Cookie Policy Privacy Policy Ospedali e personalita’ - Pagina 2



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Risultati da 21 a 40 di 46
  1. #21
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    Certo è difficile, ma questo dovremmo fare


    La settimana scorsa ero in ospedale, accanto a me una signora e a un certo punto è arrivata una infermiera, sua amica. Si mettono a parlare, per forza di cose, essendo seduta vicina, ho potuto sentirne i discorsi - l'infermiera raccontava che a suo marito era stato diagnosticato un tumore. Al di l? dei plateali casi di abusi, negiglenze, baronie, tutto quel che volete e che io certo non voglio negare - ricordiamoci sempre che personale medico e paramedico sono in primo luogo persone con il proprio bagaglio di vita e sofferenze. Questo vuol essere un semplice spunto di riflessione, per non pretendere da altri un comportamento 'eccezionale' che nemmeno noi siamo sempre in grado di offrire


  2.      


  3. #22
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    per Sibilla


    un conto è l'emotivit? positiva (che andrebbe anch'essa controllata in certi casi) e l'emotivit? negativa


    Non si pu? negare che spesso l'emotivit? - dote meravigliosa - ci impedisca un uso 'freddo' della razionalit?. Nel caso di molti interventi terapeutici, l'emotivit? pu? davvero avere effetti avversi


    Tutto sommato, il compito del medico non è quello di gioire o soffrire con noi - ma di aiutarci a guarire con le sue capacit? tecniche. Se a queste abbina anche capacit? umane, tanto meglio -. ma l'umanit? non è sempre e solo l'abbandonarsi ai sentimenti. Il rispetto si pu? estrinsecare anche con modalit? che a prima vista sembrano fredde.











  4. #23
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    Forse ne ho viste troppe, e non riesco a dare un alibi a chi non rispetta l'ammalato. Per non parlare degli ospedali del meridione. Dove invece del campanello bisogna aprire il portafoglio!!!!!



  5. #24
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    Lo porto su per Albert................



  6. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da tersicore62
    Cosò ?, che piaccia o meno, da sempre.

    Il danaro conta. Ovunque. Inutile prendersela con chi è più fortunato di un altro. Un benestante che deve fare? Se pu? permettersi una degenza a pagamento beato lui. Dovrebbe essere il personale stesso a non fare la differenza. Ma parliamo a vuoto.
    Fabrizio1



  7. #26
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    Certo che il caso accaduto a Sugherina fa riflettere! E toglie il fiato per la sua enormita'. Penso a mio figlio in fin di vita mentre io devo sorridere ai clienti della banca e consigliarli nell'investimento migliore. Sarebbe atroce e il solo pensiero mi fa rabbrividire. Ma stiamo parlando di un caso unico, ripetibile ma unico. E' impensabile che in un ospedale 100 medici e 1000 infermieri, senza contare gli amministrativi, vivano contemporaneamente la stessa situazione tragica. Eppure ci sono ospedali, soprattutto nel sud, dove l'incompetenza, il pressapochismo, la maleducazione ecc ecc la fanno da padrone......situazioni che emergono agli onori delle cronache molto raramente, spesso solo quando ci salta fuori il morto. Mi dispiace fare queste affermazioni ma sono una triste realta'. Mio fratello e' medico ospedaliero e ne conosco la dedizione e la passione per il suo lavoro. Ho conoscenti medici ai quali affiderei mio figlio ad occhi chiusi. Ora sono ricoverato in una struttura per riabilitazione dove non posso trovare nessun appiglio per lamentarmi. Ma tutto questo non puo' farmi dimenticare le altre realta', quelle brutte per intenderci, dove l'anziano o il disabile vengono abbandonati in un letto e non hanno spesso la forza per suonare il campanello. Auguriamoci che il Cielo non voglia che debba accadere ad uno di noi, ma non dimentichiamo che ad altri accade anche mentre sto scrivendo.Edited by: albert47



  8. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da albert47
    ............... Auguriamoci che il Cielo non voglia che debba accadere ad uno di noi, ma non dimentichiamo che ad altri accade anche mentre sto scrivendo.

    Perfettamente d'accordo con te. Sarebbe comunque meglio capire senza dover provare e con un po di umanita' non e' difficile.



  9. #28
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    Perch?, qualcuno ha negato che queste cose succedano? D'altra parte il post iniziale poneva l'accento non tanto sulla malsanit? ma sulla spersonalizzazione del paziente - aspetto su cui ho dato la mia opinione


    Evidenziavo fra le altre cose il fatto che non sempre coinvolgimento emotivo corrisponde a capacit? tecniche, e se mi devo fare operare o mi devo far calibrare una terapia, preferisco sicuramente che a farlo sia una persona preparata, aggiornata sulle nuove tecniche e nuovi farmaci e competente, l'aspetto caratteriale passa in secondo piano. Non sto affatto negando l'importanza di determinati aspetti, e sicuramente la gentilezza e il rispetto possono aiutare un malato nel suo percorso di guarigione. Ma ricordiamoci anche che il vero e più doloroso abbandono lo subisce chi non ha nessun familiare o amico accanto e non tanto chi è assistito malamente da infermieri frettolosi


    Ma tu Sibilla hai visto succedere tutte quelle brutture al Sant'Orsola?


    Ricordiamoci che esiste il Tribunale per i Diritti del Malato, che ci sono i Comitati Etici, che ci sono diverse organizzazioni (con membri rappresentati nei comitati etici) a cui rivolgersi in caso di abusi.





  10. #29
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    mi trovo a dare ragione ad albert, anche in base alle mie esperienze con ospedali, medici, infermieri ecc.......vuoi per il sovraccarico di lavoro vuoi per lo stress o per un distacco emotivo quasi automatico ho quasi sempre trovato specialmente nell'ospedale della mia citt? ma anche in altri se non arroganza molta indifferenza e a volte cinismo da parte del personale.


    Non voglio offenderti Akela, sto solo dicendo la mia.


    Ovvio che ci sono delle eccezioni come quel professore all'Istituto Carlo Besta di Milano, famosissimo, davanti al mio sgomento per la notizia datami che per la mia patologia non sono ancora previsti impianti di cellule staminali per far rinascere le cellule morte, mi fece l'occhiolino e mi disse con fare paterno "ragazza mia tu devi vivere e combattere per il tuo presente senza farti troppe domande per il futuro ma combattere seriamente"........ricordo ancora le sue parole ogni tanto me le ripeto dentro per farmi coraggio nei momenti difficili....



  11. #30
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    Sono d'accordo con te Diavolina. Non linciamo mica il personale che "maltratta" il paziente. Solo che se di facessero le dovute segnalazioni......o si modificano a cambiano lavoro. Un ammalato non puo' entrando in ospedale farsi peso anche dei problemi del personale.....



  12. #31
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    E' questo il punto! Come dice Sibilla non e' raro che un paziente debba farsi carico dei problemi dell'infermiera di turno. Proprio perche' capita che un anziano o un disabile siano abbandonati in una corsia d'ospedale sono le persone che avrebbero bisogno di maggior calore umano....un sorriso, una parola buona. Invece puo' accedere che il medico passi frettoloso senza volgere lo sguardo o l'infermiere entri in camera senza salutare, continuando a parlare con un collega dei propri problemi. Il paziente in questi casi si sente perduto, solo, inutile.... Una delle prime cose che mi insegnò' il mio superiore il primo giorno di lavoro in ufficio fu che i problemi dovevo lasciarli a casa. E si' che il mio lavoro non era a continuo contatto con le persone ma una buona parte della giornata si passava a leggere o scrivere dei fascicoli. Negli ospedali invece il contatto umano e' piu' o meno costante e dunque la regola del lasciare a casa i problemi personali e' quanto mai valida e importante da rispettare. .......... Senza nulla togliere alla validita' delle osservazioni di Sugherina, penso che ci sia mestiere e mestiere. Chi e' a contatto giornaliero con le scartoffie puo' permettersi il lusso di andare in ufficio qualche volta con....le palle di traverso. Chi tratta in via continuativa la "materia umana"....NO! .......... Manco a farlo apposta mi si e' accostata un minuto fa un'infermiera. E' polacca, sposata, due figli....tutti in Polonia, lei vive in Italia da sola. Mi ha messo una mano sulla spalla e, con un sorriso dolce, mi ha chiesto: "Vuoi un caffe'?" "No grazie, l'ho appena preso" le ho risposto.....E mi sono sentito meglio di prima.



  13. #32
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    Magari fossero almeno la meta' come l'infermiera polacca. Nemmeno a farlo apposta in questi giorni giro per le mie analisi. Sei nessuno. Ma che li becco tutti io? Ieri il suocero di mia figlia e' stato operato di ernie. Be sapete l'ultima? Non aveva fatto effetto la puntura e l'hanno inciso ........dal vivo!!!! Dopo urle disumane gli hanno fatto l'anestesia totale........mi chiedo ma sono medici o calzolai? Nemmeno le scuse per l'erore. Non sa a momenti nemmeno chi l'ha operato. Ma in che mondo viviamo!!!



  14. #33
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    Grazie Sibi di avere riportato su' questo argomento. Con un fratello medico e decine di ricoveri alle spalle potrei scrivere il manuale della malasanita'. Ma non fraintendiamo: mio fratello e' stimato come medico competente e gentile, quindi i fattacci li vengo a sapere in quanto ne sono protagonisti altri medici, dei quali per correttezza non mi ha mai fatto il nome. I miei ricoveri invece mi hanno permesso di crearmi una vera e propria cultura enciclopedica sui disservizi sanitari, una cultura tanto vasta che potrei scriverci un libro....e chissa' che un giorno non lo faccia davvero! In coscienza so che scriverei cose vere e non mi limiterei a teorizzare come e' diffuso fare. Per riprendere una lamentela di akela, il quale accusava questa discussione di denigrazione, posso dargli atto che una certa tendenza della stampa e della televisione va a ricercare lo scandalo a tutti i costi, arrivando ad amplificare fatti e episodi che non avrebbero una significativa rilevanza. Ma quando i disservizi, i comportamenti oltraggiosi della dignita' della persona, il disinteresse e il menefreghismo sono testimoniati dai diretti interessati sono del parere che non parlare equivalga a colpevole connivenza, non diversamente da quello che purtroppo succede ancora con la mafia: la gente non vede, non sente, non parla e la mafia continua a diffondersi........... Edited by: albert47



  15. #34
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    Hai ragione Alberto. Anche negli ospedali la mafia comanda. Come in tutto.



  16. #35
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    AURORA

    .......... Ero già sveglia
    Sischiarivala notte
    Sischiariva ilgiorno
    Sischiarivalamia mente
    Era giàl'alba...
    era finita la notte...
    Unanotte d'inferno.
    Si scambiavano il turno
    Sicambiavano i vestiti
    Sivestivano... di verde
    Si raccontavano... le loro cose
    Siscambiavano le loro idee...
    Sischiariva ancordi più il giorno
    Avevoancora sonno
    Avevoaltro ancora
    Nessuno mi ascoltava
    Mispogliavano di me...
    Un p? d'acquaappena
    inuna bacinella...
    Tulavi lei...
    Sischiarivano imiei pensieri...
    Sischiarivano ancor dipiùi miei...
    imiei timori...
    Eroinmanoloro.
    Nessuno miaveva detto...
    BuonGiorno!
    Eral'aurora.



  17. #36
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    Angela in questo drammatico scritto hai dato tutta la tua sofferenza a noi. Di questo ne far? tesoro. Siamo in mano loro quando ammalati.



  18. #37
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    Ciao Angela......tu sei una triste testimonianza di come si viene trattati in strutture pubbliche ospedaliere



  19. #38
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    Ironik, e' proprio vero che il buongiorno si vede dal mattino! Se dovessi buttare li' una percentuale dei buongiorno ricevuti negli ospedali dovrei dire l'uno per cento....e forse esagero!



  20. #39
    Senior Member L'avatar di April
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    Non voglio generalizzare ma raccontare un episodio, che risale a diversi anni fa ma che è vivissimo nei miei ricordi.

    Ero ricoverata e, nel letto di fronte a me, c'era un'anziana che tutto il personale chiamava "nonna".

    Era una signora molto dolce, terminale di un brutto male, con un sacco di piaghe da decubito.

    A parte qualcuno, molte infermiere la trattavano con durezza, la facevano piangere più di mortificazione che di dolore.

    Un giorno, questa signora, continuava a suonare il campanello chiedendo
    assitenza...si sentiva male si lamentava per il dolore, e
    chiedeva un analgesico (era sotto morfina già da qualche tempo).

    Le infermiere, forse avevano molto da fare, non so, ad un certo punto,
    molto arrabbiate, hanno tolto il campanello di mano alla signora e
    l'hanno messo lontano dalla sua portata, intimandomi di non suonare io
    per lei (coma avevo spesso fatto).

    Ero giovane, ci tenevo a non fare arrabbiare quell'infermiera che
    sapevo essere molto severa e, nonostante sentissi la signora piangere e
    lamentarsi, non osavo suonare n? chiedere aiuto.

    Mi sono alzata e avvicinata alle sponde del letto della signora...lei
    era pallida, sudata, con gli occhi spenti...ho teso la mano, e ho preso
    la sua.

    Lei mi ha sorriso, un sorriso a fatica stringendomi debolmente la mano, poi ha chiuso gli occhi.

    Pensando che si fosse finalmente addormentata, non sentendola più
    lamentarsi, ho tolto la mano e dopo una leggera carezza sui suoi
    capelli candidi, sono tornata a letto.

    Dopo una mezz'ora è passata l'infermiera del pomeriggio..."perchè
    piangià" mi ha chiesto, mentre io singhiozzavo, poi, rendendosi conto
    dell'innaturale silenzio della "nonnina" si è avvicinata al suo letto.
    L'infermiera mi ha guardato, e mi ha dato un buffetto.

    Poi mi ha condotto in una saletta.

    Quando sono tornata nella mia stanza, la "nonnina" non c'era più e il
    campanello era ancora sul comodino, dove era stato messo, lontano dalla
    sua mano. L'ho strappato dal muro e, in un impeto di rabbia, l'ho
    lanciato fuori dalla stanza...ma nessuno mi ha detto niente.






    Edited by: April


    -vola in alto solo chi osa farlo-
    -per arrivare all\'alba non c\'è altra via che la notte-



  21. #40
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    Mi hai fatto rabbrividire! Come si fa a non generalizzare di fronte a mostruosita' del genere? Come si fa a non augurare in un impeto d'ira che a quella sciagurata d'infermiera debba un giorno succedere la stessa cosa? Per fortuna siamo esseri ragionevoli e sappiamo che tante altre infermiere si comportano in modo amorevole verso i malati terminali. Ma non viene spontaneo di fronte a episodi del genere augurare tutto il male possibile a chi ne e' responsabile? Come possiamo assistere impotenti? Chi restituira' il sorriso a quella vecchietta?



  22.      

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