TRIESTE, 24 MAR - Di fronte ad una malformazione fetale, i genitori richiedano sempre un "consiglio interdisciplinare", formato da un'equipe composta da specialisti di diverse discipline che studiano insieme il caso. E' questo il messaggio centrale emerso al convegno "Le terapie delle malformazioni fetali", organizzato a Trieste dall' Irccs Burlo Garofolo e Abc, Associazione per i bambini chirurgici del Burlo onlus. Tre le sezioni dei lavori: diagnosi prenatale, terapia e risultati, scienza bioetica ed esperienze personali. Per la diagnosi, "le nuove tecniche dell'ecografia tridimensionale e della risonanza magnetica - ha sottolineato Jurgen Schleef, direttore del Dipartimento di chirurgia del Burlo e coordinatore del convegno - offrono, nel caso di gravidanza a rischio, ulteriori elementi d'indagine per decisioni più consapevoli da parte di genitori e medici". Diagnosi più certe possono aiutare alcuni interventi di terapia intrauterina, fino a qualche anno fa impensabili. Nella seconda sessione del convegno, molte le testimonianze dei genitori che hanno raccontato le loro scelte di vita dinnanzi a un bambino malformato, mentre degli aspetti etici hanno parlato Giovanni Del Missier, docente di bioetica, sottolineando che "nelle situazioni di incertezza estrema, appare preferibile mantenere un atteggiamento possibilista in favore del sostegno alla vita umana", e Francesco Agnoli, scrittore e docente, secondo il quale "amare è servire la vita e un figlio dovrebbe essere accettato anche se non corrisponde a ciò che pretendiamo".





Notizia a cura dell' ANSA