Cookie Policy Privacy Policy i feti sono bambini quando...........



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  1. #1
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    http://club.quotidianonet.ilsole24ore.com/pandolfi/ma_questi _feti_sono_bambini_solo_quando_ci_fa_comodo


    di CARLO BELLIENI


    Due paradossi gravano nella nostra società sul mondo della conoscenza della vita prenatale.


    Da una parte, avanza la scoperta della profonda umanit? del nascituro, dall?altra c?? un forte impulso a stendervi sopra una cortina di pesante e imbarazzato silenzio, tanto che sui media quasi non se ne parla, per non sembrare anti-abortisti.


    Ma oggi molti segnali dicono che questo silenzio ha le ore contate: vediamone alcuni.Una donna nello Stato del Vermont ha chiesto, pochi giorni or sono, che i suoi due ?feti? morti per un incidente d?auto venissero riconosciuti legalmente come bambini, perchè chi ha causato l?incidente se ne assumesse le reali responsabilit?.


    A chi nega il valore umano della vita prenatale questa richiesta di una semplice mamma non piacer?.


    Cosò come non piacer? leggere che nel South Dakota la giudice Karen Schreier ha imposto che a chi vuole abortire venga spiegato che l?aborto è la fine di una vita; e non piacer? che in Germania per gli aborti tardivi i medici, dal maggio 2009, siano obbligati a spiegarne le conseguenze psicologiche, illustrare cosa vuol dire la vita con un bimbo disabile e offrire delle alternative.


    Ma non piacer? nemmeno che nella laica Francia, da un anno circa, la legge permetta alle donne che perdono un bambino non ancora nato non solo di poterne avere il corpicino e seppellirlo, ma anche di dargli un nome e iscriverlo all?anagrafe, indipendentemente dall?età gestazionale del piccolo.


    Insomma si coglie nell?aria un vento di riconoscimento del valore e dell?essenza della vita prenatale> Il secondo paradosso è che alla conoscenza dell?umanit? prenatale fa da contraltare la contemporanea ricerca ansiosa di nuovi sistemi per passare al setaccio genetico tutti, ma proprio tutti, i bambini non ancora nati e di nuovi sistemi rapidi per interrompere le gravidanze.


    Si cerca di avere notizie genetiche sul nascituro sempre più precocemente - ora anche sul suo sesso direttamente dal sangue della madre - e si richiedono sistemi per abortire in modi sempre più rapidi, come se l?evidenza scientifica e umana di un aborto si facesse sentire di meno se si fa in modo più spiccio.


    Ma esiste un?evidenza scientifica inesorabile che nasce da studi fatti da ricercatori in ogni parte del mondo e che mostra la piena umanit? del nascituro. Recentemente il ?Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition? (marzo 2009) riportava un?analisi della letteratura scientifica in cui si mostrava chiaramente come addirittura i nostri gusti alimentari si formino prima della nascita a seconda di quello che la mamma mangia e arriva attraverso il liquido amniotico al bambino, facendoglielo assaporare per lungo tempo prima della nascita.


    Anche l?istituto National Geographic ha realizzato un bellissimo video In the Wombcon forti immagini nella cosiddetta tecnica ?a 4 dimensioni? sullo sviluppo del bimbo prenatale, recensito con calore dal ?New York Timesò e disponibile, in parte, sul web.


    La medicina prolifera di congressi dal titolo ?Il feto come paziente? - l?ultimo si è svolto nel marzo scorso a Sydney - e si moltiplicano libri, riviste e fondazioni dedicati alla medicina prenatale. Basti, ad esempio, ricordare che la rivista pediatrica ?Early Human Development? ha come sottotitolo ?Rivista internazionale sulla continuit? della vita fetale e postnatale?, e il ?British Medical Journal? edita una rivista pediatrica che ha una ?Fetal and Neonatal EditionNegare l?umanit? di chi non è ancora nato porta anche delle conseguenze che riguardano i bambini ormai nati e in piena crescita dopo la nascita, come la difficolt? nell?attaccamento prenatale.


    Il rapporto psicologico e affettivo tra mamma e bambino inizia ben prima della nascita; ogni mamma sa che pu? addirittura dialogare col proprio bambino non ancora nato.La psicologa parigina Catherine Dolto ha scritto un breve saggio sulla possibilit? di sfruttare questo contatto, detto aptonomia, nella quale si pu? coinvolgere anche il padre nel dialogo complice ed affettivo fra la madre e il ?feto?.Sappiamo anche che il livello di attaccamento affettivo prenatale predice il livello di attaccamento tra mamma e bambino dopo la nascita (Anver Siddiqui, Amsterdam, Elsevier, 2000).


    Esiste anche il problema della scarsa protezione fetale. ?Anche se il feto non è una persona giuridica, ha lo stesso il diritto di essere non fumatore?.


    Sono le parole di Michel Delcroix, docente di ostetricia a Lille riportate da ?Le Figaro? del 21 gennaio scorso e la dicono lunga.


    Fumo, alcol e stupefacenti in gravidanza mettendo a gravissimo rischio la salute del ?feto?, rischiano di rovinare la vita di chi nasce.Ma si fa abbastanza per mettere in guardia le donne?


    Si fa abbastanza per garantire loro un ambiente ecologicamente sano in gravidanza, mentre sostanze come pesticidi, solventi, metalli pesanti le circondano e ne mettono a rischio la fecondit? e la prole? Sarebbe davvero facile far passare questi messaggi se si partisse dall?evidenza che in loro abita un bambino di cui sono la prima dimora, e che la mamma e la società devono garantire al piccolo ospite il massimo comfort/>C?? anche un aspetto che chiamerei il ?lutto defraudato?.


    La perdita di un bambino prima della nascita è un trauma per la madre e per il padre.


    Ma troppo spesso chi lo subisce non viene aiutato a elaborare il lutto, condizione forte per aiutare la salute psichica della persona. Evidentemente


    E questo genera traumi che talora richiedono cure particolari.Infine, si arriva, nell?epoca della ultraspecializzazione in medicina, al paradosso che il medico della mamma deve sobbarcarsi anche della diagnosi e cura del bambino in utero, il quale solo alla nascita avr? diritto ad un proprio pediatra.


    Dunque non si tratta di un problema sentito solo da chi è contrario all?aborto, ma è una questione che riguarda la salute pubblica. Anche perchè di recente la rivista ?Lancetà (Si deve offrire alle donne un?assistenza psicologica post-aborto, 23 agosto 2008) ha mostrato che far nascere un bambino da una gravidanza indesiderata non genera problemi psicologici maggiori che abortirlo; dunque crolla anche il mito dell?aborto come presunta salvaguardia della salute mentale.La scienza, insomma, mostra l?umanit? della vita fetale, mentre dall?altra parte la nostra società ricerca ansiosamente sempre più raffinati strumenti chirurgici o chimici per farla scomparire. è un paradosso della mentalit? occidentale che offre risposte standard senza l?elasticit? di ascoltare bene le richieste e talora senza fare i conti con i dati di fatto.


    Ma c?? qualcuno che si domanda cosa davvero vogliono le donne? Vogliono forse sempre più strumenti per abortire o piuttosto - e tante donne lo reclamano - sempre più risorse - economiche, culturali, sociali - per abbracciare il figlio, per riconoscere la compagnia del piccolo bimbo che portano dentro di sò? Le tragiche parole della mamma del Vermont a cui sono morti i due figli-feti, sono significative e non necessitano commenti: ?Per me sono bambini: hanno capelli, occhi, naso, labbra perfettamente formate. Hanno dita, unghie. Non so come lo Stato del Vermont possa dire che non sono bambini?.





    Edited by: mammamarina
    la felicità non è avere il meglio di tutto ma trarre il meglio da tutto quello che si ha!
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  3. #2
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    Per rispondere a Carlo Bellieni, credo che ci siano donne
    che desiderano una cosa ed altre che ne desiderano un'altra
    e questo in base a mille fattori che non permettono di
    generalizzare sulla risposta.
    Io penso che uno stato laico abbia l'obbligo di appoggiarle
    e di aiutarle nella loro scelta, senza giudicarla e senza
    imporre il proprio pensiero personale.



  4. #3
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    e di questo che forse ti? sfuggito dell'articolo che ne pensi ?


    Una donna nello Stato del Vermont ha chiesto, pochi giorni or sono, che i suoi due ?feti? morti per un incidente d?auto venissero riconosciuti legalmente come bambini, perchè chi ha causato l?incidente se ne assumesse le reali responsabilit?.


    nella laica Francia, da un anno circa, la legge permetta alle donne che perdono un bambino non ancora nato non solo di poterne avere il corpicino e seppellirlo, ma anche di dargli un nome e iscriverlo all?anagrafe, indipendentemente dall?età gestazionale del piccolo.


    Fumo, alcol e stupefacenti in gravidanza mettendo a gravissimo rischio la salute del ?feto?, rischiano di rovinare la vita di chi nasce.Ma si fa abbastanza per mettere in guardia le donne?
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  5. #4
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    Ilragionamento personale sta l?:





    1) il figlio la donna lo vuole? --> è un bambino da amare, uh che tenerezza! tutine, fiocchi e confetti! in un incidente lo uccidono? ergastolo all'assassino!!


    2) stofiglio la donna non lo vuole? --> non è un bambino, è un feto, un embrione, uno zigote, eh b? lo pu? eliminare, non pu? esser costretta. (anche se non vedremo mai la notizia sul giornale che se la donna lo perde in un incidente ringrazia chi l'ha investita..)


    Ma per la Legge non dovrebbe invece essere UNA la versione??? Se non è un bambino niente ergastolo all'incidentatore! In realt? in USA è già successo, ricordo un servizio in tv su uno che ha avuto due ergastoli perchè uccise la fidanzata incinta. Ma allora se il feto è un bambino niente aborto, perlomeno dopo i 3 mesi! o dopo i 4? i 5?Si vuole l'aborto? facciano tacere quella mamma del Vermont, non erano ancora nati!! e in Francia fanno una legge di pietà verso le madri! altrimenti quei feti andrebbero dove finiscono quelli abortiti, lo sappiamo.


    "...di recente la rivista ?Lancetà (Si deve offrire alle donne un?assistenza psicologica post-aborto, 23 agosto 2008) ha mostrato che far nascere un bambino da una gravidanza indesiderata non genera problemi psicologici maggiori che abortirlo; dunque crolla anche il mito dell?aborto come presunta salvaguardia della salute mentale."


    No dai Lancet esagera... esagera di sicuro... se così non fosse..





    BOH io spero che come dica l'articolo le cose stiano cambiando ma... hoforti dubbi...



  6. #5
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    Non capisco dove si vuole arrivare... si vuole costringere una donna a mettere al mondo un figlio che non vuole? E poi il passo successivo quale sarebbe? Vietare la pillola o il preservativo? E poi quello dopo????


    Davvero, non riesco a capire questa continua lotta per imporre agli altri i propri pensieri.. si certo... sempre e solo in nome dei bambini... finch? queste cose le sento da un cattolico posso anche accettarlo, ma quando le sento da un medico o da un politico la cosa mi spaventa e mi preoccupa...


    si, lo so, non c'entra nulla... ma mi piacerebbe vedere lo stesso impegno e lo stessa grinta nel tutelare i bambini che sono già nati ed invece si fanno le lotte per quelli che devono ancora nascere....


    Vedo troppa ipocrisia su questo argomento ed ovviamente non mi riferisco a Marina e Matteo... ci mancherebbe....



  7. #6
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    Io sono suscettibile sull'argomento, sar? che le mie bambine quando sono nate erano dei feti!
    Le mie gemelline sono nate a 26 settimane e pesavano una 780 gr e l'altra 640, sono nate vive e fortunatamente sono sopravvissute.
    Non ho abortito, ho partorito.
    Feti o bambini?
    Ma l'avete mai guardato in faccia un "bambino" di 22 settimane???
    Nel periodo in cui ero al Meyer ne ho visti più diversi, ne è arrivato uno VIVO sopravvissuto ad un aborto terapeutico, è morto poi dopo una settimana.
    Capisco la libert? di scelta per l'aborto ma dopo i tre mesi di epoca gestazionale sono bambini, perfettamente formati.
    Credo che andrebbero studiate altre soluzioni e magari dato più supporto ai futuri genitori, cosa che ora in alcuni posti c'è in altri manca completamente.





  8. #7
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    la scienza, la società si accanisce tanto verso questi "feti" , non voglio volutamente chiamarli bambini per mia libera scelta, per farli sopravvivere..
    Si ci si accanisce,si pregano i medici per farli vivere, a volte sono gli stessi medici che per nascondersi dietro una parvenza cattolica provano tutte le sperimentazioni possibili per farli sopravvivire..e per chi crede si disturbano tutti i Santi del Paradiso per farli "sopravvivere"..
    Poi il feto finalmente diventa bambino, i medici trionfanti lo consegnano ai genitori per aver fatto il miracolo..il feto finalmente è diventato bambino..
    Poi si va a casa, iniziano i problemi e quegli stessi medici che prima erano trionfanti perchè avevano salvato il tuo cucciolo neanche più ti rispondono al telefono : Per non parlare poi delle istituzioni, quelle stesse che si sono stracciate le vesti per la tutela dei feti, per la legge sull'aborto, quegli stessi che avallano quei scienziati pazzi dove dicono che un feto a 21 mesi pu? sopravvivere..cosa fanno?
    ..Risposta...chiudono i centri di riabilitazione...ti dicono che 2 ore di kinesi sono sufficienti, che per la logo è troppo presto ,,e tu genitore insieme ad altri sventurati ti trovi davanti ad una cinepresa di una tv privata a gridare...
    RIDATECI IL NOSTRO CENTRO DI NEURORIABILITAZIONE EVOLUTIVA......

    napoli...Cosenza..etc..etc....insegnano



    Ecco io la penso così in merito...e adesso datemi addosso..



  9. #8
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    eh no Luce, "datemi addosso" lo volevo dire io!!


    Sono d'accordo su certe cose che dici, per? secondo me mischi due problemi che hanno sò punti in comune ma sono distinti. Personalmente non sono per la rianimazione a tutti i costi di un neonato prematurissimo. Ma sono contro l'eliminazione di un feto della stessa età gestazionale che è ancora nel grembo e sta benissimo e non ha problemi. Son cose diverse. Era qui il discorso questa volta (almeno mi pare): quello è un essere umano con diritti o no?


    Lucio non si vuole n? si deve far accettare per forza un bambino ad una donna che non lo vuole,ma in generalesi dovrebbe non fare cultura dell'aborto ma della difesa della vita piuttosto. Invece sò fa SEMPRE passare l'aborto come soluzione MIGLIORE e per il BENE della donna. Soprattutto nelle prime fasi, occhio non vede cuore non duole (forse).



  10. #9
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    penso che se la legge 194 fosse applicata in modo meno superficiale ci sarebbero meno aborti. Quando una donna decide di abortire il colloquio preliminare a cui viene sottoposta viene condotto quasi come se fosse una formalit?, dando per scontato che comunque la scelta è già stata fatta.......Lo spirito della legge invece presumeva che dopo aver ascoltato le ragioni della donna che intende abortire le venissero presentate delle alternative ed eventualmente offrire un valido sostegno psicologico per supportare entambe le possibili scelte. Troppe volte le donne abortiscono poich? sono disperate e non vedono vie di uscita.
    Detto questo la scelta è assolutamente libera, ma senza condizionamenti, n? in un senso n? nell'altro.
    Non camminare davanti a me, potrei non seguirti
    Non camminare dietro di me
    potrei non esserti guida
    Cammina al mio fianco e sii solo mio amico



  11. #10
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    Si è vero ho mischiato i due problemi ..e sono andata fuori tema... Ho parlato d'impeto e che...quando sento "la vita ad ogno costo" è li che perdo i lumi e non riesco più a ragionare



  12. #11
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    sulla francia,prima della sentenza della cassazione di inizio 2008 la possibilit? di reclamare il corpo,provvedere al funerale e iscriverlo nello stato di famiglia (solo col nome,il feto non aveva diritto a cognome e non aveva alcuno status giuridico) solo se nato dopo le 22 settimane (considerato il minimo per essere potenzialmente vitale).Adesso è consentito in qualunque epoca gestazionale (alle stesse condizioni) ma non è stato il frutto di una riflessione sul fatto che un embrione/feto sia o meno un essere umano titolare di diritti,? una mera questione giuridica su come era strutturata la legge.Infatti si tratta di una sentenza della corte costituzionale,non di una modifica che ha seguito l'iter parlamentare.


    Sulla donna del vermont,io credo che avesse ragione.Non erano nati ma erano i bambini di questa donna.Come finir? in vermont? Chi lo sa.In Italia,per quella ragazza barbaramente assassinata dal compagno,il reo è stato condannato per omicidio volontario e non per duplice omicidio. per? non ci vedo il nesso con la 194


    Su fumo e alcol credo che nella maggior parte dei casi l'informazione ci sia e sia capillare.Il problema è che se fumi o peggio ancora sei un'alcolista non è una campagna di informazione che ti potr? far smettere,perchè entrambe sono tossicodipendenze (e lo dico da fumatrice e non sono manco astemia )


    Sulla mancanza di informazioni,e soprattutto di supporto psicologico alla donna che si trova davanti a una maternit? indesiderata,sono perfettamente d'accordo.Ma non è con i discorsi sulla sacralit? della vita che bisogna far leva.Soluzioni pratiche,aiuto concreto (ricordo una campagna di non so quale movimento che si indirizzava alle donne che pensavano di abortire proponendo di farsi carico delle spese per tutto il primo anno di vita.Gi?,e dopo? Se sei sola,senza alcuna sicurezza economica,te ne fai cosa di un anno di aiuti? In genere pensi agli altri 20 almeno in cui oltre a campare tu dovrai trovare il modo di far mangiare,vestire e studiare anche un'altra persona).


    Curiosa la strumentalizzazione dell'articolo di Lancet comunque.Qui viene venduta come "obbligala a tenerlo tanto soffrir? comunque".beh,mi sono cercata l'articolo.Diceva solo che bisognerebbe mettere in opera un servizio di assistenza psicologica alle donne che hanno abortito (che in genere non c'è) perchè è la stessa sofferenza di una donna che ha partorito un figlio non voluto (e in questo caso l'assistenza psicologica c'è).E' un p? diverso a mio avviso.


    Io a 16 anni e mezzo ho avuto un figlio.Non cercato.Hanno tentato di scoraggiarmi,ma nella mia beata incoscienza ho deciso di metterlo al mondo. Non mi sognerei mai di pensare che se ce l'ho fatta io ce la fa chiunque e quindi chi decide di abortire è una criminale.Onestamente non è stato difficile per medato che dopo aver fatto 5 minuti ,l'ira di dio mi sono trovata la mia famiglia e quella del padre del fanciullo,compattata in blocco a sostenermi.Ho potuto continuare gli studi,non è mai stato un problema avere tutto quello che mi serviva (pure il tempo libero dato che avevano assunto una tata,che già che c'era badava anche a me ).Fossi stata una sedicenne magari buttata fuori di casa per il "disonore",senza alcuna prospettiva,sarebbe stata tutta un'altra storia,e così se fossi stata una trentenne con un lavoro precario,piantata dal compagno o una madre di famiglia alle prese con una gravidanza non prevista quando già si fa fatica a mandare avanti la famiglia coi figli che già ci sono.E' che non c'è davvero nulla per queste persone,tranne i discorsi sulla sacralit? della vita o la soluzione dell'aborto indolore.Bubbole a mio avviso......



  13. #12
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    approvo Lennie..

    Praticamente è il mio pensiero detto in maniera più soft..



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