Cookie Policy Privacy Policy le associazioni Campane si ribellano



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  1. #1
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    http://www.superabile.it/web/it/CANA...I/Associazioni /Zoom/info1832183588.html
    <H3>Compartecipazione alla spesa sociosanitaria: il no delle associazioni campane </H3>
    <DIV>
    <DIV =c&#111;ntent>
    Le richieste e le rivendicazioni contenute in un documento unitario presentato alla Regione. ?La compartecipazione alla spesa per le persone con disabilit? gravi è un paradosso, secondo il quale una persona discriminata e penalizzata dalla società, che usufruisca di un servizio che interviene proprio per limitare le barriere e le discriminazione, sia costretto a pagare un ticket per questo servizio?


    ROMA - "Non pagheremo per i buchi di bilancio creati da altri!!!": così alcune associazioni campane dicono un secco no alla compartecipazione alla spesa delle prestazioni sociali e sociosanitarie. E affidano questo messaggio a un documento unitario presentato oggi alla Regione.


    "L'esigenza di rientrare dai deficit di bilancio in ambito sanitario accumulato dalla Regione Campania - si legge - non pu? essere attuata sulla pelle di persone delle persone con disabilit?, discriminate e senza eguaglianza di opportunit? per gli ostacoli, barriere e trattamenti diseguali a cui la società le sottopone, giusto quanto disposto dalla Convenzione sui diritti delle persone con disabilit? delle Nazioni Unite, ratificata dall'Italia con legge 18/2009".


    Se da un lato la regione Campania deve rispondere al bisogno di sanare il deficit del bilancio sanitario, dall'altra parte deve anche far fronte alla "assenza di politiche sulla disabilit?, che ha visto la quasi cancellazione degli impegni di spesa sociale nel bilancio regionale, che si riduce al solo trasferimento del fondo sociale nazionale. Le persone con disabilit? sono totalmente dimenticate dalla Regione Campania, non finanziando la LR 11/2007 sulla dignit? sociale ed il fondo socio-sanitario regionale".


    In una situazione come questa, "la compartecipazione alla spesa per le persone con disabilit? gravi e/o non autosufficienti si configura come un paradosso, secondo il quale una persona discriminata e penalizzata dalla società, che usufruisca di un servizio che interviene proprio per limitare le barriere e le discriminazione, sia costretto a pagare un ticket per questo servizio".


    Netta quindi la stroncatura, da parte delle associazioni, della proposta di "schema di regolamento per i comuni associati in ambiti territoriali per la compartecipazione alle prestazioni sociali e socio-sanitarie" elaborata dalla Regione. Innanzitutto infatti essa "non identifica il reddito individuale dei beneficiari dei servizi come base di calcolo per la valutazione della situazione economica su cui calcolare l'eventuale compartecipazione alla spesa dei servizi". In secondo luogo, "definisce una soglia di esenzione dalla compartecipazione alla spesa dei servizi ancora estremamente bassa". Inoltre "non tiene conto della quantit? e qualit? dei servizi erogati, sulla cui base si va calcolata la graduazione della compartecipazione alla spesa" e "calcola erroneamente l'indennit? di accompagnamento all'interno del reddito per i servizi residenziali, non tenendo conto che essa si perde quando ricoverati a tempo pieno".


    Le associazioni chiedono dunque "il ritiro della Deliberazione della GR n. 1267 del 16 luglio 2009" e che sia ridiscusso lo "schema di regolamento per i comuni associati in ambiti territoriali per la compartecipazione alle prestazioni sociali e socio-sanitarie", sulla base di un confronto serrato con le associazioni. Chiedono anche di "definire un sistema di monitoraggio dei servizi e delle prestazioni erogate, in modo da identificare la tipologia ed il costo dei servizi essenziali, la quantit? e la qualit? delle prestazioni erogate, il numero degli aventi diritto e dei beneficiari".


    Queste le associazioni firmatarie: Federhand-Onlus/FISH Campania, Unione italiana Ciechi, Ente nazionale sordi, associazione Tutti a scuola onlus, Genitori per la tutela dell'handicap, Andare oltre, associazione Sollievo, associazione Nuovi orizzonti, associazione Diamoci la mano. </DIV></DIV>
    la felicità non è avere il meglio di tutto ma trarre il meglio da tutto quello che si ha!
    http://tiraccontoclaudia.blogspot.com/

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  2.      


  3. #2
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    http://www.superando.it/content/view/5163/112/



    <DIV =c&#111;ntentpaneopen>
    <DIV =c&#111;ntenting>
    <DIV =ic&#111;n></DIV>
    <H1 =si_sup_titolo>Mobilitazione permanente per le associazioni della Campania </H1></DIV>(di Federico Minutillo*) </DIV>
    <DIV =c&#111;ntentpaneopen>
    <DIV>
    <DIV =si_sup_occhiello>Che oltre a dichiarare l'iniquit? del fatto che si voglia cercare di rientrare dal deficit di bilancio della Regione Campania sulle spalle di cittadini come le persone con disabilit?, denuncia anche l'assenza sempre più marcata di politiche per la disabilit?, guardando ad esempio alla quasi cancellazione degli impegni di spesa sociale nel Bilancio Regionale o al mancato finanziamento sia della Legge Regionale sulla dignit? sociale sia del Fondo Socio-Sanitario</DIV>
    <DIV =si_sup_testo>






    L?esigenza di rientrare dal deficit di bilancio in ambito sanitario accumulato dalla Regione Campania non pu? essere attuata sulla pelle delle persone con disabilit?, discriminate e senza uguaglianza di opportunit? per gli ostacoli, le barriere e i trattamenti disuguali cui la società le sottopone, come disposto anche dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilit? delle Nazioni Unite, ratificata dall?Italia con la Legge 18/09.
    Il deficit, tra l'altro, si accompagna all'assenza di politiche sulla disabilit?, che ha visto la quasi cancellazione degli impegni di spesa sociale nel Bilancio Regionale, che si riduce al solo trasferimento del Fondo Sociale Nazionale. Le persone con disabilit? sono totalmente dimenticate dalla Regione Campania, come dimostra anche il mancato finanziamento da una partedella Legge Regionale 11/07 sulla dignit? sociale e dall'altradel Fondo Socio-Sanitario Regionale.
    La compartecipazione alla spesa per le persone con disabilit? gravi e/o non autosufficienti si configura come un paradosso, secondo il quale una persona discriminata e penalizzata dalla società - che usufruisca di un servizio che interviene proprio per limitare le barriere e le discriminazione - sia costretta a pagare un ticket per questo stesso servizio. La Regione così, nel riconoscere la necessit? di offrire un servizio di sostegno all?inclusione, ne snaturerebbe l?intervento di riabilitazione e abilitazione, sottomettendolo al pagamento di una quota del costo, autoriducendo le proprio responsabilit? di intervento e tassando gli interventi di sostegno all?inclusione.
    E ancora, la qualit? e la quantit? dei servizi e delle prestazioni sociali e socio-sanitarie erogate in Campania è estremamente bassa, con una distribuzione territoriale disomogenea, che lascia senza servizi numerosi cittadini aventi diritto od offre pochissime ore di sostegno.
    Non esiste infine un monitoraggio delle prestazioni che consenta di identificare la tipologia e il costo dei servizi essenziali, la quantit? e la qualit? delle prestazioni erogate, il numero degli aventi diritto e dei beneficiari.

    Sulla base di queste considerazioni, le associazioni firmatarie del presente documento considerano la proposta di "Schema di Regolamento per i Comuni associati in ambiti territoriali per la compartecipazione alle prestazioni sociali e socio-sanitarie" elaborata dalla Regione, lontana dal rispondere alle esigenze di equit? e di sostegno all'inclusione sociale delle persone beneficiarie di detti servizi, in alcuni punti introducendo peggioramenti al testo iniziale. Essa infatti:
    - non identifica il reddito individuale dei beneficiari dei servizi (articolo 3 dello "Schema di Regolamento") come base di calcolo per la valutazione della situazione economica su cui calcolare l?eventuale compartecipazione alla spesa dei servizi(come disposto dall?articolo 3, comma 2ter del Decreto Legislativo 130/00); inoltre è assurdo far pagare una compartecipazione alla spesa a soggetti che nell?arco della vita non hanno mai conseguito alcun reddito;
    - definisce una soglia di esenzione dalla compartecipazione alla spesa dei servizi ancora estremamente bassa e non tiene conto della natura dei servizi il cui obiettivo è il sostegno all?inclusione sociale di persone escluse e discriminate (articolo 7 dello "Schema di Regolamento");
    - definisce una soglia di reddito per la piena compartecipazione alla spesa dei servizi ancora bassa (articolo 7 dello Schema di Regolamento);
    - non tiene conto della quantit? e qualit? dei servizi erogati, sulla cui base si dovrebbe calcolare la graduazione della compartecipazione alla spesa;
    - calcola erroneamente l?indennit? di accompagnamento all?interno del reddito per i servizi residenziali, non tenendo conto che essa si perde quando si viene ricoverati a tempo pieno (articolo 8 dello "Schema di Regolamento").

    Le associazioni ritengono dunque che per poter aprire un tavolo di confronto sia necessario:
    - il ritiro della Deliberazione della Giunta Regionale n. 1267 del 16 luglio 2009,la cui interpretazione da parte di alcune ASL rischia di avviare il meccanismo di compartecipazione alla spesa delle prestazioni senza un regolamento regionale condiviso con le associazioni. In assenza di iniziative concrete, impugneremo tale Deliberazione in ogni sede, denunciandone pubblicamente l?iniquit?;
    - ridiscutere l'intero "Schema di regolamento per i Comuni associati in ambiti territoriali per la compartecipazione alle prestazioni sociali e socio-sanitarie" sulla base di un confronto serrato con le associazioni;
    - predisporre nel prossimo Bilancio Regionale adeguati stanziamenti per il Fondo Socio-Sanitario e per la Legge Regionale 11/07 sulla dignit? sociale;
    - definire un sistema di monitoraggio dei servizi e delle prestazioni erogate, in modo da identificare la tipologia e il costo dei servizi essenziali, la quantit? e la qualit? delle prestazioni erogate, il numero degli aventi diritto e dei beneficiari.

    Le associazioni firmatarie del presente documento, in attesa di concrete risposte, entrano in stato di mobilitazione permanente, attivando tutte le forme utili per sostenere i diritti delle persone con disabilit?,quali assemblee degli iscritti, iniziative pubbliche, informazione attraverso i mass-media, ricorsi alla magistratura.

    *Presidente della Lega per i Diritti degli Handicappati di Napoli. Il presente testo è stato sottoscritto unitariamente da: Federhand-Onlus/FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), UIC (Unione italiana Ciechi e Ipovedenti), ENS (Ente Nazionale Sordi), Associazione Tutti a Scuola, Genitori per la Tutela dell'Handicap, Andare Oltre, Associazione Sollievo, Associazione Nuovi Orizzonti, Associazione Diamoci la Mano.


    <DIV =si_sup_>Sulla situazione della Campania segnaliamo anche - sempre nel nostro sito - i recenti testi intitolati Quale futuro per i disabili in Campania?, disponibile cliccando qui, Scovati in Campania i responsabili del buco della Sanit?: i disabili gravi!, disponibile cliccando qui,Ecco perchè la Regione Campania ha tassato disabilit?, vecchiaia e demenza, disponibile cliccando quie Compartecipazione alle spese in Campania: un breve comunicato non basta, disponibile cliccando qui.</DIV></DIV></DIV></DIV>
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  4. #3
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    non lo sappiamo neanche "NOI" cosa vogliamo.



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