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Risultati da 1 a 14 di 14

Discussione: GLH ancora un mistero

  1. #1
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    Sono quì per parlarvi ancora di GLH.


    Ieri sera nell'istituto di Istruzione Secondaria dove mia figlia Sara frequenta la prima classe, si sono svolte le elezioni dei Rappresentanti dei genitori e per l'ennesima volta mi sono sentita come il solito pesciolino rosso nella sua bella ampolla di vetro.


    Si è parlato della classe dove forse mia figlia è presente solo fisicamente e dove sicuramente si sente tutti i giorni come mi sono sentita io ieri sera.


    Al termine di tanti bla bla bla... ho chiesto all'insegnante di ingleseche è rappresentante di classe, se sapeva dirmi qualcosa su i GLH di istituto e lei candidamente mi ha risposto: cosa è un GLH? Allora ho pensato di poter ottenere una risposta migliore dalla sua insegnante di sostegno ma la risposta è stata esattamente la stessa.


    Ho chiesto di poter parlare con il preside che mi ricever? la prossima settimana ma ho qualche sospetto su ciò che potr? dirmi, visto che le insegnanti sono nell'istituto da diversi anni e non sono alla prima esperienza di disabilit?.


    Mi domando l'istituzione del GLH in un istituto è obbligatoria o come al solito si pu? decidere diversamente?


    Mi piacerebbe molto sapere quanti genitori del forum fanno parte e quanti hanno una visione di cosa fa il GLH dela propria scuola.


    Grazie per ogni vostra risposta.


    Claudia


  2.      


  3. #2
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    alle volte è più proficuo non usare acronimi ma l'espressione completa!
    Il dolore si dimezza se lo condividi,
    La felicità invece si moltiplica



  4. #3
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    che loro non lo sappiano non mi stupisce , la legge è ignorata spesso proprio da chi dovrebbe farla mettere in vigore


    legge 104/92 legge quadro chea cui tutti devono attenersi


    http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/agevolazioni_di sabili/L_104.pdf<A id=a15 name=a15></A>
    Art. 15.

    Gruppi di lavoro per l'integrazione scolastica
    1. Presso ogni ufficio scolastico provinciale è istituito un gruppo di lavoro composto da: unispettore tecnico nominato dal provveditore agli studi, un esperto della scuola utilizzato ai sensidell'articolo 14, decimo comma, della legge 20 maggio 1982, n. 270, e successive modificazioni,due esperti designati dagli enti locali, due esperti delle unit? sanitarie locali, tre esperti designatidalle associazioni delle persone handicappate maggiormente rappresentative a livello provincialenominati dal provveditore agli studi sulla base dei criteri indicati dal ministro della pubblicaistruzione entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il gruppo dilavoro dura in carica tre anni.
    2. Presso ogni circolo didattico ed istituto di scuola secondaria di primo e secondo grado sonocostituiti gruppi di studio e di lavoro composti da insegnanti, operatori dei servizi, familiari estudenti con il compito di collaborare alle iniziative educative e di integrazione predisposte dalpiano educativo.
    3. I gruppi di lavoro di cui al comma 1 hanno compiti di consulenza e proposta al provveditore
    agli studi, di consulenza alle singole scuole, di collaborazione con gli enti locali e le unit? sanitarie
    locali per la conclusione e la verifica dell'esecuzione degli accordi di programma di cui agli articoli
    13, 39 e 40, per l'impostazione e l'attuazione dei piani educativi individualizzati, nonch? per
    qualsiasi altra attivit? inerente all'integrazione degli alunni in difficolt? di apprendimento.
    4. I gruppi di lavoro predispongono annualmente una relazione da inviare al ministro della
    pubblica istruzione ed al presidente della giunta regionale. Il presidente della giunta regionale
    pu? avvalersi della relazione ai fini della verifica dello stato di attuazione degli accordi di


    programma di cui agli articoli 13, 39 e 40.Edited by: mammamarina
    la felicità non è avere il meglio di tutto ma trarre il meglio da tutto quello che si ha!
    http://tiraccontoclaudia.blogspot.com/

    www.claudiabottigelli.it



  5. #4
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    Ammetto la mia ignoranza: la sigla GLH per cosa sta?
    Gruppo Lavoro Handicap o roba del genere?
    Ma a quanto vedo, nonostante sia previsto per legge, mi pare che di fatto non esiste poi nelle scuole...




  6. #5
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    Gruppo Lavoro Handicap


    non esiste in troppe scuole purtroppo , sta a noi genitori sollecitarlo.
    la felicità non è avere il meglio di tutto ma trarre il meglio da tutto quello che si ha!
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  7. #6
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    http://www.scuolamedialanafermi.it/n...sabili/CM262_8 8.htm
    Circolare Ministeriale 22 settembre 1988, n. 262


    Prot. n. 16676/693/GL


    Oggetto: Attuazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 215 del 3 giugno 1987 - Iscrizione e frequenza della scuola secondaria di II grado degli alunni portatori di handicap


    Premessa


    Com'? noto alle SS.LL. la Corte Costituzionale ha pronunciato la Sentenza 3 giugno 1987, n. 215 con la quale ha dichiarato illegittimo il comma 3 dell'art. 28 della Legge 30 marzo 1971, n. 118 nella parte in cui "in riferimento ai soggetti portatori di handicap" prevede che "sar? facilitata" anzich? disporre che "? assicurata" la frequenza delle scuole medie superiori.


    Lo stesso dispositivo afferma che la sentenza è immediatamente "precettiva", potendosi già applicare anche nella scuola secondaria di II grado le norme sulle competenze in materia degli organi collegiali contenute nel D.P.R. n. 416/74 e sulle attribuzioni dei capi d'istituto contenute nell'art. 3 del D.P.R. n. 417/74, nonch? la C.M. 28 aprile 1982, n. 129 la C.M. 16 giugno 1983, n. 163 e la C.M. 22 settembre 1983, n. 258.


    Data la portata innovativa della sentenza in oggetto e le immediate implicazioni pratiche che ne derivano, si ritiene opportuno indicare di seguito, in sintesi, le "massime" più importanti della stessa e fornire quindi alcune indicazioni che, in attesa dell'emanazione di norme legislative, consentano l'effettivit? del diritto allo studio di alunni con handicap di qualunque tipologia in ogni ordine e grado di scuola.


    1) Contenuti della sentenza


    La sentenza afferma che gli alunni con handicap non possono considerarsi irrecuperabili e che l'integrazione giova loro non solo ai fini della socializzazione ma anche dell'apprendimento ed una sua "artificiosa interruzione, facendo mancare uno dei fattori favorenti lo sviluppo della personalit?, pu? comportare rischi di arresto di questi, quando non di regressione".


    Inoltre l'art. 34 della Legge 27 dicembre 1947 (Costituzione), nel sancire che la scuola è aperta a tutti, si rivolge chiaramente anche agli alunni con handicap non solo fisico ma anche psichico.


    A tal proposito il principio secondo cui ai "capaci e meritevoli" è garantito il diritto all'istruzione, pur essendo espressamente riferito dallo stesso articolo ad agevolazioni di carattere economico, non esclude l'approntamento di altri strumenti che "rimuovono gli ostacoli che di fatto impediscono il pieno sviluppo della persona" (art. 2 della Legge 27 dicembre 1947 e art. 3 della Legge 27 dicembre 1947 (Costituzione)). Uno di tali strumenti per alunni con handicap è l'integrazione scolastica.


    Per questi alunni "capacit? e merito vanno valutati secondo parametri peculiari adeguati alle rispettive situazioni di minorazione".


    In tale ottica non pu? essere rifiutata l'iscrizione e/o la frequenza in modo aprioristico neppure ad alunni con handicap grave o gravissimo di qualunque natura; impedimenti alla loro frequenza devono valutarsi "esclusivamente in riferimento all'interesse dell'handicappato e non a quello ipoteticamente contrapposto della comunit? scolastica, misurati su entrambi gli anzidetti parametri (apprendimento ed inserimento) e non solo sul primo, e concretamente verificati alla stregua di già predisposte strutture di sostegno, senza cioè che la loro permanenza possa imputarsi alla carenza di queste".


    Ne consegue che l'effettivit? del diritto allo studio degli alunni con handicap fisico, psichico o sensoriale si evidenzia con la "doverosit? delle misure di integrazione e sostegno idonee a consentire ai portatori di handicap la frequenza degli istituti di istruzione anche superiore: dimostrando tra l'altro che è attraverso questi strumenti, e non con sacrificio del diritto di quelli, che va realizzata la composizione tra la fruizione di tale diritto e l'esigenza di funzionalit? del servizio scolastico".


    2) Opportunit? delle intese fra Scuola U.S.L. ed enti locali


    Alla luce dei principi enunciati dalla sentenza della Corte Costituzionale, si ritiene opportuno individuare nelle intese fra Scuola, U.S.L. ed Enti locali, una indispensabile misura di integrazione e sostegno idonea a garantire una razionale integrazione scolastica generalizzata di alunni con handicap anche nelle scuole secondarie di II grado.


    A tal fine l'operativit? della C.M. 22 settembre 1983, n. 258 e della C.M. 30 settembre 1985, n. 250 è estesa anche alle istituzioni scolastiche della scuola secondaria di II grado in quanto ad esse applicabile.


    Infatti l'esperienza ha evidenziato che la stipula di dette intese ha decisamente favorito la programmazione congiunta dei servizi e degli interventi da parte degli operatori e, quindi, l'elaborazione e l'attuazione di piano educativo-riabilitativi individualizzati per ciascun alunno con handicap anche grave.


    In attesa che dette intese possano essere rese obbligatorie per legge, se ne auspica la stipula, ove non ancora effettuata, e l'integrazione di quelle già esistenti, con particolare riguardo alle esigenze di accompagnamento e assistenza degli alunni non autonomi. A tal fine le SS.LL. sono invitate a chiedere ai competenti assessori comunali alla sanit? ed all'istruzione di designare propri funzionari, tecnici ed esperti in qualit? di referenti in sede locale ed al fine di integrare il gruppo di lavoro operante presso gli uffici scolastici provinciali ai sensi della C.M. n. 227/75, in rapporto alle specifiche situazioni territoriali.


    Le SS.LL. altresò, possono stipulare convenzioni con istituzioni specializzate e Universit?, anche in collaborazione con gli Enti Locali e il Servizio Sanitario al fine di ottenere una più puntuale consulenza relativa alle problematiche delle singole tipologie e gradi di handicap.


    Si segnala l'opportunit? di costituire, sentito il Consiglio Scolastico Distrettuale, gruppi di lavoro distrettuali composti da ispettori e dirigenti scolastici ed allegati ad operatori delle UU.SS.LL. e degli Enti locali, nonch? a rappresentanti di associazioni ed enti presenti sul territorio, interessati alla integrazione degli handicappati, per favorire l'impostazione dei programmi distrettuali per l'integrazione scolastica di cui all'art. 12 del D.P.R. n. 416/74 ed art. 2 della Legge n. 517/77 e art. 7 della Legge n. 517/77 e più capillari interventi di coordinamento e di consulenza per l'integrazione scolastica.


    Al fine di facilitare la programmazione e la verifica dei piani educativo-riabilitativi individualizzati, i capi di istituto, nell'ambito delle singole istituzioni di ogni ordine e grado, sono invitati a costituire un gruppo di lavoro composto, di norma, dal direttore didattico o dal preside, da uno o più insegnanti, da membri dell'?quipe specialistica della U.S.L. competente per territorio, da un esperto dei problemi degli alunni portatori di handicap, eventualmente richiesto per il tramite dei Provveditori agli Studi alle associazioni di categoria per consulenze specifiche, da un rappresentante del servizi sociale, dai genitori dell'alunno con handicap; ciò ai sensi della C.M. n. 258/83.


    Qualora i capi di istituto, dopo attenta verifica, segnalino alle SS.LL. la difficolt? di immediata rimozione di barriere architettoniche, ovvero l'impossibilit? di destinare agli alunni con handicap motorio aule facilmente accessibili (es. del piano terreno), o di provvedere tramite il Servizio Sanitario o l'Ente locale all'acquisizione dei sussidi idonei, le SS.LL. medesime individueranno gli istituti viciniori dello stesso ordine, cui far iscrivere gli alunni anzidetti e predisponendo inoltre un piano per la graduale accessibilit? di tutti gli istituti, onde evitare la concentrazione di alunni con handicap nello stesso istituto o nella stessa classe.


    A tal proposito, comunque, si ribadisce che una corretta integrazione scolastica va attuata preferibilmente nelle scuole di zona degli alunni con handicap.


    3) Pre-iscrizioni


    I presidi della scuola media, nel trasmettere le pre-iscrizioni ai competenti istituti di istruzione secondaria superiore, debbono comunicare la presenza di alunni con handicap, indicando la peculiarit? dei bisogni di ciascuno in relazione alla tipologia dell'handicap.


    I presidi degli istituti secondari superiori, ricevuta la documentazione, segnalano agli appositi gruppi di lavoro presso gli Uffici scolastici provinciali i nominativi predetti con le indicazioni loro trasmesse e convocano i componenti del gruppo costituito presso l'istituto, possibilmente integrato da docenti della classe di provenienza dell'alunno handicappato.


    I presidi medesimi prendono pertanto contatti formali ai sensi dell'art. 3 del D.P.R. n. 417/74 con gli Enti locali e le UU.SS.LL. competenti per zona, perchè sia predisposto un profilo dinamico funzionale redatto contestualmente dagli operatori socio sanitari e da quelli scolastici della scuola di provenienza e di destinazione. Da tale profilo debbono risultare le potenzialit? dell'alunno, se egli necessita di assistente per l'autonomia personale e per la comunicazione, quali ausilii e presidii, anche non previsti dal nomenclatore tariffario del Ministero della Sanit?, gli sono indispensabili e quante ore di attivit? di sostegno didattico eventualmente sono necessarie, in particolare per gli alunni con handicap psichico, individuando l'area di prevalente interesse per l'alunno tra quelle umanistica, scientifica o tecnologica.


    In particolare, per le pre-iscrizioni agli istituti tecnici professionali ed artistici il profilo dinamico funzionale deve essere accompagnato da una certificazione dell'ufficio medico legale prodotta a cura della famiglia, da cui risulti la natura dell'handicap e il parere sulla possibilit? di frequenza dei singoli indirizzi o sezioni di qualifica, nonch? di esercizio della eventuale attivit? lavorativa cui l'indirizzo o la sezione di qualifica prepara. A tal fine i capi d'istituto forniranno ogni opportuna collaborazione.


    Qualora per l'iscrizione a questo tipo di istituti il parere della U.S.L. sia negativo, il Preside dell'Istituto secondario superiore convoca i genitori dell'alunno, unitamente al gruppo di lavoro costituito presso l'Istituto, al fine di facilitare un migliore orientamento scolastico dell'alunno.


    In ogni caso, in presenza di parere negativo espresso dalla U.S.L., non pu? essere effettuata alcuna iscrizione agli istituti tecnici, professionali ed artistici.


    4) Iscrizioni


    Le iscrizioni di alunni che documentino la loro situazione di handicap non possono essere rifiutate, salvo quanto previsto dal precedente paragrafo 3 nel caso di parere negativo espresso dalla U.S.L. per la frequenza di istituti di istruzione tecnica, professionale ed artistica.


    Qualora si verifichi un numero di iscrizioni eccedente le capacit? recettive dell'istituto, deve essere data la precedenza a quelle degli alunni con handicap. Risulta in tal senso integrato il punto "f" della C.M. 20 dicembre 1986, n. 364.


    Confermata la pre-iscrizione, alla prima riunione utile del collegio dei docenti, il capo di istituto pone all'ordine del giorno la richiesta di parere di cui alla lett. b) art. 4 del D.P.R. n. 416/74, al fine di individuare la sezione più idonea per l'accoglienza dell'alunno con handicap.


    Effettuata l'assegnazione, il capo di istituto convoca immediatamente il consiglio di classe perchè formuli proposte ai sensi dell'art. 3 del D.P.R. n. 416/74 oltrech? per l'attuazione di un eventuale corso di aggiornamento relativo alle problematiche dell'integrazione scolastica di alunni con handicap, anche per l'impostazione dei piani educativi individualizzati.


    Ai docenti partecipanti al corso spetta l'indennit? gravante sul fondo di incentivazione di cui all'art. 9 del D.P.R. n. 209/1987.


    Possono essere previsti anche corsi destinati al personale non docente della istituzione scolastica impegnata nell'attivit? di integrazione nonch? agli operatori socio-sanitari della U.S.L. e degli Enti locali che collaborano alla stesura e verifica dei piani educativo-riabilitativi individualizzati, con i quali è opportuno concordare specifiche intese.


    Il Capo di istituto chiede altresò che venga posto all'ordine del giorno della prima riunione utile del consiglio di istituto l'insieme delle proposte proprie, del consiglio di classe e del collegio dei docenti, per gli adempimenti di competenza di cui all'art. 6 del D.P.R. n. 416/74, con particolare riguardo ad impegni di spesa per l'acquisto di specifico materiale didattico o strumenti per facilitare l'autonomia e la comunicazione degli alunni con handicap.


    Il Capo di istituto prende altresò contatti con il preside della scuola media di provenienza dell'alunno con handicap al fine di acquisire ogni ulteriore documentazione utile a facilitare l'impostazione di un coerente piano educativo individualizzato e di ottenere la collaborazione dell'insegnante che ha seguito precedentemente l'alunno, con l'apposito nuovo consiglio di classe.


    A tal fine la C.M. 4 gennaio 1988, n. 1 che sar? cura delle SS.LL. trasmettere ai presidi degli istituti secondari superiori, potr? essere applicata, in quanto compatibile, anche alle suddette scuole.


    5) Frequenza, assistenza personale e sostegno


    Va considerato che la Sentenza n. 215/87 della Corte Costituzionale non solo ha determinato la necessit? di una integrazione legislativa in relazione all'inserimento degli alunni con handicap nella scuola secondaria di secondo grado, ma ha anche contestualmente sancito l'obbligo per gli organi competenti di predisporre le condizioni per rendere effettiva l'integrazione degli alunni handicappati nelle predette scuole.


    L'applicazione di tale sentenza, pertanto, in attesa di specifici interventi del legislatore, esige un'integrazione sul piano interpretativo delle disposizioni vigenti mediante l'interpretazione sistematica e quella analogica.


    Sono suscettibili di applicazione analogica le norme di cui all'art. 2 della Legge n. 517/77, art. 7 della legge n. 517/77 e art. 10 della Legge n. 517/77, all'art. unico della Legge n. 360/76, all'art. 14 della Legge n. 270/82 e al comma 13 dell'art. 7 della Legge 22 dicembre 1984, n. 887, ad eccezione delle norme relative al numero degli alunni per classe.


    Le SS.LL. sulla base del profilo dinamico funzionale, provvedono a nominare insegnanti per attivit? di sostegno nei soli casi indicati dal profilo stesso, specie per alunni con handicap psichico e per l'area eventualmente ritenuta di prevalente interesse per gli stessi fra quelle umanistica, scientifica o tecnologica.


    Le SS.LL. utilizzeranno a tale scopo insegnanti specializzati delle dotazioni organiche aggiuntive in servizio presso le scuole secondarie superiori, ovvero, in mancanza, presso le scuole medie, purch? in possesso dei requisiti richiesti per accedere all'insegnamento nella scuola secondaria di II grado.


    Tali utilizzazioni sono disposte sulla base dei criteri previsti dall'O.M. trasmessa con C.M. 12 maggio 1988, n. 134.


    In mancanza, le SS.LL. nomineranno supplenti specializzati attingendo agli elenchi speciali per attivit? di sostegno previsti dalla O.M. 15 ottobre 1985, n. 286 e successive integrazioni in quanto applicabili, con i criteri indicati in precedenza e semprech? gli aspiranti a supplenza siano in possesso dei requisiti richiesti per accedere all'insegnamento nella scuola secondaria di II grado.


    Qualora sussistano ulteriori necessit?, le SS.LL. utilizzeranno insegnanti non specializzati delle dotazioni organiche aggiuntive in servizio presso le scuole secondarie di II grado o, in mancanza, di I grado, secondo i criteri di cui sopra.


    Per tali operazioni, le SS.LL., sulla base delle programmazioni adottate dagli Organi collegiali ai sensi del VI comma dell'art. 14 della Legge n. 270/82, predispongono a livello provinciale un piano di utilizzazione del personale di cui sopra appartenente alle dotazioni organiche aggiuntive e provvedono alle nomine non oltre il 20esimo giorno dall'inizio delle lezioni, in modo che il personale D.O.A. così utilizzato non venga impiegato in altri compiti e possa garantire la continuit? didattica presso la o le classi cui è assegnato.


    Per la migliore utilizzazione degli insegnanti per le attivit? di sostegno, si richiama l'attenzione delle SS.LL. sulla premessa ai programmi dei corsi biennali di specializzazione approvati con D.M. 24 aprile 1986.


    In presenza di alunni con minorazioni fisiche e sensoriali o tali che ne riducano o impediscano l'autonomia e la comunicazione, le SS.LL., all'atto dell'iscrizione, chiedono ai comuni di nominare assistenti e accompagnatori, ai sensi degli articoli 42-45 del D.P.R. n. 616/77.


    Per alunni minorati della vista e dell'udito, le SS.LL., su richiesta dei capi di istituto, qualora questi ne ravvisino la necessit?, possono chiedere ai comuni, anche sulla base delle intese di cui al paragrafo 2, ai sensi del D.P.R. n. 616/77, o alle Amministrazioni Provinciali ai sensi della lettera G n. 3 dell'art. 144 del R.D. n. 383/1934, la nomina di assistenti, segnalati dagli stessi interessati, e, in mancanza, dalle associazioni di ciechi e di sordomuti o delle loro famiglie.


    Possono essere ammessi a svolgere detta funzione di assistenza obiettori di coscienza opranti presso gli Enti locali, d'intesa con il capo d'istituto e le famiglie.


    E' opportuno sottolineare che l'attivit? degli assistenti e degli accompagnatori deve sostanziarsi nella mera traduzione della volont? dell'alunno e in nessun caso quindi deve modificarne il contenuto. A tale scopo il Capo d'istituto provveder? a svolgere ogni opportuna attivit? di coordinamento.


    E' necessario che dette persone siano preventivamente assicurate, con spese a carico dell'ente da cui sono assegnate alla scuola, contro gli infortuni ed il rischio di danni a terzi.


    Resta inteso che gli assistenti e gli accompagnatori non instaurano con l'amministrazione scolastica alcun rapporto d'impiego e, pertanto, rimanendo ad essa estranei, devono, al momento di intraprendere la loro attivit?, esonerare l'amministrazione medesima, con apposita dichiarazione sottoscritta alla presenza del Capo di istituto o di chi ne fa le veci, da eventuali danni che la loro presenza nella scuola potrebbe cagionare a cose, a sò e/o a terzi.


    Il Capo di istituto vigila sul comportamento tenuto dagli assistenti e dagli accompagnatori nell'ambito della scuola, e pu? chiederne l'allontanamento in ogni momento e la sostituzione, sulla base di un'istanza motivata.


    6) Svolgimento dei programmi


    I programmi di tutti gli ordini delle scuole secondarie di II grado sono fortemente tipizzati e tendono al conseguimento di un livello di formazione anche professionale che d? luogo al rilascio di un titolo di studio avente valore legale.


    L'integrazione scolastica di alunni con handicap deve tener conto di ciò: e non pu? quindi limitarsi alla semplice "socializzazione in presenza", ma deve garantire, di regola, apprendimenti globalmente rapportabili all'insegnamento impartito a tutti gli alunni di quel determinato indirizzo di studi.


    Conseguentemente gli alunni con minorazioni fisiche e sensoriali non sono dispensati dallo svolgimento di alcuna parte dei programmi, salvo che non sia necessario far svolgere attivit? equipollenti.


    La rigidit? legale dei curricoli degli Istituti secondari superiori, in mancanza di espressa norma di legge derogatoria, non consente ai docenti un criterio valutativo discrezionale durante la fase terminale del ciclo che si conclude con il rilascio di un diploma avente valore legale.


    Tuttavia, nella fase intermedia, almeno nell'arco del primo biennio, gli alunni con handicap psichico, tenuto conto delle loro potenzialit?, possono svolgere programmi semplificati e diversificati rispetto a quelli dei compagni di classe, concordati nell'ambito del Consiglio di classe.


    Al termine del biennio, ove detti programmi non abbiano consentito il raggiungimento di un livello di preparazione conforme agli obiettivi didattici previsti dai programmi di insegnamento, viene rilasciato agli alunni con handicap psichico un attestato di frequenza che non produce effetti legali e che pu? essere utilizzato per l'accesso alla formazione professionale previe intese dei provveditori agli Studi con le Regioni. Il collegio dei docenti pu? attivare iniziative di sperimentazione ai sensi dell'art. 3 del D.P.R. n. 419/74, per agevolare la migliore organizzazione del servizio scolastico e l'effettivo diritto allo studio. In tal caso l'organo predetto deve predisporre per tempo la documentazione ed il progetto.


    7) Prove scritte, grafiche, scrittografiche, orali e pratiche


    Per lo svolgimento di dette prove sono applicabili, con gli opportuni adattamenti, le norme dettate per gli esami di maturit? dalla C.M. 16 giugno 1983, n. 163, intendendosi esse integrate dalle norme della presente circolare circa l'utilizzazione degli "assistenti". E' opportuno sottolineare che, specie per gli alunni con handicap fisico e sensoriale, l'uso di ausilii offerti dalle moderne tecnologie consente l'effettuazione di dette prove, che possono peraltro essere sostituite da prove alternative ai sensi dell'art. 102 del R.D. n. 653/1925.


    Pu? invece risultare utile consentire per la loro effettuazione tempi più lunghi e lo spostamento in locali diversi dalla classe, nel qual caso è cura del docente interessato predisporre, d'intesa col Capo di istituto, la necessaria vigilanza.


    A tale proposito, in occasione dei corsi di aggiornamento o in altre apposite circostanze è opportuno far conoscere al personale direttivo e docente gli strumenti tecnologicamente più avanzati, quali ad esempio macchine dattilografiche e computer con tastiera espansa, computer munito di scheda di sintesi vocale ed altri, che consentono una sempre maggiore autonomia degli alunni.


    8) Valutazione


    In sede di valutazione finale, il consiglio della classe frequentata da alunni con handicap dovr? stilare una relazione che tenga conto del piano educativo individualizzato e delle notizie fornite da ciascun insegnante.


    Tale relazione dovr? indicare per quali discipline siano stati adottati particolari accorgimenti didattici, quali attivit? integrative e di sostegno siano state svolte, anche eventualmente in sostituzione parziale dei contenuti programmatici di alcune discipline. Sulla base di tutti gli elementi sopra indicati, possono essere predisposte prove valutative differenziate per gli alunni con handicap psichico coerenti con il livello degli insegnamenti impartiti e idonee a valutare il progresso dell'allievo in rapporto con le sue potenziali attitudini e alle finalit? dei programmi complessivi del biennio o del successivo triennio di ciascun ordine di scuola.


    Nessuna valutazione differenziata è ammissibile nei confronti di alunni con handicap fisico e sensoriale, per i quali per? pu? essere consentito l'uso di particolari sussidi didattici appositamente predisposti dai docenti, al fine di accertare il livello di apprendimento non evidenziabile attraverso un colloquio o prove scritte tradizionali.


    9) Osservatorio permanente


    E' istituito presso l'Ufficio studi e programmazione di questo ministero un osservatorio permanente per le problematiche inter-istituzionali e inter-professionali relative all'integrazione di alunni con handicap in ogni ordine e grado di scuola.


    Fanno parte dell'osservatorio funzionari ed esperti dell'Ufficio studi e programmazione delle Direzioni Generali competenti, ispettori tecnici centrali e periferici, rappresentanti delle associazioni di handicappati e delle loro famiglie che documentino un impegno operativo e di studio sulle problematiche seguite dall'osservatorio.


    L'osservatorio ha il compito di seguire anche attraverso rilevazioni statistiche, lo svolgersi del fenomeno di integrazione scolastica e di collegarlo con gli interventi precoci antecedenti la scolarizzazione, siano essi di carattere psicologico e riabilitativo verso i portatori di handicap, siano essi di carattere sociale ed educativo verso le loro famiglie.


    L'osservatorio altresò ha il compito di collegare il fenomeno dell'integrazione scolastica con le problematiche dell'orientamento e della formazione professionale, al fine di facilitare un corretto inserimento lavorativo e sociale dei portatori di handicap.


    A tal fine il Ministero della P.I., in attesa di appositi provvedimenti legislativi, promuove intese con gli altri Ministeri interessati.


    L'osservatorio cura, altresò, studi, ricerche, seminari e convegni, anche d'intesa con organismi culturali.


    Disposizioni finali


    La circolare in oggetto ha carattere sperimentale e provvisorio, dovendo far fronte alle novit? introdotte dalla sentenza della Corte Costituzionale Sentenza n. 215/87 ed in attesa, come si è detto, di specifiche norme legislative.


    Le SS.LL. vorranno inviare la presente circolare alle scuole di ogni ordine e grado dandone la massima diffusione.
    la felicità non è avere il meglio di tutto ma trarre il meglio da tutto quello che si ha!
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  8. #7
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    http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2009/allegati/pr ot4274_09_all.pdf


    dovresti leggere tutte le linee guida perchè possono essere molte utili, in particolare questo credo sia inerente la tua domanda iniziale
    1.1. Leadership educativa e cultura dell?integrazione
    Il Dirigente scolastico è il garante dell?offerta formativa che viene progettata ed
    attuata dall?istituzione scolastica: ciò riguarda la globalit? dei soggetti e, dunque, anche
    gli alunni con disabilit?.
    Il Piano dell?Offerta Formativa (POF) è inclusivo quando prevede nella
    quotidianit? delle azioni da compiere, degli interventi da adottare e dei progetti da
    realizzare la possibilit? di dare risposte precise ad esigenze educative individuali; in tal
    senso, la presenza di alunni disabili non è un incidente di percorso, un?emergenza da
    presidiare, ma un evento che richiede una riorganizzazione del sistema già individuata
    in via previsionale e che rappresenta un?occasione di crescita per tutti.
    13
    L?integrazione/inclusione scolastica ?, dunque, un valore fondativo, un assunto
    culturale che richiede una vigorosa leadership gestionale e relazionale da parte del
    Dirigente Scolastico, figura-chiave per la costruzione di tale sistema. La leadership
    dirigenziale si concretizza anche mediante la promozione e la cura di una serie di
    iniziative da attuarsi di concerto con le varie componenti scolastiche atte a dimostrare
    l?effettivo impegno del Dirigente e dell'istituzione scolastica in tali tematiche (come per
    esempio corsi di formazione, programmi di miglioramento del servizio scolastico per gli
    alunni con disabilit?, progetti, iniziative per il coinvolgimento dei genitori e del
    territorio, costituzioni di reti di scuole per obiettivi concernenti l?inclusione,
    partecipazione agli incontri di GLHO, istituzione del GLH di Istituto, favorire la
    continuit? educativo-didattica, programmi di miglioramento del servizio scolastico per
    gli alunni con disabilit?, partecipazione alla stipula di Accordi di programma a livello
    dei piani di zona, di cui all?art 19 L.n. 328/00, direttamente o tramite reti di scuole,
    ecc.).
    L'autonomia funzionale delle istituzioni scolastiche ha ridotto il peso delle
    indicazioni normative ed istituzionali, favorendo una maggiore discrezionalit?
    nell'elaborazione della progettazione educativa rivolta al successo formativo di tutti gli
    alunni. Tale dimensione richiede per? un buon livello organizzativo, inteso come
    definizione di una serie di ?punti fermi?, definiti sulla base di principi garantiti per
    legge, entro i quali sviluppare la progettualit? aperta della scuola autonoma.
    Il contributo del Collegio dei docenti e del Consiglio di istituto deve assicurare
    l'elaborazione del Piano dell'Offerta Formativa che descrive, fra l'altro, le decisioni
    assunte in ordine all'integrazione scolastica. Il Dirigente ha il compito di rendere
    operative tali indicazioni, che ha condiviso con gli Organi collegiali, con proprie azioni,
    finalizzate all'attuazione del Piano in questione. Resta fermo il ruolo del Dirigente come
    stimolo, promotore di iniziative e di attivit? educative, anche alla luce della
    responsabilit? dirigenziale in ordine ai risultati del servizio di istruzione.
    Per la realizzazione operativa delle attivit? concernenti l'integrazione scolastica, il
    Dirigente Scolastico pu? individuare una figura professionale di riferimento (figura
    strumentale), per le iniziative di organizzazione e di cura della documentazione, delle
    quali tale figura è responsabile e garante.
    In via generale, dunque, al Dirigente scolastico è richiesto di:
     promuovere e incentivare attivit? diffuse di aggiornamento e di formazione
    del personale operante a scuola (docenti, collaboratori, assistenti) anche
    tramite corsi di aggiornamento congiunti di cui all?art 14 comma 7 L.n.
    104/92, al fine di sensibilizzare, informare e garantire a tutte le
    componenti il conseguimento di competenze e indispensabili ?strumenti?
    operativo-concettuali (per intervenire sul contesto e modificarlo);
     valorizzare progetti che attivino strategie orientate a potenziare il processo
    di inclusione;guidare e coordinare le azioni/iniziative/attivit? connesse con le procedure previste dalle norme di riferimento: presidenza del GLH d?istituto,
    formazione delle classi, utilizzazione degli insegnanti per le attivit? di
    sostegno;indirizzare l?operato dei singoli Consigli di classe/interclasse affinch?
    promuovano e sviluppino le occasioni di apprendimento, favoriscano la


    partecipazione alle attivit? scolastiche, collaborino alla stesura del P.E.IEdited by: mammamarina
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  9. #8
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    anche questo è un be documento da cui trarre informazioni , chiedo scusa alla redazione ma non posso postarlo interamente


    http://www.csalaquila.it/integrazion...3%A0_2007/cd_v ademecum/vademecum.pdf
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  10. #9
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    Ciao mammamarina, ti vedo come sempre super documentata, ma per essere molto pratici, io come mamma di bambina diversamente abile che frequenta la scuola x posso andare dal dirigente e richiedere che venga istituito il GLH di istituto?


    Grazie per ogni risposta preziosa!



  11. #10
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    se ti stampi anche le linee guida e le circolari nonavranno alcuna possibilit? per opporsi


    CHIEDI X SCRITTO FACENDO PROTOCOLLARE la tua richiesta chiedendo sia istituito il GLH (gruppo lavoro handicap)


    ai sensi della legge 104/92 ARTICOLO 15 E alle


    LINEE GUIDA PER L'INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI CON DISABILT?
    Una progettazione educativa che scaturisca dal principio del diritto allo studio e
    allo sviluppo, nella logica anche della costruzione di un progetto di vita che consente
    all'alunno di ?avere un futuro?, non pu? che definirsi all'interno dei Gruppi di lavoro
    deputati a tale fine per legge. L'istituzione di tali Gruppi in ogni istituzione scolastica ?
    obbligatoria, non dipendendo dalla discrezionalit? dell'autonomia funzionale
    . Per tale
    motivo il Dirigente Scolastico ha l'onere di intraprendere ogni iniziativa necessaria
    affinch? i Gruppi in questione vengano istituiti, individuando anche orari compatibili


    per la presenza di tutte le componenti chiamate a parteciparvi.


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  12. #11
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    Lo presenter? domani stesso ed invito tanti di noi a fare altrettanto, perchè non c'è niente di peggio di un diritto non attuato per la "distrazione" di qualcuno.


    Grazie ancora mammamarina!



  13. #12
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    Non ho trovato scritto ma mi sembra di aver letto una volta che il GLH di inizio anno deve essere fatto entro il mese di novembre. Mi ricordo male oppure da qualche parte è scritto?
    Giancarlo



  14. #13
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    Macch? mistero .....





    crik cosa hai fatto per il glh?


    Esiste da tantissimi anni da noi.


    Io ho preteso che ci fosse la componente genitoriale nelle scuole elementari (NON ESISTEVA) e poi noi genitori delle elementari quando siamo andati alle medie abbiamo fatto lo stesso.


    Esiste ....il primo si è fatto il 30 di ottobre.


    Bisogna imporsi per farlo introdurre dove ancora NON ESISTE!!!


    Vari progetti che abbiamo proposto POI negli anni sono stati attuati...per esempio: è appena terminato il progetto sull'autonomia dei disabili....qualcosa come una ventina di ore dove i ragazzi disabili a gruppetti sono andati in giro per il quartiere a comprare, a vedere le varie fermate dei bus, a chiedere informazioni ai passanti sempre sotto l'occhio attento di insegnanti tutor.....


    Ma non solo questo ...........Edited by: nutella1
    senza ali tu lo sai...non si vola.



  15. #14
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    Stavo riguardando la mia cartella del glh d'Istituto la riunione si è fatto il 30 di settembre ........gli stanziamenti per i progetti erano tutti a livello regionale...una delibera la 51/7 era per la dispersione scolastica e la disabilit?.....


    Comunque ogni Regione d? finanziamenti SOLO per gli alunni disabili..


    Nelle riunioni di glh d'istituto si parla di dotazioni organico di sostegno e supporto educatori scolastici forniti dal Comune di residenza dell'alunno (che non copre gli alunni disabili provenienti da altro comune di residenza)....si parla in generale dei progetti per aiutare i disabili tipo NUOTO ecc. - Noi facciamo le votazioni per i progetti che riteniamo più utili ai nostri ragazzi.


    Alla prima riunione si invitano tutti i genitori dei ragazzi ....?


    POI ALLA FINE SIAMO SEMPRE GLI STESSI.......peccato perchè non presentandosi gli altri genitori NOI noi possiamo aiutare i loro ragazzi perchè per la storia della privacy la scuola NON E' TENUTA a darci i loro recapiti telefonici.


    Peccato perchè così NON SI pu? fare un buon lavoro e noi GENITORI RAPPRESENTANTI DEGLI ALUNNI DISABILI di questo siamo consapevoli....il nostro è un lavoro un p? monco...ma con il tempo speriamo che le persone siano più partecipi.


    Alle riunioni NON SI PARLA del singolo disabile per quello c'è il GLH Operativo che ospita tutte le figure che lavorano in squadra appunto come succitato SOLO PER IL SINGOLO.
    senza ali tu lo sai...non si vola.



  16.      

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