Cookie Policy Privacy Policy mi piacerebbe conosce l’amima gemella - Pagina 4



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Risultati da 61 a 80 di 206
  1. #61
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    ceto che siete veramente brillanti e intelligenti ora capisco perche le ragazze scappano appena vi conoscono.


    Buona vita a tutti.


  2.      


  3. #62
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    domani parto si va a parigi..ci sentiamo presto scrivete quando rientro leggero' e rispondero' promesso.. ciao ciao



  4. #63
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    Mareblu se, come dice Bimbo, non sei laureta,
    seguendo il tuo filo logico, perchè mai un laureato dovrebbe trovarti interessante, dal momento che tu poni come condizione necessaria all'innamoramento una laurea?

    lo sapeai bene ..., i sentimenti non si insegnano in un'aula di universit?...

    detto ciò passo ad augurarti buone ferie e, mi auguro che tu possa rivedere le tue idee circa le nuove conoscenze perchè, in tal modo, limiti parecchio le tue possibilit? di conoscere persone degne di esserlo.

    hola hola!Edited by: Blackout
    Il dolce non è così dolce senza l\'amaro...



  5. #64
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    eheheh ma io scherzavo non so se e' laureata o no... ma davvero penso proprio di no



  6. #65
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    .., beh, tutt'alpiù sar? lei a smentirti, allora

    il mio intervento non era certo volto a capire se lo fosse oppure no, ma ad esprimere la mia idea su quanto io trovi limitante ed oltretutto superficiale il voler "selezionare" le persone a seconda del titolo di studioEdited by: Blackout
    Il dolce non è così dolce senza l\'amaro...



  7. #66
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    Citazione Originariamente Scritto da bimbo_2out
    eheheh ma io scherzavo non so se e' laureata o no... ma davvero penso proprio di no


    Anch'io penso proprio di no
    Non voglio che tu sia il mio sogno ma la realtà dei miei sogni.



  8. #67
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    Citazione Originariamente Scritto da mareblu'
    domani parto si va a parigi..ci sentiamo presto scrivete quando rientro leggero' e rispondero' promesso.. ciao ciao

    vai a Parigiàe c'è lo dici cosi'?



  9. #68
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    scusa eh aspetta te lo dico coli' o cola fai te...valigia pronte vorrei che leggesse questo lo trovo interessante speriamo anche chi lo leggera'...buon viaggio a me spiacenti per voi..http://www.uildm.org/gruppodonne/privacy/persona.shtml





    Nella vita pu? accadere che, per differenti ragioni, si inibiscano emozioni e sentimenti nel tentativo di difendersi da eventi quotidiani vissuti spesso come una minaccia, o perchè si ritiene quella certa emozione, o quel sentimento, sconvolgenti per il proprio equilibrio psico-fisico. Pertanto non si pu? ignorare o sottovalutare il fatto che ogni "ferita organica", a sua volta legata a quella del se', incida in maniera diversa sulla formazione dell'identit? sessuale e di genere. Quindi le trame della nostra vita sono in grado, al momento in cui si presentano, di modificarne anche il percorso.


    Il discorso e la realt? stessa della sessualit? sono un tema di cui si è a lungo discusso quasi sottovoce, una problematica rimossa anche dagli addetti ai lavori, in ciò autorizzati da una tradizione che ha sempre negato il diritto all'handicappato ad avere una vita anche sessuale, dimenticando come la pulsione sessuale sia una delle spinte primarie di ogni essere umano. Queste valutazioni suscitano tuttora nelle persone reazioni destabilizzanti proprio per quella portata di irrisolto che coinvolge ogni cosa riguardante la sfera dei sentimenti e della loro rappresentazione. Queste situazioni sono più difficili da gestire da parte di una persona con handicap psichico che non ha la possibilit? di sublimare le pulsioni spontanee, che quindi possono emergere in maniera dirompente. O da coloro che quotidianamente si confrontano e si scontrano con queste problematiche e con la difficile percezione che la persona disabile riesce a dare di sò.


    La presenza di una persona, rispetto alla tipologia del suo handicap, porta, nella relazione con gli altri, una molteplicit? di timori, imbarazzi e barriere imputabili a una serie di fattori socio-culturali che incidono negativamente sulla costruzione di rapporti personali, tra persone disabili e non, basata su momenti quotidiani vissuti e rappresentati dall'incontro, dall'innamoramento e dall'amore. Infatti, la dipendenza dai familiari ed il loro investimento fatto di affettivit? e dedizione totale, e la carenza protratta di stimoli esterni, procurano nella persona disabile un evidente isolamento sociale, ed una scarsa autostima, con vissuti negativi riguardo la proprio corpo ed alla sua privacy. Se tali condizionamenti perdurano nel tempo certamente non aiutano le persone con disabilit? a sviluppare incontri, sensibilit? e relazioni affettive differenti.


    Questi i momenti decisivi che occorre recuperare in un progetto realmente finalizzato all'integrazione. Cosò come occorre focalizzare la presenza di numerosi pregiudizi che inducono ancora molte persone a pensare e considerare il portatore di handicap come un "bambino senza sesso", dentro un corpo che non matura e non diventa adulto in quanto "legato", nelle varie fasi della vita, alle esigenze primarie. Pregiudizi che addirittura portano, in alcuni casi, a considerare come individuo dai comportamenti perversi la persona disabile che manifesti apertamente, e senza controllo, certi naturali bisogni.


    In genere esiste una certa difficolt? ad interpretare questi comportamenti che, nel momento in cui vengono agiti, diventano veramente trasversali alle differenti tipologie di handicap. Si assiste nelle altre persone alla nascita di atteggiamenti ostili e di paura nei confronti del manifestarsi di una sessualit? che, uscendo dalla norma, viene vissuta come "istintuale", "diversa", pertanto ingestibile e quindi da "interdire".


    Ulteriori incomprensioni e maggiori resistenze nel potersi esprimere riguardano i desideri legati alla sfera dei sentimenti ed alla loro rappresentazione. In questo caso è il desiderio dell'altro che consente di uscire dalla propria clausura.


    Tutto ciò va a rafforzare le "difficolt?" ad accettare la propria condizione fisica e il suo coinvolgimento in un eventuale incontro amoroso.
    <H4>Quali sono le paure più diffuse?</H4>


    Sicuramente quella di non apparire attraenti, di non potersi proporre e quindi di essere rifiutati, abbandonati e di sentirsi sessualmente inadeguati. O, ancora, la paura sempre presente dei condizionamenti indotti dalla famiglia iperprotettiva che sperimenta vissuti di sofferenza, di infelicit? e di minorazione. Si ha l'impressione che i familiari abbiano dei blocchi a vivere momenti felici e a concedersi piacere a vicenda. Queste sono alcune delle barrire emotive e mentali che tutti quanti, abili e non, in qualche misura sperimentiamo nel corso della vita, ma che, dalle persone portatrici di un handicap grave, vengono sentite e vissute attraverso azioni ripetute di isolamento e di rifiuto.


    Queste emozioni affettive così contrastanti traggono alimento da una auto-immagine negativa e da "vissuti" interiori deprimenti e mai espressi. Si tratta di ansie ed insicurezze che ampliandosi a vicenda possono radicarsi, e portare, con la messa in atto di meccanismi aggressivi e di difesa, ad una più profonda e generale "paura dell'intimit? e della relazione".


    Analoghe esperienze possono essere vissute da coloro che diventano partner di persone con handicap. Basti pensare alle difficolt? di una difficile "presa in carico", a quella di un legame affettivo di coppia che, con il trascorrere del tempo, pu? diventare ingestibile. In tali situazioni l'interruzione del rapporto o un'eventuale fuga possono creare senso di colpa e paura di "fare soffrire". Un'altra situazione che si pu? verificare è quella in cui, in modo più pesante rispetto ai casi appena descritti, il partner con disabilit? è danneggiato da un comportamento sessuale inadeguato.


    E' necessario affrontare queste situazioni utilizzando un antidoto che pazientemente agisca nella relazione in modo da mettere in fila consapevolezza, fiducia ed esperienza. Solo in questo caso il rapporto con la dimensione affettiva e relazionale del corpo del partner pu? diventare un momento di integrazione dinamica in continuo mutamento. C'? tutto un percorso che parte dal potersi sentire bene nella propria pelle, vivere il proprio corpo, giocare con le sue parti e le sue funzioni, tanto nell'esperienza autoerotica, quanto nell'immagine che ce ne facciamo. Questa ricerca pu? diventare allora un'eccellente propedeutica. Un primo passo per essere emotivamente disponibili, arrivare a sviluppare conoscenze e condividere esperienze intime con un'altra persona.


    Altra barriera significativa, che condiziona una buona integrazione alla scoperta della propria fisicit?, è rappresentata da quelle "limitazioni" che creano notevoli difficolt?, fino ad arrivare all'impedimento del rapporto sessuale. Per comprendere la natura del fenomeno occorre tenere presente che la risposta sessuale vissuta dalla persona, sia essa disabile o no, è costituita dal desiderio in quanto scarto e trasgressione, dall'eccitazione e dall'orgasmo. Essa è assicurata da fattori bio-somato-psichici che sono presenti e si integrano fra loro in armonia. Talvolta alcune personali, e spesso infondate, teorie relative all'handicap, alla sessualit? e alla sofferenza in genere inducono a rinunciare, o comunque a non investire abilit? e risorse sulle possibilit? di aprire nuove ricerche e prospettive di buone prassi educative circa la vita affettiva e sessuale delle persone con disabilit?. Ci? di fatto ostacola la realizzazione di importanti mandati evolutivi previsti e presenti nel patrimonio genetico.


    I pregiudizi nei confronti delle possibilit? di queste persone di mettersi in gioco, così come la visione spesso distorta e stereotipata della componente relazionale, spinge alcuni a credere che per molti l'esperienza genitale sia poco adatta e quindi scarsamente importante.


    Fare l'amore non significa soltanto avere un rapporto coitale o provare il piacere genitale, ma è anche, e soprattutto, poter condividere una serie di possibili percezioni, sensazioni, emozioni e significati che si è capaci di accogliere e di trasmettere ad un'altra persona. Vi sono maniere differenti di scambiarsi gesti e slanci amorosi. Molte persone, disabili e non, conoscono, apprezzano e vivono questo aspetto della sessualit? fatto di carezze, di toccamenti e contatti. Un aspetto dove baciarsi certe zone erogene del corpo altamente sensitive diventa lo spazio ludico in cui incontrarsi e scoprire insieme l'eccitazione e anche l'orgasmo. E' in queste aree del corpo e della mente che, quando è possibile, vengono evocate fantasie, immagini e sensazioni tutte ricche di significati differenti e pronte a farsi storia.


    All'interno di un legame affettivo occorre poter valutare quali possono essere i segnali e le vie per sperimentare e provare, anche in maniera inquietante, le manifestazioni della propria sessualit?, così come i modi immaginari di viverla. Gli stessi genitori di soggetti handicappati possono ritrovare, in un rapporto sessuale soddisfacente, un modo per poter uscire dalla sofferenza, e trasmettere questa loro felicit? al figlio/a nella sua difficile ricerca di un equilibrio relazionale e di coppia. Solo in questo modo è possibile leggere i comportamenti delle persone e la loro disponibilit? ad aprirsi al dialogo, al cambiamento verso mondi, siano essi di appartenenza abile o disabile, nel tentativo altrettanto complesso di dare e poter ricevere amore.


    Vorrei concludere con una riflessione di un amico disabile:


    "Attraverso la danza-contact riesco ad avere delle emozioni che ho dentro e che fino ad ora non ho mai potuto manifestare. Infatti questa attivit? mi d? la possibilit? di poter toccare le diverse parti del mio corpo e quello di un'altra persona. E' uno dei tanti desideri che purtroppo ho dovuto congelare in questa mia vita da disabile. Quindi il fatto di premere, sentire e abbracciare un altro essere umano, specialmente se è una donna, scarica e libera in me quel desiderio represso di dare ed avere un contatto fisico, un rapporto affettivo e sessuale con una ragazza.


    Quante volte ho immaginato di essere in un bosco in compagnia di una bella donna e di camminare fra gli alberi, arrotolarmi con lei tra le foglie colorate, correre, abbracciarla e fare la lotta, e dopo magari anche l'amore.


    Devo ringraziare la mia partner di danza con la quale mi trovo molto bene, e mi sento a mio agio, per il motivo che lei riesce a trasmettermi, senza troppi timori e imbarazzi, delle sensazioni meravigliose che sono scontate per quelli che hanno la fortuna di averle già provate, ma non per me che le sto ancora cercando. Come, per esempio, durante la danza quella di appoggiare la testa sulle mie gambe, oppure mettere la sua schiena fra le mie braccia: impressioni che in quegli istanti mi hanno regalato una stupenda ed infinita gioia di vivere".


    E di una amica:


    "A me piacciono molto gli abbracci, anche se ne ricevo pochi. C'? un amico che, quando non mi vede da qualche tempo, mi viene incontro e prima mi tira su, mi fa fare una giravolta e poi mi abbraccia forte. Credo che questa sensazione che provo dentro di me sia grande perchè il mio corpo sta meglio, provo un senso di benessere, di affetto, perchè so che è sincero e questo fa bene al cuore. Il contatto con le persone mi trasmette dolcezza e tranquillit?. Per me è molto importante, specialmente nel mondo in cui viviamo c'è bisogno di un po' di abbracci".


    Siamo diverse perchè siamo disabili, siamo diverse perchè siamo persone.</TD>



  10. #69
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di miooim
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    uaooo...mi porti con te... voglio venireeeeeee


    .... a parigi...
    sn un baleniere, dico sempre ciò che mi balena in testa



  11. #70
    Junior Member L'avatar di max585
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    no no mareblu sono io che scappo appena vedo una donna qui, poi spiacente sono benestante anch'io e cerco una donna povera non ricca.



  12. #71
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    anch'io scappo troppe delsioni...



  13. #72
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    ..sei tornata da parigi, o ancora devi scappare?
    sn un baleniere, dico sempre ciò che mi balena in testa



  14. #73
    Junior Member L'avatar di max585
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    no mio si sta fermando un pochetto qui ,poi scappa.



  15. #74
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    tornatada parigi.. ipariginisono fantascici che sciarm, altro che italiani....eh eh



  16. #75
    Junior Member L'avatar di max585
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    sei stata un giorno??????????? e in un giorno dici che i francesi so meglio degli italiani??????????? guarda gli italiani a letto conn le donne sono i numeri 1 .



  17. #76
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    i maschi italiani sono solo parole...



  18. #77
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    ...probabilmente quelli che conosci tu
    Il dolce non è così dolce senza l\'amaro...



  19. #78
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    Citazione Originariamente Scritto da mareblu'
    i maschi italiani sono solo parole...

    magari fosse così, la parola è importantisima


    ricorda che ai tempi solo la poesia resiste, mentre il ricordo di un atto fisico si stempera e si confonde con tanti altri ricordi


    cmq anche io rilevo la sufficenza della richiesta, accostare aspirazioni caratteriali o emotive ad una condizione materiale o sociale quale il possesso della laurea inficia i presupposti precedenti


    mare, lascia stare e dai retta al caso, magari ti mette davanti proprio un laureato


    roberto


    ah giusto tutto questo a mio parereEdited by: bai
    volete far fruttare i vostri risparmi?
    piantate alberi di noce, farete ricchi voi e altri



  20. #79
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    Citazione Originariamente Scritto da mareblu'
    i maschi italiani sono solo parole...

    puo' essere ,infatti giudico in base a quelli che conosco....



  21. #80
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    Citazione Originariamente Scritto da mareblu'

    Citazione Originariamente Scritto da mareblu'
    i maschi italiani sono solo parole...

    puo' essere ,infatti giudico in base a quelli che conosco....
    ? proprio per questo che io ti suggerisco di non porre limiti o condizioni alle persone che conosci e conoscerai, Mareblu'

    Sai, non tutti gli italiani sono solo parole e niente altro..., come, del resto, non tutti i laureati sono necessariamente migliori amanti sopra i non laureati...
    Il dolce non è così dolce senza l\'amaro...



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