Cookie Policy Privacy Policy morte della baronessa di carini



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  1. #1
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    Vju viniri ?na cavalleria


    chistu è m? patri chi veni pri mia!


    Signuri patri, chi vinistivu a fari?


    Signura figghia, vi vegnu a ?mmazzari.


    Signuri patri, aspettatimi un pocu


    Quantu mi chiamu lu me cunfissuri.


    - Habi tant?anni ch?un t?ha confissatu,


    ed ora vai circannu cunfissuri?


    E, comu dici st?amari palori, tira la spata e cassaci lu cori;


    tira cumpagnu miu, nun la sgarr?ri,


    l?appressu corpu chi cci hai di tirari!


    Lu primu corpu la donna cad?u,


    l?appressu corpu la donna muriu."


  2.      


  3. #2
    jasmin
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    Nembo, sei appassionato di questo genere di romanzi? Mi ricordo, anche se ero ragazzina di averlo visto in tv, era una bellissima storia d'amore, passione e gelosia, poi quando andai in Sicilia (molti anni fa) ricordo che mi fermai a Carini e vidi il famoso castello. Sembra che nel castello ci sia ancora il fantasma della baronessa...
    <h2>Al via le riprese del remake, per la Rai, diretto da Umberto Marino
    Vittoria Puccini e Luca Argentero nei panni di Janet Agren e Ugo Pagliai</font></h2>
    <h1>Torna la Baronessa di Carini
    un cult della tv anni Settanta
    </font></h1>
    <h3>Lo sceneggiato and? in onda nel 1975, la regia era d</font>i Daniele D'Anza
    Un grande successo che mescolava passioni, intrighi, suspence e parapsicologia</h3>

    E' uno dei principali corresponsabili dei sonni agitati di buona parte
    di quelli che trent'anni fa non andavano al letto dopo Carosello. Che
    saranno l?, pronti a giudicare, oppure non ci saranno affatto,
    cambieranno canale, nel rispetto di uno di quegli sceneggiati di culto
    degli anni Settanta del quale i puristi non vorrebbero mai vedere un
    remake: L'amaro caso della baronessa di Carini. Che con Il segno del comando e Belfagor
    - e molti altri in verità - è entrato nella sfera del mito della tv in
    bianco e nero, o a colori da poco. Soprattutto perchè - come gli altri
    due - metteva un sacco paura. Con quella storia della mano insanguinata
    che lascia un'impronta indelebile sull'intonaco di una stanza. E i
    Beati Paoli, pure, sinistri e incappucciati.





    Chissò se sapr? procurare gli stessi brividi la miniserie diretta da
    Umberto Marino (La fiamma sul ghiaccio, Cuore cattivo fra gli altri), prodotta da Feelmax e Rai Fiction, con Vittoria Puccini (fresca del successo di Le ragazze di San Frediano, RaiUno) e Luca Argentero (al cinema in Saturno contro).
    Primo ciak battuto due giorni fa, su una sceneggiatura che punta sia
    sulla ricostruzione dell'omicidio al centro della storia, sia sulla
    relazione sentimentale che coinvolge i due protagonisti: così profonda
    da sconfiggere anche la morte.


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    Lo
    sceneggiato originale, in onda in prima serata dal 23 novembre del
    1975, era scritto da Lucio Mandar?, diretto da Daniele D'Anza e vantava
    interpreti come Ugo Pagliai, Janet Agren, Adolfo Celi, Paolo Stoppa e
    Vittorio Mezzogiorno (curiosità: c'era pure Enrica Bonaccorti). I fatti
    non erano ambientati nel Cinquecento (come vuole la ballata popolare
    alla quale lo sceneggiato si ispira) ma nel 1812, in un'epoca
    completamente reinventata.





    La storia, per i più giovani o gli smemorati: alla vigilia della
    stipula della prima Costituzione liberale, Luca Corbara (Pagliai) viene
    chiamato ad accertare, per conto del ministro delle Finanze, la
    legittimit? del possesso di alcuni feudi. Si imbatte, così, in quello
    di Carini, noto per la tragica e inquietante storia d'amore di tre
    secoli prima, raccontata con una buona dose di suspence, mescolando
    intrighi e magia.





    Ovvero: Laura Lanza di Trabia, figlia di Cesare Lanza, conte di
    Mussomeli, e di Lucrezia Caetani, sposò a soli 14 anni, nel 1543,
    Vincenzo La Grua, signore di Carini, nelle vicinanze di Palermo. Nel
    1563 venne barbaramente uccisa dal marito, perchè colta in flagrante
    adulterio, nel castello, con l'amore della sua vita, Ludovico
    Vernagallo. Un delitto circondato da un alone di mistero che l'ha
    trasfigurato nella leggenda. Nel remake, l'azione si sposta nel 1860,
    alla vigilia dello sbarco dei Mille di Garibaldi.





    Una perplessit?: quale sar? la sigla del film, chi la interpreter??
    Perch? tutti hanno ben presente l'indimenticata canzone dei titoli di
    testa dello sceneggiato del '75, con la voce di Gigi Proietti che, in
    un dialetto siciliano stretto stretto, come un antico cantastorie,
    introduceva il pubblico nel mistero della leggenda: "Viu viniri la
    cavalleria", poi "lu primi colpu la donna cad?u / l'appresso colpu la
    donna mur?u", e il finale: "Povera barunissa de Carini...".
    <h2 ="r">Torna la Baronessa di Carini un cult della tv anni Settanta ...</h2>











    (14 marzo 2007)




  4. #3
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    Cara Jas! sono attratto da tutto ciò che parla della Sicilia! non per nulla la mia origine è da l?! ed amo molto il dialetto siciliano!Edited by: Nembokid



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  5. #4
    jasmin
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    Beh...Nembo a me spesso hanno chiesto se sono siciliana o calabrese, una volta anche cubana (d'estate con l'abbronzatura)! Sai per via dei miei capelli biondi, occhi azzurri e colorito pallido!!!



  6. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da jasmin
    Beh...Nembo a me spesso hanno chiesto se sono siciliana o calabrese, una volta anche cubana (d'estate con l'abbronzatura)! Sai per via dei miei capelli biondi, occhi azzurri e colorito pallido!!!
    wow!!!!!!!



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  7. #6
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    Io ricordo che lo vedevano i miei genitori ed io avevo sei anni e ne fui profondamente sconvolta. Mi affascinava in un certo senso il mistero e poi quando vidi scivolare la mano insanguinata della baronessa sul muro bianco e cadere avvolta dalla sua camicia bianca che faceva apparire il sangue ancora più...Sangue! Mi sconvolsi! Forse è da l? che sono diventata un p? SANGUINARIAAAAA! e MI PIACE L'OCCULTO!



  8. #7
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di Patrik1
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    ciao trilly



  9. #8
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    Io mi ricordo l'atmosfera di suspance che c'era intorno a me nel vedere lo sceneggiato.


    Avevo 12-13 anni, ero in collegio e la TV era in fondo al corridoio,eravano in circa 20 ragazze, tutte all'incirca della stessa età, sedute per terra a guardare le scene e... qualcuna più impressionabile delle altre creava un'alone di tensione tale che... se una strillava, tutte strillavamo... alla famosa scena della mano che lascia l'impronta insanguinata poi...
    Jan Vermeer - \"Ragazza con Turbante\"



  10.      

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