http://corrieredelmezzogiorno.corrie.../notizie/crona ca/2009/30-ottobre-2009/finti-poveri-non-pagare-ad-andria-co ndannati-442-furbetti-ticket-1601935610845.shtml



<H1>Finti poveri per non pagare ad Andria:
condannati i 442 ?furbetti del ticketà</H1>
<H2>Ognuno pagher? 5 mila euro. Pescati professionisti e imprenditori. Recuperati 20 mila euro </H2>
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Una farmacia</DIV></DIV>





ANDRIA è Ben 4 mila 710 euro a testa per aver frodato il Ser­vizio sanitario nazionale con false dichiarazioni per ottene­re, così, l?esenzione ticket. In tutto 20 mila euro che ritorne­ranno nelle casse dello stesso Servizio sanitario, ma per chi deve pagare sicuramente una pena esemplare giacch? qua­si 5 mila euro, da pagare en­tro dieci giorni, potrebbe non essere roba da poco per molti. L?inchiesta della procu­ra di Trani, portata avanti dal­la guardia di finanza di An­dria a partire dal 2007 e com­pletatasi negli ultimi mesi ac­certando 446 casi di truffa, ha dunque scelto la strada più efficace per recuperare e sanzionare i truffatori: il gip del tribunale, Francesco Zec­chillo, ha emesso 442 decreti penali di condanna, in prati­ca sanzioni pecuniarie, a cari­co di altrettanti assistiti che aveva deciso di fare i furbi; quattro in meno di quelli ac­certati perchè gli interessati nel frattempo sono deceduti e dunque il reato, con relati­va sanzione, si è estinto.


I ?furbetti del ticketà per? sono stati soltanto in qual­che caso disoccupati, operai o comunque famiglie in con­dizioni economiche non otti­me, anche se con redditi su­periori ai 29mila euro annui. Gli uomini, coordinati dal te­nente Massimiliano Lalli, hanno infatti beccato per lo più impiegati statali, profes­sionisti e persino imprendito­ri. Del resto alla domanda ri­volta dall?operatore sanitario del Cup: ?Lei è esentato dal ti­cketà?, i più rispondono: ?Certo che sono esentato?. Niente di più falso, per?, se­condo i finanzieri. Dopo i pri­mi accertamenti eseguiti al­l?ospedale di Andria nel 2007, che portarono alla luce già 160 casi di truffa, i milita­ri hanno deciso di estenderla ai presidi ospedalieri e agli ambulatori convenzionati delle altre citt? della Asl Bat. Sono stati così accertati altri 286 casi, tutti di persone fa­coltose, che avevano truffato lo Stato autocertificando la propria fascia di reddito mol­to al di sotto di quella reale e usufruendo così dell?esenzio­ne ticket per le prestazioni sa­nitarie. Su oltre 3 mila ricette con­trollate dalle fiamme gialle, si è verificato che gran parte delle richieste di prestazioni facevano riferimento all?esen­zione del ticket per reddito basso.


Per tutte queste è sta­ta effettuata la verifica tra i redditi dichiarati nell?autocer­tificazione e quelli effettiva­mente percepiti. ?Sicuramente la cifra che sar? recuperata, circa 20 mila euro - spiega il tenente Massi­miliano Lalli - pu? sembrare modesta, ma il fenomeno è invece molto esteso. Infatti occorre tener conto del fatto che il valore dei singoli ticket è esiguo, dai 10 a un massi­mo di 36 euro. Invece, risulta preoccupante il fatto che ol­tre il 5 per cento delle esen­zioni per reddito, riconosciu­te dalla Asl Bat, risulta essere destinato a persone che non ne hanno diritto?. In partico­lare, gli ospedali maggior­mente presi di mira dai furbi sono risultati essere quelli di Trani e Minervino Murge; mentre nel centro murgiano è stata anche riscontrata la percentuale più elevata (lo 0,48%) di persone denuncia­te rispetto al totale dei resi­denti.


L?operazione della guardia di finanza andriese, oltre a consentire il recupero di 20mila euro, ha portato la di­rezione generale della Asl Bat a introdurre un nuovo mecca­nismo per il riconoscimento dell?esenzioni: già a partire dal primo marzo scorso, non è più sufficiente l?autocertifi­cazione del reddito per fruire gratuitamente delle prestazio­ni sanitarie, ma occorre ri­chiedere un?apposita certifi­cazione presso gli uffici della Asl che viene rilasciata solo dopo aver presentato la docu­mentazione attestante il pos­sesso dei requisiti.



Carmen Carbonara