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<H1>Ricette false, dieci medici sospesi</H1>
<DIV ="sommario">Non potranno esercitare la professione in ospedale per due mesi</DIV>
<DIV ="firma">di Paola Cascella</DIV>
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Sospesi dall?esercizio della professione: dieci dei dodici medici coinvolti nell?inchiesta su "ricettopoli" non potranno svolgere il loro lavoro in ambito pubblico, perchè ?l?abitudine che gli indagati avevano alla gestione incontrollata (in ogni senso) dei ricettari fa presumere che potrebbero nuovamente realizzare comportamenti di rilevanza penale, ove restassero a contatto con l?ambiente in cui i fatti sono maturati?. Lo ha deciso il gip Mirko Margiocco accogliendo la richiesta di interdizione per due mesi presentata dal pm Enrico Cieri per i dottori Michele Benedetti, Carlo Calabrese, Francesco Lancewicz, Giovanni Martinelli, Achille Panetta, Francesco Perini, Pier Paolo Piccaluga, Domenico Romano, Alessandro Venturi e Pierluigi Zinzani accusati di truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario nazionale per un ammontare di circa un milione e 200mila euro. Per altri due medici, Giulio Di Febo e Valerio Chiarini, difesi dagli avvocati Guido Magnisi e Massimo Leone, invece, richiesta respinta.

Un provvedimento inusuale quello del gip, che la dice lunga sulla gravit? dei fatti emersi dall?indagine dei Carabinieri del Nas: un vorticoso giro di prescrizioni fasulle, andata avanti per anni, di costosissimi prodotti antitumorali e antimicotici, anche per cifre superiori ai mille euro a confezione, sotto la regia di Italfarmaco, l?azienda farmaceutica che quelle medicine le produce. Una truffa che secondo la Procura ha fruttato rimborsi non dovuti alle farmacie, regalie personali e contributi milionari per convegni veri (ma anche del tutto fasulli) ai medici che usavano allegramente i loro ricettari, e forniture esorbitanti alla ditta coinvolta.

Nella sua ordinanza di una ventina di pagine, Margiocco sente il bisogno di spiegare il perchè di una decisione che ha rari precedenti: ?I provvedimenti di ?sospensione? dall?attivit? degli indagati che provengano da iniziative di soggetti diversi dall?autorit? giudiziaria non danno adeguata risposta alla necessit? di cautela, non consentendo alcuna forma di immediato e diretto controllo sul rispetto delle prescrizioni e un?adeguata risposta in caso di trasgressione?. Il gip sottolinea poi che le esigenze cautelari ?possono essere adeguatamente soddisfatte? con la sua misura, ?che rispetto alla gravit? degli addebiti appare addirittura blanda?. Infatti, scrive Margiocco, anche dove la difesa ha dichiarato che le ricette erano state emesse da altre persone diverse dai medici, ?vi sono elementi fattuali? per dire che viceversa ?ciò possa essere avvenuto con la consapevolezza e il consenso degli intestatari legittimi dei moduli?. Insomma, tutto fa pensare, che gli indagati potrebbero facilmente reiterare i reati.
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Ai primi di ottobre l?inchiesta del Nas, non a caso soprannominata Farmamarket ha portato all?arresto di sei persone: Daniele Naldi, informatore scientifico della Italfarmaco di Cinisello Balsamo, due dirigenti della stessa ditta, oltre a due farmacisti e una collaboratrice di uno dei due. Reati ipotizzati: truffa ai danni del Ssn, corruzione, falso, associazione a delinquere (questa solo per alcuni indagati, che in totale sono una cinquantina). Naldi, che il gip definisce ?moto perpetuo nel procurare dai vari medici ricettari ed elenchi di pazienti da usare per la truffa, nel recapitare presso le farmacie le prescrizioni da "lavorare", nel fungere da collettore delle richieste di regalie da parte dei medici stessi e da intermediario con i superiori, ben consapevoli del meccanismo escogitato?, ha raccontato al giudice come funzionava il sistema. <![C[
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<DIV ="">(31 ottobre 2009)</DIV>Edited by: mammamarina