Cookie Policy Privacy Policy CRESCERE UN FIGLIO DIVERSO - Pagina 3



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Risultati da 41 a 60 di 85
  1. #41
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    Ciao tersicore, sicuramente quello che tu dici e' giusto, noi genitori non siamo eterni, ma non mi sembra giusto mettere al mondo un altro figlioesclusivamente per assicurare un futuro al nostro bimbo disabile... come non e' giusto caricare il nascituro di tutta questa responsabilita'! e poi..... chi l'ha detto che andranno daccordo???(sappi che ci sono figli che si dimenticano addirittura dei genitori figuriamoci dei fratelli);la situazione e' diversa quando il bambino disabile e' secondigenito, il quel caso il primo c'e' gia' e si adatta alle necessita' e alle esigenze di tutta la famiglia e magari si affezziona pure a quel fratellino o sorellina piu' indifeso di lui. sono del parere che cmq le istituzioni dovrebbero funzionare meglio cosicche' il dopodinoi non sia solo un sogno ma qualcosa di attuabile e funzionabile, percio' come diceva carl siamo noi genitori che dobbiamo lottare per il futuro dei nostri bambini. ciao a tutti
    Cinzia


  2.      


  3. #42
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    Ciao mammadigiada.


    Forse non mi sono sufficientemente addentrata nei dettagli.


    Ci mancherebbe che un fratello od una sorella condizioni la sua esistenza poich? ha un congiunto disabile, ovvero nemmeno io chiederei ad un altro figlio di occuparsi in prima persona di tutte le esigenze di Robert per?, indubbiamente, l'obbligherei a provvedere economicamente affinch? Robert avesse tutta l'assistenza che gli necessiterebbe, attraverso personale preparato, e che tale assistenza venga fornita in una casa, non certamente in un istituto.


    Mi consulterei con uno o più notai ed avvocati prima di stilare un testamento ad hoc che tuteli Robert, vincolando i beni ed il loro usufrutto, ecc.


    Detto in parole povere: ci saranno i mezzi per vivere entrambi senza dover lavorare ma per poterne godere, il fratello o la sorella dovr?, indirettamente, prendersi cura di Robert.


    Se non vorr? farlo, avr? come eredit? solo la quota legale e con quella, per poter vivere, dovr? sicuramente andare a lavorare per poter campare.
    Maria Laura

    Citazione: Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi. (Albert Einstein)



  4. #43
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    CARL , un altro figlio? bellissimo! non indugiare troppo, bisogna pensare in positivo, per esperienza io che ho una figlia più grande e un figlio più piccolo di Claudia(disabile) posso dire che tutti i miei figli mi hanno arricchita come persona e come mamma a nessuno di loro potrei rinunciare, ma certamente mi hanno aiutata a guardare più positivamente al futuro, non solo perchè Claudia non sar? mai sola ,ma perchè per offrire loro una vita serena non ho avuto tempo di abbattermi intristendo la mia vita e la loro, sono sereni, Claudia è amata e fa parte della loro vita in maniera profonda .
    la felicità non è avere il meglio di tutto ma trarre il meglio da tutto quello che si ha!
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  5. #44
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    Bravo Carl...progettare un altro figlio...? una decisione stupenda e anche se non vi conosco, vi appoggio pienamente...i presupposti ci sono tutti perciò


    in bocca al lupo


    a me queste altre due pesti hanno restituito tanta gioia, spensieratezza e hanno riempito i silenzi che con J. si facevano sempre più laceranti...


    Oggi anche il mio Angelo è un bimbo più sereno, allegro, vocalizza sempre di più e si diverte come un matto ogni qualvolta l? sente giocare, ridere, ballare intorno a lui....


    Non so cosa ci riserver? il futuro penso a seminare bene oggi...il resto verr? da sò...in fondo per questi due fratelli non sar? un peso il fratello perchè lo amano e quando c'è l'amore si fanno cose grandissime senza rendersene conto...


    Cris



  6. #45
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    Io invece concordo con la mamma di Giada........ Per me un fratello o
    una sorella non garantisce maggiormente la qualit? di vita della
    persona con disabilit?. Certo non nego che, potenzialmente, è forse
    più portotato a vigilare sulle condizioni in cui vive il proprio
    congiunto ma...tutto poi dipende dal carattere e dai valori di com'?
    stato tirato su.
    Quando lavoravo con le persone con malattie mentali ricordo di
    alcune situazioni incredibili d'intolleranza e di menefreghismo
    assoluto da parte di fratelli e sorelle (maggiori o minori, non f?
    differenza) e, sicuramente, anche quelli che avevano per il congiunto
    un p? di affetto faticavano parecchio a prendersi alcune
    responsabilit? come quelle di dover cambiare assistenza, o verificare
    altri problemi legati alla situazione del fratello.....
    La verità amara è che.....forse, non c'è nessuno a cui importi di
    nostro figlio quanto a noi genitori.....
    Che fare? Disperarci o evitare di pensarciò
    No, no, no!!!
    Anche in questo io concordo in pieno con la mamma di Giada:
    esistono persone estranee (io, che sono probabilmente molto
    fortunata, ne conosco almeno un paio) che vedono nei nostri figli
    delle persone con la loro dignit? e sono profondamente convinte che
    occorra adoperarsi per garantire loro una vita dignitosa e questo
    solo perchè credono profondamente nel valore umano.
    Io credo che queste persone sono così semplicemente perchè hanno
    avuto, fin da piccole, una formazione all'accoglienza ed al rispetto
    dell'essere umano in qualsiasi condizioni esso sia...poi, certo,
    probabilmente ci sar? anche una predisposizione personale, ma
    imparare il valore della persona è comunque determinante.
    Non c'è tempo da perdere: cambiare una cultura non è cosa che si
    possa rimandare a domani....? qualcosa da fare subito...adesso!
    Occorre fare in modo che le persone che credono nel rispetto e nella
    dignit? dei nostri figli non siano più solo una minoranza, ma
    diventino la maggiornaza...e questo s'inizia con i bambini che
    saranno adulti domani. Guardate che la cultura è già molto mutata
    rispetto al passato, e questo grazie al lavoro ed alla determinazione
    dei genitori che ci hanno preceduto e che hanno sancito quei diritti
    (all'istruzione, all'lavoro ed ad una vita dignitosa) che adesso
    possiamo pretendere. C'? ancora molto da fare, questi diritti devono
    concatenarsi a passata doppia con la cultura, devono esser così
    "normali" che più nessuno pu? metterli in diiscussione.




  7. #46
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    Lo reputo il pensiero di una donna che non ha avuto altri figli oltre al primo n? li vuole avere.


    Ammetto per? anche che non è per nulla facile quando si è madre di un bimbo gravemente disabile e per svariati motivi ci si ritrova da sole, trovare un uomo con cui condividere il futuro e che si faccia carico di fare da padre a questo bimbo.
    Maria Laura

    Citazione: Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi. (Albert Einstein)



  8. #47
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    Ho avuto un altro figlio "dopo", ma non ho mai pensato di accolllargli la cura della mia vecchia bimba. I figli hanno uguali diritti a costruirsi la loro vita.


    Come ho già detti alcuni post fa, prendersi cura di un disabile grave pu? essere solo una scelta.


    Mi interessa questo thread, spero che sia ancora attivo tra una settimana quando torno.


    Franco



  9. #48
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    Io ce l'ho una figlia più grande, ma sono completamente d'accordo con
    Chiara e Franco: non si pu? accollare ai figli "normo" la cura dei
    fratelli disabili. Ognuno ha diritto a farsi la sua vita e un genitore
    ha il dovere di non condizionarla. I nostri figli disabili devono avere
    pari dignit?, libert? e diritti degli altri in assoluto: il mondo è a
    pieno titolo anche loro.

    Rossella


    http://walter-urticante.blogspot.com
    resistere quando tutto sembra perduto... puntare i piedi e stringere i denti quando anche la montagna sembra crollare sotto i piedi, questo è quel che conta.



  10. #49
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    Chiarella:
    State calmi se potete...
    Salvo

    Redazione rendiamo accessibile il sito.Grazie!



  11. #50
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    Rimango dell'idea che concepire un altro bimbo dopoun bimbo con problemi è un'impresa coraggiosissima e apprezzabilissima ,se viene da un profondo spirito genitoriale, secondo il quale sentiamo l'esigenza di metterci alla prova con un essere umano nuovo e sconosciuto, di prendersi cura di lui con tutte le gioie e i problemi, gli inconvenienti, i contrattempi, le incognite che una nuova vita si porta dietro...


    Non abbiamo certamente pensato di fare un figlio in visione di una sicura balia per J. sopratutto perchè non avevamo la certezza che nascesse sicuramente sano(visto che per J. è stato un problema peri-natale) anzi ne abbiamo fatto un'altro proprio perchè avevamo avuto una femminuccia e non volevamo si sentisse di dover accudire J. rimanendo l'unica dopo di lui...


    Diciamo che spesso mi trovo a discutere conuna gran partedelle persone che, occasionalmente, frequentiamo ,che si aspettano proprio che i fratelli già si preoccupino di lui e delle sue necessit?...noi ribadiamo puntualmente che questa è una nostra priorit? ma non certo la loro, ma che pizza!!!Pure quando ti impegni per fare il giusto arrivano altri a ficcare il naso dove non gli compete, e solo per pregiudizio!!!I fratelli si dovrebbero immolare al martirio per il fratello quasi dovessero scontare il fatto di essere nati sani!!!


    Almeno per quantoci riguarda J. a parte, avremmo comunque avuto una famiglia numerosa perchè è stato sempre il nostro sogno, certo se J. non avesse avuto tutti questi problemi forse oggi ne avrei avuto uno in più (di figlio intendo), invece oggi ci dobbiamo fermare a quota tre proprio per J. per non levare troppo tempo a lui e alle sue esigenze,per riuscire a non trascurare nessuno, per riuscire a dare ad ognuno la possibilit? di seguire i propri interessi, di sviluppare la propria personalit?, di sviluppare le proprie naturali attitudini, di curare ognuno le proprie amicizie, e sopratutto di seguire ognuno il proprio percorso scolastico, con tutte le peripezie che quotidianamente dobbiamo fare...


    Perciò a J. non dovranno pensare più di tanto nemmeno da grandi...perchè, innanzitutto ci siamo noi e alcune persone che già da adesso si sono presi l'impegno di assolvere a tutti i bisogni di J. qualora noi venissimo improvvisamente a mancare...


    Se poi i fratelli vorranno di loro spontanea volont? fare qualcosa per J. sar? il risultato dell'educazione e dell'esempio che saremo riusciti a dargli e dell'amore che regna nella nostra famiglia.


    Molto del nostro impegno v? anche nel cercare un tessuto sociale attorno alla nostra famiglia che conosca le nostre dinamiche, intendo una serie di amicizie che vivono la famiglia intensamente(la loro)e primariamente come noi, che vivono fortemente la solidarietà, così che il dopodinoi sia un passaggio il più possibile meno traumatico per nostro figlio.


    Chiara ha perfettamente ragione ci sono dei perfetti estranei che hanno un amore e un pensiero costante e spropositato per J. che le nostre famiglie di origine non hanno mai avuto(sopratutto la famiglia paterna)? per questo che nei nostri momenti speciali ci sono per lo più zii acquisiti e valorizzati nel corso di questi sette anni, persone speciali, disinteressate, che con J. hanno percorso un lungo viaggio nel dolore ma che sono riuscite a superarlo e aguardarlo non più come un bimbo sfortunato...


    Per cambiarela cultura, come ha dettosempre Chiara, bisogna stare fra la gente, esserci dove possiamo e il buon senso ci porta, senzafarci scalfire dagli ignoranti, dai poveri di mente, ma ESSERCI...


    Senza per questo imporci ,perchè , in fondo,anche la gente va rispettata, noi che abbiamo una consapevolezza in più,credo dovremmo sfruttarla ogni voltaincontriamo qualcuno...e la gente forse imparer? ad avere meno paura....


    Vi saluto tutti e vi auguro una buona domenica, quì a Roma c'è un sole....... speriamo duriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii


    Cris








  12. #51
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    Seeee...e chi ce crede che vi fermate a tre?
    E poi sarebbe un peccato visto che ogni volta vi vengono delle
    meraviglie della natura!
    Va l? che fra qualche annetto, appena il piccino s'? un p? calmato, vi
    riviene voglia di rimettervi a cercare un'altro nome unico!
    (hihihhihihihi!)



  13. #52
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    <DIV>Ecco perchè mi fischiavano le orecchie </DIV>
    <DIV>Chiara, eccomi!!! </DIV>
    <DIV></DIV>
    <DIV>Dunque, credo di essere la mamma di cui parla Fair e che ha ottenuto grandi giovamentiutilizzando il Ritalin. MIa figlia ha 5 anni e mezzo, la sindrome di Down ed è stata diagnosticata con sindrome da iperattivit? e deficit di attenzione. Anche lei aveva atteggiamenti molto simili a quelle di Robert, da "demolition baby", associati per? ad un ritardo mentale molto lieve. Per lei il farmaco è stata una manna, in quanto ha risolto (diciamo meglio "ammorbidito") gli atteggiamenti fortemente iperattivi, lasciandoci scoprire una bambina amabile, sensibile, intelligente (compatibilmente con quello che ha, ovviamente, non crediate che io abbia gli occhi foderati di prosciutto).</DIV>
    <DIV>Nel centro dove è seguita, comunque, mi hanno detto di aver seguito anche un ragazzino con fortissima iperattivit? e ritardo mentale grave, e anche con lui il Ritalin ha funzionato egregiamente. </DIV>
    <DIV>Ti capisco molto bene, sai, Tersicore62, perchè anche per me era praticamente impossibile uscire con lei e una delle sue sorelle, a casa doveva essere seguita costantemente (altrimenti poteva buttare tutto dai balconi o peggio, come Robert), e altre delizie che potrai immaginare benissimo, derivanti anche dal disturbo oppositivo-provocatorio.</DIV>
    <DIV>Da quando abbiamo utilizzato con lei quel farmaco, la nostra vita e la sua sono davvero cambiate... si pu? uscire con amici, e lei si comporta come un qualsiasi bambino un po' discolo (eh eh... è un farmaco buono, ma non miracoloso... ), ti sta ferma a disegnare a casa e a scuola (sogni mostruosamente proibiti prima), socializza benissimo con i compagni e sono finiti nel dimenticatoio i tratti aggressivi che la facevano isolare.</DIV>
    <DIV>Insomma, se l'iperattivit? di Robert è così limitante per voi e per lui... non è detto che funzioni, ma credo che valga la pena di tentare!</DIV>
    <DIV>Trovi i centri di riferimento regionale sul sito</DIV>
    <DIV>www.aifa.it</DIV>
    <DIV>ma ti consiglio di telefonare prima per spiegare le problematiche di Robert e chiedendo se fanno trattamento farmacologico, onde evitare di perdere tempo</DIV>



  14. #53
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    Hai ragione Chiara mi conosci troppo bene!!!


    Ma trovare un'altro nome strano, magari così riesco a dare il colpo di grazia a mia suocera, chi sò magari un miracolo...


    Baci, baci, BACI CHIARA E PURE AL QUEL FIGO DI SIMO





  15. #54
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    Citazione Originariamente Scritto da drdlrz
    <div>&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Ecco perchè mi
    fischiavano le orecchie </font></div>
    <div>&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Chiara, eccomi!!! </font></div>
    <div>?</div>
    <div>&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Dunque, credo di essere la mamma
    di cui parla Fair e che ha ottenuto grandi giovamenti?utilizzando il
    Ritalin. MIa figlia ha 5 anni e mezzo, la sindrome di Down ed è stata
    diagnosticata con sindrome da iperattivit? e deficit di attenzione.
    Anche lei aveva atteggiamenti molto simili a quelle di Robert, da
    "demolition baby", associati per? ad un ritardo mentale molto lieve.
    Per lei il farmaco è stata una manna, in quanto ha risolto (diciamo
    meglio "ammorbidito") gli atteggiamenti fortemente iperattivi,
    lasciandoci scoprire una bambina amabile, sensibile, intelligente
    (compatibilmente con quello che ha, ovviamente, non crediate che io
    abbia gli occhi foderati di prosciutto).</font></div>
    <div>&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Nel centro dove è seguita,
    comunque, mi hanno detto di aver seguito anche un ragazzino con
    fortissima iperattivit? e ritardo mentale grave, e anche con lui il
    Ritalin ha funzionato egregiamente. </font></div>
    <div>&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Ti capisco molto bene, sai,
    Tersicore62, perchè anche per me era praticamente impossibile
    uscire con lei e una delle sue sorelle, a casa doveva essere seguita
    costantemente (altrimenti poteva buttare tutto dai balconi o peggio,
    come Robert), e altre delizie che potrai immaginare benissimo,
    derivanti anche dal disturbo oppositivo-provocatorio.</font></div>
    <div>&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Da quando abbiamo utilizzato con
    lei quel farmaco, la nostra vita e la sua sono davvero cambiate... si
    pu? uscire con amici, e lei si comporta come un qualsiasi bambino
    un po' discolo (eh eh... è un farmaco buono, ma non miracoloso...
    ), ti sta ferma a disegnare a casa e a scuola (sogni mostruosamente
    proibiti prima), socializza benissimo con i compagni e sono finiti nel
    dimenticatoio i tratti aggressivi che la facevano isolare.</font></div>
    <div>&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Insomma, se l'iperattivit? di Robert è
    così limitante per voi e per lui... non è detto che funzioni, ma credo
    che valga la pena di tentare!</font></div>
    <div>&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Trovi i centri di riferimento regionale
    sul sito</font></div>
    <div>&lt;FONT face=Arial size=2&gt;www.aifa.it">www.aifa.it</font></div>
    <div>&lt;FONT face=Arial size=2&gt;ma ti consiglio di telefonare prima
    per spiegare le problematiche di Robert e chiedendo se fanno
    trattamento farmacologico, onde evitare di perdere tempo</font>[/
    DIV]

    Cri!!!! Era ora!
    A proposito, ho bisogno della consulenza di tuo marito per il sito!
    provo a chiamarti domani....
    Un bacione alle pupe!



  16. #55
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    non mi vengone le altre ................emoticons , qualcuno sa spiegarmi perchè?
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  17. #56
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    Grazie dldrrz, (che nick!!!E' forse un acronimo?).


    Robert non ha la sindrome di down ed il suo ritardo cognitivo è molto grave, conseguenza di meningite + encefalite + emorragie cerebrali a tutti e 4 i ventricoli.


    E' un idrocefalo derivato e nei primi due anni e mezzo di vita ha subito ben 11 interventi neurochirurgici.


    Sinceramente ho molte perplessit? che un farmaco come il Ritalin possa agevolarlo nell'apprendimento ma mi far? dipanare questo dubbio dalla neurologa che lo segue al prossimo appuntamento.
    Maria Laura

    Citazione: Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi. (Albert Einstein)



  18. #57
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    Il nick è la prima parte di un codice fiscale... ed è contorto come chi lo porta


    Il Ritalin in teoria dovrebbe funzionare solo in chi ha la sindrome da deficit di attenzione e iperattivit?, per? un farmacologo molto bravo mi ha detto che sempre più spesso lo usano con successo in tanti i casi di grave comportamento iperattivo derivante da altre cause (mi ha citato anche il caso di una bambina adottata, con iperattivit? da traumi vari avuti nell'infanzia, e che ha ottenuto successo, anche perchè poi si è innescato un circolo virtuoso per il fatto che i genitori adottivi, stando lei più tranquilla, la trattavano in modo adeguato e lei finalmente si è sentita accettata).


    Incrociamo le dita che sia il caso anche di Robert, e tienimi aggiornata!



  19. #58
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    Sono interessata per il rilatin e vi spiego perchè.
    Mio figlio è affetto da disfasia ( grave disturbo del linguaggio ) ha 7 anni ma ultimamente sta esagerando a livello comportamentale. E' sempre stato un bambino vivace e nervoso ma ora ha raggiunto livelli estremi ( ha rotto tre vetri a scuola , ha picchiato le maestre .. ) Tempo fa prendeva il tegretol ma con scarsi risultati. Ho visitato il sito aifa e contattato la responsabile di zona. Ma il farmaco non si trova in Italia , ci saranno pure dei prodotti analoghi in commercio . Ho già chiesto alla NP che segue il bambino un calmante per mio figlio ma continuano a tergiversare . Come avete fatto ??
    Raffaela.
    Raffaela



  20. #59
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    giusto x avere qualche idea in più





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  21. #60
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    Marina non ti ci mettere pure tu!!!
    Alla propaganda opportunista, che impedisce di fatto la cura a tanti
    bambini e rende il reperimento del farmaco un'autentica via crucis
    per i genitori, si pu? rispondere solo con i fatti:

    "MITI E REALTA' SUL DISTURBO

    Mito. L'ADHD è un disturbo fittizio perchè diagnosticato sulla base di
    sintomi e non sulla base di esami diagnostici di tipo clinico.

    Realt?.?Tutti i disturbi neuropsichiatrici sono diagnosticati sulla
    base di sintomi e per nessuno di essi ad oggi è disponibile una
    specifica indagine clinica in grado di rilevarlo. Non esiste un'indagine
    clinica definitiva per diagnosticare la schizofrenia, l'autismo, la
    depressione o il disturbo bipolare, ma non per questo è possibile
    negarne l'esistenza. V'? da rilevare, invece, che già da molti anni i
    progressi delle tecniche di Neuroimmagine (Risonanza Magnetica
    Funzionale-fMRI e Tomografia a Emissione di Positroni-PET) hanno
    permesso di evidenziare nei bambini con ADHD una diminuzione di
    flusso ematico e/o consumo di ossigeno nei nuclei della base e della
    corteccia prefrontale, proprio quelle aree cerebrali che regolano
    l'attenzione, la programmazione del comportamento, la
    coordinazione motoria e lo sviluppo e il senso del tempo. Queste
    strutture cerebrali ed il cervelletto nei bambini con ADHD risultano
    anche morfologicamente più piccole (fino al 6%) rispetto ai bambini
    del gruppo di riferimento "normale".

    Mito. L'ADHD è un disturbo moderno nato agli inizi degli anni
    '80 quando alcuni psichiatri affermarono l'esistenza di una
    nuova malattia mentale dell'infanzia.?

    Realt?. E' noto che la descrizione del disturbo attualmente
    classificato come ADHD risale ai primi anni del '900 con George
    Still e che risale agli anni 1950-1960 l'individuazione della categoria
    diagnostica del Minimal Brain Dysfunction (MBD), con
    successivi frequenti cambiamenti nelle definizioni fino a quello
    attuale del DSM IV di ADHD. Il disturbo è riconosciuto come
    una reale disabilit? da ormai tutte le principali Associazioni mondiali
    mediche, psichiatriche, psicologiche ed educative.

    Mito.L'ADHD è un disturbo che regredisce fino a scomparire
    con la crescita del bambino.

    Realt?. L'ADHD non è diagnosticato solamente nei bambini. Dai molti
    studi di follow-up condotti nei decenni scorsi è oramai dimostrato
    che oltre il 70% dei ragazzi continuer? a manifestare il disturbo
    nell'adolescenza e circa la metà nell'età adulta. Se il disturbo non
    viene trattato, i soggetti tenderanno a sviluppare nell'arco della vita
    problemi secondari come depressione, ansia, abuso di sostanze,
    fallimenti esistenziali nella vita lavorativa e familiare, condotta
    antisociale. Se viceversa il disturbo viene trattato, la maggior parte
    delle persone che ne sono affette potr? avere una buona vita
    affettiva e produttiva gestendo abbastanza bene i sintomi del
    disturbo.?

    Mito. L'ADHD è un disturbo di natura ambientale dovuto ad una
    scadente capacit? educativa dei genitori e a mancanza di disciplina.

    Realt?. E' ancora diffusa l'idea anacronistica che il cattivo
    comportamento di un bambino possa essere ricollegato ad un
    problema morale, quello appunto del bambino "cattivo". E' stato
    dimostrato inequivocabilmente che operare con maggiore disciplina
    senza alcun altro intervento peggiora anzich? migliorare il
    comportamento dei bambini con ADHD. In realt?l'ADHD è un
    disturbo che impedisce a chi ne è affetto di selezionare gli stimoli, di
    pianificare le azioni e controllare gli impulsi. Tutto ciò perchè è un
    disturbo neurobiologico cronico con numerosi fattori alla sua origine
    e fra questi fattori genetici( disturbo genetico con un fattore di
    ereditabilit? superiore al 75%) fattori morfologici cerebrali, fattori
    prenatali e perinatali, fattori traumatici. Tali fattori per? non
    escludono la circostanza che l'attivazione della predisposizione del
    disturbo sia modulata da fattori "ambientali" (famiglia, educazione ,
    contesti sociali, etc.) che per? non ne sono la causa.?

    Mito. L'ADHD è causato da troppo zucchero, conservanti ed altri
    additivi artificiali presenti nel cibo ed eliminare tali sostanze dalla
    dieta pu? curare il disturbo.

    Realt?. Gli studi hanno mostrato che pochissimi bambini
    hanno tratto qualche giovamento da diete speciali. Lo zucchero e gli
    additivi sono stati esclusi dalle cause dell'ADHD da dozzine di studi
    effettuati in "doppio cieco"( si definisce in doppio cieco una prova
    clinica in cui n? i soggetti che vi partecipano , n? lo staff che
    conduce lo studio conosce quali partecipanti stanno ricevendo il
    farmaco o l'oggetto di sperimentazione e quali un placebo).

    Mito. Per un effetto "paradosso" contrario a quanto ci si
    aspetterebbe, in virt? del particolare metabolismo dei bimbi
    questi farmaci intontiscono i bambini e li tengono calmi.

    Realt?. E' un'affermazione assolutamente falsa perchè l'effetto
    "paradosso" si verifica soltanto sui bambini affetti dal disturbo per il
    tipico meccanismo del farmaco che migliora l'attenzione
    riducendo l'iperattivit? attraverso la modulazione della quantit? di
    dopamina e noradrenalina nello spazio intersinaptico.

    MITI E REALTA' SUL TRATTAMENTO FARMACOLOGICO

    Mito. Per un effetto "paradosso" contrario a quanto ci si
    aspetterebbe, gli stimolanti intontiscono i bambini e li tengono
    calmi.

    Realt?. L'effetto "paradosso" si verifica soltanto sui bambini
    affetti dal disturbo per il tipico meccanismo del farmaco che migliora
    l'attenzione riducendo l'iperattivit? attraverso la modulazione della
    quantit? di dopamina e noradrenalina nello spazio
    intersinaptico.

    Mito. Gli stimolanti possono portarein seguito al trattamento
    prolungato ad una dipendenza, come avviene con le sostanze
    stupefacenti.

    Realt?. Proprio perchè gli stimolanti riescono a favorire la
    concentrazione e di conseguenza permettono buoni risultati
    scolastici migliorando le relazioni nella vita sociale, consentono una
    crescita abbastanza tranquilla e serena, evitando esperienze
    negative cui potrebbero andare incontro ragazzi o adolescenti che
    avessero sviluppato una scarsa autostima, come appunto l'uso/
    abuso di sostanze stupefacenti.?Studi recenti hanno dimostrato che
    i ragazzi sottoposti a trattamento farmacologico per ADHD sono
    risultati a minor rischio per l'abuso di sostanze di quanto non
    fossero i loro coetanei con ADHD ma non sottoposti a trattamento
    farmacologico. Inoltre, questi studi hanno sottolineato come siano
    risultati simili le incidenze percentuali di abuso di sostanze tra
    ragazzi senza ADHD e ragazzi con ADHD che avevano ricevuto un
    trattamento farmacologico.Possiamo concludere che nei
    bambini trattati anche per lungo termine con psicostimolanti l'abuso
    e la dipendenza sono praticamente inesistenti. In un recentissimo
    studio congiunto dell'Universit? del Massachussets (Prof. Barkley) e
    del Wiscounsin (Prof.ssa Fischer) pubblicato su Pediatrics di
    gennaio 2003, effettuato su 147 ragazzi trattati con metilfenidato e
    seguiti per 13 anni fino all'età adulta, sono stati confermati tutti gli
    altri 11 studi precedenti effettuati al riguardo e si è giunti
    nuovamente alla conclusione che "non sussiste evidenza
    consistente o convincente che il trattamento con stimolanti nella
    fanciullezza o durante l'adolescenza sia associato al rischio di abuso
    di sostanze nell'adolescenzae in età adulta, alla maggior
    frequenza di tale uso in età adulta, o alla probabilit? maggiore di
    avere una dipendenza da sostanze o un vero e proprio disturbo
    d'abuso di sostanze".

    Mito. Gli stimolanti "coprono" il problema, senza trattare le
    cause realidell'ADHD.

    Realt?. Gli stimolanti agiscono in maniera tale da migliorare la
    neurotrasmissione della dopamina e della noradrenalina,
    neurotrasmettitori cui sono associate funzioni importantissime di
    inibizione e modulazione cerebrale, in sostanza, i freni del cervello.
    Il loro uso non differisce molto, a titolo d'esempio, dall'uso
    dell'insulina per il trattamento del diabete. Si tratta, cioè, di una
    terapia "sostitutiva" - anche se il termine per l'ADHD non è proprio
    corretto -, ma sfortunatamente, come accade per l'insulina, anche
    gli psicostimolanti hanno un effetto solamente temporaneo. E'
    questo effetto temporaneo che porta a ritenere erroneamente che lo
    psicostimolante mascheri il problema senza risolverlo. Allo stato
    attuale essi rappresentano il solo trattamento che normalizzi il
    comportamento disattento, iperattivoe impulsivo dei bambini
    ADHD. Tale circostanza tra l'altro è importante anche perchè, come
    già sottolineato in precedenza, se il bambino dovesse arrivare all'età
    adulta senza un trattamento adeguato, potrebbe manifestare tutte
    quelle disarmonie psichiche o vere e proprie psicosi, come
    conseguenza dei propri insuccessi sociali e scolastici.

    Mito. I farmaci stimolanti impediscono la crescita.

    Realt?. Studi recenti hanno dimostrato che il peso da adulto e la
    dimensione scheletrica non sono influenzate dall'assunzione di
    stimolanti e che anche gli effetti sul peso sono assolutamente
    minimi, anche se comunque è buona norma tenere sotto controllo la
    crescitastaturo-ponderale del bambino durante il primo anno
    di trattamento.

    Mito. Gli stimolanti possono danneggiare il cuore.

    Realt?. Tutte le pubblicazioni comparse fino ad oggi in letteratura
    evidenziano un'elevata variabilit? intra ed interindividuale circa gli
    effetti sull'apparato cardiovascolare indotti dagli stimolanti ma
    senza determinare problemi.Ci? nonostante, alcuni genitori
    sollevano dubbi circa l'opportunit? di terapiecroniche e alcune
    campagne segnalano morti e suicidi in rapportoall'assunzione
    di questi farmaci. Tutti i farmaci stimolanti comunemente usati
    hanno alcuni effetti sulla gittata cardiaca e la pressione arteriosa, ma
    lievi, simili peraltro a ciò che possono scatenare condizioni
    fisiologiche come la digestione o la corsa, quindi perfettamente
    tollerabile in soggetti sani, effetti che, inoltre, tendono ad affievolirsi
    o a scomparire con la prosecuzione della terapia, secondo quanto
    rilevato in uno studio protratto per quasi due anni (Zeiner P.
    Body growth and cardiovascular function after extended (1.75 years)
    treatment whit methylphenidate in boys with attebtion-deficit
    hyperactivity disorder. J Child Adolesc Psychopharmacol 5:129-138,
    1995). Per quanto riguarda le segnalazioni aneddotiche di casi
    di morte improvvisa in bambini trattati con stimolanti, le uniche
    segnalazioni riguardano bambini trattati con dosi ripetute
    terapeutiche di desipramina e con combinazione di clonidina-
    metilfenidato, il cui uso è consigliato in casi selezionati e ai non
    responders agli stimolanti e per i quali, quindi, trova indicazione il
    monitoraggio conECG per la possibilit? di un rallentamento
    della conduzione cardiaca, evidenziato dall'aumento degli intervalli
    PR e QRS o della comparsa di aritmie e tachicardie. E' importante
    segnalare che tali eventi non sono stati mai comunicati in soggetti
    trattati anche a lungo termine ed esclusivamente col farmaco di
    prima scelta che è il metilfenidato (Ritalin).?

    ALTRI MITI

    Mito. Gli sforzi degli insegnanti nei confronti dei problemi di
    attenzione dei ragazzi possono produrre miglioramenti eguali o
    superiori a quelli prodotti dal trattamento farmacologico.

    Realt?. Sarebbe molto bello se fosse vero, ma proprio le
    recenti evidenze scientifiche (in particolare lo studio MTA-
    Multimodal Study of Children with ADHD commissionato dall'Istituto
    Nazionale della Salute mentale degli Stati Uniti in cui sono stati
    seguiti 579 bambini con ADHD tra i 7 e i 9.9 anni di età per
    quattordici mesi ed in cui sono stati confrontati separatamente
    l'efficacia di quattro trattamenti differenti) ci dicono che questo è un
    mito. Soprattutto nei ragazzi con ADHD puro il trattamento
    multimodale (costituito da terapia farmacologica insieme alle
    migliori terapie cognitivo-comportamentali) non si è rivelato
    migliore del trattamento farmacologico da solo e la terapia
    cognitivo-comportamentale si è rivelata molto meno efficace del
    solo trattamento farmacologico. La conclusione è che insegnanti e
    terapisti devono continuare a fare ogni sforzo con le più avanzate
    tecniche di terapia cognitivo-comportamentale per aiutare i soggetti
    con ADHD ma parimenti devono anche comprendere che se non si
    interviene sui fattori biologici che sono alla base dell'ADHD, non si
    pu? sperare in grandi miglioramenti.

    Mito. Genitori e medici sono spinti a indicare la terapia
    farmacologica perchè fortemente finanziati da case
    farmaceutiche.

    Realt?. Le associazioni di genitori di bambini che soffrono di ADHD a
    livello mondiale sono associazioni di tipo no-profit e le loro attivit?
    di mutuo-aiuto e di diffusione e promozione delle conoscenze sono
    svolte prima di tutto grazie all?impegno di volontariato degli stessi
    genitori. Secondariamente, le attivit? sono autofinanziate attraverso
    le quote associative, la vendita di libri e video prodotti dalle stesse
    associazioni ed in parte anche sostenute da donazioni che arrivano
    da privati ma anche da organizzazioni esterne e fra queste anche
    quelle di case farmaceutiche.
    Ma ciò che è importante sottolineare è l?indipendenza assoluta
    dell?operato e delle posizioni assunte dalle associazioni e ciò
    evidentemente a motivo di un coinvolgimento personale, sofferto e
    profondamente consapevole su tematiche scientifiche e sociali molto
    ben conosciute ed approfondite che riguardano i problemi dei loro
    stessi figli. Evidentemente è da escludere qualunque forma di
    pressione da parte di chicchessia, perchè i genitori sono interessati
    esclusivamente alla qualit? di vita dei loro figli che ha sempre
    importanti ricadute anche sull?intero nucleo familiare.Per questo
    tutte le associazioni di genitori hanno importanti e fondamentali
    contatti con il mondo scientifico ed in generale con il mondo della
    ricerca per essere costantemente aggiornati e approfondire i migliori
    e più recenti progressi nell?ambito della terapia multimodale. Le
    Associazioni di genitori quindi non possono che sostenere
    solamente tutti i trattamenti che si siano dimostrati efficaci nella
    terapia dell?ADHD, compreso il trattamento farmacologico,
    prendendo evidentemente posizione contro i rimedi rivelatisi
    inefficaci e senza prove scientifiche.?
    Proprio a causa di questo mito negli anni scorsi nei confronti
    di un?Associazione di lunga tradizione e grande valore come il
    CHADD (la più grande associazione americana di famiglie con
    bambini ed adulti ADHD) e della stessa Associazione Psichiatrica
    Americana vennero intentate addirittura delle cause legali. In realt?
    tali cause vennero intentate dalla Chiesa di Scientology e dal CCHR
    (Citizens Commission for Human Rigths - Comitato dei cittadini per i
    diritti dell'uomo - un'organizzazione internazionale di sorveglianza
    della psichiatria fondata dalla Chiesa di Scientology con la
    consulenza del neurologo americano Fred Baughman) anche se poi
    le stesse cause furono tutte ritirate o rigettate. Come giustamente
    rilevato nella relazione del Prof. Jan Buitelar nel seminario di
    Strasburgo dal titolo "Disturbi da deficit d'attenzione/disturbi
    ipercinetici: diagnosi e trattamento con stimolanti" del dicembre
    1999 (paragrafo 3): "i farmaci psicotropici per la depressione o
    l'ADHD rappresentano in qualche modo un ostacolo per la Chiesa di
    Scientology dal momento che il principale interesse economico di
    questa setta è ricollegabile a rendere la gente più felice e più in
    salute attraverso altri mezzi".?
    Le idee propagandate dalla Chiesa di Scientology e dalle sue
    affiliazioni presenti in molte parti del mondo (principalmente il
    Comitato dei Cittadini per i Diritti dell'uomo - CCHR Citizens
    Commission for Human Rigths) attraverso tutti i mezzi di
    comunicazione a loro disposizione e fra questi numerosi siti Internet
    e opuscoletti a partire dagli anni '80 negli Stati Uniti e
    successivamente in Europa, come rilevato dalla Commissione
    Europea, hanno rappresentato e rappresentano dei "seri rischi alla
    salute dei bambini, negando loro un adeguato trattamento".?

    continua....Edited by: fair



  22.      

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