L'ULTIMA NOTTE SULL'ORCO
"Stavamo tutti e due con la testa fuori del finestrino per vedere finalmente l?Eiger; sentivo una certa trepidazione nel conoscere dal vero questa montagna, vista fino ad allora in fotografia. Eccola! All?improvviso dopo una curva fu di fronte a noi. Dio, com?era grande! Sembrava persino impossibile che un prato potesse tener su un gigante del genere?.
E? il 12 luglio 1970. II trenino di Grindelwald porta Angelo Ursella e Sergio De Infanti alla Kleine Scheidegg. Da un po? i due scalano insieme, e Angelo, l?arrampicatore ?disperatamente solitario" per necessit?, il ragazzo che era arrivato a scrivere al C.A.I. centrale per cercare qualche compagno, ha un secondo degno di lui. La tendina viene piantata sotto la parete Nord: una notte in cui sogni e aspettativa si confondono, poi, con le prime luci, l?attacco all?Orco, la montagna inadatta agli italiani, come l?aveva definita Harrer.
Salgono veloci, slegati. Angelo, che, con la consueta meticolosit?, aveva studiato l?itinerario nei dettagli, si ferma un attimo solo per indicare i posti delle antiche tragedie:
"Lassò hanno bivacccato nel primo tentativo, l? è morto Toni Kurz?. In due ore sono alla traversata Hinterstoisser. ?Courage, c?est la deuxieme pour les Italiens!", saluta una cordata belga, che rinuncia, perchè il ghiaccio è troppo duro.
Nel pomeriggio un breve temporale li blocca sotto il "Ferro da stiro?, al ?bivacco della morte?, dove passano la notte. II giorno dopo passano Ia ?Traversata degli Dei? e il "Ragno?, e vengono di nuovo fermati dal maltempo. Due giorni di nevicata piena, che si interrompe solo nel pomeriggio del 16. La parete nord è in condizioni invernali, ma ci sono ancora tre o quattro ore di luce. Alle quattro di gioved? 16 luglio Angelo prova a uscire. Due tiri difficili, faticati, "penosi", come scriver? De Infanti. Poi una corda fissa dell?invernale Hiebeler. "Recupera!", chiama Angelo. Sergio, con i due zaini addosso, sta liberando le assicurazioni, quando sente un urlo, un tonfo, viene strappato via dal terrazzino, sbatte contro le rocce, perde il casco, si ritrova qualche metro più sotto.
"Cala! Cala!?, grida Angelo. ?Ti sei fatto male? No, niente. Tira che salgo".
II tentativo di risalita non riesce. L?Orco non restituisce la sua preda. Ancora una volta, l? sulla Nord, Angelo è "tremendamente solo?. Si fa mandare già il sacco da bivacco. Poi non parla più. Muore, nella notte che precede il suo ventitreesimo compleanno.
E' un pezzo di storia della montagna assassina, l'Eiger... con la sua triste parete nord. Una infinit? di alpinisti ci hanno lasciato la pelle per sfidarla, è entrata nella leggenda dell'alpinismo. Si trova in Svizzera nelle Oberland di Berna. L'eiger è stato soprannominato l'Orco assassino e nel primo dopoguerra è stato un vero e proprio campo di sfida per Italiani e Tedeschi ma ha vinto sempre l'Orco. Una storia toccante che tutti dovrebbero conoscere. Poi inserir? altre storie per chi è interessato. Edited by: valter2005


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Edited by: valter2005



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