La parola destino evoca spesso qualcosa che ha a che fare con la necessit?, una necessit? dura, cupa, cogente, inevitabile. Di fronte al destino non resterebbe altro che la rassegnazione: "? il mio destino!". Ci si pu? ribellare di fronte a una destino "segnato", ma questa ribellione sembra avere il gusto dell'inutilit? e dunque dell'insuccesso. Alla fine non si pu? che dire: "era destino!".
Destino per? è anche la parola che gli spagnoli usano per indicare la destinazione, il punto di arrivo di un cammino. La vita è un cammino, lo si dice spesso. La metafora del viaggio è ben nota e sta ad indicare il percorso dell'esistenza nelle sue tappe, nei suoi percorsi, nelle sue mete. Avere una destinazione oggi appare, sempre più un altro modo per dire avere obiettivi. Si dice che bisogna andare avanti per obiettivi, per goal. Per vivere bene occorre fissarsi delle mete da raggiungere. Raggiunte quelle, bisogna fissarne altre e poi altre e poi altre e poi altre... Fissare una meta ?, in fondo, una meta, un obiettivo da raggiungere! Alcune persone non riescono a farlo.
Tuttavia, mi chiedo: basta così? La domanda "qual è il mio destino?