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Discussione: E’ vero...

  1. #1
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    Una mia amica mi ha detto che la lega a favore dell'Handicap far? una dimostrazione a Napoli perchè con la nuova finanziaria vogliono fare in modo che l'accompagnamento costituisca reddito. E' una notizia vera? Qualcuno ne sa qualcosa? Sarei lieta di sapere qualcosa a riguarda da parte di vopi amici di "Disabili.com". Un salutone ruama2


  2.      


  3. #2
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    vogliono contare l'indennit? tra i redditi oppure mettere un limite di reddito per poter avere l'indennit?
    la felicità non è avere il meglio di tutto ma trarre il meglio da tutto quello che si ha!
    http://tiraccontoclaudia.blogspot.com/

    www.claudiabottigelli.it



  4. #3
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    Mammamarina, si parlava di rendere l'acompagnamento reddito, ma da quello che ho capito la mia amica ha capito molto male. La nuova finanziaria cercher? di toglierci qualcosa ( a noi fanno i tagli a chi ha le barchette (???) a mare no... Che ci vuoi fa. Comunque credo proprio che sia stato un disguido, certo è che mi sono un po allarmata. Finiremo proprio sotto i ponti se non ci facciamo sentire. Quardate questo articolo. la finanziaria non fa NIENTE PER NOI e vorrebbe pure toglierciò Possibile non poterci ribellare? Ma siamo proprio feccia? Ciao Mammamarina un bacione ruama
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    <DIV style="WIDTH: 398px; HEIGHT: 29px" ="titolo">
    Finanziaria 2009. Ignorata la disabilit? in genere</DIV>
    <HR>

    <DIV ="autore">
    clicMedicina - redazione@clicmedicina.it - da Cristiani per servire</DIV>
    <DIV ="areaarticolo">
    Nella manovra economica (finanziaria 2009) del Governo non si intravede alcun riferimento alla situazione in cui vivono, i ?disabili?, che non sono solo coloro che portano nel corpo una manifesta inferiorit? articolare che impedisce loro il massimo della potenzialit? fisica (come ciechi, sordomuti. drepanocitosi o talassemici major), ma, soprattutto, handicappati psichici, le loro famiglie e conseguentemente la sicurezza di tutti i cittadini.

    Ancora una volta dobbiamo domandarci e domandare: ma per la disabilit? cosa è cambiato?

    Bisogna considerare che il valore di ogni intervento rappresenta il contributo sociale che il Governo dovrebbe elargire ai propri amministrati, perchè da essi hanno ricevuto il mandato per concretizzare le necessit? di ogni cittadino, come - per esempio - nel caso delle ?priorit?? nell?ambito dei soggetti psichicamente instabili, che da oltre 30 anni attendono la soluzione del loro status socio-sanitario-legislativo.

    Compito quindi di ciascun Governo resta quello di far quadrare il Bilancio dello Stato, perchè ovviamente le uscite superano le entrate e necessita adoperarsi affinch? il documento di programmazione economico-finanziaria comporti tagli a quelle spese che si ritengono e che sono inutili.

    Allora il ricorso a porre rimedio è necessario.
    Ma ecco che innocenti ne subiscono le conseguenze.
    I sacrificati, ancora una volta, sono i disabili, persone che vivono sulle spalle della previdenza, perchè non lavorando vengono ritenuti parassiti della società, agnelli da sacrificare sull?altare del risparmio della spesa pubblica.

    La situazione sociale mostra segni di grande preoccupazione in quanto la politica non ha provveduto a ritenere una ?problematica? prioritaria, quella dei sofferenti psichici, specie quelli gravi, oggetti di dimenticanza e disinteresse delle Istituzioni a forme, oserei dire, di eutanasia.

    Le famiglie lasciate nella loro solitudine possono ?crollare? di fronte al ?problema?, per cui a volte si assiste ad estremi rimedi, ?tragedie annunciate? che quasi quotidianamente apprendiamo, increduli e sbigottiti, dai mass media.

    Due degli aspetti più vergognosi di questa ?situazione?, riguardano il ?progetto di vita? che emerge con cruda realt?:

    1.) perchè con euro da 172,86 ( indennit? ventesimisti) a 246,73 (malati psichici, sordomuti, ciechi) al mese, consente a questi sofferenti solo di sopravvivere. Quando sono riconosciuti invalidi civili; per il resto sono a carico della famiglia;

    2.) con vera drammaticit? quando viene il momento del così detto ?Dopodinoi?, cioè l?assenza della sicurezza avvenire economica di ?coloro? che devono proseguire il vivere quotidiano dopo la morte dei genitori o parenti.

    Non bastano quelle ?esteriorit?? che si avvale la politica, se non sono seguite da concrete proposizioni, per far sperare le famiglie di questi ?desaparecido della nostra civiltà? in un futuro meno nebuloso.

    Per ogni essere umano colpito da una concentrazione di handicap, un riconoscimento legislativo-economico-morale, come abbiamo richiesto con le n/s. Petizioni giacenti in Parlamento, (n.5 e 6 alla 12?Comm.ne Igiene e Sanit? e Affari Esteri del Senato della Repubblica- col n.9 alla 12? Comm.ne Affari Sociali della Camera dei Deputati) costituirebbe una giustizia sociale ed un mezzo quasi sicuro perchè non si sentano soli, perchè la solitudine non diventi il regno della confusione, anche psichica.

    La disabilit? in genere è troppo sottovalutata dal mondo politico, che garantisce poco coloro che possono difendersi di meno o che addirittura non possono difendersi.</DIV></DIV></DIV></DIV></DIV></TD></TR></T></T></T></TABLE>
    Edited by: admin



  5. #4
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    Non che cambi molto ma l'articolo si riferisce alla finanziaria dell'anno scorso.



  6. #5
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    questo è l'articolo che ho letto io.

    La Regione Campania ha tassato la disabilit?, vecchiaia
    e demenza
    </font>

    </font>

    SALERNO è ? stato pubblicato sul Bollettino Regionale n. 48 del 3 agosto 2009 il
    Regolamento ?Compartecipazione al costo delle prestazioni erogate nell?ambito di
    percorsi assistenziali integrati di natura socio-sanitarie delle persone con
    handicap permanente grave e dei soggetti ultrasessantacinquenni e cittadini
    affetti da demenze?, approvato dalla giunta regionale il 16 luglio 2009.



    Il Regolamento è parte di una serie di provvedimenti presi dalla Giunta
    regionale campana nel vano tentativo di scongiurare il Commissariamento
    dell?Assessorato alla Sanit? e prevede che



    - le ?persone con handicap permanente grave, i soggetti ultrasessantacinquenni e
    i cittadini affetti da demenze? con un reddito superiore a 4.999 euro annui (385
    euro mensili) debbano pagare le prestazioni socio è sanitarie;



    - deve essere lasciata a disposizione del beneficiario per le proprie esigenze e
    spese personali una quota pari al 20% del reddito (!!!!);



    - contribuiscono al reddito anche l?indennit? di accompagnamento, l?indennit? di
    frequenza, l?assegno di assistenza e la pensione d?inabilit?;



    - sono obbligati a partecipare al costo delle prestazioni anche i parenti che
    appartengono ad un altro nucleo familiare.



    Ci? che lascia esterrefatti è il ragionamento che sottende tali decisioni. Nella
    delibera si legge: ?Ai sensi dell?articolo 34 del Decreto del Presidente della
    Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 ?i sussidi corrisposti dallo Stato e da
    altri enti pubblici a titolo assistenziale? sono esenti dall?imposta sul reddito
    delle persone fisiche. Pertanto le indennit? concesse a titolo di minorazione,
    poich? per natura e per le finalit? assistenziali che perseguono sono esenti
    dall?imposta sul reddito delle persone fisiche, non vanno calcolate ai fini
    della valutazione del reddito.



    Tuttavia tali indennit? sono erogate a favore di soggetti non autosufficienti,
    al fine di consentire il soddisfacimento delle loro esigenze di accompagnamento
    e di assistenza.



    E? assolutamente giustificato utilizzare, in occasione di interventi
    socio-assistenziali finalizzati esclusivamente all?assistenza dei soggetti
    stessi attraverso il ricovero in struttura, le indennit? di cui sopra quale
    contributo alle spese derivanti dall?erogazione di tale prestazione.



    L?assistito contribuisce quindi alla copertura della retta residenziale e/o
    semiresidenziale con l?ammontare delle indennit? concesse a titolo di
    minorazione (indennit? di accompagnamento per invalidit? civile e cecit?
    assoluta, indennit? speciali per ciechi, di comunicazione per sordomuti) e con
    altri redditi non fiscalmente rilevanti ove consentito dalla normativa
    specifica.



    E? comunque prevista una quota di disponibilit? da sottrarre al reddito che deve
    essere lasciata a disposizione del beneficiario per le proprie esigenze e spese
    personali. Tale franchigia deve essere pari al 20% del reddito così come
    calcolato dal Comune o Ambito Territoriale ai fini della compartecipazione.?



    ?Bisogna chiedersi è ha sottolineato il Coordinatore regionale dell?Anffas-Onlus,
    Salvatore Parisi è se il Regolamento deliberato dalla Regione Campania non violi
    palesemente la Legge 1 marzo 2006, n. 67 è Misure per la tutela giudiziaria
    delle persone con disabilit? vittime di discriminazioni.



    Vorrei ricordare che la compartecipazione alla spesa non deve trasformarsi in
    una tassa sulla disabilit?. Le persone con disabilit? vogliono pagare ma
    vogliono pagare il giusto. L?Anffas aveva denunciato la pericolosa deriva
    sociale della Regione Campania. L?approvazione del nuovo regolamento sulla
    compartecipazione è la riprova che non ci eravamo sbagliati ?.



    Il Regolamento approvato è sconcertante considerato che i pronunciamenti della
    Magistratura sono talmente numerosi e chiari è a partire dalla sentenza n.
    42/2007 del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Catania a cui sono
    seguiti i pronunciamenti del TAR delle Marche, della Toscana, della Lombardia
    (sentenze n. 291/08, 303/08, 350/08, 602/08, 4033/08) e del Consiglio di Stato
    (ordinanza 2594/08) è e si possono riassumere in cinque punti:



    1. spetta al Servizio Sanitario Nazionale e all?assistenza sociale, la presa in
    carico delle persone con bisogni complessi e non ai parenti;



    2. l?Ente Locale deve adottare per la compartecipazione i criteri indicati dal
    D. L. 109/98 e successive modifiche che prevedono, tra gli altri, che bisogna
    riferirsi alla situazione economica del singolo utente laddove sia in situazione
    di gravit?;



    3. gli Enti gestori e quelli Locali debbono accettare che non vi è alcun
    fondamento giuridico che consente di chiedere contributi a ?soggetti civilmente
    obbligati?;



    4. l?Ente Locale, nel valutare la situazione economica dell?utente, non pu? e
    non deve prendere in considerazione le provvidenze economiche assistenziali
    (indennit? di accompagnamento, indennit? di frequenza, assegno di assistenza,
    pensione d?inabilit?);



    5. la pubblica amministrazione deve coinvolgere le Associazioni delle persone
    con disabilit? prima di assumere le decisioni che li riguardano.



    I Comuni campani qualora dovessero adottare il Regolamento per Compartecipazione
    al costo delle prestazioni così come definito dalla Giunta Regionale si
    troveranno ad affrontare una marea di ricorsi dagli esiti scontati.



    (www.salernonotizie.it)



  7. #6
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    a questo punto è necessario portare in giudizio in tribunale la regione campania, come altre regioni che fanno certi conti contro ogni legge .
    la felicità non è avere il meglio di tutto ma trarre il meglio da tutto quello che si ha!
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  8. #7
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    anche a Torino stanno modificando la delibera sulla domiciliarit? in tal senso
    la felicità non è avere il meglio di tutto ma trarre il meglio da tutto quello che si ha!
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