Dopo la brillante qualificazione alla Final four di Coppa Italia 2007, ottenuta nei preliminari di un mese fa, il Padova Millennium Basket inizia questa nuova avventura consapevole delle sue forze, senza nessuna illusione, ma cercando di giocare ogni incontro al meglio delle sue possibilit?.
La partita inaugurale di questa 13? edizione vede il PMB contro il Porto Torres, una partita esaltante che vede i padovani lottare canestro su canestro, senza mai inseguire ma sempre li, davanti a tutti, e aggiudicandosi un incontro all?ultimo secondo sul punteggio di 56 a 54, emozioni a non finire.
Nel secondo incontro della prima giornata la Roma cede il passo ai padroni di casa (Taranto) con un bruciante 74 a 59.
Nella seconda giornata il Porto Torres si trova d?innanzi i romani, la partita si è giocata all?ultimo secondo e si conclude sul punteggio di 57 a 59 per la Roma.
I padovani sono consapevoli che il risultato ottenuto è frutto del loro lavoro, del loro impegno e determinazione, ma adesso bisogna scontrarsi con i padroni di casa, il Taranto, una squadra forte con talenti come Six, Norris, Ness ecc, ciò non fa paura ai patavini ma gli sprona a dare il meglio di se. La partita è intensa e vibrante, i padovani non lasciano scappare i padroni di casa, nel secondo quarto il pmb si disunisce e va al riposo con un meno 11. Nel periodo di sospensione i padovani riescono a ritrovare la grinta e la concentrazione; la ripresa è tutta un?altra storia si gioca e si fa sul serio. Incominciano la rimonta, a 2 minuti dalla fine sono a meno 6 ma non e finita, qui incomincia una partita di soli due minuti, ma sono intensi e vorticosi, si lotta su tutte le palle, con un canestro e due recuperate con conseguente centro in meno di 30 secondi; i padovani sono li, 51 a 51, ci sono solo 58 secondi per chiudere la partita. Il Taranto è frastornato, non ha più la forza di reagire allo strapotere dei padovani che sono dei leoni, in meno di un minuto mettono al tappeto i padroni di casa con un parziale di 3 a 12 e chiudono la partita sul 56 a 63. Ormai il pmb è una realt?, non è una meteora, ma una splendida realt?, in questa edizione della Coppa Italia irrompe prepotentemente come favorita alla conquista di questo trofeo. Manca solo l?ultimo ostacolo la temuta Roma; i padovani, vada come vada, hanno gia vinto, da squadra materasso o agnello sacrificale, sono diventati squadra da temere e da rispettare.
Nella giornata conclusiva i tarantini incontrano il Porto Torres, non gli resta che vincere e sperare. E vincono, chiudono sul punteggio di 70 a 65 e sperano ad un risultato utile della Roma nell?ultimo incontro della manifestazione.
La Roma è l?ultimo ostacolo ad un sogno che si realizza, non si pu? mollare adesso, non si pu?, bisogna crederci e dare tutto.
I padovani voglio arrivare in alto. L?incontro è stato entusiasmante, il pmb è sempre li incollato ai romani non se li lascia scappare, il pressing dei capitolini non ha successo la difesa regge l?urto di Pellegrini e company. L?attacco non fallisce, punge e non sbaglia nei momenti cruciali dell?incontro. Il PMB deve lottare contro tutti, gli avversari, il pubblico, ma non c?? niente da fare, la posta in palio è troppo alta per mollare e il PADOVA NON MOLLA MAI. Risultato finale: PMB 65 Roma S.L 59; ha iniziato vincendo e non poteva chiudere diversamente.
Dinnanzi allo stupore di tutti, i padovani hanno dimostrato la loro forza conquistando la 13^ edizione della Coppa Italia.
Una squadra che ha dettato leggi dall?inizio alla fine della manifestazione, eliminando squadre come Macerata, nei preliminari, Porto Torres , Roma e Taranto il fior fiore del basket in carrozzina in Italia senza mai perdere una partita. Bravi, bravi a tutti Matteo Cavagnini, eletto miglior giocatore del torneo, la fantastica CIBA (Vettorello Silvana), Amine Moukhariq e Bargo Mohamed che hanno portato scompiglio nelle difese avversarie; Marco Dal Fitto, Franco Repele, Massimo Girardello, Fabio Bernardis, Sandro Giro, Chiarello Filippo e al coach Fisher Clifford. E un applauso va ai nostri supporter che hanno seguito la squadra in terra pugliese, erano solo tre ma sembravano trecento.
E? un sogno.



A cura di Antonio Saracino