e il criminale non c'è più!!!!!




2009-05-11 19:02
CRAC ITALCASE: ASSOLTI IN APPELLO VIP, ANCHE GERONZI E COLANINNO
BRESCIA - Si è risolto con la parziale riforma della sentenza di primo grado il processo d'appello per il crac Italcase. Gran parte dei 59 imputati sono stati assolti. Tra loro Roberto Colaninno, Cesare Geronzi, Steno Marcegaglia, Divo Gronchi. In primo grado erano stati condannati per bancarotta preferenziale.

Nel processo d'appello per il crac Italcase sono stati assolti tutti i componenti degli allora consigli d'amministrazione delle tre banche coinvolte. Si tratta di Banca di Roma, Banca Agricola Mantovana, Banca Nazionale dell' Agricoltura.



2009-05-11 20:54
SCONTRO FRA TRENI A CREVALCORE: NESSUN COLPEVOLE PER 17 MORTI
BOLOGNA - Nessun colpevole per il disastro ferroviario di Bolognina di Crevalcore, sulla linea Bologna-Verona, dove il 7 gennaio 2005 in mezzo ad una fitta nebbia si scontrarono un treno interregionale e un merci facendo 17 morti e decine di feriti. Il Gup di Bologna Andrea Scarpa ha assolto per non aver commesso il fatto, a conclusione di un giudizio abbreviato, i dieci dirigenti delle Ferrovie imputati: Mauro Moretti, all'epoca dei fatti amministratore delegato di Rfi, attualmente ad delle Ferrovie dello Stato, Michele Mario Elia, ex direttore tecnico Rfi poi amministratore delegato, Giancarlo Paganelli, dirigente di Movimento e sette dirigenti locali. Le ipotesi di accusa erano disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime. Lo stesso pm Enrico Cieri aveva chiesto l'assoluzione per tutti. "E' colpa sempre di chi muore", è stato l'amaro commento alla sentenza di uno dei macchinisti che hanno atteso la decisione del Gup dopo aver fatto un presidio con sagome di cartone delle bare delle vittime al collo davanti al palazzo che ospita gli uffici del Gip. "Siamo molto delusi e amareggiati - ha aggiunto l'avv.Desi Bruno, che ha assistito l'unica parte civile, il sindacato dei macchinisti Orsa (i familiari delle vittime erano stati già risarciti) -.

Evidentemente la colpa è solo del macchinista che non ha osservato i segnali: per noi è una sentenza riduttiva rispetto a quella che è la realt? processuale ed extraprocessuale. Valuteremo e le iniziative che potremo prendere le prenderemo (la parte civile non potr? fare appello ma potr? sollecitare la Procura generale a farlo, ndr). Crediamo che ci sia stata una sottovalutazione molto forte di tutto l'aspetto sicurezza: tutti sono d'accordo nel dire che se ci fosse stato il sistema Scmt (Sistema controllo marcia treno, congegno che interviene automaticamente, ad esempio, in caso di superamento di segnali, ndr) avrebbe impedito sicuramente l'incidente". Di parere diametralmente opposto l'avv.Armando D'Apote, difensore di Moretti: "E' andata come doveva andare. Secondo me le ferrovie italiane, le più sicure al mondo nonostante la tragedia di Crevalcore, meritavano questa sentenza". L'inchiesta condotta da Cieri e dall'allora Procuratore Enrico Di Nicola, aveva contato su cinque consulenze tecniche, tra cui quella del prof.Giorgio Diana, che aveva stabilito che a causare lo scontro fu un errore umano, il mancato rispetto di un segnale giallo e del successivo rosso, entrambi 'bucati' dal macchinista dell'interregionale 2255 diretto a Bologna e schiantatosi contro il merci.

Cieri e Di Nicola avevano già concluso l'inchiesta con richieste di archiviazione per Moretti, Elia e Paganelli, ma il Gip Rita Zaccariello aveva deciso una imputazione coatta. Nella richiesta di archiviazione era comunque sottolineato che "il sistema ferroviario sconta un forte ritardo nell'istituzione di un moderno ed efficace sistema di sicurezza". Ma - secondo la Procura - era difficile muovere rimproveri a singole persone fisiche, e comunque il ritardo tecnologico della linea Verona-Bologna non era attribuibile a Moretti, Elia e Paganelli, visto anche che Rfi è nata nel 2001 e il vertice aveva chiesto uno stanziamento per migliorare la sicurezza delle linee che era stato poi approvato dal Cipe il 20 dicembre del 2004, diciassette giorni prima del disastro.