Cookie Policy Privacy Policy Grave attacco alla famiglia tradizionale - Pagina 24



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Risultati da 461 a 480 di 657
  1. #461
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    Il partner gay è parte civile

    Ha trovato in tribunale, dopo la morte del compagno di una vita, quel
    riconoscimento che il parlamento italiano non gli ha ancora dato. Per
    Mario Chinazzo, comunque vada a finire, questo processo è già un
    trionfo. Il giudice per le udienze preliminari gli ha dato la
    possibilit? di costituirsi parte civile nel procedimento contro Georga
    Alin Chisereu, un rumeno di 23 anni che a marzo aveva sgozzato Roberto
    Chiesa, 63 anni, il suo convivente.

    L?assassino, dopo l?efferato delitto, aveva anche svaligiato
    l?appartamento che la vittima divideva da 25 anni con il suo compagno.
    Ieri a Roma, all?udienza per il rinvio a giudizio dell?omicida reo
    confesso, il gup Claudio Carini ha ammesso Chinazzo, gay dichiarato, al
    riconoscimento del ?danno diretto e consequenziale? per l?uccisione del
    partner. Ed è la prima volta.

    ?Avevo molti dubbi - commenta Chinazzo, 67 anni - sulla possibilit? che
    la mia costituzione di parte civile venisse accolta dal giudice. Ho
    vissuto una vita con Roberto e temevo che non mi venisse riconosciuto
    nulla, dopo la sua morte?. Il dolore lancinante per la perdita
    traumatica del compagno non è mai riuscito a sbiadire l?amarezza di non
    essere nessuno davanti alla legge. ?Durante le indagini - racconta ora,
    sollevato - gli inquirenti non mi dicevano nulla, perchè per loro non
    avevo alcun legame di parentela con la vittima.

    Questa decisione mi ha tolto un peso dal cuore?. Nella richiesta di
    parte civile, spiega il suo legale Daniele Stoppelli, è stato provato,
    anche con la testimonianza dei vicini di casa, che quello tra i due gay
    era un sodalizio affettivo materiale e spirituale che andava avanti dal
    1982. ?Abbiamo documentato il rapporto patrimoniale e affettivo?, dice
    l?avvocato.

    Il Comune di Roma rivendica il suo ruolo. ?A questa decisione -
    sostiene l?assessore alle pari opportunit?, Cecilia D?Elia - abbiamo
    contribuito chiedendo di costituirci parte civile?. Richiesta che non ?
    stata accolta, così come quella avanzata dall?Arcigay. Il presidente
    dell?associazione, comunque, non si lamenta. Per Aurelio Mancuso,
    infatti, quella del gup è ?una decisione storica? destinata a fare
    giurisprudenza.

    ?E? un segnale che qualcosa sta cambiando - prosegue - Questi atti
    recepiscono un?esigenza profonda della società e riconoscono, prima
    della politica, il valore sociale di tutte le convivenze omosessuali ed
    etero?. Il processo penale, che si svolge con rito abbreviato, inizier?
    l?8 novembre. Ma per Chinazzo il risarcimento non ha più grande
    importanza. La sua battaglia l?ha già vinta.
    Meglio essere un UBRIACONE FAMOSO piuttosto che un ALCOLISTA ANONIMO

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  2.      


  3. #462
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    Quella qui riprodotta è la foto della tomba,in san pietro, di Caterina di Svezia; LESBICA dichiarata, ma a quel tempo andava bene perchè aiuto la chiesa cattolica ad entrare in quel regno!

    Meglio essere un UBRIACONE FAMOSO piuttosto che un ALCOLISTA ANONIMO

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  4. #463
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    Citazione Originariamente Scritto da firetrip
    Il partner gay è parte civile

    Ha trovato in tribunale, dopo la morte del compagno di una vita, quel riconoscimento che il parlamento italiano non gli ha ancora dato. Per Mario Chinazzo, comunque vada a finire, questo processo è già un trionfo. Il giudice per le udienze preliminari gli ha dato la possibilit? di costituirsi parte civile nel procedimento contro Georga Alin Chisereu, un rumeno di 23 anni che a marzo aveva sgozzato Roberto Chiesa, 63 anni, il suo convivente.
    L?assassino, dopo l?efferato delitto, aveva anche svaligiato l?appartamento che la vittima divideva da 25 anni con il suo compagno. Ieri a Roma, all?udienza per il rinvio a giudizio dell?omicida reo confesso, il gup Claudio Carini ha ammesso Chinazzo, gay dichiarato, al riconoscimento del ?danno diretto e consequenziale? per l?uccisione del partner. Ed è la prima volta.
    ?Avevo molti dubbi - commenta Chinazzo, 67 anni - sulla possibilit? che la mia costituzione di parte civile venisse accolta dal giudice. Ho vissuto una vita con Roberto e temevo che non mi venisse riconosciuto nulla, dopo la sua morte?. Il dolore lancinante per la perdita traumatica del compagno non è mai riuscito a sbiadire l?amarezza di non essere nessuno davanti alla legge. ?Durante le indagini - racconta ora, sollevato - gli inquirenti non mi dicevano nulla, perchè per loro non avevo alcun legame di parentela con la vittima.
    Questa decisione mi ha tolto un peso dal cuore?. Nella richiesta di parte civile, spiega il suo legale Daniele Stoppelli, è stato provato, anche con la testimonianza dei vicini di casa, che quello tra i due gay era un sodalizio affettivo materiale e spirituale che andava avanti dal 1982. ?Abbiamo documentato il rapporto patrimoniale e affettivo?, dice l?avvocato.
    Il Comune di Roma rivendica il suo ruolo. ?A questa decisione - sostiene l?assessore alle pari opportunit?, Cecilia D?Elia - abbiamo contribuito chiedendo di costituirci parte civile?. Richiesta che non è stata accolta, così come quella avanzata dall?Arcigay. Il presidente dell?associazione, comunque, non si lamenta. Per Aurelio Mancuso, infatti, quella del gup è ?una decisione storica? destinata a fare giurisprudenza.
    ?E? un segnale che qualcosa sta cambiando - prosegue - Questi atti recepiscono un?esigenza profonda della società e riconoscono, prima della politica, il valore sociale di tutte le convivenze omosessuali ed etero?. Il processo penale, che si svolge con rito abbreviato, inizier? l?8 novembre. Ma per Chinazzo il risarcimento non ha più grande importanza. La sua battaglia l?ha già vinta.

    Sono felice per il Chinazzo, purtroppo per lui per? temo che i successivi gradi di giudizio (se ci saranno) riporteranno tutto nell'alveo della legislatura vigente stravolta dall'estemporanea interpretazione del Gup



  5. #464
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    Citazione Originariamente Scritto da firetrip


    Quella qui riprodotta è la foto della tomba,in san pietro, di Caterina di Svezia; LESBICA dichiarata, ma a quel tempo andava bene perchè aiuto la chiesa cattolica ad entrare in quel regno!




    Finalmente Fire! ce n'? voluto un po', ma alla fine ci sei arrivato!


    Finalmente ti sei reso conto che tutte quelle accuse di misoginia e intolleranza sessuale dela Chiesa Cattolica nei confronti degli omosex erano fandonie!


    Questa tua foto ne è la dimostrazione lampante.


    Alleluja! Uccidiamo il vitello grasso per il ritorno del fratello che aveva smarrito la via. di casa


    Amen.



  6. #465
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    Ma ZELIG Caterina di Svezia, venne tollerata questa cosa; perche da protestante si converti al cattolicesimo; permettendo al vaticano di entrare in quelle terre.

    Se fosse stata una semplice servetta probabilmente ........

    Meglio essere un UBRIACONE FAMOSO piuttosto che un ALCOLISTA ANONIMO

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  7. #466
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    Citazione Originariamente Scritto da firetrip

    Quella qui riprodotta è la foto della tomba,in san pietro, di Caterina di Svezia; LESBICA dichiarata, ma a quel tempo andava bene perchè aiuto la chiesa cattolica ad entrare in quel regno!

    Ti correggo...era Cristina di Svezia LINK
    Comunque il tuo discorso debbo dire che non fa una piega...


    Ila*
    <center><font color=MAGENTA><font size=\"2\">Non aetate verum ingenio apiscitur sapientia. (Plauto)</font></font></center>



  8. #467
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    Hai ragione BUTTERFLY; un tremendo errore di battitura!
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  9. #468
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    Citazione Originariamente Scritto da Butterfly*


    Citazione Originariamente Scritto da firetrip

    Quella qui riprodotta è la foto della tomba,in san pietro, di Caterina di Svezia; LESBICA dichiarata, ma a quel tempo andava bene perchè aiuto la chiesa cattolica ad entrare in quel regno!

    Ti correggo...era Cristina di Svezia LINK
    Comunque il tuo discorso debbo dire che non fa una piega...


    Ila*


    todo modo para buscar y hallar la voluntad divina? diceva Sant?Ignazio di Loyola, fondatore dell?ordine dei Gesuiti



  10. #469
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    Zelig, pardon, ma non ho capito cosa vuoi dire hehehe


    Ila*
    <center><font color=MAGENTA><font size=\"2\">Non aetate verum ingenio apiscitur sapientia. (Plauto)</font></font></center>



  11. #470
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    Vivevano insieme da 25 anni ma perchè lo Stato in qualche modo riconoscesse la loro unione, uno dei due ha dovuto morire. </span>


    Gi?, Roberto e
    Mario erano da un pezzo una coppia di fatto. Lo erano per i vicini di
    casa, per il tabaccaio all?angolo, il farmacista, per le commesse del
    supermercato, ma per la legge no. Per la legge erano due uomini di una
    certa età che avevano, chissò forse per motivi di reciproco mutuo
    soccorso, deciso di risiedere sotto lo stesso tetto. Nulla a che fare
    con affetto, amore, passione, interessi comuni, quelli sono appannaggio
    delle coppie vere, quelle che sono composte da un uomo con il pene e
    una donna con la vagina, certificati biologicamente, moralmente ed
    eticamente.</span>


    Roberto è morto
    nel suo appartamento lo scorso marzo, assassinato da un rapinatore. Ora
    c?? il processo e il giudice ha ammesso il convivente Mario a
    parteciparvi come parte civile riconoscendogli il ?danno diretto e
    consequenziale?.</span>


    Speriamo che la decisione faccia giurisprudenza e in ogni caso qualcosa, anche se poco, si è mosso.</span>


    Come al solito il
    sasso è partito da un?iniziativa sostanzialmente individuale. Un
    giudice intelligente che per far valere un diritto ha dovuto scavalcare
    le istituzioni e fare quello che dovrebbe la politica: decidere.</span>
    Meglio essere un UBRIACONE FAMOSO piuttosto che un ALCOLISTA ANONIMO

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  12. #471
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    Citazione Originariamente Scritto da firetrip


    Vivevano insieme da 25 anni ma perchè lo Stato in qualche modo riconoscesse la loro unione, uno dei due ha dovuto morire.


    Gi?, Roberto e Mario erano da un pezzo una coppia di fatto. Lo erano per i vicini di casa, per il tabaccaio all?angolo, il farmacista, per le commesse del supermercato, ma per la legge no. Per la legge erano due uomini di una certa età che avevano, chissò forse per motivi di reciproco mutuo soccorso, deciso di risiedere sotto lo stesso tetto. Nulla a che fare con affetto, amore, passione, interessi comuni, quelli sono appannaggio delle coppie vere, quelle che sono composte da un uomo con il pene e una donna con la vagina, certificati biologicamente, moralmente ed eticamente.


    Roberto è morto nel suo appartamento lo scorso marzo, assassinato da un rapinatore. Ora c?? il processo e il giudice ha ammesso il convivente Mario a parteciparvi come parte civile riconoscendogli il ?danno diretto e consequenziale?.


    Speriamo che la decisione faccia giurisprudenza e in ogni caso qualcosa, anche se poco, si è mosso.


    Come al solito il sasso è partito da un?iniziativa sostanzialmente individuale. Un giudice intelligente che per far valere un diritto ha dovuto scavalcare le istituzioni e fare quello che dovrebbe la politica: decidere.
    Speriamo che la Giustizia trionfi!



  13. #472
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    Citazione Originariamente Scritto da firetrip





    Vivevano insieme da 25 anni ma perchè lo Stato in qualche modo riconoscesse la loro unione, uno dei due ha dovuto morire..</span>
    Hanno mica avuto due figli, un maschietto e una femminuccia ??






  14. #473
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    <H1>Bacio tra due gay al Colosseo: fermati, perquisiti e denunciati</H1>

    <DIV =txt>
    <DIV =image_left style="WIDTH: 169px"></DIV>


    ?Era solo un bacioè. così Roberto L. commenta la brutta avventura di gioved? sera quando, mentre passeggiava con Michele M., il suo ragazzo, è stato fermato da una gazzella dei carabinieri, portato in caserma e denunciato per atti osceni in luogo pubblico. Per un semplice bacio.


    ?Era una bella serata - spiega Roberto, ventisettenne romano - avevamo fatto una passeggiata per aperitivi e poi avevamo raggiunto degli amici al "Coming out", poi intorno all'una e mezza abbiamo deciso di tornare a casa, Michele la mattina lavora?. Raggiungendo il motorino i due ragazzi decidono per? di fare un'ultima passeggiata, complice la serata calda, la luna e il paesaggio suggestivo del Colosseo. ?Mentre passeggiavamo ci siamo abbracciati e io l'ho baciato - spiega Roberto - un bacio "focoso", e anche un bacio sul petto, niente di più. All'improvviso ci ha illuminato un fascio di luce, ci hanno chiesto i documenti e poi siamo rimasti fermi, sul muretto, ad aspettare?. Intanto passano 20 minuti e Michele, un po' spaventato chiede spiegazioni: ?Semplici accertamenti?, rispondono i carabinieri, che intanto vengono raggiunti da altri colleghi, per un totale di sette persone e tre auto dei carabinieri. ?A quel punto ci hanno perquisito - spiega Roberto - cosa insolita considerando che non avevamo niente che fosse fuori posto: pantaloni allacciati, cintura a posto e maglietta indosso?.

    Dopo la perquisizione, i due ragazzi vengono portati via, ?io su una gazzella, Michele su un'altra - continua il racconto Roberto - all'arrivo poi ci hanno trattato come appestati e all'interrogatorio che è seguito sono stato accusato di atti osceni in luogo pubblico?. Di fronte al ragazzo che giura di non aver fatto nulla di male - ?solo un bacioè - il carabiniere risponde: ?Lo sa benissimo cosa ha fatto?. E scoppia l'indignazione: ?Capisco perfettamente che sono perseguibile se faccio sesso orale sotto il Colosseo, ma noi ci stavamo solo baciando, con i pantaloni chiusi e tutto a posto?.

    ?Successivamente ci hanno portati in caserma - sottolinea Roberto - Ancora non riuscivamo a crederci. Non sono stati per niente gentili e anzi hanno fatto di tutto per farci sentire a disagio?. Ma, secondo quanto afferma Roberto, la sorpresa più grossa è quando gli è stato comunicato che i carabinieri li avrebbero denunciati per atti osceni in luogo pubblico. ?Ci hanno mostrato l'informativa di reato che avrebbero mandato al pm - dice Roberto - E il carabiniere mi ha detto: "Sai bene che non ti stavi solo baciando". è assurdo. Ora sostengono che non era solo un bacio. Ma che senso ha? Siamo fidanzati da tempo, e certamente non facciamo sesso per strada. Se devo fare certe cose, le faccio a casa mia. Le nostre erano semplicissime e innocentissime effusioni. Ora spero che si faccia chiarezza?. Roberto, che si sta occupando anche a nome del ragazzo, Michele, di difendere i propri diritti, si incontrer? con il presidente di arcigay Roma Fabrizio Marrazzo e col legale dell'associazione Stoppello che si occupa del numero verde "Gay help line" (800713713) per capire come far valere i suoi diritti. ?Peccato- conclude Roberto- era una serata così bella...?.

    L'incredibile vicenda ha suscitato reazioni di indignazione. Anche della ministra Rosy Bindi ha sentito il bisogno di intervenire: ?Ieri la denuncia di un ragazzo di Gela, deriso e insultato a scuola perchè omosessuale, oggi due omosessuali denunciati con zelo eccessivo per atti osceni solo per un bacio di notte davanti al Colosseo. Due casi che in realt? segnalano quanto sia radicata una cultura che deve ancora elaborare in profondit? il diritto di tutti e di ciascuno di vivere nel rispetto della propria identit?, senza discriminazioni di qualunque natura?. Duro il deputato SD Franco Grillini: ?Sembra incredibile che a Roma, così come denunciato dal circolo Arcigay di Roma, nell'anno domini 2007, una coppia di gay possa essere fermata e trascinata in caserma, con copioso dispendio di forze dell'ordine, per un bacio. Era già accaduto, raramente per fortuna, anche in passato che coppie gay o lesbiche fossero fermate per gli stessi motivi, ma con un dispiegamento di forze dell'ordine degno di miglior causa non si era mai visto e soprattutto non si era visto un fermo in caserma?. Per questo Grillini anticipa che ?nei prossimi giorni presenter? un'interrogazione al ministro dell'Interno per chiedergli di diramare una circolare a carabinieri e poliziotti in modo tale da chiarire che non si possono trascinare in caserma due persone perchè si baciano e che non è tollerabile che un bacio tra due etero sia considerato normale e romantico mentre tra due persone dello stesso sesso diventi una cosa sporca e da perseguire penalmente?. ?Propongo che sia inaugurata la "Gay street" con un grande "kiss in" come durante la manifestazione sui Pacs di tre anni fa quando, il 14 febbraio, 1700 coppie si baciarono appassionatamente per rivendicare una buona legge in materia e la fine della discriminazione?.


    La Lega invece difende i carabinieri. ?Basta con questa inutile gazzarra contro l'Arma dei carabinieri. Il senso del pudore va tutelato?, afferma il senatore della Lega Massimo Poliedri.</DIV>
    <DIV id=imgintdx></DIV>
    Pubblicato il: 27.07.07
    Modificato il: 28.07.07 alle ore 11.37</DIV></DIV>
    "Comunque è vero, sono comunista. Non dimentico mai la Bibbia e il Vangelo. E non dimentico mai quello che ha scritto Marx." (Don Gallo)



  15. #474
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    Lui non la cura, lei muore di cancro. Solo conviventi, quindi non è colpevole

    Lui è un camionista milanese, 51 anni, iniziali N.L.N. Lei, la sua compagna, di origine slava, è morta nel 2002, di tumore, senza assistenza, senza cure, senza un aiuto. Lasciata morire. Ma erano ?solo? conviventi e per la giustizia lui, il camionista, non è colpevole di alcunch?. In base al codice, almeno. La coscienza, poi, quella è un?altra cosa.
    Lo ha deciso oggi la I sezione della Corte d?Assise che ha assolto N.L.N dall?accusa di abbandono di persona incapace perchè ?il rapporto di convivenza, in quanto rapporto di fatto non disciplinato dalla legge, è privo di rilevanza penale?. La coppia viveva insieme da quindici anni pur senza essere - come dice la sentenza - disciplinati dalla legge. Non erano sposati, insomma. Due estranei sotto lo stesso tetto per cui per? non scatta alcun tipo di obbligo, n? civile n? penale.
    Tutto bene finch? la donna si ammala: tumore, obbligo di cure, necessit? di assistenza, un?agonia lunga. E in solitudine visto che lui, dicono le accuse, non si è preoccupato di assisterla e di farla curare. Abbandono di persona incapace fino a causarne la morte. Secondo l?accusa, non le avrebbe somministrato le cure necessarie, tanto che la donna muore il 19 maggio 2002 dopo una lunga e devastante malattia che l?aveva ridotta a pesare 30 chili.
    Con queste accuse, mosse dai parenti di lei, il camionista è finito sotto processo. Consulenti e periti confermano lo stato di totale abbandono in cui era stata lasciata la donna. Ma la Corte d?Assise lo ha assolto. Scrivendo una sentenza destinata a far discutere.
    Per il presidente Luigi Domenico Cerqua non pu? estendersi al rapporto di convivenza quanto previsto dall?articolo 143, comma 2, del codice civile ?che limita ai soli coniugi l?obbligo all?assistenza morale e materiale?. Questo, infatti, comporterebbe una ?inammissibile interpretazione analogica in mala partem?. Per il giudice ?sarebbe infatti contra legem, in un sistema retto dal principio di legalit?, rendere applicabile la norma penale anche alle violazioni di obblighi morali o di solidarietà, e quindi anche nei confronti delle famiglie di fatto, ovvero di coloro che convivono more uxorio?. ?La cura, al pari della custodia - argomenta il presidente della Corte - deve fondarsi su uno specifico obbligo giuridico che trova la propria fonte nella legge o nel contratto, che peraltro fonda pur sempre nella legge la propria forza vincolante?. E? obbligata alla cura, per esempio, la badante o l?infermiera che, in forza di un contratto, deve svolgere un determinato compito. Ma non due conviventi fantasma in quanto non riconosciuti da alcun tipo di contratto o articolo.
    Si tratta di un primo grado e quindi di una decisione provvisoria in attesa di arrivare in Cassazione. Ma è una scelta che ha comunque un peso nel dibattito che riprender? in autunno sui Dico e sulla sua ultima versione nota, i Cus [?]
    La sentenza di Milano, infatti, è una negazione netta e chiara dei diritti delle coppie di fatto. In questo caso in ?positivo? per l?imputato. In negativo da tutti gli altri punti di vita. E, anche, la dimostrazione che quando si parla di diritti per le coppie di fatto non ci si riferisce solo alle coppie gay ma anche, soprattutto, a quelle eterosessuali.
    Tra gli obiettivi dei contratti di natura privatistica che riconoscono i diritti alle coppie di fatto c?? proprio il riconoscimento dell?assistenza sanitaria in caso di malattia di uno o dell?altro convivente. Oltre al diritto a subentrare nel contratto di affitto piuttosto che a ricevere la pensione di reversibilit?.
    Al di l? delle intenzioni dei giudici milanesi, la sentenza di assoluzione del camionista stupisce e chocca. E dimostra, in tutta evidenza, la necessit? di un regolamento che riconosca diritti e doveri dei conviventi. Che sono anche etero e non solo omosessuali.
    Meglio essere un UBRIACONE FAMOSO piuttosto che un ALCOLISTA ANONIMO

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  16. #475
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    Citazione Originariamente Scritto da firetrip
    Lui non la cura, lei muore di cancro. Solo conviventi, quindi non è colpevole

    Lui è un camionista milanese, 51 anni, iniziali N.L.N. Lei, la sua compagna, di origine slava, è morta nel 2002, di tumore, senza assistenza, senza cure, senza un aiuto. Lasciata morire. Ma erano ?solo? conviventi e per la giustizia lui, il camionista, non è colpevole di alcunch?. In base al codice, almeno. La coscienza, poi, quella è un?altra cosa.
    Lo ha deciso oggi la I sezione della Corte d?Assise che ha assolto N.L.N dall?accusa di abbandono di persona incapace perchè ?il rapporto di convivenza, in quanto rapporto di fatto non disciplinato dalla legge, è privo di rilevanza penale?. La coppia viveva insieme da quindici anni pur senza essere - come dice la sentenza - disciplinati dalla legge. Non erano sposati, insomma. Due estranei sotto lo stesso tetto per cui per? non scatta alcun tipo di obbligo, n? civile n? penale.
    Tutto bene finch? la donna si ammala: tumore, obbligo di cure, necessit? di assistenza, un?agonia lunga. E in solitudine visto che lui, dicono le accuse, non si è preoccupato di assisterla e di farla curare. Abbandono di persona incapace fino a causarne la morte. Secondo l?accusa, non le avrebbe somministrato le cure necessarie, tanto che la donna muore il 19 maggio 2002 dopo una lunga e devastante malattia che l?aveva ridotta a pesare 30 chili.
    Con queste accuse, mosse dai parenti di lei, il camionista è finito sotto processo. Consulenti e periti confermano lo stato di totale abbandono in cui era stata lasciata la donna. Ma la Corte d?Assise lo ha assolto. Scrivendo una sentenza destinata a far discutere.
    Per il presidente Luigi Domenico Cerqua non pu? estendersi al rapporto di convivenza quanto previsto dall?articolo 143, comma 2, del codice civile ?che limita ai soli coniugi l?obbligo all?assistenza morale e materiale?. Questo, infatti, comporterebbe una ?inammissibile interpretazione analogica in mala partem?. Per il giudice ?sarebbe infatti contra legem, in un sistema retto dal principio di legalit?, rendere applicabile la norma penale anche alle violazioni di obblighi morali o di solidarietà, e quindi anche nei confronti delle famiglie di fatto, ovvero di coloro che convivono more uxorio?. ?La cura, al pari della custodia - argomenta il presidente della Corte - deve fondarsi su uno specifico obbligo giuridico che trova la propria fonte nella legge o nel contratto, che peraltro fonda pur sempre nella legge la propria forza vincolante?. E? obbligata alla cura, per esempio, la badante o l?infermiera che, in forza di un contratto, deve svolgere un determinato compito. Ma non due conviventi fantasma in quanto non riconosciuti da alcun tipo di contratto o articolo.
    Si tratta di un primo grado e quindi di una decisione provvisoria in attesa di arrivare in Cassazione. Ma è una scelta che ha comunque un peso nel dibattito che riprender? in autunno sui Dico e sulla sua ultima versione nota, i Cus [?]
    La sentenza di Milano, infatti, è una negazione netta e chiara dei diritti delle coppie di fatto. In questo caso in ?positivo? per l?imputato. In negativo da tutti gli altri punti di vita. E, anche, la dimostrazione che quando si parla di diritti per le coppie di fatto non ci si riferisce solo alle coppie gay ma anche, soprattutto, a quelle eterosessuali.
    Tra gli obiettivi dei contratti di natura privatistica che riconoscono i diritti alle coppie di fatto c?? proprio il riconoscimento dell?assistenza sanitaria in caso di malattia di uno o dell?altro convivente. Oltre al diritto a subentrare nel contratto di affitto piuttosto che a ricevere la pensione di reversibilit?.
    Al di l? delle intenzioni dei giudici milanesi, la sentenza di assoluzione del camionista stupisce e chocca. E dimostra, in tutta evidenza, la necessit? di un regolamento che riconosca diritti e doveri dei conviventi. Che sono anche etero e non solo omosessuali.

    Insomma, prima non si vuole regolarizzare legalmente l'unione (ottenendo così tutte le protezioni e i diritti previsti dalla legge) e poi ci si rivolge alla LEGGE per rivendicare quei diritti che si sono rifiutati.





  17. #476
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    Chiariamo un punto.

    Io sono contario al riconoscimento delle coppie di fatto; ma per il semplice motivo, che io sono favorevole al riconoscimento del matrimonio per tutti.

    Nel caso in specifico comumque esiste un qualcosa che non quadra; non è possibile dopo quindici anni di convivenza, affermare che "la cosa non ha valenza legale".

    Quello che io non riesco a capire è come questa "persona" sia riuscita a non far curare la propria compagna; non solo da un punto di vista legale; ma soprattutto da un punto di vista umano. Io come forse già sai; sono un convivente; la ia compagna a causa di un tumore al cervello ha perso completamente l'uso della vista; ma ti assicuro che dalla mia testa non mi è mai passata l'idea di abbandonarla al suo destino solo perchè ".. tannto siamo solo conviventi...".

    Il "pezzo di carta" dovrebbe essere un surplus; non è quello che mi dovrebbe convincere a continuare a vivere accanto ad una persona.

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  18. #477
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    Piu' che altro questa sentenza della Cassazione afferma che se uno sta morendo, gli altri hanno il diritto di lasciarlo li per terra....C'e' qualcosa di aberrante in questa sentenza a prescindere dalla convivenza...
    Claudio



  19. #478
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    Citazione Originariamente Scritto da firetrip
    ZELIG

    Chiariamo un punto.

    Io sono contario al riconoscimento delle coppie di fatto; ma per il semplice motivo, che io sono favorevole al riconoscimento del matrimonio per tutti.

    Nel caso in specifico comumque esiste un qualcosa che non quadra; non è possibile dopo quindici anni di convivenza, affermare che "la cosa non ha valenza legale".

    Quello che io non riesco a capire è come questa "persona" sia riuscita a non far curare la propria compagna; non solo da un punto di vista legale; ma soprattutto da un punto di vista umano. Io come forse già sai; sono un convivente; la ia compagna a causa di un tumore al cervello ha perso completamente l'uso della vista; ma ti assicuro che dalla mia testa non mi è mai passata l'idea di abbandonarla al suo destino solo perchè ".. tannto siamo solo conviventi...".

    Il "pezzo di carta" dovrebbe essere un surplus; non è quello che mi dovrebbe convincere a continuare a vivere accanto ad una persona.

    Caro Fire, innanzitutto permettimi di esprimere la mia vicinanza alla tua compagna e a te.


    Quanto al fatto di trovare inconcepibile che una persona possa non assistere il proprio partner malato, beh caro amico la risposta è semplice: purtroppo al mondo esistono indivividui che non sono persone oneste e perbene come te.


    Appunto pech? esistono simili laidi individui a volte il "pezzo di carta" rappresenta oltrech? una prova d'amore, una garanzia contro ahim? sempre possibili negativi imprevisti .


    Cari saluti.



  20. #479
    Senior Member L'avatar di luni
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    <DIV =NewsC&#111;ntentTitle>Mele, fai bene a non dimetterti</DIV>
    <DIV =NewsC&#111;ntentDate>Luned? 30.07.2007 13:09</DIV>
    <DIV =NewsC&#111;ntent>




    <TABLE align=right>
    <T>
    <TR>
    <TD> </TD></TR>
    <TR>
    <TD align=middle>Cosimo Mele </TD></TR>
    <TR>
    <TD align=middle></TD></TR></T></TABLE>Caro Mele, fai bene a non dimetterti da parlamentare.
    Sei in ottima compagnia. Di tuoi colleghi che frequentano prostitute e magari usano cocaina e altro sicuramente non mancano gli esempi. Hai deciso di lasciare l?Udc, e questo è già tanto, in fin dei conti pentimento e perdono fanno parte intrinseca del pensiero cristiano cattolico. E dunque mai come in questo caso ?chi è senza peccato scagli la prima pietra?. Potevano lasciarti il tempo del ravvedimento operoso?


    Quello che invece emerge dalla tua vicenda è proprio la distanza fra l?apparenza e la realt? delle persone. D?altronde come sarebbe possibile che in Italia la prostituzione abbia dimensioni anche commerciali così floride se non ci fossero milioni di clienti? E chi mai saranno questi clienti se non i ?padri di famiglia?? Sono loro che possono spendere cifre cospicue, sono loro che possono inventare scuse e cambiare percorso di una serata senza insospettire subito le mogli.


    E dunque quello che hai combinato è di una utilit? disarmante, perchè in un colpo solo sei riuscito a spazzare quintali di ipocrisia e di omert?. Adesso mi piacerebbe un bel dibattito parlamentare sul tuo episodio, solo per raccogliere in un volune le amenit? e i luoghi comuni che usciranno da tante bocche probe</DIV>
    "Comunque è vero, sono comunista. Non dimentico mai la Bibbia e il Vangelo. E non dimentico mai quello che ha scritto Marx." (Don Gallo)



  21. #480
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    Cosimo Mele, deputato dell?UDC:

    ?Certo che mi riconosco nei valori cristiani ma che c?entrano questi con l?andare con una prostituta??</span>

    Dal Catechismo della Chiesa Cattolica:

    2348) Ogni battezzato è chiamato alla castit?. Il cristiano si è ?rivestito di Cristo?, modello di ogni castit?. Tutti i credenti in Cristo sono chiamati a condurre una vita casta secondo il loro particolare stato di vita. Al momento del Battesimo il cristiano si è impegnato a vivere la sua affettivit? nella castit?.</span><br style="font-style: italic;"><br style="font-style: italic;">2351) La lussuria è un desiderio disordinato o una fruizione sregolata del piacere venereo. Il piacere sessuale è moralmente disordinato quando è ricercato per se stesso, al di fuori delle finalit? di procreazione e di unione.</span><br style="font-style: italic;"><br style="font-style: italic;">2353) La fornicazione è l?unione carnale tra un uomo e una donna liberi, al di fuori del matrimonio. Essa è gravemente contraria alla dignit? delle persone e della sessualit? umana naturalmente ordinata sia al bene degli sposi, sia alla generazione e all?educazione dei figli.</span><br style="font-style: italic;"><br style="font-style: italic;">2355) La prostituzione offende la dignit? della persona che si prostituisce, ridotta al piacere venereo che procura. Colui che paga pecca gravemente contro se stesso: viola la castit?, alla quale lo impegna il Battesimo e macchia il suo corpo, tempio dello Spirito Santo.</span>

    Questa, Onorevole Mele, è la vostra legge: la stessa che utilizzate quotidianamente, con implacabile determinazione, per proibire la fecondazione assistita, condannare l?aborto, scoraggiare la contraccezione, discriminare gli omosessuali, battervi contro il diritto di scelta dei malati, negare la libert? di ricesca scientifica, criminalizzare l?eutanasia.
    Questa è la stessa legge in base alla quale le gerachie del Vaticano, cui il Suo partito di dichiara fedele, hanno negato i funerali religiosi a Piero Welby e hanno lasciato che Giovanni Nuvoli morisse di sete e di fame.
    Ci rifletta un attimo, Onorevole Mele: conosce questa legge?
    Oppure gliene risulta evidenza soltanto quando si tratta di applicarla ai comportamenti degli altri?
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