<DIV =smallfont>La Corte dei Conti non potr? più procedere contro i birbaccioni. </DIV>
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<DIV id=post_message_23246022>Un altro regalo fatto ai delinquenti da questo governo di xxxxxxxxx

Conti più corti per la Corte dei Conti.
La Corte dei conti non potr? più procedere contro servitori dello Stato sospettati di aver favorito la mafia, uomini in divisa accusati di violenza sessuale e dipendenti assenteisti. Lo prevede una norma inserita nel decreto Berlusconi che mette un bastone fra le ruote della magistratura contabile, che non potr? più chiedere risarcimenti per il danno d?immagine procurato all?ente pubblico da un amministratore, da un burocrate o da un impiegato infedele.

La norma, contenuta nel provvedimento sullo scudo fiscale che modifica una legge approvata a luglio, prevede che la Corte dei conti, per chiedere un risarcimento per danno all?immagine dell?amministrazione pubblica, dovr? attendere la pronuncia definitiva della giustizia ordinaria.

Non solo. Viene ridotto anche il numero dei reati perseguibili. Rimangono la corruzione, la concussione e il peculato, ma vengono esclusi il concorso esterno in associazione mafiosa, la violenza sessuale e la truffa.

In termini pratici sar? più facile dover rispondere del furto di un posacenere in ufficio piuttosto che di un?accusa di agevolazione di organizzazione criminale.



Fra i primi beneficiari della norma governativa l?ex superpoliziotto Bruno Contrada, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e recentemente citato in giudizio dalla magistratura contabile che gli ha chiesto 150 mila euro di risarcimento.


Anche il fascicolo che riguarda il senatore condannato per favoreggiamento di indagato per mafia Tot? Cuffaro ? diventato inutile. La Corte avrebbe atteso la sentenza definitiva per decidere se procedere per danno d?immagine nei confronti dell?ex governatore siciliano condannato in primo grado a 5 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

Anche l?ex capo della squadra mobile Ignazio D?Antone, condannato per lo stesso reato di Cuffaro, riuscir? ad evitare di pagare 150 mila euro che la Corte dei conti gli chiede.

Niente 10 mila euro di risarcimento anche per un secondino del carcere di Caltanissetta che costringeva 2 detenuti a rapporti sessuali.


Lo scudo fiscale, insomma, è di fatto scudo per pubblici ufficiali indagati dalla Corte dei conti. Il viceprocuratore generale Gianluca Albo, il 18 settembre scorso, ha presentato una eccezione di legittimit? costituzionale.

Chi vivr? vedr?. Per ora niente risarcimenti.



Fonte: http://danielemartinelli.it/ </DIV>