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  1. #21
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    Libero, alle aziende un lavoratore costa. Non ci sono sgravi fiscali che tengano e della spesa in pensioni dello stato non credo che abbiano proprio intenzione di pensare loro. Le assunzioni obbligatorie hanno sempre avuto il presupposto di contratti di lavoro a tempo indeterminato, che oramai sono un'eccezione. Come si pu? pensare ad un obbligo di assunzione in queste condizioni?


    Il problema grosso è che in Italia tutta la politica del lavoro è stata basata su logiche di clientelismo, protezionismo ed assistenzialismo.


    Abbiamo aziende non competitive che sono diventate lo shopping di aziende straniere, la concorrenza non è mai stata favorita ed oggi non sappiamo competere con il mercato mondiale, e i posti di lavoro sono serviti solamente per rafforzare clientele politiche.


    E'questa la differenza con i paesi ad alta occupazione. E se continuiamo con una politica di assistenzialismo puro, senza valorizzare le capacit? dei lavoratori, il quadretto che ho delineato sulla disoccupazione dei lavoratori con disabilit? andra sempre di più peggiorando.


    L'assistenzialismo nel lavoro, poi, ha evitato che le persone non avessero lo stimolo a migliorare: se anche io avessi avuto la prospettiva di un posto pubblico da diplomata senza concorso, bh?, forse mi sarei adagiata un po'.




  2.      


  3. #22
    Novellino del Forum
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    Thanchvil, conosco le imprese, ho alle spalle un percorso di studi in economia e varie esperienze di lavoro in aziende, parto da questo presupposto.

    Comprendo il tuo punto di vista, l'ho sentito ripetere molto spesso, giusto pochi mesi orsono un imprenditore veneto mi ha detto che i disabili "strozzano" le aziende, è un pregiudizio che non condivido.

    Le aziende italiane sono le principali destinatarie di risorse pubbliche nel nostro paese, per loro si spende molto più che per la famiglia, in un'ottica di pensiero liberale possono definirsi delle assistite, da che pulpito parlano dei disabili?

    Tu difendi i costi aziendali, io guardo alle possibilit? di lavoro che un disabile ha realmente qui nel nostro paese, vedo molti disabili che hanno delle perizie da spendere (leggiti i curricula qui sul forum) ma si trovano le porte chiuse, che li porta al degrado e spesso all'emarginazione, una situazione vergognosa.

    Ora secondo quel punto di vista alle aziende posso dare contributi pubblici, ma non posso loro imporre la funzione "sociale" che gli detta la nostra carta costituzionale. Mi sembra sia un'opinione troppo squilibrata verso le aziende, di quei pregiudizi secondo i quali i disabili sono "pesi morti", inefficienti, da evitare.

    Non condivido, è limitato e non veritiero questo punto di vista, tutti i rilievi statistici indicano che i disabili se integrati bene hanno la stessa produttivit? dei normodotati (dati IOL), smentiscimi se non è così.

    Quindi credo che quello che tu ci racconti sia un luogo comune frutto dell'incapacit? delle nostre aziende di saper crescere, poich? hanno scarsa fantasia imprenditoriale cercano sempre i favori dello stato tra i quali: il tenergli lontano i disabili, obiettivo questo che hanno raggiunto.

    L'assistenzialismo, il protezionismo, e l'assistenzialismo che tu indichi sono mali comuni di tante categorie in questo paese, aziende in primis che ne sono le principali benefattrici. Quindi se lo stato aiuta aziende decotte a mantenersi in piedi, tu punti il dito solo verso i disabili?

    No mi spiace, ritengo ci voglia più equilibrio, più Europa, più dignit?.
    L'assistenzialismo e i falsi invalidi sono frutto della cronica mancanza di opportunit? di questo fiacco paese, i disabili possono avere le loro colpe ma non sono i soli, peggio ancora sono i più poveri d'Europa, da che pulpito li si critica?








  4. #23
    Novellino del Forum
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    Citazione Originariamente Scritto da Thanchvil

    In questa nuova ottica, per entrare nella PAil lavoratore passa attraverso selezione, o niente</span>: dato che il lavoratore pubblico è pagato da tutti, bh?, ritengo che non sia tanto sbagliato selezionare l'accesso (di tutti)al pubblico impiego.


    Per le imprese, discorso simile: selezionare il lavoratore secondo le necessit?. Se ho bisogno di un ragioniere esperto, assumo un ragioniere esperto, non vedo altre vie. Se devo assumere una categoria protetta, mi scelgo quella che mi serve, come per ogni altra risorsa umana. Se mi serve un geometra, mi trovo il geometra, non vedo perchè debba assumere unneurochirurgo impostomi dal centro per l'impiego</span>.


    Le difficolt? di collocamento ci sono perchè è cambiato il mondo del lavoro e le hanno tutti.
    Discorso un po' cinico, con questa stessa logica i vecchi assunti della legge 482 passan tutti per dei miracolati, ma questa è un discorso puerile perchè quella legge in realt? ha formato tanti ottimi lavoratori.

    La legge 68 non è un obbligo, molti disabili con ambizioni la rifiutano perchè ci tengono ad una carriera e combattono sino a che possono contro le discriminazioni e le molte porte chiuse nel mondo del lavoro, provare per credere, magari poi ne riparliamo, è troppo facile dettare regole dure per gli altri.


    Sai parlare per parlare va bene, ma restiamo costruttivi e valutiamo la
    realt? per quella che ?, forse non hai esperienza (da quanto lavori? In quante aziende hai lavorato?) della circostanza che
    le aziende se possono evitano di assumere un disabile, l'obbligo ha le
    sue ragioni di essere, è presente in tutte le nazioni civili ed ?
    obbligo vero non come qui in Italia.

    Stiamo con i piedi per terra perche non è che si pu? cavar sangue dalle rape, pur volendolo.







  5. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da Libero


    Discorso un po' cinico, con questa stessa logica i vecchi assunti della legge 482 passan tutti per dei miracolati, ma questa è un discorso puerile perchè quella legge in realt? ha formato tanti ottimi lavoratori.

    La legge 68 non è un obbligo, molti disabili con ambizioni la rifiutano perchè ci tengono ad una carriera e combattono sino a che possono contro le discriminazioni e le molte porte chiuse nel mondo del lavoro, provare per credere, magari poi ne riparliamo, è troppo facile dettare regole dure per gli altri.

    Sai parlare per parlare va bene, ma restiamo costruttivi e valutiamo la realt? per quella che ?, forse non hai esperienza (da quanto lavori? In quante aziende hai lavorato?) della circostanza che le aziende se possono evitano di assumere un disabile, l'obbligo ha le sue ragioni di essere, è presente in tutte le nazioni civili ed è obbligo vero non come qui in Italia.

    Stiamo con i piedi per terra perche non è che si pu? cavar sangue dalle rape, pur volendolo.

    Libero, quando ti deciderai a risponerealle mie domande, permettiti pure di insultare la mia intelligenza. Ma non prima.


    Io lavoro da abbastanza tempo da conoscere bene la situazione dei collocati con la 482, tra i quali ci sono sò dei bravi lavoratori, ma anche persone che non sono assolutamente in grado compiere le attivit? che si svolgono in una moderna azienda. O in un'azienda qualunque, tanto che molti datori di lavoro non vedono l'ora che vadano in pensione per sostituirli (con personale più qualificato, of course).


    E come sono stata assunta, se lo sono scordati dopo circa un mese, perchè grazie alla 68 si sono trovati una persona che rispondeva alle necessit? dell'azienda, eche attualmentelavora a progetti nazionali, sia sulla disabilit? che su altro, con ottime prospettive di carriera.


    E ringrazia la tua 482 se le aziende non vogliono assumere i lavoratori con disabilit?. Selezionare i lavoratori in base alle necessit? aziendali non è cinismo. E'logica.


    Mi stupisce, comunque, che tunon abbia infierito sulle mie osservazioni sui collocaticon la 113/85, per cui ancora vige il concetto di "assunzione obbligatoria" da te tanto sostenuto.


    Se detto delle leggi dure (o forse leggi più adatte all'attuale mondo del lavoro), è perchè io le ho dovute imparare tutte sulla mia pelle. E le mie ambizioni si stanno realizzando perchè sono stata assunta per il mio livello di studio: con la 482 avrei dovuto subire un posto inferiore solo perchè assunta senza qualifica.


    Qui non si cava sangue da rape o si parla per parlare: il mio discorso non è cinico, ma è dettato dall'essermi trovata in un mondo del lavoro competitivo, instabile, cambiato rispetto ai tempi della 482. Quindi non darmi della puerile, Libero. Io ho portato argomenti solidi. Sto ancora aspettando i tuoi.



  6. #25
    Novellino del Forum
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    Ma vedi non è che io sto insultando l'intelligenza di nessuno, mi limito ad osservare che tu vedi solo la realt? che desideri (forse la tua, ne sai qualcosa qui del nord est per fare un esempio?), ci descrivi in continuazione di situazioni che vedono i disabili come degli incapaci sul mondo del lavoro, quasi fossero i soli ed unici incapaci nel mondo del lavoro; e per di più questa tua descrizione contrasta con tutti i rilievi statistici ufficiali sulla produttivit? del lavoro dei disabili, per cui mi comprenderai se contrasto fermamente questo tuo alimentare pregiudizi vecchi, superati e spesso infondati.

    Tu dici che non rispondo alle tue domande (anche tu ti badi bene dal rispondere alle mie), in realt? non posso rispondere a situazioni ipotetiche che vorrebbero inserire nella flessibilit? lavorativa i disabili, questa è una fanta realt? che nessun paese europeo adotta, ci mancherebbe che formuli proprio io risposte per simili ipotesi deteriori, teniamo i piedi per terra.

    Affermi ancora che selezionare i candidati è un "logico" diritto delle aziende, ebbeno non sono contrario purche non diventi un trucco per evitare il collocamento dei disabili, come spesso avviene.

    Tu sempre affermi che la 482 è una legge superata mi devi allora spiegare perche molti sistemi di integrazione al lavoro di paesi vicini e moderni ne ricalcano la struttura, forse siamo solo noi i soli geniali estensori di riforme del collocamento?
    Forse ti dimentichi ancora le feroci critiche mosse dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro contro l'inefficienza della legge 68, i pessimi risultati forniti, le mancate attese per i lavoratori, una prestazione da ultimi della classe.

    Come vedi sono in buona compagnia a criticare la riforma della legge 68, una legge giusta nelle idealit?, ma incpace di leggere la realt? italiana.

    Concordo che per te è stata utile, ma io guardo oltre: ai milioni che attendono una prospettiva di vita e di lavoro.

    Concludo affermando che in quanto ad esami di meritocrazia, sono molti i candidati passibili prima dei disabili, proprio in questi giorni leggevo i risultati sull'occupazione delle varie infornate di milioni di euro forniti, grazie alla legge Tremonti, alle aziende italiane. Ebbene sembra che le aziende italiane siano anche più incapaci dei disabili, tanti contributi alle aziende, pagati con i contributi dei lavoratori stessi, non hanno prodotto alcun incremento dell'occupazione, pessima prestazione fossimo in un paese liberale li si dovrebbe licenziare.

    Cerchiamo di fornire delle risposte analizzando numeri alla mano, gli esercizi teorici non mi sembrano poi molto solide come argomentazioni.




    Edited by: Libero



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