Cookie Policy Privacy Policy spiegare la disabilità - Pagina 3



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Risultati da 41 a 60 di 86
  1. #41
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    Lisa scusami se mi permetto, ma per me hai una visione un p? troppo romantica dei bambini che non sono per nulla "incontaminati".
    Sicuramente hanno meno difficolt? a recepire riorganizzare le proprie conoscenze attraverso una migliore tolleranza e apertura verso l'accoglienza di un adulto, ma che non hanno già concetti stereotipati della sofferenza e della limitazione è una pia illusione...
    Comprendo che è più comodo pensare che..."i bambini fanno da se", ma se questo fosse vero l'integrazione scolastica non avrebbe bisogno di un insegnante di sostegno fin dalla scuola materna, cosa che, invece è ampiamente prevista dal legislatore che, guarda caso, ha previsto proprio come compito principale di questa figura l'agevolare l'integrazione del bambino che non è per nulla scontata, al di l? dell'intervento degli adulti.
    Su questo, tra l'altro, ho un esperienza personale e concreta che non riguarda solo mio figlio ma anche i tanti genitori che si rivolgono a me per problemi d'integrazione scolastica proprio all'inizio del percorso scolastico del loro figlio...chissò come mai?
    E' indispensabile che gli adulti che insegnano ai bambini (non solo l'insegnante di sostegno ma anche l insegnanti curriculari) siano preparati sull'integrazione dei bambini con disabilit?, e questo vuol dire anche essere preparati a rispondere alle domande che i bambini inevitabilmente rivolgeranno sul loro compagnetto diverso, e lo fanno anche con i bambini che hanno una pelle o una cultura diversa e non perchè già contaminati dalle intolleranze degli adulti ma semplicemente perchè l'incasellamento, la stereotipia è una cosa che esiste in natura, esiste anche tra gli animali.
    E' il motivo per cui un animale impara fin dalla nascita a distinguere i cibi buoni da quelli velenosi: senza stereotipia nessun animale sarebbe in grado di sopravvivere!
    L'essere umano non è immune da questa cosa, tutt'altro visto che lo ha anche più raffinato! Ma la sua intelligenza gli permette di superare i concetti stereotipati per migliorare il proprio contesto arricchendolo di nuovi stimoli...ma è un lavoro che si ottiene grazie ad un apprendimento cognitivo, e non è certo spontaneo e naturale!



  2.      


  3. #42
    jasmin
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    Chiunque ha vissuto la disabilit? sulla propria pelle e non per sentito dire, sa bene quanto tra bambini alcuni possano essere anche molto crudeli nei confronti dei compagni di scuola o asilo.

    E' inutile negarlo, ci sono bambini piu' sensibili ed altri molto meno, anche loro hanno un carattere, non sono proprio tutti degli angioletti...pero' almeno sono sinceri.




  4. #43
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    E poi se l'educazione attraverso le parole degli adulti,e i libri di fiabe magari,non serve a nulla,chi glielo dice al povero Rodari ed al mio amico Claudiuzzo?
    State calmi se potete...
    Salvo

    Redazione rendiamo accessibile il sito.Grazie!



  5. #44
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    Salv? non l'ho capita....

    Jasmin concordo, anche se ho una illimitata fiducia nella capacit? cognitiva umana e nella possibilit? di apprendimento di relazioni di tolleranza anche tra i bambini meno "sensibili".
    Certo è che il ruolo dell'adulto è fondamentale e personalmente mi da anche un p? fastidio quando lo si sottovaluta.
    E' uno dei motivi per cui, a mio giudizio, spesso l'integrazione non funziona anche se ci sono tutte le risorse che servono in campo: la scarsit? di preparazione proprio su questi temi da parte degli insegnati di sostegno (oltre che quelli curricolari, s'intende) ?, a mio giudizio, proprio la causa principale dei diffusi episodi di fallimento dell'integrazione scolastica.
    Anche io ho ricordi molto particolari dell'integrazione scolastica nell'infanzia....mi sò, visto la provenienza, che abbiamo frequentato anche la stessa scuola elementare noi due (io sono andata alla C.C., e tu?) non so se abbiamo frequentato gli stessi anni, ma io ricordo molto bene i primi bambini integrati un p? così, fidando proprio nella "spontaneit?</span>" dei loro coetanei, e la differenza enorme e sostanziale era indiscutibilmente creata dall'insegnate che era presente nella classe...e sto parlando di classi di almeno 30 bambini e con l'insegnante unico....




  6. #45
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    Accreditavo la tua tesi secondo cui,un bambino da solo non è cmq in grado di gestire e capire bene sempre certe problematiche,e l'intervento di persone istruite sulle problematiche da trattare,ed anche quello di preziose letture, come possono essere per tutti i bambini quelle di Rodari ad es,e quelle di Claudio Imprudente,servano molto.


    Ciao bedda
    State calmi se potete...
    Salvo

    Redazione rendiamo accessibile il sito.Grazie!



  7. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da FREEDOMS
    Carissima nenarosa,scrivi liberamente senza problemi per il suo quesito a questa signora:</span><br style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 255);">giovanna di pasquale :</span><br style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 255);">giovanna@accaparlante.it</span><br style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 255);">oppure telefonale allo 051-641.50.05(centralino) dopo le ore 10.00
    Sono sicuro risolvera' in pochi minuti.
    Cordiali saluti.

    </span>
    Allora,Signora Nenarosa,ha telefonato al centro di Claudio Imprudente?</span></font>
    l\'impossibile non esiste.Ogni esperienza serve.Mostriamo orgoglio e dignita\',sempre!




  8. #47
    jasmin
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    Citazione Originariamente Scritto da fair
    Anche io ho ricordi molto particolari dell'integrazione scolastica nell'infanzia....mi sò, visto la provenienza, che abbiamo frequentato anche la stessa scuola elementare noi due (io sono andata alla C.C., e tu?) non so se abbiamo frequentato gli stessi anni, ma io ricordo molto bene i primi bambini integrati un p? così, fidando proprio nella "spontaneit?</span>" dei loro coetanei, e la differenza enorme e sostanziale era indiscutibilmente creata dall'insegnate che era presente nella classe...e sto parlando di classi di almeno 30 bambini e con l'insegnante unico....
    Tu sei piu' giovane di me, non credo ci siamo incrociate nella stessa scuola ..

    Sono molto cambiate le cose da allora comunque, nei confronti dei bambini disabili, all'epoca erano considerati dei malati e pertanto l'approccio non era mai naturale, troppo "protetti" dall'insegnante che gli riservava un trattamento si di rispetto ma distacco nello stesso tempo e spesso anche tranquillamente ignorati e messi in un "angolo", infatti era un solo insegnante per 30 bambini, cosa poteva fare?

    Oggi c'è maggiore attenzione, a cominciare dai diversi sistemi di insegnamento, le insegnanti di sostegno, accessibilit?, pulmini attrezzati ma i rapporti umani e sociali sono cambiati all'interno delle classi nei confronti di questi bambini? A me sembra di no...alla fine del diverso si ha sempre un po' paura..

    Moltissimo dipende dalle insegnanti, perchè la spontaneit? dei bambini non la nega nessuno ma a volta la spontaneit? puo' ferire.



    Edited by: jasmin



  9. #48
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    Citazione Originariamente Scritto da jasmin
    Chiunque ha vissuto la disabilit? sulla propria pelle e non per sentito dire, sa bene quanto tra bambini alcuni possano essere anche molto crudeli nei confronti dei compagni di scuola o asilo.

    E' inutile negarlo, ci sono bambini piu' sensibili ed altri molto meno, anche loro hanno un carattere, non sono proprio tutti degli angioletti...pero' almeno sono sinceri.

    Se lo sono è perchè hanno appreso ad esserlo dagli adulti con cui hanno vissuto: un bambino diventa ciò che vive sulla sua pelle, per cui se è crudele, come dici tu, è perchè ha vissuto in qualche modo la crudelt? e ha visto certi comportamenti da parte degli adulti.


    Non ho una visione romantica, ma i bambini imparano attraversociò che vivono e sentono intorno a loro, e se non crescono con persone sensibili difficilmente potranno sviluppare quella qualit? o comunque lo potranno fare poida adulti, attraverso le esperienze che la vita gli riserver?.


    C'? solo una cosa che rovina i bambini e sono gli adulti!! Questa è la mia opinione, nata dall'esperienza dimolti anni di lavoro a contatto con i bambini e in situazioni differenti.


    In fondo si sa che EDUCARE significa far uscire, quindi far uscire ciò che il bambino è per natura, mentre ormai l'educazione è diventata solo un riempire questi piccoli, come se fossero contenitori vuoti in cui stipare ogni sorta di informazione, perchè nessuno si preoccupa di comprendere la vera natura dei bambini!!
    Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere (Tiro Mancino)
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  10. #49
    jasmin
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    Lisa scritto:</span>Se lo sono è perchè hanno appreso ad esserlo dagli adulti
    con cui hanno vissuto: un bambino diventa ciò che vive sulla sua pelle, per cui
    se è crudele, come dici tu, è perchè ha vissuto in qualche modo la crudelt? e
    ha visto certi comportamenti da parte degli adulti.



    Mi riferivo a crudelt? nell?essere troppo sinceri, se a
    loro non </span>piaci te lo dicono, mentre un
    adulto potrebbe anche apprezzare questa sincerit? e spontaneit?, </span>in un rapporto tra bambino e bambino ?
    diverso, l?altro bambino puo? intepretare questa sincerit? come un?offesa.


    E non te lo dico perchè l?ho letto sui libri, ma per
    esperienza diretta.

    Credo che avere a che fare sporadicamente con figli degli altri sia molto diverso dall?educare
    i propri, non è sempre colpa dei genitori, ognuno di noi a prescindere dal
    contesto in cui vive, nasce con un carattere e delle predisposizioni, non si
    spiegherebbe come ragazzi nati da ottime famiglie diventano dei mascalzoni e viceversa.




    E ti posso assicurare Lisa che il ?mestiere? di genitore non
    ? affatto semplice e troppo spesso, in ambito psico-pedagogico-scolastico si
    da la colpa ai genitori di qualsiasi cosa solo per lavarsene le mani.









  11. #50
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    I genitori non hanno colpe, mi sembra molto infantile parlare di colpe, ma hanno responsabilit? e ti assicuro che quando ci sono dei comportamenti malsani in un bambino è perchè ci sono comportamenti altrettanto malsani nella famiglia: e neppure io l'ho letto sui libri, lo vedo sul campo, l'ho visto in molti anni di lavoro in mezzo ai bambini, e in ambiti diversi. Quelle che tu chiami ottime famiglie spesso in realt? non lo sono affatto, non fermarti alla facciata, perchè la facciata a volte è bella ma poi, quando si va a scavare, dietro si trova quello che non ci si sarebbe mai aspettati.


    E ci sono anche molti genitori che non vogliono mai mettersi in discussione, neppure quando farlo significa aiutare i loro figli a vivere meglio: lo dico con rammarico, perchè ne vedo tante di situazioni e spesso mi accorgo che l'origine di tanti disagi infantili sta proprio nella famiglia, che per? spesso è intoccabile e spesso, proprio perchè mettersi in discussione non è facile, molti genitori scappano quando vengono messi di fronte a certe loro responsabilit?.


    Lo so che il mestiere del genitore è molto difficile, ma essere genitori penso che serva anche a crescere, perchè educare un altro essere umano a diventare uomo,? l'opportunit? più bella e importanteper crescere in prima persona.


    Per il resto la sincerit? dei bambini secondo me è una delle loro più grandi doti, che poi molti adulti perdono per vivere nell'ipocrisia che è ormai una "virt?" molto diffusa.


    Non credo che nessuno si debba "lavare le mani", ma forse sarebbe meglio creare una collaborazione trai vari ambiti educativi,perchè i bambini possano crescere sereni a sani e soprattutto mi piacerebbe che i genitori avessero meno paura di mettersi in gioco, perchè io ne vedo tanti che fuggono di fronte alle loro responsabilit?, e di danni ne fanno molti, senza neppure rendersene conto.
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  12. #51
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    Lisa io spero per te che queste tue certezze dell'essere genitore perfetto non crollino miseramente quando diventerai anche tu un genitore, perchè, onestamente, continua a sembrarmi molto poco concreta la visione che hai della genitorialit? e dell'infanzia.
    Un genitore perfetto f? perfino paura, credimi....mentre un genitore che si mette in discussione è un genitore che ha accettato implicitamente di poter sbagliare e non ne fa una tragedia.
    Che un genitore con te, che hai quest'atteggiamento di responsabilizzazione totale della figura genitoriale, eviti di mettersi in discussione....beh, è fin troppo comprensibile, te lo dico con tutta l'onestà di cui sono capace.... pur considerandomi un genitore in "formazione permanente" che non disdegna ogni confronto che possa arricchire il mio impegno con mio figlio, con te avrei delle remore a confrontarmi ed a mettermi in discussione e probabilmente sceglierei di non farlo.
    Educare vuol dire tirare fuori, hai detto bene...ma guarda che il "tirare</span> fuori" implica chiaramente l'intervento di un adulto che "tira", e che, soprattutto, deve saperlo fare, altrimenti come pensi li apprendano i bambini gli atteggiamenti negativi che tu ritieni siano responsabilit? degli adulti?
    Tra l'altro quando parli di responsabilit? non ti rendi conto che la responsabilit? non l'ha solo il genitore, perchè un bambino non vive in un isola deserta dove sono presenti solo i genitori come adulti...anzi, spesso il genitore è egli stesso una "vittima" dei continui messaggi di rifiuto del diverso che il resto degli adulti attua e, purtroppo, non sempre si ha la capacit? e la prontezza d arginare e tamponare i messaggi negativi che perfino i cartoni animati danno.
    E' vero che i bambini imparano ciò che vedono fare dagli adulti, ma se un adulto non risponde alle naturali domande che gli pone sulla differenza che vede nel proprio compagno di scuola con disabilit?, se lo lasciano l? a cavarsela da solo, se affermano che la repulsione o la paura del diverso non f? parte del bambino ma è responsabilit? del genitore....il bambino, che ha la capacit? di vedere ciò che non appare subito agli occhi, capisce solo che l'adulto in questione st? cercando di nascondere la propria difficolt? di fronte all'handicap...un p? come succedeva con la sessualit? quando si credeva che bastava tergiversare o fornire risposte non complete per fare in modo che i bambini smorzassero la loro curiosità....




  13. #52
    jasmin
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    Citazione Originariamente Scritto da Lisa*

    I genitori non hanno colpe, mi sembra molto infantile parlare di colpe, ma hanno responsabilit? ....
    Non l'ho coniato io questo termine ma è quello che spesso i genitori si sentono dire non appena si presenta qualche problematica (mi riferisco soprattutto alla scuola) è ovvio che essere genitori comporta delle responsabilit?, delle grandi responsabilit? ed è anche auspicabile che, come scrivi tu ci sia collaborazione tra i genitori e la scuola, ma spesso io non ne ho trovata, anzi si è sempre cercato di riversare tutto sulla famiglia.

    Spesso un insegnante è molto piu' dannoso di quello che si possa pensare, anche perchè in un solo colpo puo' "rovinane" una intera classe, questo per quello che riguarda la mia esperienza, ed io non sono una mamma che si defila alla prima difficolt?.








  14. #53
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    Vedi fair abbiamo idee diverse, la verità in tasca nessuno ce l'ha, ognuno ha delle sue opinioni che non sono valide universalmente. Io non sono d'accordo con te, pazienza. Che tu non ti metta in discussione con me mi fa piacere, anche perchè tu devi coltivare le tue convinzioni e non le mie. E mi fa piacere anche che il mio modo di vedere non sia condiviso da tutti, sarebbe strano il contrario.


    E' vero, io vedo tanti genitori fuggire, ma ne vedo anche tanti che per fortuna invece si mettono in gioco: sbagliare è umano e lo so bene, ma rendersene conto e cercare di rimediare è un comportamento maturo e responsabile, che pochi hanno!!
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  15. #54
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    Citazione Originariamente Scritto da Lisa*

    E' vero, io vedo tanti genitori fuggire, ma ne vedo anche tanti che per fortuna invece si mettono in gioco: sbagliare è umano e lo so bene, ma rendersene conto e cercare di rimediare è un comportamento maturo e responsabile, che pochi hanno!!
    E mettersi in gioco vuol dire prendersi l'intera responsabilit? di un educazione sbagliata?
    Ma se sono solo i genitori che hanno responsabilit? mi spieghi la scuola cosa ci st? a fare? Ah già...che sbadata! E' l? per giudicare gli errori dei genitori.....
    Guarda Lisa, ti auguro di diventare madre presto e poi ne riparliamo....perchè qua non si tratta di opinioni diverse ma proprio di atteggiamento sbagliato...e lo dico con tutta la chiarezza che dispongo: se dall'altra parte si è in grado solo di mettersi in cattedra, come stai facendo tu in questo 3d, beh permettimi questo non è chiedere ai genitori di mettersi in gioco ma solo...esercitare del potere.
    Lasciamo perdere, v?.....che è meglio non approfondire il discorso perchè potrei diventare offensiva... (e poi la truzzola sarei io...mfuff)



  16. #55
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    Scusate, sono una novellina dei forum, quindi dopo aver risposto privatamente a freedoms, seguo il suo consiglio e riporto quanto le avevo detto:

    "No, non ho ancora chiamato: sinceramente leggendo tutti i post mi
    sto facendo un'idea più chiara delle sensazioni che provo e che mi
    fanno "pensare troppo". Adesso sono ancora molto emozionata (non mi
    aspettavo una risposta così ampia, visto che avevo scritto solo una
    volta in un forum di giardinaggio).
    Chiamer?, perchè è un argomento
    che per motivi strettamente personali mi coinvolge, ma ho bisogno di
    rielaborare ancora un po', nel mio intimo.

    Grazie ancora per i preziosi pensieri che state condividendo con me.
    nenarosa"

    Scusate se ho sbagliato, sto imparando.




  17. #56
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    Citazione Originariamente Scritto da fair
    Citazione Originariamente Scritto da Lisa*


    E' vero, io vedo tanti genitori fuggire, ma ne vedo anche tanti che per fortuna invece si mettono in gioco: sbagliare è umano e lo so bene, ma rendersene conto e cercare di rimediare è un comportamento maturo e responsabile, che pochi hanno!!

    E mettersi in gioco vuol dire prendersi l'intera responsabilit? di un educazione sbagliata?
    Ma se sono solo i genitori che hanno responsabilit? mi spieghi la scuola cosa ci st? a fare? Ah già...che sbadata! E' l? per giudicare gli errori dei genitori.....
    Guarda Lisa, ti auguro di diventare madre presto e poi ne riparliamo....perchè qua non si tratta di opinioni diverse ma proprio di atteggiamento sbagliato...e lo dico con tutta la chiarezza che dispongo: se dall'altra parte si è in grado solo di mettersi in cattedra, come stai facendo tu in questo 3d, beh permettimi questo non è chiedere ai genitori di mettersi in gioco ma solo...esercitare del potere.
    Lasciamo perdere, v?.....che è meglio non approfondire il discorso perchè potrei diventare offensiva... (e poi la truzzola sarei io...mfuff)

    Vedi cara, tu sei offensiva con quelli che non la pensano come te, il fatto che abbiamo opinioni differenti non è un problema per quanto mi riguarda, ma per te è sbagliato tutto ciò che non rientra nei tuoi parametri. Io invece penso che sia lecito avere idee differenti e che sia una ricchezza questo, senza bisgono di offendere nessuno perchè c'è spazio per le idee di tutti. Della scuola io non ho parlato per cui tu non puoi sapere cosa ne penso n? quale esperienza io abbia in merito: evidentemente ciò che hai scritto è ciò che pensi tu e la lettura che dai è tua personale e come tale deve rimanere. E poi guarda se vuoi essere offensiva fai pure tanto comunque, con atteggiamenti del genere, saresti offensiva principalmente verso te stessa, per la tua difficolt? ad accettare chi non la pensa come te.
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  18. #57
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    Non credo di essere offensiva solo con chi non la pensa come me e penso che questa tua risposta sia un buon modo per svicolare da un discorso che forse è un tantinello scottante...perchè si dovrebbe parlare del modo con cui si esercita del potere sulle persone attraverso una professione sociale....e, come tu sai di questo ne ho un esperienza diretta a 360? perchè sono stata sia dalla parte di chi ha esercitato questo potere che dalla parte di chi, suo malgrado, l'ha subito.
    Vedi Lisa, le interpretazioni di una situazione possono essere molto diverse a seconda del punto di vista, e, a mio giudizio, chi esercita una professione che ha a che fare con i malesseri o i comportamenti delle persone, deve assolutamente imparare ad ampliare il proprio punto di vista cercando anche di capire il motivo per cui si sceglie un determinato punto di vista rispetto ad un altro, perchè potrebbe accadere che ci si fissi su un solo punto di vista a causa di un personale conflitto irrisolto con la figura genitoriale, per esempio, per cui la mission diventa quella di costringere chi rappresenta il genitore ad ammettere degli errori che riguardano l'intimo del professionista e non del paziente/utente. Questo, purtroppo, è una cosa che succede spesso nel campo delle professioni sociali, perchè tu sai perfettamente che chi sceglie una professione del genere è spesso attratto dalla possibilit? di cambiare gli altri per aggiiustare il mondo secondo la propria visione.
    Non ti preoccupare, Lisa, io non mi metto su un piedistallo: sono stata a lungo anche io vittima di questo modo di operare e se ne st? faticosamente uscendo lo devo principalmente a mio figlio ed anche alla condizione di esser stata costretta a vivere la situazione contraria, quella di chi è vittima di professionisti che esercitano del potere attraverso l'aiuto senza esserne consapevoli.....perchè sai, non sono solo i genitori a doversi mettere in discussione...




  19. #58
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    con questi giochi care Lisa e fair non credo stiate aiutando molto Nenarosa scusate se mi permetto d'intromettervi e di invitarvi alla calma.


    Tornando a lei Nenarosa intanto complimenti per il quesito che si è intelligentemente posta e poi credo che dal momento che si è fatto questo problema ha già la maturit? e lo spirito adatto per dare a sua figlia dei validi suggerimenti sul come trattare con un bambino "con un handicap" e cioè non un bambino diverso da lei o da altri ma solo con delle difficolt? in più che potr? affrontare chiedendo semplicemente dei chiarimenti sullo stato fisico e poi spero potr? essergli veramente amica



  20. #59
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    Gentile Diavolina, prendo spunto dalla massima nella sua firma: la paura è nemica della vita. Non mi vergogno a dire che è l'ignoranza a far nascere in me la paura: non sono proprio estanea alla realt? della diabilit?, ma proprio perchè alcuni anni fa sono stata proiettate in un modo a me sconosciuto senza la dovuta preparazione, mi ha fatto sentire il disagio che si prova quando non sai se quello che fai e dici pu? ferire chi ti sta accanto, magari in modo irrimediabile. I bambini non hanno corazze a difendere il loro cuore! E poi, scusate, ma ho poca fiducia negli operatori, in generale: sicuramente ci sono persone brave, preparate e sensibili, ma per sicurezza preferisco seguire personalmente il fiorire dei sentimenti di mia figlia.



  21. #60
    Senior Member L'avatar di April
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    Io penso che sia opportuno spiegare a un bambino la disabilit?, specie quando dovr? viverla nella realt? alla scuola materna.
    I bambini sanno essere crudeli, indipendentemente dai genitori, perchè spesso, quando sono in branco, devono farsi "vedere" dagli altri e, spesso, sono proprio i bambini più intelligenti a essere i più cattivelli e, siccome sono leader, vengono imitati dagli altri.
    Certo, sia i genitori che gli insegnanti svolgono un ruolo fondamentale nell'educazione di un bambino, anche di fronte alla disabilit?, ma, comunque, non si pu? negare che un bambino disabile abbia delle "differenze", ben notabili.
    Di quello chedico sono a conoscenza per tre motivi: sono disabile, sono mamma e sono anche maestra della scuola materna(oltre ad aver lavorato con bambini disabili, vittime di abusi e, come infermiera, nel reparto di medicina pediatrica).



    Edited by: April


    -vola in alto solo chi osa farlo-
    -per arrivare all\'alba non c\'è altra via che la notte-



  22.      

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