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Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Novellino del Forum
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    occhi e stato d'animo!



    Quando ho letto sul ?nostro portale di Disabili com? che si svolgeva a Brescia un evento fieristico di tecnologia per la disabilit?, mi ero prefigurata una serie di stand con una vasta gamma di ausili e tecnologie per migliorare la condizione della vita ad un portatore di handicap. Immaginavo di aggirarmi incuriosita per le innovazione che avrei visto.
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    Il nome Dishow, in effetti aveva tutto il presupposto del suo significato : esposizione e/o dimostrazione per disabili!
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    Il concetto di fiera su cui mi basavo, era un mio stereotipo di manifestazione con cose ed oggetti da vedere, da poter toccare e perchè no, anche da provare se fosse stato possibile ed in questo caso , poter constatare personalmente i miglioramenti apportati su ausili, valutando i nuovi prodotti sul mercato; in poche parole verificare quali passi tecnologici si erano verificati in questi ultimi anni per migliorare la quotidianit? della vita delle persone diversamente abili.
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    Ahim?! Mi sono resa subito conto di aver travisato il tutto, cominciando proprio dal nome che in questo caso assume il significato letterale: Show, ovvero intrattenimento e/o presentazione di una qualsiasi cosa qualsivoglia.
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    In seguito alla sorpresa iniziale e della presa di coscienza di aver frainteso il gioco di parole, ho rivolto la concentrazione sulla visibilit? degli espositori, mettendomi nella condizione di assumere un altro modo di vedere le cose, quello dello stato dell?anima, prendendo così atto che ogni stand rappresentava un?associazione o un ente no profit.
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    A questo punto la mia curiosità era tutta improntata nel voler sapere, parlando direttamente con le persone od operatori e del meraviglioso lavoro che svolgevano con grande dedizione, sensibilit?, serietà e meritocrazia tra, per e con le persone disabili.
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    Fra i vari stand, mi sono soffermata a lungo a parlare con i ?dottori della comicit??, i cosiddetti clown della risata; persone straordinarie che svolgono il loro lavoro portando il riso nei reparti pediatrici oncologici. Mi spiegavano il loro percorso di vero e proprio studio che dovevano intraprendere per poter infondere l?amore, l?ascolto, la gioia anche quando sembra che la speranza sia morta. Le loro esperienze nei vari ospedali accolti prima come se fossero dei pazzi , cacciati in malo modo, fino al riconoscimento che il far ridere o almeno far sorridere un bambino sviluppa interiormente la voglia di quest?ultimo, ma anche degli adulti, di combattere per vivere!
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    Ho visto diversi lavori manuali : un tavolino in legno rivestito con ritagli di fumetti dei cartoni animati e poi incollati sapientemente; dipinti di quadri rappresentanti ritratti di persone con vestiti ad effetto tridimensionale in rilievo; stampelle camuffate con effetto pois multicolori, sedie a rotelle con ali d?angelo ed ancora sculture di legno e altre cose. Tutte fatte da persone affette dalla sindrome di down o handicap psichico o con manualit? sensibilmente ridotte. Capolavori veri e propri di pazienza, di sprono per tutte queste persone che con forza di volont?, tenacia, costanza anche da parte degli stessi operatori, sono riusciti a portare a termine un progetto.
    Parlando con questi operatori del settore mi spiegavano le gravi difficolt? affrontate, come riuscire a coinvolgerle nel lavoro e la gioia che avrebbero provato nell?essere riuscite nel loro intento, cosa non sempre facile!
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    Altro stand, quello all?assessorato allo Sport che attraverso il Dishow ha messo in risalto l?ambito sportivo; un mezzo efficace di stimolo per misurarsi con se stessi e gli altri. Dialogando, ho appreso proprio dall?esperienza diretta di uno di questi sportivi, l?importanza e la validit? di sensibilizzazione con il fine di riconoscere tale diritto a ciascun individuo di praticare lo sport a tutti i livelli in ambienti che abbiano i requisiti funzionali e le attrezzature idonee; esperienze sportive che come sappiamo e abbiamo ammirato si sono trasformate in carriere agonistiche di altissimo livello, affermando il diritto sacrosanto che, disabilit? non significa per forza la fine, ma pu? essere l?inizio di un nuovo ciclo di vivere la vita!
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    Il mio sguardo di meraviglia nel leggere di uno stand dedito all?agricoltura. Il solo pensare a ciò si affaccia alla mia mente solo fatica, sudore già per un contadino, figurarsi per una persona con handicap.
    Incuriosita ancora di più, mi avvicino e prendo un piccolo depliant e leggo ?fattorie didattiche?; alzo lo sguardo e senza che neppure pronunciassi parola, ho davanti a me una signora che mi ragguaglia (l?espressione di meraviglia del mio viso doveva essere molto evidente) e mi spiega essere un progetto per la tutela della produzione agricola del territorio. Con questo particolare progetto si offre uno spaccato di vita rurale, permettendo ai disabili con organizzazione guidata, di partecipare alla vita di stalla, a contatto con gli animali e usando gli strumenti del contadino e imparando a conoscere dalla descrizione del processo del latte fino alla trasformazione in formaggio; cose che il diversamente abile oggi con gli strumenti che vi sono a disposizione, pu? fare.
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    Grande spazio è stato dedicato per le auto e le modifiche che si possono apportare sia per il disabile guidatore, sia per il disabile trasportato. Ampio anche lo spazio dedicato per le carrozzine: manuali, a motore, per i vari tipi di sport, per assumere la posizione verticale, etc, ecc.
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    Nei miei vari spostamenti tra gli stand, non è mancata la comunicazioni a gruppi di persone con handicap che incontravo, soffermandomi a chiacchierare del più o del meno.
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    E poi lo stand di DISABILI.COM visibile anche da lontano per i suoi colori che ormai conosciamo molto bene tutti.
    Ne parlo alla fine pur essendo il primo che ho visitato. Ero visibilmente emozionata, più di altra cosa era mio profondo desiderio voler conoscere le persone della redazione che per me erano solo dei nomi dietro alla testata di Disabili.com!
    Fatte le presentazioni abbiamo chiacchierato come se ci conoscessimo di persona da sempre. La disponibilit? di Alberto ha superato le mie aspettative e le titubanze del momento svanite nella forte rassicurazione che ho trovato proprio nella sua persona e nella pacatezza apprezzata della conversazione.
    Nicola, dall?apparenza un ragazzo molto timido, è dotato di un carattere forte e grinta che tira fuori all?occorrenza del momento. Laura, in quel momento era intenta e concentrata sul pc. Che stesse leggendo Disabili com?
    Le poche frasi che ho scambiato con lei mi hanno dato un?opinione della sua persona di avere molta volont? e determinazione.
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    Non è che ad ogni costo voglia lodare o entrare nelle grazie di queste persone, ma dar vita ad un portale come Disabili com, scontrandosi ogni giorno con problematiche, sia dietro le ?quinte?, sia dal punto della visibilit?, ciò che noi siamo abituati a vedere dal nostro schermo, è un lavoro estenuante, immane e indicibile; loro lo svolgono umanamente e anche di più, al top delle loro possibilit? fisiche!
    Grazie a tutti e tre con l?augurio di potervi ancora vedere e parlare.
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    Concludo questo discorso sul Dishow con un modo di dire : SPESSO L?APPARENZA INGANNA ed io aggiungo che cercare sotto la superficie si trova più positivit? di quella che la realt? a volte ci offre!
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    Un saluto
    CarpediemEdited by: carpediem


  2.      


  3. #2
    Senior Member L'avatar di ARNOLD_1978
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    Credo sia sempre così le aspettative sono sempre maggiori rispetto a quello che in realt? ci si trova davanti...... al di l? delle persone della redazioneche anche se non le conosco personalmentecredo che siano persone socievoli e molto disponibili!


    P.s. una simile sensazione rispetto a quella tua riportata qui sopra....l'ho avvertita alla fiera di CivitasMed qualche mese fa, che ho anche raccontato (disavventura compresa), qui sul forum!!



  4. #3
    MEMBRO ONORARIO
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    Credo che ci vedremo presto al Civitas di Padova.
    Erica

    \"Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze!\"
    (Giuramento degli Atleti degli Special Olympics Italia)

    http://www.specialolympics.it



  5. #4
    Novellino del Forum
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    beh si tutto cio' accade spesso nel virtuale, spesso ci facciamo un immagine sbagliata di chi abbiamo davanti. Anche la nostra reazione e' diversa da come mi comporterei nella realta', solo che nell'immediato non si sta molto a riflettere... E un po' come i moderatori.. nell'immediato pensi che siano dei grandi str0nz0ni.. ma sono sicuro che non sia cosi'... e che sia soltanto un mio modo limitato di vedere la realta.

    Vero che non siete Str0nz0ni?

    Saluti..

    900




  6. #5
    Junior Member L'avatar di Cico
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    Il più str0nz0nesono io!


    SalutiEdited by: Cico
    La coscienza è il freno consumato dell'ingordigia umana



  7.      

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