile che non riusciamo a confrontarciò


    roberto
    volete far fruttare i vostri risparmi?
    piantate alberi di noce, farete ricchi voi e altri



  21. #340
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    Citazione Originariamente Scritto da connyok

    Togliamo pure i crocifissi dalle scuole di tutti i paesi italiani.


    Immaginiamoci che qualcuno disponga di togliere tutte le Chiese di tutti i paesi.


    Come cambierebbe l'Italia.

    Sicuramente in meglio, visto che si eliminerebbe almeno una contraddizione che freguente porta a degli scontri</font>


    Le Chiese sono state edicifate PER?contenere l'immagine di Gesò e della Croce.


    a si??????? ero convinto che fossero per contenere fedeli??Ma tu ci arrivi a capire che fai solo confusione? prima parli di scuola poi di chiesa connyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy('')
    </font>


    Laico o testa vuota, non è la stessa cosa ?


    E tu cosa pensi di brillare per manifesta "piena" confusione mentale?</font> ?


    Edited by: Madeche
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