Cookie Policy Privacy Policy Info per conto di un lombardo



Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    MEMBRO ONORARIO
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Messaggi
    27,627
    Thanked: 50

    Predefinito

    Oggi su un altro forum di tutt'altro genere ho "raccolto" il grido di rabbia di un ragazzo lombardo (esattamente di San Pellegrino), la cui madre è affetta da un disturbo bipolare, che non è più trattabile farmacologicamente.

    Siccome non riescono più a gestirla, lui e il fratello hanno chiesto di ricoverarla in una struttura attrezzata. La mamma ha 60 anni, prende la pensione e l'accompagnamento, e le assistenti sociali hanno trovato un posto in una struttura, ma con retta a loro carico, sono 64 euro al giorno e ovviamente non bastano pensione , accompagnamento e anche i figli non ce la fanno...

    Qualcuno ha qualche suggerimento a chi pu? rivolgersi, se avete qualche dritta da darmi...Intanto gli ho detto di vedere il LEDHA...

    Claudio


  2.      


  3. #2
    MEMBRO ONORARIO
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Località
    Italy
    Messaggi
    14,450
    Thanked: 15

    Predefinito

    ? una struttura privata? perchè se? pubblica o è convenzionata con l'Ente pubblico devono tenere conto solo del reddito della signora .normalmente in questi casi i "dindi" li mettono al 50% la sanit? e l'altro 50% l'utente o il comune se l'utente non ha redditi propri con cui pagare,che poi spesso i Comuni se ne infischino delle leggi è un'altro discorso
    la felicità non è avere il meglio di tutto ma trarre il meglio da tutto quello che si ha!
    http://tiraccontoclaudia.blogspot.com/

    www.claudiabottigelli.it



  4. #3
    MEMBRO ONORARIO
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Messaggi
    27,627
    Thanked: 50

    Predefinito


    Gli hanno detto che loro pagano le terapie e la retta invece è a carico dell'utente...

    Immagino che sia una convenzionata...



    Edited by: buasaard
    Claudio



  5. #4
    MEMBRO ONORARIO
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Località
    Italy
    Messaggi
    14,450
    Thanked: 15

    Predefinito



    ma loro chi? le terapie le paga L'ASL, e la quota assistenzialese la persona non ha redditi sufficienti il Comune ,dovrebbero chiedere in forza di quale legge o normativa secondo loro dovrebbero pagare,comunque è un comune in provincia di Bergamo , credo sia questo


    http://www.enit.it/comuniris.asp?lang=IT&id=1486


    devono consultare LEDHA certamente , che conoscendo le normative regionali e provinciali dovrebbere riuscire a essere d'aiuto . comunque bisognerebbe conoscere la struttura in cui è ricoverata e prima di firmare un accordo di ricovero leggano bene .


    questa è la legge a cui appellarsi intanto.


    legge 328/2000


    http://www.parlamento.it/parlam/leggi/00328l.htm


    articolo 6


    4. Per i soggetti per i quali si renda necessario il ricovero stabile presso strutture residenziali, il comune nel quale essi hanno la residenza prima del ricovero, previamente informato, assume gli obblighi connessi all'eventuale integrazione economica.


    articolo 25
    (Accertamento della condizione economica del richiedente)
    1. Ai fini dell'accesso ai servizi disciplinati dalla presente legge, la verifica della condizione economica del richiedente è effettuata secondo le disposizioni previste dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, come modificato dal decreto legislativo 3 maggio 2000, n. 130.


    la felicità non è avere il meglio di tutto ma trarre il meglio da tutto quello che si ha!
    http://tiraccontoclaudia.blogspot.com/

    www.claudiabottigelli.it



  6. #5
    MEMBRO ONORARIO
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Messaggi
    27,627
    Thanked: 50

    Predefinito

    Grazie Marina
    Claudio



  7. #6
    MEMBRO ONORARIO
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Località
    Italy
    Messaggi
    14,450
    Thanked: 15

    Predefinito

    <H2 =c&#111;ntent-title>http://m.aipsimed.org/node/1048</H2>
    <H2 =c&#111;ntent-title>? illegittimo chiedere ai familiari di coprire i costi dell?accoglienza. Il Tar condanna il Comune</H2>


    Il Comune di Milano dovr? restituire quanto ha incassato fino a questo momento


    MILANO. Giuseppe ha trent?anni e una grave forma di disabilit?. Dal 2004 vive in una struttura del Comune: un servizio che non è pagato interamente dall?amministrazione, anzi. Giuseppe versa 530 euro al mese di retta, i suoi genitori, pensionati con un reddito annuo di 36mila euro, ne pagano altri 1.193 al mese, 22mila l?anno. Visite specialistiche - non rare - a parte. Il Comune sostiene meno del 10 per cento delle spese per il ricovero del ragazzo. Un provvedimento, quello di Palazzo Marino, ?gravemente contraddittorio, non potendosi altrimenti comprendere quale funzione assistenziale dovrebbe svolgere il Comune rispetto a tali soggetti svantaggiati?, dicono chiaramente i giudici del Tar Lombardia. Perch? sono leggi nazionali a stabilirlo: ogni riferimento ai familiari come soggetti obbligati ad intervenire nel pagamento delle rette è privo di fondamento. La condanna del Tar per l?amministrazione è arrivata due settimane fa: la sentenza dice che la quota chiesta negli ultimi quattro anni ai genitori di Giuseppe è illegittima, quindi va abolita e il Comune dovr? anche restituire quanto incassato finora.
    Quella di Giuseppe fa il paio con un?altra sentenza, pronunciata lo stesso giorno dal Tar sempre contro il Comune di Milano e che annulla il provvedimento emesso dal Settore anziani e strutture residenziali nel maggio del 2006 nei confronti di un disabile permanente. In quel caso il Comune aveva deciso di incamerare quasi l?intero ammontare della sua pensione di inabilit? e dell?assegno di invalidit?, lasciandogli a disposizione solo 155 euro al mese per qualsiasi altra sua necessit?.
    ?Due successi che affermano il diritto delle persone con disabilit? di poter pagare il giusto?, commenta Giovanni Merlo, segretario della Ledha, la lega di associazioni che tutelano i diritti delle persone con disabilit?. Perch? il tribunale amministrativo non si è limitato a stabilire l?infondatezza delle richieste del Comune, ma ha anche ribadito che le deliberazioni delle giunte milanesi (da Formentini in poi) sono in netto contrasto con la normativa nazionale, ovvero con il decreto legislativo 109 del ?98. Sono provvedimenti ?gravemente viziati per contraddittorietà e in contrasto con i principi fondamentali dell?ordinamento?. Ma non è solo Milano e non sono solo i centri residenziali fuorilegge: ?? una vera emergenza, anche per i centri diurni - spiega l?avvocato Francesco Trebeschi, che rappresenta i genitori di Giuseppe - : è un problema di mentalit? del sistema lombardo che rende proibitivo l?accesso a servizi indispensabili, penalizzando così due volte le famiglie?.
    A partire da queste due sentenze la Ledha vuole riprendere un confronto con il Comune di Milano e con le altre amministrazioni comunali, tante, che utilizzano gli stessi parametri, ?per porre rimedio - spiega Merlo - alla situazione di grave disagio delle persone con disabilit? e delle loro famiglie che da troppo tempo non trova risposta?. (La Repubblica del 22/02/08)
    <DIV =fivestar-static--item></DIV>
    la felicità non è avere il meglio di tutto ma trarre il meglio da tutto quello che si ha!
    http://tiraccontoclaudia.blogspot.com/

    www.claudiabottigelli.it



  8.      

Informazioni Discussione

Utenti che Stanno Visualizzando Questa Discussione

Ci sono attualmente 1 utenti che stanno visualizzando questa discussione. (0 utenti e 1 ospiti)

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •