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Risultati da 21 a 26 di 26

Discussione: TUTTI COMUNISTI!

  1. #21
    valter2003
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    Si vota anche nelle regioni rosse, Emilia Romagna, Toscana, Umbria....
    Stavolta sono in bilico?
    Eheheheh.... le gambe tremano eh?


  2.      


  3. #22
    valter2003
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    L'Emilia Romagna, miezzeca.....sarebbe l'apoteosi, ma è meglio non pensarci



  4. #23
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    che tristezza vedere che qualcuno idealizza uno che all'estero è considerato un clown, che ci rende ridicoli in tutto il mondo...</span>
    La tradizione è l\'illusione della perpetuità...



  5. #24
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    per fortuna non ho bisogno di idealizzare nessuno, tantomeno un qualsiasi politico.....Dio me ne scampi!</span>
    Edited by: lullo74
    La tradizione è l\'illusione della perpetuità...



  6. #25
    Senior Member L'avatar di luni
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    <DIV =item>Anche la sorella mica scherza</span></DIV>
    <DIV =item></span></DIV>
    <DIV =item></span></DIV>
    <DIV =item>La guerra del maresciallo della Croce Rossa trasferito due volte</span></DIV>
    <DIV =item>
    <DIV =itemTextLivelloTerzo>IL CASO. ABRUZZO. Nel comitato regionale della Croce Rossa Italiana succederebbero cose strane, strane come presunte ?irregolarit? amministrative e contabili?. A denunciarle è il maresciallo capo Vincenzo Lo Zito, dipendente della Croce Rossa.

    A compierle sarebbe la Presidente del comitato regionale Abruzzo de L?Aquila, la professoressa Maria Teresa Letta la quale avrebbe anche provveduto ad un trasferimento per ?incompatibilit? ambientale? dello stesso maresciallo Lo Zito.
    E? una vicenda che sta crescendo per l?iperattivismo dello stesso denunciante che sta contattando tutti gli organi di informazione nazionale per divulgare la sua verità.
    I fatti contestati dal maresciallo, in servizio alla croce rossa da 20 anni, toccano diverse sfere dell?agire nella pubblica amministrazione ma attengono sempre alla stessa persona che sembrerebbe volere ?tutto sotto il suo controllo e la sua direzione?.
    La professoressa Letta, contattata telefonicamente, sceglie la ?strada del silenzio? e, preferisce per ora non dare la sua versione dei fatti. Il maresciallo Lo Zito ha denunciato che la presidente del comitato regionale firmava, scavalcando il direttore regionale, mandati di pagamento, determine, gare di appalto e assegni.
    Tutto ciò sarebbe accaduto contrariamente allo statuto della croce rossa italiana, che prevede che tali compiti non spettino al presidente (?organo politico?) ma esclusivamente al direttore regionale in quanto funzionario dell?amministrazione.
    A sua volta, anche il direttore regionale, Sorride Ioffredi, denunciò le ?irregolarit? procedurali? rivendicando l?esclusiva validit? della sua firma per gli adempimenti contrattuali. E fu trasferito. Stessa sorte per la direttrice regionale, Maria Rita Salvetti, succeduta a Ioffredi. Le lettere di denuncia, con la sua firma, contro il modus operandi della presidente Letta sarebbero state tante. E anche lei fu trasferita a Roma.
    Il caso ha trovato ampia eco sul web, dove è facile reperire interviste al maresciallo Lo Zito ad opera per esempio di Stefano Salvi.

    < src=http://www.youtube.com/v/mVJ71BYFAjY&amp;hl=it&amp;fs=1 width=425 height=344 =applicati&#111;n/x-shockwave-flash allowaccess="always" allowfullscreen="true"></>

    La stessa eco non è stata assicurata in televisione, nemmeno da quella che viene considerata la ?controinformazione? televisiva nazionale. I due programmi in questione sono ?Striscia la notizia? (Canale 5) e ?Le Iene? (Italia 1). In un primo momento questi due programmi si interessarono al caso del maresciallo, assicura lo stesso interessato, ?ma poi pare che abbandonarono il campo non appena venne fuori il cognome importante della presidente del comitato regionale?, dice Lo Zito. Ma i motivi per cui certe notizie destano interesse e poi vengono tralasciate possono essere molteplici per un programma che come Striscia riceve centinaia di segnalazioni al giorno.
    La professoressa Maria Teresa Letta è la sorella di Gianni Letta, nonch? zia di Enrico Letta. Forse uno spiraglio mediatico resta ancora aperto perchè in questa settimana, la trasmissione ?Mi manda Rai3? avrebbe acquisito la documentazione della vicenda, come ci ha riferito il maresciallo Lo Zito.

    LA PRESIDENTE LETTA: ?PREFERISCO LA STRADA DEL SILENZIO?

    Il tassello mancante al lettore, per comprendere appieno questa vicenda, è la posizione della presidente del comitato regionale Abruzzo. La presidente Letta è stata contattata telefonicamente da PrimaDaNoi.it per avere la sua versione dei fatti e, in caso acquisire documentazione utile.
    La professoressa Letta ha subito ringraziato per ?la disponibilit? ma ha preferito non scendere sul piano della polemica.
    Ma qualche particolare in più alla vicenda è comunque emerso.
    Il maresciallo Lo Zito sarebbe stato denunciato dai revisori dei conti e il 18 marzo 2008 si sarebbe tenuto, ad Avezzano, un processo contro di lui ha raccontato la professoressa senza aggiungere dettagli.
    A detta della presidente Letta ci sarebbe anche una lettera del Presidente della Repubblica che si sarebbe espresso in merito alla vicenda del maresciallo.
    Abbiamo richiesto più volte la documentazione per poter fornire informazioni ufficiali ed inconfutabili ma per ora non è stato possibile.
    Della faccenda si starebbe interessando anche il Commissario nazionale della Croce rossa, l?avvocato Francesco Rocca che abbiamo provato a contattare senza esito.

    IL MARESCIALLO:?UNA GUERRA CONTRO DI ME?

    Il maresciallo Lo Zito denunciò con un esposto alla Corte dei Conti de L?Aquila tutte le presunte irregolarit? da lui riscontrate. Da L?Aquila non sarebbe arrivata nessuna risposta. Quindi Lo Zito present? una seconda denuncia alla Procura di Campobasso che ha, poi, provveduto a sollecitare la Procura de L?Aquila. Le denunce per questi presunti abusi sarebbero costate caro al maresciallo.?Una vera e propria guerra è stata attuata ai miei danni? ha dichiarato il maresciallo Lo Zito, ?per aver più volte denunciato i fatti e aver tentato di garantire una corretta amministrazione dei soldi pubbliciò. Numerose e di diversa natura sarebbero le irregolarit? denunciate dal maresciallo e dai direttori regionali che si sono succeduti.

    ?IL PRESIDENTE E? CONTROLLORE DI SE STESSA?

    Non è solo il maresciallo Lo Zito ad accendere i riflettori sulla figura della presidente Maria Teresa Letta, ma anche il capo del dipartimento. In questo caso la presunta ?colpa? del presidente regionale sarebbe quella di essere al contempo ?controllore?, in quanto presidente del comitato regionale, e ?controllato? in quanto responsabile amministrativo del comitato locale di Avezzano.
    In tal caso gli atti sottoscritti dalla professoressa Letta in qualit? di responsabile amministrativo di Avezzano sarebbero poi sottoposti al controllo del comitato regionale, ovvero della stessa Maria Teresa Letta. Al capo del dipartimento i conti non tornano, e in una lettera ha chiesto che ?la prassi venisse dimessa senza indugià perchè ?inconciliabile con il principio del buon andamento e dell?imparzialit?.


    MARESCIALLO TRASFERITO DUE VOLTE:?40.000 EURO DI SPESE IN PIU? PER LO STATO?


    Lo Zito è stato trasferito due volte. Sarebbero previsti anche dei risarcimenti per i trasferimenti ?subiti? di un valore di circa 40 mila euro in totale. Anche la storia e le carte dei trasferimenti del maresciallo evidenzierebbero delle irregolarit? procedurali, secondo lo stesso interessato.
    ?Il trasferimento del maresciallo è stato chiesto dagli organi competenti ma su proposta della presidente Maria Teresa Letta che non avrebbe titolo per farlo?, come ha detto il legale del maresciallo Lo Zito. In un primo momento il maresciallo chiede il trasferimento da Avezzano a Carsoli per incompatibilit? con la professoressa Letta, poi per? è stato di nuovo trasferito a L?Aquila a distanza di poco tempo. Poi ad Assisi con decorrenza dalla metà di agosto 2008. Per? il maresciallo effettivamente non si è ancora trasferito perchè il collegio medico ha stabilito che ?resti in malattia per tre mesi dopo aver subito un delicato intervento chirurgico al cuore?. Il maresciallo, nei giorni scorsi, si è recato al Consiglio di Stato con il suo legale per chiedere la sospensiva del trasferimento.
    Una battaglia tutta da chiarire nella quale mancano ancora troppe risposte

    03/03/2009 11.08
    </DIV></DIV>
    "Comunque è vero, sono comunista. Non dimentico mai la Bibbia e il Vangelo. E non dimentico mai quello che ha scritto Marx." (Don Gallo)



  7. #26
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    Non sanno più come fare per zittire tutto e tutti, ogni voce che esce fuori dal coro deve essere soppressa, magari non fisicamente come vorrebbero, ma gettandogli discredito e fango quotidianamente approfittando ed usando senza il bench? minimo ritegno l'enorme potere mediatico a loro disposizione.

    Nonostante abbiamo il migliore primo ministro dall'unit? d'Italia, nonostante lui e il suo governo godano, secondo i loro sondaggi, di una fiducia e consenso plebiscitario, nonostante abbiano una maggioranza schiacciante in Parlamento di deputati e senatori, nonostante controllino la tv di Stato, nonostante il primo ministro sia anche il proprietario delle tre principali televisioni private che gestisce da quattordici anni come un comitato di partito, nonostante questa spropositata concentrazione di poteri, si mettono addosso una paura fottuta dinanzi a questo sparuto numero di "dissidenti".

    Santoro fa paura, non passa giorno che il giornale di Berlusconi non gli dedichi pagine e pagine al solo scopo di screditarlo, seguiti a ruota da "libero " e "il tempo ", il quotidiano "Repubblica " fa paura, e gli viene riservato lo stesso trattamento, trasmissioni di denuncia come "reporter" fanno paura e si cerca di indebolirle, pure trasmissioni dall'apparenza innocua come "chi l'ha visto" si possono tramutare in una minaccia al regime se solo si azzardano a toccare qualche tema a loro scomodo, e a chiunque risulti non gradito già bastonate e olio di ricino da parte della camerata Feltri, il picchiatore al soldo di Berlusconi.

    Mesi fa il capo del governo invit? i direttori de "il corriere della sera" e "La Stampa" a cambiare mestiere perchè a lui sgraditi tant'? che, caso strano, oggi non ci sono più.

    Agli editti bulgari di Berlusconi dei primi anni duemila nei confronti del giornalismo scomodo e della satira, che poi si sono rivelati dei boomerang per la sua immagine, oggi hanno preso piede altri tipi di provvedimenti, simili ma più fini, se vogliamo meno grossolani e plateali ma ugualmente scandalosi, e quindi: non dare la copertura legale ai giornalisti d'inchiesta, lasciare in sospeso i contratti dei collaboratori della trasmissione "annozero ", prese di posizioni inaudite da parte di direttori di rete amici del governo, che sono stati nominati e messi proprio l? a ricoprire quelle cariche solo e unicamente per fungere da guastatori e sabotatori nei confronti di trasmissioni di quel genere, non ci stanno per fare gli interessi dell'azienda ma quelli della fazione politica che gli ha investiti in quella carica, è inaudito che personaggi di questo calibro si pongano così di traverso nei confronti del programma come quello di Santoro che, numeri alla mano, tra indici di ascolto e pubblicit? fanno incassare un sacco di quattrini, si pagano da soli e risultando per l'azienda a costi zero.
    Ma d'altronde che la tv di Stato non stia più badando ai propri interessi lo ha già ampiamente dimostrata la vicenda sky, quando si rinunciano inspiegabilmente a decine di milioni di euro per allearsi con Mediaset, tv del primo ministro e in concorrenza con quegli altri, un po' di sospetti potrebbero anche essere leciti, o no?

    E poi, in fine, il canone Rai, per quale motivo è giusto pagarlo o comunque non si invita apertamente a non farlo e quando bisogna strapparlo? quando vanno in onda trasmissioni filogovernative, condotte da un presentatore filogovernativo in prima serata, a reti unificate, per far raccontare senza contraddittori menzogne da parte di un primo ministro che, sciacallando sulla pelle dei terremotati, si arroga meriti impropri, una trasmissione scandalo peraltro bocciata dall'audience flop, o quando si trasmettano programmi che interessano medie di sei milioni di telespettatori che hanno un gran successo ma che per gli argomenti trattati non risultano politicamente conformi al regime ?
    Paolo M.



  8.      

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