Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    MEMBRO ONORARIO
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Località
    Italy
    Messaggi
    10,058
    Thanked: 0

    Predefinito

    Sembrerebbe ch? se la magnitudo supera il punto 6, come dicono le osservazioni estere lo stato deve risarcire interamente il valore dell'immobile('')

    Inttelliggente il re!!!
    ('')

    Il grande inganno del dopo terremoto


    Mai nella storia dei terremoti italiani avevamo assistito ad una ingiustizia tanto grande e ad un tale cumulo di menzogne che ha ricoperto L?Aquila più di quanto non abbiano fatto le macerie, come è accaduto in occasione del devastante terremoto che l?ha colpita e nel quale, nel giro di una trentina di secondi, tanta gente ha perso tutto, affetti, amicizie, casa, e molti anche il lavoro, per non parlare dei monumenti che rendevano unica la citt?.

    Mai in tutta la storia della nostra Repubblica è stato negato ai cittadini il risarcimento integrale dei guasti dei terremoti, per la prima casa. Ma questa regola sempre rispettata (come, ad esempio, nel Friuli e in Umbria), non vale per l?Abruzzo. Da un primo esame del Decreto legge n. 39 saltano agli occhi queste particolarit?: all?art. 3 non si parla di una cifra specifica, ma nella relazione tecnica allegata si indica la somma di ?150.000,00 quale tetto massimo spettante ai singoli cittadini per la prima casa. Orbene, la cifra che sar? poi effettivamente riconosciuta a ciascuno degli aventi diritto, per un terzo dovr? essere coperta con un mutuo a tasso agevolato a carico del cittadino, e per un altro terzo dovr? essere anticipata, sempre dal cittadino, che potr? recuperarlo nell?arco di 22 anni non pagando le imposte, mentre lo stato interviene con denaro liquido solo per l?ultimo terzo.

    Sennonch? la caratteristica dell?Aquila e degli altri comuni colpiti è quella di centri storici di particolare valore, costituiti da un grandissimo numero di edifici antichi e pregevoli, 320 dei quali, di proprietà privata, sono sottoposti a vincolo da parte della Soprintendenza. Ci sono poi altri 800 edifici pubblici, qualificati di interesse storico, archeologico e artistico. Ora, come è possibile che un privato possa farsi carico della ricostruzione o del restauro di un edificio vincolato o semplicemente di pregio, accollandosi il 66% della spesa? Si comprende allora come il Decreto legge n. 39, se rester? nelle sue linee essenziali così come è stato concepito, costituir? l?atto di morte di una citt? e di tutti gli altri centri terremotati, che resteranno nei decenni avvenire cumuli di macerie e di edifici spettrali, cadenti e abbandonati.

    Ma nel decreto n. 39 c?? anche di peggio: all?art. 3, comma 1 , lettera c, si dispone che se un immobile, gravato da un mutuo, è andato distrutto, la Società Fintecna, a richiesta del privato cittadino. si accoller? il mutuo nei limiti del contributo che al predetto è stato riconosciuto, ma diverr? proprietaria di quel che resta dell?immobile. Se per? il mutuo supera il contributo riconosciuto, la conseguenza parrebbe essere, dall?esame della norma, che il cittadino dovr? continuare a pagare la parte residua del mutuo: insomma non avr? più la casa ma continuer? a pagare il mutuo. Il rischio è che la citt? vada per gran parte nelle mani della Fintecna. Ma se, come è facile prevedere, il cittadino non riesce, col contributo e con il mutuo a tasso agevolato, a coprire l?intera spesa per il restauro o la ricostruzione (rispettando, si spera, le norme antisismiche), dovr? contrarre un ulteriore mutuo, a tasso di mercato, con la banche. Insomma quello delineato dal decreto n. 39 è un meccanismo infernale che consegner? una citt? nelle mani di banche, finanziarie e usurai.

    L?ultima perla del decreto: dopo aver dichiarato la citt? ?zona franca?, lo Stato non rinuncia a pretendere da quegli sventurati cittadini che si faranno carico della ricostruzione, il pagamento dell?IVA al 20% ( art. 3, comma 1?, lettera d). Ecco cosa miravano a coprire le tante ?passerelle? e sceneggiate e come fosse interessata l?esaltazione della dignit? degli abruzzesi, ?forti e gentili?.

    Dott.ssa Rosella Graziani
    cittadina di L?Aquila; attualmente ospite del padre, insieme alla sua famiglia, in Paglieta (CH)

    (3 maggio 2009)
    \"Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo\" (Ernesto Guevara)Che
    Accessibilità?


  2.      


  3. #2
    MEMBRO ONORARIO
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Messaggi
    27,627
    Thanked: 50

    Predefinito

    Non sono "osservazioni estere". Il concetto è questo : esistono due magnitudo :

    1) La magnitudo Richter
    2) La magnitudo MW o magnitudo momentum.

    Le due si equivalgono per terremoti fino a 5 di magnitudo, nei terremoti più forti è considerata più affidabile la magnitudo MW.

    Su tutti i telegiornali è stata data la magnitudo Richter, mentre l'istituto euro-mediterraneo di sismologia, e l'earthquake center americano indicano la magnitudo MW.

    Tra l'altro sul sito dell'earthquake center, viene detto che la segnalazione arriva da "Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Rome, Italy"

    http://earthquake.usgs.gov/eqcenter/...s/2009/us2009f caf/

    Loro possono dire quello che vogliono, un qualsiasi giudice dar? ragione ai cittadini ,visto che la scienza sismologica afferma che in caso di terremoti sopra 5 di magnitudo la magnitudo MW è considerata quella più affidabile.

    Claudio



  4. #3
    MEMBRO ONORARIO
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Località
    Italy
    Messaggi
    10,058
    Thanked: 0

    Predefinito

    L'Aquila e il decreto abracadabra
    E' stato ribattezzato "decreto abracadabra" per le innumerevoli devianze creative con le quali accompagna il processo di ricostruzione dell'Aquila e dei paesini circostanti. La luna di miele tra gli abruzzesi e Silvio Berlusconi ha subito una prima e significativa increspatura. La lettura approfondita del decreto legge, e la verifica che i soldi all'Abruzzo in gran parte (4,7 miliardi di euro) saranno racimolati dall'indizione di nuove lotterie, dagli interventi sul lotto, e dai sempreverdi provvedimenti anti-evasione, soldi veri niente, e che in più le risorse saranno spalmate su un periodo lunghissimo (da oggi al 2033) hanno creato fremiti di rabbia dapprima isolati e poi sempre più partecipati.

    Il tam tam ("Berlusconi ci inganna!") è iniziato, e non è una novit?, sui blog. Prima Facebook e poi i partiti. Prima i conclavi nelle tende poi le riunioni istituzionali. Una giovane donna, Rosella Graziani, che sa far di conto, ha messo a frutto tutto il tempo ritrovato e fino alla settimana scorsa inutilizzato per radiografare il decreto legge e poi bollarlo in una lettera pubblica: "Mai nella storia dei terremoti italiani avevamo assistito a una ingiustizia tanto grande e a un tale cumulo di menzogne che ha ricoperto L'Aquila più di quanto non abbiano fatto le macerie".

    Quali le menzogne e dove l'inganno? I soldi veri, il cash disponibile che Tremonti rende immediatamente spendibile si aggira sul miliardo di euro. Tolte le spese per l'emergenza, restano 700 milioni di euro destinati alla costruzione delle casette temporanee. E qui il primo punto: 400 milioni saranno spesi per edificarle nel 2009 e 300 milioni nel 2010. Se ne dovrebbe dedurre che la totalit? delle case provvisorie sarebbero, è bene riusare il condizionale, realizzate totalmente entro l'anno prossimo. Dunque qualcuno avrebbe un tetto a settembre, qualcuno a ottobre, qualche altro a gennaio, o nella primavera che verr?. E' così? E' il dubbio, maledetto, che affligge e turba.

    Secondo punto: le casette sono sò temporanee ma il decreto le definisce "a durevole utilizzazione". Durevole. Moduli abitativi condominiali, magari lindi e comodi, a due o tre piani. In legno. Ecocompatibili, risparmiosi, caldi. Perfetti. Possono durare decenni.
    E dunque: sarebbero provvisori ma purtroppo paiono proprio definitivi. E, questa è una certezza, sono le uniche costruzioni ad avere pronta una linea di finanziamento. Piccole e sparse new town. New town aveva detto Berlusconi, no? E le case vere? Quelle di pietra?

    Qui la seconda questione campale: sembra, a scorrere gli allegati al decreto, che Berlusconi non possa concedere più di 150 mila euro per la ricostruzione dell'abitazione principale. E per di più questi soldi sarebbero veri fino a un certo punto, perciò la definizione di decreto abracadabra. 50 mila euro li concederebbe - cash - il governo; 50 mila li tramuterebbe in credito di imposta (anticipata dalla famiglia terremotata e ammortizzata in un arco temporale di 22 anni); altri cinquantamila sarebbero coperti con un mutuo a tasso agevolato a carico per? del destinatario del contributo.

    Non si sa bene ancora se sar? così strutturato il fondo. Le norme del decreto possono subire fino al prossimo gioved? emendamenti e correzioni. Quel che comunque sembra chiaro è che la somma ipotizzata (150 mila euro) ammesso che venga confermata, sar? sufficiente per una casa di tipo popolare e di nuova costruzione, ma totalmente sottodimensionata per finanziare i lavori di recupero e restauro conservativo. Nel centro storico dell'Aquila ci sono 800 edifici pubblici e 320 edifici privati, sottoposti a vincoli per il loro pregio.

    Recuperi dispendiosi economicamente e, secondo questo decreto, sostanzialmente a carico dei privati.
    Cosò ieri i sindaci delle aree terremotate si sono ritrovati in conclave e hanno iniziato in un borbottio che è poi sfociato in un documento di dura protesta. "Vogliamo vedere nero su bianco i soldi per la ricostruzione e non solo quelli per le casette transitorie. L'Aquila va costruita dov'era e com'era. Cosò non sar?: a leggere il decreto i tempi sono dilatati fino al 2033, una data ridicola", ha dichiarato la presidente della Provincia Stefania Pezzopane.

    Ai dubbi che già gonfiano i primi timori si aggiunge poi l'offesa istituzionale subita dagli enti locali. Il governo, promotore della prima legge costituzionale a vocazione federalista, ha accentrato ogni potere di spesa negando finanche al sindaco dell'Aquila, citt? epicentro del terremoto e capoluogo di regione, le funzioni commissariali esecutive. Penser? a tutto, come al solito, Guido Bertolaso...

    (5 maggio 2009)
    \"Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo\" (Ernesto Guevara)Che
    Accessibilità?



  5. #4
    MEMBRO ONORARIO
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Località
    Italy
    Messaggi
    10,058
    Thanked: 0

    Predefinito

    Ecco c'è mancavano li sfasciavetrine della c.g.i.l. i guerriglieri


    Terremoto, rabbia degli studenti aquilani
    ?No al trasferimento nelle zone sismiche?

    di Lilli Mandara
    PESCARA (5 maggio) - Forse non sar? abbastanza uomo, non sar? abbastanza grande, non avr? abbastanza coraggio n? sufficiente forza, e forse quella notte non è ancora abbastanza lontana e forse è ancora presente nei suoi incubi. Forse sar? per questo che Andrea D?Andrea versa ancora tante lacrime e non si vergogna ad ammetterlo.

    Lo dice davanti a cinquecento compagni nell?aula consiliare di Pescara piena zeppa di studenti, di padri e di madri, di professori e di presidi, e alla fine arriva pure il rettore Ferdinando Di Orio, e mentre lo dice strappa l?applauso più forte di tutto il pomeriggio, quante lacrime ancora dentro questa sala. Gli studenti dell?Universit? dell?Aquila, Ingegneria prima di tutto, ma anche Lettere, Scienza dell?Investigazione, Scienza della formazione, Medicina, non vogliono andare n? ad Avezzano n? a Carsoli n? a Sulmona, non vogliono trasferirsi in zone sismiche, pericolose tanto quanto L?Aquila ma vogliono stare qui sulla costa, al sicuro. E chiedono lo status di sfollati, e poi la cancellazione della prima rata delle tasse universitarie, e più informazione nelle tendopoli.

    Luca Centofanti dell?associazione studenti universitari Modus, è il leader: ?Non vogliamo boicottare l?ateneo, ma vogliamo avere voce in capitolo, vogliamo contare?. E dice Andrea D?Andrea, di Ingegneria meccanica: ?L?universit? ha bisogno di biblioteche, laboratori, mense, sicurezza e tranquillit?: come è possibile che la sede di Celano che prima contava solo 4 iscritti adesso ospiti cinquemila studenti??. Perlomeno andiamo dove la terra non trema, suggerisce Giovanni La Rocca di Ingegneria-Architettura, qui sulla costa quindi. C?? paura nella sala consiliare del Comune di Pescara, la paura di chi sa che nella lista dei cinquanta studenti rimasti sotto le macerie poteva esserci il proprio nome, il proprio figlio, il proprio nipote. La certezza che se il terremoto avesse colpito alle undici del mattino le vittime si sarebbero contate in migliaia. ?E se all?Aquila c?? una faglia, Avezzano ne ha tre e Sulmona una?, loro gli studenti del terremoto come già tutti li chiamano, dovranno combattere con un?etichetta che già gli hanno appiccicato addosso e non vogliono studiare per modo di dire, vogliono studiare e anche vivere. Non arrendiamoci, incita Alessandra Iezzi di Ingegneria-Architettura, ?nessuno studente dovr? pagare le tasse?, chiede Roberto Ettorre di Lettere, ?Carsoli è sismica e difficile da raggiungere?, denuncia Ania Ferrigni di Scienza dell?Investigazione, ?Celano doveva chiudere l?anno scorso, e adesso ci vogliono mandare noi?, dice Matteo D?Alonzo di Ingegneria gestionale. Poi parlano i ragazzi delle tendopoli, come Daniele Ferella di Paganica: ?Io sento forte il problema della sicurezza, conviviamo con la paura che ci vengano addosso le macerie ma anche col panico che ci perseguita ogni volta che nella tenda sentiamo una scossa?.

    La critica all?Universit? che non li ascolta, che non li protegge, arriva con la denuncia della totale assenza di informazioni nelle tende: ?Ci dicono che troveremo tutto sul sito, lo fa l?Universit? e lo fa il Comune, ma ci dite come facciamo noi che sotto la tenda a malapena abbiamo la branda a collegarci con Internetà?, nessuno glielo dice. E come si fa a costringere Luca Campanella che ha visto sparire amici cari sotto le macerie, o Fabio Coccia che chiede di andare a Pescara oppure a Lanciano, o Pierpaolo Piscopo che illustra una serie di proposte alternative ad Avezzano e Celano con tanto di numero di aule e di posti, o di nuovo Luca Centofanti che accusa il rettore di voler trasferire l?universit? ?dove vuole lui?, come si fa a dirgli ragazzi, dovete stare all?Aquila perchè senza l?universit? L?Aquila muore. ?Ma anche noi non vogliamo morire?, rispondono in coro, e sono fischi e anche polemiche e anche urli e anche genitori che si alzano in piedi quando il rettore prende la parola per dire che cercher? di trasferire l?universit? alla Reiss Romoli, ma dove dormiranno gli studenti e come e a che condizioni e con quale paura.

    ?Io voglio mio figlio vivo prima che laureato?, gli dice una mamma. E Gianfranco Gentile, un pap?: ?Lei questi ragazzi li deve trattare come figli?, e Antonio Tarquini, un altro pap?: ?Se l?universit? viene a Pescara bene, se mio figlio dovr? viaggiare per andare ad Avezzano, allora lo trasferisco ad Ancona?. Sono tanti, sono uniti, gli studenti dell?Aquila: la loro è una battaglia vera, la battaglia per la vita.Edited by: Madeche
    \"Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo\" (Ernesto Guevara)Che
    Accessibilità?



  6. #5
    Senior Member
    Data Registrazione
    Jul 2005
    Messaggi
    7,270
    Thanked: 0

    Predefinito


    Citazione Originariamente Scritto da Madeche
    L'Aquila e il decreto abracadabra

    E' stato ribattezzato "decreto abracadabra" per le innumerevoli devianze creative con le quali accompagna il processo di ricostruzione dell'Aquila e dei paesini circostanti. La luna di miele tra gli abruzzesi e Silvio Berlusconi ha subito una prima e significativa increspatura. La lettura approfondita del decreto legge, e la verifica che i soldi all'Abruzzo in gran parte (4,7 miliardi di euro) saranno racimolati dall'indizione di nuove lotterie, dagli interventi sul lotto, e dai sempreverdi provvedimenti anti-evasione, soldi veri niente, e che in più le risorse saranno spalmate su un periodo lunghissimo (da oggi al 2033) hanno creato fremiti di rabbia dapprima isolati e poi sempre più partecipati.



    Il tam tam ("Berlusconi ci inganna!") è iniziato, e non è una novit?, sui blog. Prima Facebook e poi i partiti. Prima i conclavi nelle tende poi le riunioni istituzionali. Una giovane donna, Rosella Graziani, che sa far di conto, ha messo a frutto tutto il tempo ritrovato e fino alla settimana scorsa inutilizzato per radiografare il decreto legge e poi bollarlo in una lettera pubblica: "Mai nella storia dei terremoti italiani avevamo assistito a una ingiustizia tanto grande e a un tale cumulo di menzogne che ha ricoperto L'Aquila più di quanto non abbiano fatto le macerie".



    Quali le menzogne e dove l'inganno? I soldi veri, il cash disponibile che Tremonti rende immediatamente spendibile si aggira sul miliardo di euro. Tolte le spese per l'emergenza, restano 700 milioni di euro destinati alla costruzione delle casette temporanee. E qui il primo punto: 400 milioni saranno spesi per edificarle nel 2009 e 300 milioni nel 2010. Se ne dovrebbe dedurre che la totalit? delle case provvisorie sarebbero, è bene riusare il condizionale, realizzate totalmente entro l'anno prossimo. Dunque qualcuno avrebbe un tetto a settembre, qualcuno a ottobre, qualche altro a gennaio, o nella primavera che verr?. E' così? E' il dubbio, maledetto, che affligge e turba.



    Secondo punto: le casette sono sò temporanee ma il decreto le definisce "a durevole utilizzazione". Durevole. Moduli abitativi condominiali, magari lindi e comodi, a due o tre piani. In legno. Ecocompatibili, risparmiosi, caldi. Perfetti. Possono durare decenni.

    E dunque: sarebbero provvisori ma purtroppo paiono proprio definitivi. E, questa è una certezza, sono le uniche costruzioni ad avere pronta una linea di finanziamento. Piccole e sparse new town. New town aveva detto Berlusconi, no? E le case vere? Quelle di pietra?



    Qui la seconda questione campale: sembra, a scorrere gli allegati al decreto, che Berlusconi non possa concedere più di 150 mila euro per la ricostruzione dell'abitazione principale. E per di più questi soldi sarebbero veri fino a un certo punto, perciò la definizione di decreto abracadabra. 50 mila euro li concederebbe - cash - il governo; 50 mila li tramuterebbe in credito di imposta (anticipata dalla famiglia terremotata e ammortizzata in un arco temporale di 22 anni); altri cinquantamila sarebbero coperti con un mutuo a tasso agevolato a carico per? del destinatario del contributo.



    Non si sa bene ancora se sar? così strutturato il fondo. Le norme del decreto possono subire fino al prossimo gioved? emendamenti e correzioni. Quel che comunque sembra chiaro è che la somma ipotizzata (150 mila euro) ammesso che venga confermata, sar? sufficiente per una casa di tipo popolare e di nuova costruzione, ma totalmente sottodimensionata per finanziare i lavori di recupero e restauro conservativo. Nel centro storico dell'Aquila ci sono 800 edifici pubblici e 320 edifici privati, sottoposti a vincoli per il loro pregio.



    Recuperi dispendiosi economicamente e, secondo questo decreto, sostanzialmente a carico dei privati.

    Cosò ieri i sindaci delle aree terremotate si sono ritrovati in conclave e hanno iniziato in un borbottio che è poi sfociato in un documento di dura protesta. "Vogliamo vedere nero su bianco i soldi per la ricostruzione e non solo quelli per le casette transitorie. L'Aquila va costruita dov'era e com'era. Cosò non sar?: a leggere il decreto i tempi sono dilatati fino al 2033, una data ridicola", ha dichiarato la presidente della Provincia Stefania Pezzopane.



    Ai dubbi che già gonfiano i primi timori si aggiunge poi l'offesa istituzionale subita dagli enti locali. Il governo, promotore della prima legge costituzionale a vocazione federalista, ha accentrato ogni potere di spesa negando finanche al sindaco dell'Aquila, citt? epicentro del terremoto e capoluogo di regione, le funzioni commissariali esecutive. Penser? a tutto, come al solito, Guido Bertolaso...



    (5 maggio 2009)
    ci sar? da ridere.....quando le promesse non verranno mantenute si trasformeranno in un boomerang</span>
    La tradizione è l\'illusione della perpetuità...



  7. #6
    Senior Member
    Data Registrazione
    Jul 2005
    Messaggi
    7,270
    Thanked: 0

    Predefinito

    un popolo di decerebrati con un livello di istruzione medio nettamente inferiore a quello della media europea.
    Ecco perchè in Italia le bugie hanno le gambe lunghissime...</span>
    La tradizione è l\'illusione della perpetuità...



  8.      

Informazioni Discussione

Utenti che Stanno Visualizzando Questa Discussione

Ci sono attualmente 1 utenti che stanno visualizzando questa discussione. (0 utenti e 1 ospiti)

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •