Cookie Policy Privacy Policy Quali LEGGENDE vorreste fossero VERE? - Pagina 2



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Risultati da 21 a 30 di 30
  1. #21
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    A me hanno sempre affascinato le leggende celtiche...fate, folletti, gnomi e magie "naturali".


  2.      


  3. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da Campanellino
    Quindi non sono leggende quelle di smigol. Sono prese dai libri della Gabaldon. E' è ?. Qui si parla di leggende e di quale vorreste fosse vera. se non erro. Di favole ce ne son tante e c'è una bella differenza fra favole, storie e leggende.

    Sono leggende vere e non tratte da nessun libro difavole potrei menzionartene altre cento .....



  4. #23
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    Ok. Non era un offesa. Qualcuno ha menzionato dei libri di una scrittrice e così sono andata a vedere ho letto soltanto dei titoli ma non so cosa contengano. Dove hai preso quelle leggende? Belle comunque.
    Anch'io adoro tutto ciò che è celtico, e poi figurati fate folletti e gnomi e la natura, sono miei...amici! Se trovo qualcosa di carino lo posto.




  5. #24
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    Il Regno delle Fate

    Dove si trova il regno delle Fate?

    A volte appena sopra l'orizzonte, a volte sotto i nostri piedi.

    In ogni paese del mondo c'è un regno delle Fate; quindi ci sono Fate
    italiane, Fate americane, Fate francesi, Fate russe, Fate inglesi
    etc.etc.

    Nel Galles pensano che il regno delle Fate si trovi in un'isola, nel
    canale di San Giorgio, al largo della costa del Pembrokeshire.

    Gli Irlandesi chiamarono Hy Breasail l'isola fantasma che, secondo
    loro, si trovava ad ovest e che secondo loro accoglieva il regno delle
    Fate.

    Mentre per i britannici l'isola fantastica è l'isola di Man.

    Ma la più famosa delle isole magiche è senz'altro l'isola di Avalon</font>.
    Il leggendario Re Art? si dice vi sia stato incoronato e che in
    seguito, ferito a morte, vi sia stato portato per essere curato da
    quattro Regine delle Fate, e che il suo corpo immerso in un magico
    sonno sia nascosto nel cuore di una collina dell'isola.

    Il Regno delle fate pu? svelarsi all'improvviso in qualsiasi luogo, luminoso e scintillante, e sparire con la stessa rapidit?.

    Terrapieni, forti e colli antichi sono le altre dimore tradizionali
    delle Fate, e a riprova di ciò, la parola gaelica che indica le Fate è Sidhe, che significa popolo delle colline.

    Le pareti delle caverne scelte dalle Fate per dimora, trasudano gocce
    dorate. Ogni collina ha il suo Re e la sua Regina; di solito, per?,
    sono legati da un vincolo di fedelt? a un Gran Re, dei quali il più
    conosciuto, l' "Oberon " dei poemi cavallereschi medievali, deve la sua
    bassa statura ad una maledizione che gli fu lanciata durante il
    battesimo.

    Le isole non sono tutte uguali, alcune galleggiano sull'acqua, altre
    sono appena sotto la superficie e spuntano solo di notte, oppure una
    sola volta ogni sette anni. O ancora, parecchi metri sotto l'acqua, ma
    solo in apparenza, la zona dove sorge l'isola è completamente asciutta,
    ma circondata da un muro d'acqua a m? di scogliera.

    Al largo della costa del Galles, si dice che a volte si possano
    scorgere i " Verdi Prati dell'Incanto ", una terra che si intravede
    appena sotto la superficie del mare, ricoperta di alberi e fiori ed
    erba, fra gli steli e i fili nuotano i pesci.

    Molti laghi del Galles proteggono dal mondo esterno le dimore delle fate, nascondendole alla vista degli esseri umani.

    Oppure, come nel caso della Dama del Lago, la superficie d'acqua è solo
    un'illusione creata per proteggere da occhi estranei l'ingresso della
    propria dimora.
    </font>


    <center></center>



    "Non dimenticarmi


    Io esisto
    non solo nei tuoi sogni


    Non abbandonarmi


    La speranza ti porter? da me"
    </font>





  6. #25
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  7. #26
    Senior Member L'avatar di bai
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    il regno di aggartha


    chisò fino a dove arrivano i suoi percorsi sotterranei


    roberto
    volete far fruttare i vostri risparmi?
    piantate alberi di noce, farete ricchi voi e altri



  8. #27
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    Mi spieghi meglio del Regno di Aggartha. Ho trovato soltanto una cosetta ma è molto lunga non so nemmeno se è il post giusto per postarla dato che ne avevo aperto uno apposito proprio che parlava di " Magia ".



  9. #28
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    La prima citata da Smigol è un mito greco. Come avrai notato, è la scienza del passato perchè attraverso il complesso mitico gli antichi greci cercavano di spiegare il verificarsi dei fenomeni naturali, come i terremoti, il vulcanesimo, le comete ecc.
    Ci sono libri interessantissimi di un noto ellenista, morto da poco.
    D? un occhiata a "Pensiero e mito presso i Greci".


    A volte la lingua di uno stupido è più affilata del suo cervello



  10. #29
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    Grazie cat lo so, è la scienza del passato, gli antichi per darsi alcune spiegazioni creavano dei miti. Sul pensiero e mito presso i greci, mi pare di aver letto qualcosa. Forse parli di Jean Pierre Vernant. L'opera più conosciuta è Les origines de la pensòe grecque. nel tempo lo ha rielaborato se non erro e tramite tutti i suoi passaggi cerca di arrivare dalla mitologia greca alla filosofia, materia molto razionale, di solito. E comunque sono un'appassionata di miti greci. Vi metto quello di Giacinto perchè secondo me è uno dei più belli.

    <h2>Il mito</span></h2>


    Giacinto, figlio di Amicla e Diomede o, secondo altri, di Pierio e
    di Clio fu teneramente amato da Zefiro e da Apollo. L'amore di Apollo
    era tanto grande che pur di stare insieme a Giacinto tralasciava tutte
    le sue principali attivit?, accompagnando l'inseparabile amico ovunque
    egli si recasse. Un giorno i due si spogliarono, si unsero d?olio
    d?oliva, ed iniziarono una gara di lancio del disco. Apollo lanciò per
    primo il disco, che deviato dal geloso Zefiro, colp? alla tempia
    Giacinto, ferendolo a morte. Apollo cerc? di salvare il giovane
    adoperando ogni arte medica, ma non pot? nulla contro il destino.
    Decise, a quel punto, di trasformare l'amato amico in un fiore
    dall'intenso colore rosso porpora, il colore del il sangue che Giacinto
    aveva versato. Apollo,
    prima di tornarsene in Cielo, chinato sul fiore appena creato scrisse
    di proprio pugno sui petali le sillabe "AI", "AI", come imperituro
    monumento del cordoglio provato per tanta sventura, che lo aveva
    privato dell'amore e dell'amicizia del giovane. Tale espressione di
    dolore, tutt'ora, si vuol ravvisare nei segni che sembrano incisi sulle
    foglie del Giacinto e che sono simili alle lettere A e I. In greco: UakintoV. L'episodio è narrato nel X libro delle Metamorfosi di Ovidio.




  11. #30
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    Le Muse sono figure della mitologia greca e romana, figlie di Zeus e di Mnemosine. Esse vengono dette anche eliconie (per esempio nella Teogonia di Esiodo) poich? la loro sede era il monte Elicona. E poich? tale monte si trova in Beozia, regione abitata dagli Aoni, esse venivano anche chiamate Aonie.


    L'importanza delle muse nella mitologia antica fu assai elevata: esse infatti rappresentavano l'ideale supremo dell'arte.


    Esiodo
    le enumera nella sua Teogonia, fissandone il numero in nove, ma non
    specifica quale sia raggio di azione di ognuna, specializzazione che si
    sarebbe avuta solo più tardi. Sempre secondo il mito, Apollo
    era il loro protettore, e venivano invitate alle feste degli dei e
    degli eroi perchè allietassero i convitati con canti e danze. Spesso
    allietavano Zeus, loro padre, cantandone le imprese.


    Le Muse erano considerate anche le depositarie della memoria
    (Mnemosine era la dea della memoria) e del sapere (in quanto figlie di
    Zeus).


    Il loro culto era assai diffuso fra i pitagorici.


    Il termine musa aveva la stessa origine della parola musica,
    altro campo caro ai pitagorici, ma inizialmente il termine s'intendeva
    usato per indicare la ricerca e l'elaborazione non solo in campo
    artistico. Per questo la parola aveva un significato più ampio di
    quello che gli viene attribuito oggi.


    Il numero delle muse e il campo dell'arte in cui esse agivano venne precisato nel IV secolo a.C. I loro nomi erano:
    <ul>[*]Calliope, poesia epica e poesia lirica[*]Clio, storia[*]Erato, canto corale e poesia amorosa[*]Euterpe, musica[*]Melpomene, tragedia[*]Polimnia, inni religiosi[*]Talia, poesia gaia, poesia rustica e commedia[*]Tersicore, danza[*]Urania, astronomia e geometriaQuesta è Melpomene.[/list]



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