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  1. #1
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    Perchei servizi di collocamento x i disabili non danno assistenza nella ricerca del lavoro?


    Ecco le mie esperienze:


    Sono iscritto dal 2001 nelle liste delle categorie protette della provincia di cs, e da alloraa parte il rilascio delcertificato di iscrizione non ho mai ricevuto un minimo diassistenza da parte dell' ufficio disabili. Nessuna informazione sulle aziende che assumono, sulle modalit? di assunzione, qualche ente a cui rivolgersi, un qualcuno che mi potesse dare aiuto, niente di niente. Trovo sempre la solita signora sulla cinquantina, sempre indaffarata a farsi i cavoli suoi che parla al telefono con il parente o l'amico di turno; e dopo 10 minuti durante i quali sono costretto ad ascoltare pettegolezzi vari e liste della spesa mi rifila sempre la stessa risposta in dialetto, che tradotta in italiano è la seguente: mi dispiace figliolo, ma non c'è niente, prova a ripassare più avanti.


    Sportello informagiovani uguale: nessuna informazione. Mi hanno fatto compilare il modello del collocamento ordinario e poi non si è saputo più niente.


    Sindacati stessa cosa: mi hanno fatto compilare un curriculum con allegato certificato di iscrizione alle categorie protette, attestati, ecc. assicurandomiche avrebbero contattato le aziende che assumevano con la legge 68/99.ma dopo anni di interminabili file e richieste di tesseramento, visto l'esito negativo ho rinunciato.


    Allora mi sono iscritto alla comunit? ............ (che si occupa di servizi ai disabili)pagando anche x un abbonamento ad una rivista. non è servito a nulla.


    Ora da un mesetto ho fatto un' abbonamento ad internet registrandomi ai vari "trovalavoro" ed inviando candidature alle aziende; speriamo bene!


    Questa è la situazione, spero proprio che in altre parti d'Italia le cose funzionino un p? meglio.....


    Comunque se qualcuno pu? darmi informazioni su come fare x trovare lavoro glie ne sarei grato!


    Ciao a tutti.


  2.      


  3. #2
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    miles di dove seii? Io sonodella provinciadi napoli e ssono nella tua stessa situazione, iscritta dal 1999 al collocamento e nn sono mai chi stata chiamata una volta.......... Che vorgna.............


    mann abbitiamoci la vita ci donna tante altre cosa bele



  4. #3
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    ciao meryfantino, sono michele della provincia di cosenza.


    Ho appreso con dispiacere che non sono l'unico ad avere avuto queste brutte esperienze!


    Comunque penso che se su circa 100 letture ho ricevuto solo la tua risposta allora la vedo male....


    .....e a questo puntomi chiedo: xch? agli sportelli x disabili non ci sono impiegati disabili? Io penso che un impiegato disabile perlomeno qualche buon consiglio lo darebbe (avendo vissuto gli stessi nostri problemi) e comunque ci accoglierebbe con un sorriso e non con la solita indifferenza.


    cosa ne pensi?



  5. #4
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    Miles Sono solidale con te perchè anche io prima di trrovare lavoro ho passato anni bui da disoccupata. Io attualmente lavoro in uno sportello informativo sull'handicap, e cerco di essere gentile con tutti, ma purtroppo devo dirti che noi disabili siamo come tuttigli altri. L'indifferenza dipende dal carattere. Conosco persone sensibilissime che non sono disabili e altre che pur essendolo sono rabbiose verso il prossimo anche se questi è disabile.



  6. #5
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    che bella cosa!


    .......rimango senza parole.......di questo passo dove andremo a finire?



  7. #6
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    CIAO A TUTTI
    SONO MIK ...ANCHIO ISCRITTO DA ANNI ALLE LISTE DELLE CATEGORIE
    PROTETTE NON HO MAI AVUTO UNA PROPOSTA DI LAVORO ...anzi bugia una
    si....io sono un ipovedente e mi avevano proposto un lavoro di
    manutentore elettricista ( io qualificato elettricista,,,) non
    potevo accettarlo perche' si trattava di entrare nei
    forni per la fabbricazione di mattoni ....a riparare
    motori ...con una temperatura di 50 gradi...e buia ...io
    ipovedente con residuo campo visivo ho dovuto firmare per
    rinuncia per le mie limitazioni ....ma io mi non mi
    spiego come mai il ministero del lavoro non si svegli
    a risolvere questo problema è

    SCUSATE IL MODO DI SCRIVERE....CIAO

    </span>
    ciao ...



  8. #7
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    Miles, ci sono dei Centri per l'Impiego che lavorano sufficientemente e provano a collocarli i disabili, tuttavia con le difficolt? che sono implicite nella nuova e disastrosa normativa del collocamento disabili (legge 68/1999) fare affidamento solo</span> sui centri per l'impiego è una scelta sbagliata e pericolosa.
    Come molti operatori dei CPI ammettono, con le nuove regole una gran parte di disabili italiani non troveranno mai lavoro, bisogna aprire gli occhi su questa realt?.
    Forza, non mollare!



    Citazione Originariamente Scritto da miles

    che bella cosa!


    .......rimango senza parole.......di questo passo dove andremo a finire?
    Edited by: Libero



  9. #8
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    Grazie a Berlusconi che ha messo tutti gli appartenenti alle varie categorie protette in un unico calderone.



  10. #9
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di tersicore62
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    Nel 1999 Berlusconi non era a capo del governo.


    La legge fu emanata dalla sinistra che ai tempi governava.
    Maria Laura

    Citazione: Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi. (Albert Einstein)



  11. #10
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    Si ma è stato lu a fare tutto un calderone. Inoltre i disoccupati stanno ancora aspettando il milione di posti di lavoro che aveva promesso e non ha mai mantenuto.



  12. #11
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    La legge 68 non mette tutte le categorie protette in un unico calderone, anzi, ha ridotto l'incidenza di orfani e vedove nelle quote di riserva.

    Il vero problema della 68 è che è nata vecchia: è stata studiata per i contratti a tempo indeterminato, mentre, ormai, vi sono varie forme di lavoro.

    La vecchia legge, la 482 del 68, invece, ha creato grossi problemi (posti ai falsi invalidi, chiamata nominativa, mancanza di valorizzazione dei lavoratori), che hanno contribuito a formare l'immagine del lavoratore con disabilit? come persona che va assunta per obbligo e poi lasciata l?.




  13. #12
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    La vecchia normativa con il suo obbligo</span> spingeva l'azienda ad attuare una vera integrazione costruendo con pazienza un profilo professionale per il candidato che aveva il tempo di apprendere un mestiere, ora che gliela offre più questa possibilit??

    Oggi le aziende possono scegliere i candidati, furbescamente chiedendo solo skills molto elevati per i posti in riserva (che in questo modo non verranno mai coperti), possono dribblare la legge come vogliono, avanzare mille dubbi sui candidati per prendere tempo, infine le verifiche della copertura dei posti riservati sono pressoch? inesistenti specie in certe zone del paese ove vige una certa cultura affaristica e poco etica.

    Risultato molti disabili sono a rischio d'indigenza economica, sull'esperienza di anni posso dire che torno a rivalutare la vecchia legge - come del resto fanno pure molti addetti al collocamento dei centri per l'impiego - che forse formava un'immagine sbagliata ma perlomeno garantiva una sussistenza dignitosa ai disabili.

    Se poi volete la prova del 9 del fallimento della nuova legge, considerate il caso di alcuni disabili assunti con la vecchia normativa, perso il lavoro per chiusura dell'azienda non sono mai più rientrati al lavoro, si comprende facilmente la ragione: nessuna azienda era più vincolata</span> ad assumerli.

    Sono pessimista, in Italia nessuno muove un dito, si costruiscono castelli in aria con le teorie, ma poi tante persone fragili, dalla vita complicata, ma meravigliose sono abbandonate a se stesse, in attesa di una chiamata che forse non arriver? mai, patiscono la fame.



    Citazione Originariamente Scritto da Thanchvil
    La legge 68 non mette tutte le categorie protette in un unico calderone, anzi, ha ridotto l'incidenza di orfani e vedove nelle quote di riserva.

    Il vero problema della 68 è che è nata vecchia: è stata studiata per i contratti a tempo indeterminato, mentre, ormai, vi sono varie forme di lavoro.

    La vecchia legge, la 482 del 68, invece, ha creato grossi problemi (posti ai falsi invalidi, chiamata nominativa, mancanza di valorizzazione dei lavoratori), che hanno contribuito a formare l'immagine del lavoratore con disabilit? come persona che va assunta per obbligo e poi lasciata l?.



  14. #13
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    Mi dispiace Libero, ma non sono d'accordo. Come ho detto, dai tempi della 482 è cambiato il mondo del lavoro, ed i problemi dei lavoratori con disabilit? sono gli stessi degli altri lavoratori.

    Citazione Originariamente Scritto da Libero
    La vecchia normativa con il suo obbligo</span> spingeva l'azienda ad attuare una vera integrazione costruendo con pazienza un profilo professionale per il candidato che aveva il tempo di apprendere un mestiere, ora che gliela offre più questa possibilit??
    Libero, nella maggior parte dei casi questo non accadeva, e molto spesso le aziende pagavano il lavoratore per licenziarsi. Oppure, lo tenevano l? a far nulla, soprattutto le grandi industrie che potevano permettersi questo; ormai, per?, non ci sono più industrie che possano permettersi un lavoratore improduttivo.

    Citazione Originariamente Scritto da Libero
    Oggi le aziende possono scegliere i candidati, furbescamente chiedendo solo skills molto elevati per i posti in riserva (che in questo modo non verranno mai coperti), possono dribblare la legge come vogliono, avanzare mille dubbi sui candidati per prendere tempo, infine le verifiche della copertura dei posti riservati sono pressoch? inesistenti specie in certe zone del paese ove vige una certa cultura affaristica e poco etica.
    E ringrazio il cielo che richiedano skill alti. Oramai bisogna farla finita con la mentalit? assistenzialistica verso i lavoratori con disabilit?. Se io mi sono impegnata a prendere una laurea, non vedo perchè non debba concorrere per un posto al mio livello. Ed oramai gli skill alti sono richiesti per tutti. E stranamente, se ti riferisci al Veneto, in cui gli imprenditori non hanno proprio la fama di santarelli, le persone con disabilit? che lavorano sono per la maggior parte assunte a tempo indeterminato in maggiore percentuale che gli altri lavoratori.

    Citazione Originariamente Scritto da Libero
    Risultato molti disabili sono a rischio d'indigenza economica, sull'esperienza di anni posso dire che torno a rivalutare la vecchia legge - come del resto fanno pure molti addetti al collocamento dei centri per l'impiego - che forse formava un'immagine sbagliata ma perlomeno garantiva una sussistenza dignitosa ai disabili.
    Libero l'assistenzialismo è finito per tutti. In un posto di lavoro bisogna lavorare, e per lavorare bisogna averne non solo la possibilt?, ma anche la capacit?. Molte persone con disabilit? sono state assorbite in passato dal pubblico impiego o da grandi aziende statali (Enel, ad esempio) senza qualifiche. Oggi, questa valvola di sfogo è chiusa, ed al pubblico impiego si accede, tranne rari casi, con una selezione. Le imprese pretendono lavoratori qualificati. Non si pu? stare fermi al centro dell'impiego ad aspettare una chiamata per personale non qualificato, che, probabilmente, non verr? mai.

    Citazione Originariamente Scritto da Libero
    Se poi volete la prova del 9 del fallimento della nuova legge, considerate il caso di alcuni disabili assunti con la vecchia normativa, perso il lavoro per chiusura dell'azienda non sono mai più rientrati al lavoro, si comprende facilmente la ragione: nessuna azienda era più vincolata</span> ad assumerli.
    ... che è il problema che hanno tutti i lavoratori over 35 che escono dal mercato del lavoro.

    Citazione Originariamente Scritto da Libero
    Sono pessimista, in Italia nessuno muove un dito, si costruiscono castelli in aria con le teorie, ma poi tante persone fragili, dalla vita complicata, ma meravigliose sono abbandonate a se stesse, in attesa di una chiamata che forse non arriver? mai, patiscono la fame.
    No, Libero, non ci sto. Se avessi aspettato la chiamata, starei anche io a spasso. E la vita complicata ce l'ho anche io. E smettiamola col pietismo. Altrimenti non andremo da nessuna parte.







  15. #14
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    ...ritornando un attimo al discorso iniziato....


    Facendo ricerche su internet, ho scoperto che in Italia ci sono dei centri di collocamento x disabili che funzionano.


    A parte proposte di lavoro ridicole come muratore, carpentiere, fonderia (non ci sono riuscito a 20 anni quando stavo bene, figuriamoci adesso con tutti i guai che mi ritrovo!) devo dire che ci sono delle proposte interessanti.


    Ma purtroppo x me la maggior parte di queste sono riservate solo ai residenti nelle province da cui dipende il centro x l'impiego.


    L' unica cosa che mi rimane da fare è continuare a mandare mail di candidatura alle aziende che assumono iscritti al collocamento disabili. Ma comincio a pensare che queste mail non verranno mai lette......


    Aproposito, qualcuno conosce un sito web dove posso trovare le liste delle aziende che assumono gli iscritti al collocamento mirato?


    Oppure qualche azienda che svolge tirocini x non residenti iscritti al collocamento mirato?


    O qualche ente o associazione che pu? darmi una mano a trovare lavoro?


    Eventualmente fatemi sapere, grazie! ciao a tutti.



  16. #15
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    Miles di solito le aziende che assumono sono medio/grandi e quindi situate al centro/nord.
    Alcune agenzie di lavoro interinale hanno un servizio apposito, prova a girartele un po'tutte.
    Comunque, invia curricula tagliati a seconda del lavoro che pensi ti possa essere più adatto (se segreteria, ad esempio, devi evidenziare l'uso del pc, le lingue ecc. ecc.).
    Ad ogni proposta, il suo curriculum e la sua lettera di accompagnamento.



  17. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Thanchvil
    No, Libero, non ci sto. Se avessi aspettato la chiamata, starei anche io a spasso. E la vita complicata ce l'ho anche io. E smettiamola col pietismo. Altrimenti non andremo da nessuna parte.
    Ma di che parliamo? Di fantocci o di lavoratori?
    Stiamo con i piedi per terra perchè non sono concorde con certe visioni massimalistiche.

    Stiamo ai fatti ovvero che molti disabili (molti presenti anche in questo forum) grazie alla precedente normativa e all'obbligo vero, sono entrati nelle aziende e nella stragrande maggioranza hanno appreso un mestiere e sono divenuti lavoratori con la L maiuscola, apprezzati e stimati.

    I disabili che hanno desiderio di lavorare devono avere tutti delle opportunit? (non condivido la tua discriminazione), mi spiace io non chiudo le porte a non laureati e over 35</span>, forse che non hanno necessit? anche loro? E ancora, un normodotato pu? sempre andare a lavare i piatti, ma un disabile che fa?
    Consiglio quindi prudenza nel pronunciare certe considerazioni, molte persone non laureate in questo forum hanno tutto il diritto di trovare un lavoro.

    Quanto ai laureati, non sono pochi i disabili che hanno anche più di una laurea, conquistata con grandi difficolt? di trasporto, di mezzi finanziari, di sacrifici; è come sono stati ripagati?
    Con il nulla, con l'attesa nelle liste oppure con il lavoretto (dignitoso certo) ma che nega la professionalit? acuisita con tanto sacrificio, come se non si avesse diritto ad ambire ad una carriera, ad un riscatto personale.

    Sul Veneto poi, certo che sono a tempo indeterminato i contratti, qui i disabili a somministrazione non li assume nessuno, è un fenomeno del tutto marginale in Italia (dati Isfol).

    Per concludere, bando alle teorie campate per aria, un buon servizio di collocamento sa fornire percorsi di accompagnamento, di formazione e di assunzione alla persona disabile, che in questo modo acquisisce autostima, autonomia e non pesa sul bilancio dello stato.
    In molti paesi europei questo percorso viene attuato, in Italia, nella nostra debole Italia, i poteri forti spingono per relegare i disabili nei ghetti sovvenzionati dallo stato, spiace constatarlo ma l'integrazione lavorativa con la nuova normativa è un percorso tutto ancora da reallizzare.

    Forza ragazzi non mollate buon lavoro a tutti.</span>






  18. #17
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    Libero, io sono laureata. Parlo tre lingue. Ho un lavoro al mio livello trovato attraverso centro per l'impiego (va detto che non riuscivano a trovare laureati per la selezione). Ho stravinto premi sia nella ricerca che nel lavoro. Ed ho la sfortuna/fortuna di essere una di quei giovani che sanno cosa sia oggi il mondo del lavoro. Persone con le mie caratteristiche, normodotate, non trovano lavoro.

    Le persone con disabilit? oggi si trovano nello stesso barcone degli altri, con per di più il problema che la PA, che aveva funto da ammortizzatore sociale assumendo persone assolutamente incollocabili e penalizzando le persone dotate, non assorbe più lavoratori.

    E poi, caro Libero, ho fatto concorsi pubblici per categorie protette con diploma. E l? mi sono veramente cadute le braccia. Chi assumerebbe persone che non sanno rispondere a semplici domande di cultura generale o non sanno usare un pc? Nessuno. Bene, al concorso hanno avuto difficolt? a trovare delle persone con queste caratteristiche.

    Al concorso ACI di qualche tempo fa (45 posti in tutta Italia), nelle sedi di Ferrara, Reggio Emilia, Asti, Biella, Rovigo, VCO, Vicenza e Novara, non ci sono stati idonei.

    Qui bisogna darsi una smossa, e lo posso dire a voce alta. Dopo l'anno europeo delle persone con disabilit? (di cui faccio meglio a non parlare) l'attenzione verso la nostra tematica è scemata. Bisogna farci valere non attraverso proteste sterili, ma per le nostre capacit?.

    PS la mia analisi "massimalista" è data dal fatto che mi sto facendo un suddetto così proprio per la valorizzazione dei lavoratori con disabilit? e dal possedere una panoramica sul quadro nazionale. E il dato sul Veneto non è preso dal rapporto Isfol, ma da "Disabili e lavoro. L'impatto della legge 68/99 in Veneto", molto più dettagliato. Non ho parlato di somministrazione (uno dei due punti della legge Biagi ritenuto incostituzionale era proprio la mancanza di quota di riserva tra i lavoratori somministrati).










  19. #18
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    Thanchvil, devi guardare oltre il pregiudizio, quei disabili che non sanno usare un pc possono benissimo imparare ad usarlo se glieni offri l'opportunit?, rimanendo a casa al contrario sono solo un peso per lo stato sociale, un pessimo risultato.


    Ti parlo per esperienza, mi sono confrontato con varie esperienze europee, i deficit formativi ci sono ovunque, ma non per questo si rinuncia al collocamento, vince il principio meglio un "somaro" che lavora, che un assistito. Questo approccio consente pure di pagare pensioni d'invalidit? (noi abbiamo le più basse d'europa) molto più alte e di garantire una maggiore dignit? a tutti.

    Per stare sul concreto faccio un esempio che la dice lunga:
    quando eravamo tutti "ignoranti" negli anni 80 con l'obbligo vero 4 disabili su dieci lavoravano, oggi che siamo laureati lavora 1 disabile su dieci.
    Vogliamo capirlo che mancano le politiche del lavoro serie per disabili?

    Sia chiaro che io spingo molto sulla formazione, laurea per tutti (ora è anche più semplice), ma non mettiamo da parte nessuno, investiamo risorse per reintegrare chi ha una formazione bassa come faceva la vecchia normativa del collocamento disabili con risultati molto più soddisfacenti della presente.

    Sui dati sul Veneto, ti rimando alle contestazioni mosse dalla associazioni disabili ai dati di evasione dell'obbligo di assunzione, per non parlare della mancata trasparenza, situazioni queste molto tristi per una regione che si dice ricca.

    Concludo con una proposta: valorizziamo tutti sapienti e insipienti, il lavoro è un diritto costituzionale che spetta a tutti.

    PS: ti tralascio il mio curriculum, non credo sia rilevante in questo contesto






  20. #19
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    Libero non siamo più negli anni ottanta. Il mercato del lavoro è cambiato ed è difficile per tutti, figuriamoci per noi. I contratti a tempo indeterminato sono in costante diminuzione, ci sono fior di professionisti a spasso.

    Inoltre, come ti ho ribadito, la maggior parte del personale categorie protette era adibita a mansioni basse che le aziende attualmente esternalizzano con contratti ballerini per cui non esiste la quota.
    Ovviamente, le zone in cui le persone con disabilit? trovano lavoro più
    facilmente sono quelle che hanno un'economia di servizi più sviluppata,
    ma è un trend di tutti i lavoratori, non solo quelli con disabilit?.

    Poi non parliamo di PA ed affini, in cui le persone venivano assunte anche senza che ce ne fosse bisogno (questo è un discorso generale) ed ora, tra privatizzazioni riduzione delle spese, assumono solo dal diplomato in su.

    Le poste hanno perso 100.000 lavoratori negli ultimi 15/17 anni. Di
    quanto si è ridotta la quota? ASL e Comuni hanno oramai personale
    esterno ed alcuni servizi sono in appalto (e torniamo al problema di
    cui sopra).

    Per le privatizzate, ancora meglio. Esempione? Voci ben documentate dicono che una grossa azienda ex statale toglier? i centralini (in cui lavorano ipo e non vedenti ex lege 113/85). Non licenzier? i lavoratori, ovvio, ma non ne assumer? più.

    E scusa, perchè un'azienda deve insegnare gli skill di base (pc ad esempio) che oramai sono acquisibili con una certa semplicit?? L'azienda pu? formare per le specifiche, ma non per le abilit? di base.

    Per il resto, non so se tu conoscessi la storia del concorso ACI, che a me ha francamente deluso, proprio perchè era uno di quei posti che al giorno d'oggi sono irraggiungibili (posto pubblico per diplomati, un sogno , visto che i concorsi ormai sono tutti per laureati).







  21. #20
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    Di fatto il lavoro è cambiato, ma non le possibilit? di integrazione.

    Se prendessi alla lettera quanto tu scrivi, negherei un futuro lavorativo a milioni di lavoratori.

    Ci sono molti "baronati" e protezionismi anche tra le attivit? più professionali, la formazione continua la si vuole relegare solo alle categorie più deboli, debolezze italiane di un mercato non liberalizzato.

    Tu mi chiedi perchè un'azienda dovrebbe insegnare un mestiere, perchè viene pagata per farlo (sgravi fiscali), perchè porta un beneficio al sistema diminuendo i costi sociali.
    Come possono ingenuamente gli imprenditori pretendere infrastrutture moderne se poi lo stato spende gran parte delle risorse in pensioni? Se sanno fare 2+2 comprederanno che gli conviene, che il paese delle "preferenze" non conviene più a nessuno.

    Ci vuole lungimiranza, formazione è anche questo: uscire da preconcetti che hanno fatto il suo tempo. Creare lavoro, questa sò è una sfida.

    Tu vedi tutti i difetti dei disabili, io vedo anche tanta mancanza di cultura d'impresa nelle nostre aziende. Qui bisogna rimboccarsi le maniche tutti, non solo i disabili che sono quelli che pagano più di tutti.

    La modernit? è una sfida da accogliere non da evitare come molti tentano di fare in questo paese, troppo comodo.

    O forse pensi che in Svezia ove 6 disabili su dieci lavorano, siano dotati di bacchetta magica? Temo non sia così, spero si abbia l'umiltà per riconoscerlo.







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